{"id":205680,"date":"2025-11-08T18:53:18","date_gmt":"2025-11-08T18:53:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205680\/"},"modified":"2025-11-08T18:53:18","modified_gmt":"2025-11-08T18:53:18","slug":"la-grande-mostra-di-tracey-emin-alla-tate-modern-di-londra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/205680\/","title":{"rendered":"La grande mostra di Tracey Emin alla Tate Modern di Londra"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una <strong>mostra dalla portata storica <\/strong>quella in arrivo alla <strong>Tate<\/strong> <strong>Modern<\/strong> nella primavera del 2026 e dedicata alla grande artista <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/tracey-emin\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tracey Emin <\/a><\/strong>(Margate, 1963). L\u2019ambiziosa antologica A Second Life ripercorre 40 anni della pratica innovativa della dame inglese, presentando pezzi che ne hanno segnato la carriera \u2013 uno tra tutti, l\u2019installazione My Bed \u2013 fino a opere mai esposte prima. Concepita in stretta collaborazione con l\u2019artista, universalmente considerata tra pi\u00f9 importanti della sua generazione, la mostra riunir\u00e0 oltre 90 opere tra dipinti, video, tessuti, neon, sculture e installazioni, <strong>esplorando l\u2019approccio rivoluzionario e senza compromessi di Emin alla condivisione di esperienze di crescita personale<\/strong>.<\/p>\n<p>Tracey Emin alla Tate Modern di Londra<\/p>\n<p>Il percorso si apre <strong>introducendo i visitatori alla voce di Emin e al suo approccio \u201cconfessionale\u201d alla narrazione<\/strong>: qui sono esposti i pezzi della sua prima personale, My Major Retrospective (White Cube, 1982-93), che consistono in una serie di minuscole fotografie dei suoi dipinti scolastici distrutti dopo un periodo difficile; ci sono poi Tracey Emin CV (1995), una narrazione in prima persona della sua vita, e il famoso video Why I Never Became A Dancer (1995), in cui l\u2019artista spiega alcuni eventi traumatici della sua adolescenza nella nativa Margate.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Tracey Emin e il rapporto con Margate<\/p>\n<p>Il <strong>legame di Emin con la cittadina costiera \u00e8 dopotutto uno dei fili conduttori di tutta la sua pratica artistica<\/strong>: lasciatala 15 anni, l\u2019artista vi fece ritorno a intermittenza, trasferendosi a Londra nel 1987 per studiare al Royal College of Art. Tornata a Margate per assistere la madre sul letto di morte e dopo la guarigione dal cancro, Emin vi si \u00e8 ristabilita in modo permanente fondando la scuola d\u2019arte gratuita <strong>Tracey Emin Artist Residency<\/strong>. Tra le opere che affrontano questo rapporto che saranno esposte alla Tate Modern ci saranno Mad Tracey From Margate: Everybody\u2019s Been There (1997) \u2013 con frasi, lettere e disegni molto personali cuciti a mano -, e le montagne russe di legno It\u2019s Not the Way I Want to Die (2005) ispirate al parco divertimenti della cittadina, Dreamland.<\/p>\n<p>Tracey Emin e il trauma<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, gli altri temi conduttori dell\u2019opera di Emin sono<strong> i traumi e dolori personali, e molto ricorrente \u00e8 l\u2019esperienza della violenza sessuale<\/strong>: in mostra ne parleranno il neon I could have Loved my Innocence (2007) e il tessuto ricamato Is This a Joke (2009). Nell\u2019opera video How It Feels del 1996 Emin racconta anche di un aborto traumatico, spiegando sia la negligenza delle istituzioni sia le implicazioni fisiche, psicologiche e sociali del rifiuto della maternit\u00e0. Sar\u00e0 <strong>esposta al pubblico per la prima volta la trapunta The Last of the Gold<\/strong> del 2002, con i \u201cconsigli dalla A alla Z dell\u2019aborto\u201d per donne che si trovino in una situazione simile. <strong>L\u2019aborto \u00e8 stato determinante anche nel suo rapporto con la pittura<\/strong>, portandola a non dipingere per diversi anni: \u00e8 una storia di riavvicinamento la grande installazione Exorcism of the Last Painting I Ever Made (1996), che documenta il periodo di tre settimane in cui Emin si \u00e8 chiusa in una galleria di Stoccolma per tornare a dipingere. Insieme a quest\u2019opera \u00e8 esposta<strong> l\u2019iconica installazione My Bed <\/strong>(1998), forse la pi\u00f9 famosa di Emin (anche perch\u00e9 candidata al Turner Prize), che documenta la sua guarigione da un crollo nervoso causato dall\u2019alcol.<\/p>\n<p>Le nuove opere in mostra alla Tate Modern<\/p>\n<p>Concludono il percorso le opere pi\u00f9 recenti, come la scultura in bronzo Ascension (2024) \u2013 che esplora il nuovo rapporto dell\u2019artista con il suo corpo dopo i grossi interventi chirurgici per il cancro alla vescica -, accompagnata da fotogrammi tratti da <strong>un nuovo documentario, presentato in anteprima alla Tate Modern<\/strong>, che mostra la stomia con cui ora convive. La mostra culmina con l\u2019artista che esplora la sua \u201cseconda vita\u201d dopo la rinascita, tra la scultura Death Mask (2002) e il monumentale bronzo I Followed You Until The End (2023).<\/p>\n<p>Giulia Giaume<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 una mostra dalla portata storica quella in arrivo alla Tate Modern nella primavera del 2026 e dedicata&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":205681,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-205680","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115515595403646355","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205680","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=205680"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205680\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/205681"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=205680"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=205680"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=205680"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}