{"id":206270,"date":"2025-11-09T05:42:10","date_gmt":"2025-11-09T05:42:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/206270\/"},"modified":"2025-11-09T05:42:10","modified_gmt":"2025-11-09T05:42:10","slug":"macche-pro-ricchi-la-riforma-fiscale-premia-il-ceto-medio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/206270\/","title":{"rendered":"Macch\u00e9 pro ricchi. La riforma fiscale premia il ceto medio"},"content":{"rendered":"<p>I tagli del governo degli ultimi anni hanno favorito soprattutto le fasce di reddito pi\u00f9 basse. Ora viene attuato un riequilibrio.Man mano che si chiariscono i dettagli della legge di bilancio, emerge che i provvedimenti vanno in direzione di una maggiore attenzione al ceto medio. Ma \u00e8 una impostazione che si spiega guardandola in prospettiva, in quanto viene dopo due manovre che si erano concentrate sui percettori di redditi pi\u00f9 bassi e, quindi, pi\u00f9 sfavoriti. Anche le analisi di istituti autorevoli come la Banca d\u2019Italia e l\u2019Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) tengono conto dei provvedimenti varati negli anni passati.Su tutto questo abbiamo visto innescarsi una polemica politica, culminata con la proclamazione dell\u2019ennesimo sciopero nazionale deciso dalla Cgil che conferma, da parte delle opposizioni, una totale disattenzione e, in alcuni casi, una avversione nei confronti del ceto medio. Certamente un reddito da 100.000 euro restituisce l\u2019idea di guadagni di tutto rispetto ma non si pu\u00f2 considerare, come viene fatto in modo polemico, il percettore di questo reddito come un ricco che bisogna far piangere (qualcuno ricorder\u00e0 il vecchio slogan di Rifondazione comunista).Anche le autorevoli valutazioni della Banca d\u2019Italia e dell\u2019Upb vanno, quindi, lette nell\u2019analisi complessa che hanno presentato e non limitandosi a scegliere quegli aspetti utili alla polemica politica. Ad esempio, secondo la relazione di Bankitalia \u00abal di l\u00e0 di questa manovra di bilancio, si pu\u00f2 stimare che gli interventi disposti nel periodo 2022-2025 abbiano pi\u00f9 che compensato, nel complesso, l\u2019impatto negativo esercitato sui redditi delle famiglie dal drenaggio fiscale\u00bb. Cos\u00ec come l\u2019Ufficio parlamentare di bilancio sottolinea sullo stesso tema come dal 2021 il fiscal drag (il fenomeno in base al quale l\u2019inflazione e la crescita dei redditi nominali fanno aumentare la pressione fiscale sui redditi) \u00e8 stato pi\u00f9 che compensato per i redditi da lavoro tra i 10.000 e i 32.000 euro. Bankitalia segnala che, tra la fine del 2019 e il secondo trimestre del 2023, le retribuzioni orarie nel settore privato non agricolo si sono ridotte di 10 punti percentuali per poi risalire di circa 3 punti dal 2023 al secondo trimestre di quest\u2019anno.Quindi, ammonisce l\u2019istituto di via Nazionale, una perdita di potere d\u2019acquisto c\u2019\u00e8 stata ma la soluzione non deve essere a carico dello Stato. \u00ab\u00c8 improprio assegnare al bilancio pubblico il compito di recuperare soprattutto quando la redditivit\u00e0 delle imprese pu\u00f2 consentire che ci\u00f2 avvenga attraverso la contrattazione\u00bb, si legge nell\u2019analisi della manovra. \u00abLa crescita dei salari reali non pu\u00f2 che essere sostenuta da un sistema di relazioni industriali ben funzionante e da un rilancio della produttivit\u00e0 del lavoro che si \u00e8 ridotta di oltre un punto percentuale dalla fine del 2019\u00bb. Certamente una sottolineatura che rappresenta un richiamo fortissimo alla responsabilit\u00e0 delle parti sociali e in particolare a chi non partecipa al rinnovo dei contratti e si esercita in ripetuti scioperi che certo non fanno gli interessi del Paese e dei lavoratori.A conferma della necessit\u00e0 di una lettura dinamica e non staticamente fotografica di una sola legge di bilancio, va considerato quello che dice l\u2019Ufficio parlamentare di bilancio. Ovvero che \u00abper i lavoratori dipendenti, gli interventi degli scorsi anni hanno prodotto benefici prevalentemente concentrati nelle fasce di reddito basse e medie con una incidenza sul reddito che supera i 6 punti percentuali per i redditi pi\u00f9 bassi. La riforma del 2026, concentrata sulle fasce medio alte e alte, opera in modo complementare, riducendo il divario nelle fasce dove gli interventi precedenti avevano prodotto effetti pi\u00f9 contenuti\u00bb. Dunque, in termini di incidenza sul reddito, \u00abil profilo complessivo rimane caratterizzato da riduzioni pi\u00f9 elevate nelle fasce basse e medie mentre l\u2019impatto decresce progressivamente all\u2019aumentare del reddito\u00bb. Dal punto di vista concreto, come si evince dalle tabelle della relazione dell\u2019Ufficio parlamentare di bilancio, se i contribuenti sotto i 50.000 euro sono meno favoriti, \u00e8 altrettanto vero che, in percentuale sul reddito, il risparmio \u00e8 pi\u00f9 significativo. Cos\u00ec i cosiddetti ricchi fino a 200.000 euro di reddito vedranno una variazione del loro reddito disponibile anche inferiore all\u20191%.Ad esempio, per 40.000 euro c\u2019\u00e8 una variazione del reddito disponibile del 4% mentre per 80.000 euro, l\u2019incidenza sul reddito scende attorno al 2%. Con la riduzione dal 35 al 33% dell\u2019aliquota per i redditi compresi tra i 28.000 e i 50.000 euro, si stima che saranno oltre 9 milioni i contribuenti compresi tra i 28.000 e i 200.000 euro che beneficeranno di questa riduzione. Oltre il tetto dei 200.000 euro, dove si collocano i veri benestanti, la legge di Bilancio interviene escludendoli dal beneficio, con la diminuzione delle detrazioni.Un conto \u00e8 leggere la manovra dal punto di vista tecnico, altro \u00e8 leggerla con la suggestione del \u00abtassa e spendi\u00bb che viene dai risultati newyorkesi. Qui nelle condizioni date, gran parte delle critiche si traducono in un attacco al ceto medio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I tagli del governo degli ultimi anni hanno favorito soprattutto le fasce di reddito pi\u00f9 basse. 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