{"id":206170,"date":"2025-11-09T02:51:01","date_gmt":"2025-11-09T02:51:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/206170\/"},"modified":"2025-11-09T02:51:01","modified_gmt":"2025-11-09T02:51:01","slug":"14-milioni-di-euro-per-studiare-il-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/206170\/","title":{"rendered":"14 milioni di euro per studiare il Sole"},"content":{"rendered":"<p>Napoli si conferma uno dei centri pi\u00f9 vitali della ricerca scientifica italiana. L\u2019assegnazione di un <strong>Synergy Grant<\/strong> del <strong>Consiglio Europeo della Ricerca<\/strong>, da 14 milioni di euro complessivi, al progetto Lunanuova vede un ruolo di primo piano dell\u2019Universit\u00e0 Federico II e del gruppo coordinato dal professor Gianluca Imbriani, ordinario di fisica e figura di riferimento nell\u2019astrofisica nucleare sperimentale.<\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<\/p>\n<p>\u00c8 un risultato che riconosce la continuit\u00e0 di un lavoro coltivato nel tempo e la capacit\u00e0 della citt\u00e0 di tenere insieme competenza scientifica, infrastrutture di ricerca e formazione di nuove generazioni. Lunanuova nasce all\u2019interno della collaborazione Luna (Laboratory for Underground Nuclear Astrophysics), il laboratorio sotterraneo <strong>nei laboratori del Gran Sasso<\/strong> che da trent\u2019anni indaga i processi nucleari che avvengono nelle stelle. Qui, lontano dal rumore cosmico, le reazioni di fusione solare vengono studiate con strumenti capaci di misurare interazioni altrimenti impercettibili. Il nuovo progetto coinvolge quattro istituzioni e alttrettanti ricercatori oltre all\u2019Universit\u00e0 Federico II e Imbriani: Daniel Bemmerer del Helmholtz-Zentrum Dresden-Rossendorf di Dresda (che ha il ruolo di coordinatore), Alba Formicola dell\u2019Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Aldo Serenelli dell\u2019Instituto de Ciencias del Espacio di Barcellona. Obiettivo: ridurre le incertezze nei modelli fisici che descrivono il Sole, la nostra stella pi\u00f9 prossima e al tempo stesso la chiave <strong>per comprendere migliaia di stelle simili<\/strong>.<\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"null\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/primopiano\/scuola_e_universita\/salerno_bernini_soddisfatta_per_i_finanziamenti_per_l_universita-9174707.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bernini: \u00abL&#8217;Universit\u00e0 di Salerno una eccellenza italiana\u00bb<\/a><\/p>\n<p>Lo studio <\/p>\n<p>Lunanuova propone un approccio unificato tra competenze sperimentali e teoriche. Imbriani sottolinea il punto centrale: \u00abStudiare con precisione il Sole significa migliorare la conoscenza di tutte le altre stelle\u00bb. Le osservazioni dei neutrini solari, delle oscillazioni della superficie e delle abbondanze chimiche atmosferiche hanno raggiunto livelli di accuratezza molto elevati. Il modello solare standard, per\u00f2, presenta ancora margini di errore significativi. Le principali incertezze riguardano proprio il numero di reazioni nucleari al secondo che avvengono nel nucleo del Sole, processi legati a energia, temperatura e densit\u00e0. Ridurle significa costruire un modello pi\u00f9 solido e direttamente applicabile allo studio dell\u2019evoluzione stellare.<\/p>\n<p>Il progetto <strong>durer\u00e0 sei anni<\/strong>. Una parte cruciale del lavoro si svolger\u00e0 ai Laboratori del Gran Sasso e nel laboratorio di Felsenkeller a Dresda. Per Napoli, l\u2019impegno \u00e8 duplice: lo sviluppo e il test di nuovi rivelatori e l\u2019allestimento di setup sperimentali che verranno successivamente trasferiti nelle infrastrutture sotterranee. \u00abLa nostra unit\u00e0 si occuper\u00e0 di sviluppare i sistemi di rivelazione. Acquisteremo rivelatori di nuova generazione, li testeremo e li integreremo al Dipartimento di Fisica della Federico II prima di portarli ai laboratori sotterranei\u00bb aggiunge il fisico napoletano. Imbriani richiama un ulteriore elemento: la collaborazione con il laboratorio Circe dell\u2019Universit\u00e0 della Campania Vanvitelli, dove verr\u00e0 condotta una parte delle misure.<strong> Una scelta che rafforza la rete scientifica tra Napoli e Caserta<\/strong> e valorizza un\u2019infrastruttura spesso poco nota fuori dall\u2019ambiente accademico. Significa anche radicare il progetto sul territorio, senza rinunciare alla dimensione internazionale.<\/p>\n<p>I giovani <\/p>\n<p>Accanto alla ricerca sperimentale, <strong>c\u2019\u00e8 il tema delle persone<\/strong>. Il finanziamento permetter\u00e0 l\u2019assunzione di giovani ricercatori. \u00abI fondi disponibili nelle universit\u00e0 italiane sono pochi e da tempo in diminuzione, soprattutto per garantire continuit\u00e0 a chi si forma qui\u00bb, osserva Imbriani. Il progetto offrir\u00e0 contratti stabili, condizioni di lavoro adeguate e la possibilit\u00e0 di lavorare su un programma strutturato nel lungo periodo. \u00abSar\u00e0 possibile far crescere competenze, trattenere talenti e attrarne di nuovi, da altre parti d\u2019Italia e dall\u2019estero. E per questo tipo di ricerca, Napoli \u00e8 gi\u00e0 molto attrattiva\u00bb. Il valore simbolico del Synergy Grant \u00e8 quindi evidente. Non si tratta soltanto di una vittoria accademica. \u00c8 il riconoscimento della capacit\u00e0 scientifica radicata in un territorio spesso raccontato attraverso fragilit\u00e0 e disparit\u00e0. Qui invece emergono laboratori, gruppi di ricerca con esperienza internazionale, una tradizione di fisica sperimentale che ha formato generazioni e l<strong>e ha proiettate in collaborazioni globali<\/strong>.<\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"null\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/primopiano\/scuola_e_universita\/universita_di_salerno_si_insedia_nuovo_rettore_virgilio_d_antonio-9166258.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Universit\u00e0 di Salerno, si insedia il nuovo rettore Virgilio D&#8217;Antonio<\/a><\/p>\n<p><strong>Il progetto si svilupper\u00e0 negli anni in parallelo<\/strong> con importanti missioni spaziali europee dedicate allo studio delle stelle simili al Sole. La convergenza tra osservazioni cosmiche e misure di laboratorio consentir\u00e0 di definire un modello solare pi\u00f9 accurato e stabile. Napoli avr\u00e0 un ruolo rilevante in questa operazione come nodo scientifico riconosciuto. \u00abIl successo del progetto rappresenta uno stimolo a proseguire con rinnovato entusiasmo\u00bb ha affermato Imbriani e la sua riflessione restituisce il senso del percorso: non un risultato isolato, ma una tappa di continuit\u00e0, una crescita condivisa con studenti, dottorandi e ricercatori. Una eccellenza che non ha bisogno di enfasi retorica, perch\u00e9 parla attraverso fatti, laboratori attivi e una comunit\u00e0 che lavora riportando successi internazionali. Una Napoli che insiste, costruisce e produce conoscenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Napoli si conferma uno dei centri pi\u00f9 vitali della ricerca scientifica italiana. 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