{"id":205513,"date":"2025-11-08T16:38:14","date_gmt":"2025-11-08T16:38:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205513\/"},"modified":"2025-11-08T16:38:14","modified_gmt":"2025-11-08T16:38:14","slug":"recensione-mostra-man-ray-palazzo-reale-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205513\/","title":{"rendered":"Recensione mostra Man Ray Palazzo Reale Milano"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/2822p_silvia-de-felice.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Silvia De Felice<\/a><br \/>\n                    , scritto il 07\/11\/2025<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:                 <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Recensioni mostre<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/fotografia.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fotografia<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/man-ray.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Man Ray<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/milano.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Milano<\/a> <\/p>\n<p>\n                Un artista che ha sperimentato, che ha scoperto, che ha sbagliato, che ci ricorda dove nasce il nostro gusto per i dettagli estremi in fotografia, da dove arrivano i selfie di oggi. Man Ray: ecco com\u2019\u00e8 la mostra di Palazzo Reale a Milano. La recensione di Silvia De Felice.            <\/p>\n<p>La fotografia, fin dalle sue origini, ha invitato alla sperimentazione. Sovrapposizioni, sovraesposizioni, incidenti tecnici che si trasformano in nuovi codici espressivi, derivazioni impreviste del linguaggio principale. Man Ray \u00e8 stato maestro assoluto di queste scoperte, a partire dalla solarizzazione che consiste nell\u2019esporre un\u2019immagine alla luce durante lo sviluppo, creando cos\u00ec contrasti insoliti e contorni marcati. La lettura odierna, talvolta forzatamente incline al politically correct, tende ad attribuire a Lee Miller, in quanto figura femminile da rivalutare, parte del merito di questa tecnica. La mostra a Palazzo Reale restituisce invece con onest\u00e0 i fatti: pare che Lee Miller abbia acceso per errore la luce nella camera oscura durante lo sviluppo. Il vero merito spetta al caso, e a Man Ray quello di aver trasformato quell\u2019errore in un linguaggio.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per le \u201crayografie\u201d, che prendono il nome dal fotografo e che nacquero quando, lavorando in camera oscura, scopr\u00ec che oggetti posati direttamente sulla carta fotosensibile imprimevano le loro ombre sotto la luce, generando immagini tanto strane quanto divertenti. Stranezza e divertimento: i pilastri del surrealismo di cui Man Ray fu protagonista e che contribu\u00ec in modo determinante alla rivoluzione, ma anche alla liberazione, del linguaggio artistico.<\/p>\n<p>Ma Man Ray \u00e8 stato molto pi\u00f9 di questo, come dimostra una retrospettiva vasta e articolata. Man Ray. Forme di luce, curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca e promossa dal Comune di Milano \u2013 Cultura, \u00e8 prodotta da Palazzo Reale e Silvana Editoriale. La mostra, aperta al pubblico fino all\u201911 gennaio 2026, presenta circa trecento opere tra fotografie vintage, disegni, litografie, oggetti e documenti.<\/p>\n<p>Serviva una mostra su un artista di questo calibro? Io credo di s\u00ec. Lo diamo troppo per scontato. Serve per ricordarci dove \u00e8 iniziato il nostro gusto di tagliare i selfie fino a mostrarne solo un dettaglio estremo, di giocare con i filtri di Instagram per modificare le immagini fino a renderle quasi irriconoscibili, di sovrapporre ritagli, seppur virtuali.<\/p>\n<p>Nato a Philadelphia nel 1890 come Emmanuel Radnitzky, adotta il nome Man Ray \u2013 \u201cUomo Raggio di Luce\u201d \u2013 quando frequenta gli ambienti intellettuali di New York. Nel 1921 si trasferisce a Parigi dove diventa protagonista della rivoluzione artistica delle avanguardie. Amico di pittori, scrittori, intellettuali, la sua vita si intreccia con gli eventi della storia e con personaggi che come lui l\u2019hanno cambiata. Picasso, Matisse, Sch\u00f6nberg, Stravinskij. E poi tante donne, che hanno avuto un peso tale nella sua esistenza da meritare ciascuna uno spazio in questa esposizione. Le donne hanno un ruolo di comprimarie nella storia di quel periodo, eppure, anche dal posto secondario che viene loro riservato, intrecciano vicende, orientano ispirazioni.