{"id":205480,"date":"2025-11-08T16:11:14","date_gmt":"2025-11-08T16:11:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205480\/"},"modified":"2025-11-08T16:11:14","modified_gmt":"2025-11-08T16:11:14","slug":"lartista-jinjoon-lee-esplora-i-confini-tra-arte-tecnologia-e-coscienza-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205480\/","title":{"rendered":"L\u2019artista Jinjoon Lee esplora i confini tra arte, tecnologia e coscienza umana"},"content":{"rendered":"<p>Artista e direttore creativo coreano, <strong>Jinjoon Lee <\/strong>esplora da anni i confini tra arte, tecnologia e coscienza umana. Le sue installazioni multimediali<strong> fondono elementi naturali e sistemi digitali<\/strong>, invitando il pubblico a vivere esperienze immersive in cui dati, suoni e paesaggi si intrecciano in ecosistemi sensoriali vivi.<br \/>Dopo il pionieristico Space Transmission Project Good Morning Mr. G-Dragon, realizzato con l\u2019icona del K-pop G-DRAGON \u2013 una performance che univa dati biometrici e trasmissione sonora nello spazio \u2013 la sua ultima installazione, Cine-Forest: Awakening Bloom, \u00e8 una<strong> grande performance multimediale guidata dall\u2019Intelligenza Artificiale<\/strong> che trasforma una foresta urbana in un teatro a cielo aperto dove tecnologia, natura e umanit\u00e0 si incontrano. Parallelamente, la mostra personale Champagne Supernova, da poco conclusasi a Seoul, ha affascinato il pubblico con la serie di collage ibridi Nine Reincarnation, opere che intrecciano creativit\u00e0 umana e intelligenza artificiale in una riflessione poetica sul post-digitale.\u00a0<\/p>\n<p>In questa intervista, Jinjoon Lee racconta come<strong> la sua pratica si muova tra il visibile e l\u2019invisibile, il biologico e il digitale<\/strong>, affrontando temi come l\u2019empatia aumentata, l\u2019etica dei dati e la poesia della natura nell\u2019era dell\u2019IA.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/jinjoon-leeportraitcourtesy-of-jinjoon-lee-studio-photo-by-sun-kim-cjinjoon-lee-studio-768x1024.jpg\" alt=\"jinjoon leeportraitcourtesy of jinjoon lee studio photo by sun kim cjinjoon lee studio Cosa si intende per \u201cgiardiniere dei dati\u201d? Intervista all\u2019artista Jinjoon Lee\" class=\"wp-image-1192234\"  \/>Jinjoon Lee Portrait Courtesy of Jinjoon Lee Studio Photo by Sun Kim \u00a9Jinjoon Lee StudioL\u2019intervista a Jinjoon Lee<\/p>\n<p><strong>Il tuo lavoro spesso agisce come un ponte tra mondi organici e sistemi computazionali. Dove vedi emergere la \u201cvita\u201d all\u2019interno di questa relazione ibrida?<\/strong><br \/>Credo che la \u201cvita\u201d emerga proprio al confine tra i due mondi che menzioni, quello organico (la natura) e quello computazionale (i dati). Non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 fissa, ma piuttosto una vitalit\u00e0 o vivacit\u00e0 che si manifesta nel momento della transizione sensoriale da uno stato all\u2019altro. Il ruolo dell\u2019artista, per me, \u00e8 quello di abitare questo spazio liminale, percepire e far emergere la vitalit\u00e0 che nasce tra questi mondi. In definitiva, scoprire un senso di vita, vitalit\u00e0 o persino estasi all\u2019interno di questa soglia \u00e8 anche connesso alla questione di quando la tecnologia diventi arte, nell\u2019ambito dell\u2019arte dei media. Cerco di comprendere la natura storica del medium e di catturare proprio questo momento di transizione.<\/p>\n<p>Cosa fa il \u201cdata gardenist\u201d<\/p>\n<p><strong>Ti definisci un \u201cgiardiniere dei dati\u201d: qual \u00e8 il gesto pi\u00f9 umano in questo atto di coltivare i dati \u2013 la cura, l\u2019ascolto, il controllo\u2026?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Credo che il gesto pi\u00f9 umano nel coltivare i dati sia la riorganizzazione, l\u2019atto riflessivo di prendere frammenti, che siano elementi naturali o dati grezzi, e comporli in nuove costellazioni di significato. \u00c8 qui che entrano in gioco la mano, l\u2019occhio e l\u2019intuizione umani, non per imporre una forma, ma per sentire, immaginare e ricomporre. Questo gesto \u00e8 profondamente radicato nella filosofia antica dei giardini dell\u2019Asia Orientale. In trattati come il Sakuteiki o nell\u2019arte dell\u2019Ikebana, lo scopo non \u00e8 la replica, ma la disposizione selettiva, dove ogni pietra, ramo o fiore viene collocato deliberatamente per evocare asimmetria, impermanenza e l\u2019invisibile. Il giardino, dunque, non \u00e8 uno sfondo, ma uno spazio liminale, dove estetiche antiche e intenzione umana convergono. Come \u201cdata gardenist\u201d abito questo spazio intermedio, riorganizzando i dati come pietre in un torrente \u2013 non per controllare, ma per aprire sentieri, sintonizzare sensibilit\u00e0 e coltivare nuovi modi di abitare il \u201cNowhere in Somewhere\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lavorando con dati biometrici, algoritmi e ambienti naturali, quali domande etiche ti sei posto riguardo al confine tra intimit\u00e0 umana e sorveglianza tecnologica?<\/strong><strong><br \/><\/strong>La realt\u00e0 trasformata dall\u2019IA \u00e8 intrecciata con questioni complesse come i bias dei dati e l\u2019alfabetizzazione mediatica. L\u2019accelerazione dell\u2019IA ha raggiunto un punto in cui, nel tempo necessario a un utente per verificare l\u2019autenticit\u00e0 di un risultato generato dall\u2019IA, quest\u2019ultima pu\u00f2 gi\u00e0 aver prodotto innumerevoli nuove falsit\u00e0 per sostenerlo. In questo circuito di retroazione a specchio, gli esseri umani rischiano di restare intrappolati in una camera d\u2019eco. Considero questo fenomeno complessivo una \u201ccrisi epistemologica\u201d. In tale contesto, la domanda etica pi\u00f9 urgente per me \u00e8: \u201cIn un mondo cos\u00ec accelerato e tecnologicamente distorto, come possiamo comunicare davvero gli uni con gli altri?