<\/p>\n<p>Pur muovendosi in un contesto storico segnato da forti squilibri di genere, Man Ray, come evidenzia Raffaella Perna nel catalogo della mostra, si \u00e8 distinto per aver riconosciuto la forza creativa e il talento delle donne. Dunque nella mostra c\u2019\u00e8 una sezione per Kiki, regina di Montparnasse, modella e amante, di cui Man Ray celebra il corpo, le forme morbide e la voglia di mostrarsi al mondo che \u00e8 al centro di un\u2019opera unica come Le Violon d\u2019Ingres. Poi Nusch, al secolo Maria Benz, compagna di Paul \u00c9luard, con cui costruisce opere-poesie. E poi c\u2019\u00e8 Lee Miller, allieva, assistente, musa e amante. Unica, forse, ad avere la forza di costruire una propria storia autonoma dall\u2019uomo che l\u2019ha introdotta, guidata, e le ha insegnato il mestiere. I ritratti di Man Ray a Lee Miller catturano l\u2019essenza della loro relazione, delle sperimentazioni che hanno condiviso e della bellezza di una donna che come modella e fotografa \u00e8 diventata per sempre parte della Storia.<\/p>\n<p>Man Ray ha ritratto tutti quelli che hanno incrociato il suo percorso e ha ritratto se stesso, giocando con ruoli e personalit\u00e0, oltre che con la tecnica fotografica.<\/p>\n<p>In questa mostra ci sono anche le sue sperimentazioni cinematografiche, il design, la moda. Suo \u00e8 uno dei ritratti pi\u00f9 celebri di Coco Chanel, nera su fondo bianco, bianchissimo, con le sue collane di perle e la sigaretta col bocchino. E quando la mostra sembra finita c\u2019\u00e8 ancora tanto da vedere. \u00c8 un percorso fatto di immagini che sono penetrate cos\u00ec profondamente nell\u2019immaginario collettivo, da averci fatto dimenticare chi fosse l\u2019autore.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 nota delle fotografie di Man Ray, un dettaglio di un occhio che piange lacrime di perle di vetro, conosciuto appunto come Lacrime di vetro, \u00e8 stato soggetto di tante interpretazioni, ma in realt\u00e0 nasce come scatto pubblicitario, quello per il mascara Cosmecil di Arlette Bernard che era accompagnato dallo slogan \u201cPiangete al cinema, piangete a teatro, ridete fino alle lacrime, senza timore per i vostri begli occhi\u201d.<\/p>\n<p>Forse il percorso espositivo avrebbe potuto beneficiare di un filo conduttore pi\u00f9 unitario, ma probabilmente non \u00e8 possibile racchiudere Man Ray nello spazio di una sola narrazione. Del resto, questa variet\u00e0 rispecchia la ricchezza di esperienze e la personalit\u00e0 poliedrica dell\u2019artista, che sfugge a qualsiasi inquadramento, ad ogni tentativo di trovare un fil rouge nel suo percorso che non sia quello di sperimentare, continuamente, sfidando il linguaggio codificato.<\/p>\n<p>\u201cQuesta esposizione non \u00e8 rivolta al grande pubblico, neppure ad un piccolo numero abbastanza generoso da accettare le idee di un individuo. Non posso pensare n\u00e9 sentire per molti, e sono incapace di collaborare con pi\u00f9 di un\u2019altra sola persona. Questa esposizione \u00e8 offerta da una persona a un\u2019unica altra persona, a te che sei qui. Tutto il resto \u00e8 una semplice questione di scambio\u201d: questo era l\u2019avviso collocato all\u2019ingresso della mostra di Man Ray al Mus\u00e9e national d\u2019art moderne di Parigi nel 1972. Un avvertimento che resta valido anche oggi, davanti a queste forme di luce.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>                Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n                    <\/p>\n<p>                        <img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/silvia-de-felice.jpg\" title=\"Silvia De Felice\" alt=\"Silvia De Felice\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autrice di questo articolo: <strong>Silvia De Felice<\/strong><\/p>\n<p>Da venti anni si occupa di produzione di contenuti televisivi per Rai in ambito culturale e ha ideato Art Night, programma di documentari d&#8217;arte di Rai 5. L&#8217;arte e la cultura in tutte le sue forme la appassionano, ma tra le pagine di Finestre sull&#8217;Arte pu\u00f2 confessare il suo debole per la fotografia.                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Silvia De Felice , scritto il 07\/11\/2025 Categorie: Recensioni mostre \/ Argomenti: Fotografia &#8211; Man Ray &#8211;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":205514,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,4663,204,1537,90,89,74530,28],"class_list":{"0":"post-205513","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-fotografia","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy","20":"tag-man-ray","21":"tag-milano"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115515064722230899","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205513","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=205513"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205513\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/205514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=205513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=205513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=205513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}