\u201d L\u2019IA generativa opera estraendo istantaneamente un\u2019immagine (il risultato) dal linguaggio (il testo), tentando di colmare il divario tra i due. Gli artisti sono consapevoli del vuoto che esiste in questo spazio, e l\u2019atteggiamento fondamentale dell\u2019artista \u00e8 guardare dentro quel vuoto. La mia metodologia, che utilizza dati biometrici come le onde cerebrali, \u00e8 un tentativo di integrare quel vuoto con l\u2019esperienza umana. Attraverso questo, cerco possibilit\u00e0 di comunicazione nella zona intermedia in cui umanit\u00e0 e tecnologia si incontrano.<\/p>\n<p><strong>In <\/strong><strong>Cine-Forest<\/strong><strong>, la natura diventa sia uno schermo sia un organismo vivente che risponde. Quanto sono importanti il caso e l\u2019imprevedibilit\u00e0 naturale in un\u2019opera che aspira a essere un ecosistema vivente piuttosto che uno spettacolo controllato?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Oltre alla tecnologia, ci\u00f2 che completa l\u2019atmosfera e il significato di Cine-Forest \u00e8 la presenza del pubblico e gli elementi imprevedibili della natura, come il clima. Ha piovuto per due giorni consecutivi durante la performance, il che \u00e8 stato impegnativo per tutti. Eppure, il momento pi\u00f9 toccante \u00e8 arrivato quando la pioggia ha smesso di sembrare un ostacolo, diventando parte integrante dell\u2019opera. Abbiamo adattato in tempo reale il ritmo del suono e della messa in scena, mescolando i richiami delle rane e altri suoni naturali negli intervalli, permettendo agli spazi interni ed esterni \u2013 ai tempi passati e presenti \u2013 di interagire. Poeticamente, la pioggia sembrava come se il gigante della storia stesse spargendo su di noi luce stellare sotto forma di gocce di pioggia. Queste armonie inattese tra ambiente e narrazione hanno infuso la performance di vitalit\u00e0, trasformandola da spettacolo controllato in un ecosistema vivente.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 l\u2019empatia aumentata secondo Jinjoon Lee<\/p>\n<p><strong>Parli di \u201cempatia aumentata\u201d: credi che l\u2019IA possa davvero insegnarci a provare empatia verso il non-umano \u2013 come un albero, il vento o una roccia?<\/strong><strong><br \/><\/strong>La tecnologia estende e riconfigura i nostri sensi. Quando converge con l\u2019arte, ci permette di interiorizzare l\u2019esperienza dell\u2019Altro, che si tratti di un\u2019altra persona, di un essere non umano come un albero o il vento, o persino di entit\u00e0 artificiali o cosmiche. In Cine-Forest, ad esempio, il camminare e il respirare del pubblico diventavano parte della narrazione, consentendo di sperimentare la coesistenza organica di natura, citt\u00e0, tecnologia e umanit\u00e0. Non era un semplice spettacolo tecnologico, ma un invito a immaginare migliori forme di coesistenza attraverso l\u2019esperienza delle prospettive altrui. La fusione tra arte e tecnologia riduce cos\u00ec la distanza sensoriale ed emotiva tra uomo, macchina e natura, coltivando nuove forme di immaginazione sociale fondate su un\u2019empatia ampliata. Da tempo esploro i confini tra mondi differenti, e credo che l\u2019empatia sia la forma pi\u00f9 vitale di comunicazione che nasce proprio nel punto in cui quei confini si incontrano.<\/p>\n<p><strong>I dati raccolti durante le tue performance sono un archivio, un materiale poetico o una memoria vivente? Che futuro immagini per essi?<br \/><\/strong>Possono essere tutte queste cose. Ci\u00f2 che conta \u00e8 che questi dati non vengano usati per costruire finzioni speculative, ma per incarnare le storie delle persone e dei luoghi che mi circondano. Ascoltare sinceramente ci\u00f2 che mi sta intorno mi ricorda di non trascurare i mondi reali e duraturi di chi vive qui. La performance Cine-Forest e i dati raccolti da essa segnano solo l\u2019inizio di un\u2019esperienza mediale totale che connette natura, umanit\u00e0 e tecnologia. Per esperienza totale intendo una che va oltre vista e suono, includendo aria, temperatura, umidit\u00e0 e persino il profumo della terra, tutto come parte di una narrazione sensoriale multilivello. Il pubblico vive un momento immersivo e fugace che non si ripeter\u00e0 mai, e il mio obiettivo \u00e8 progettare proprio quell\u2019esperienza performativa effimera. A partire da questi dati raccolti, continuer\u00f2 a sperimentare per infondere nel luogo una dimensione al tempo stesso totale e liminoide.<\/p>\n<p>Laura Cocciolillo<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Artista e direttore creativo coreano, Jinjoon Lee esplora da anni i confini tra arte, tecnologia e coscienza umana.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":205481,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-205480","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115514958673527624","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205480","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=205480"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205480\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/205481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=205480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=205480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=205480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}