{"id":206418,"date":"2025-11-09T08:26:10","date_gmt":"2025-11-09T08:26:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/206418\/"},"modified":"2025-11-09T08:26:10","modified_gmt":"2025-11-09T08:26:10","slug":"le-app-per-lo-sport-cosi-la-tecnologia-aiuta-davvero-ad-allenarsi-mini-guida-per-un-esercizio-sano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/206418\/","title":{"rendered":"Le app per lo sport: cos\u00ec la tecnologia aiuta davvero ad allenarsi. Mini guida per un esercizio \u00absano\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Anna Fregonara<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Circa la met\u00e0 delle persone che inizia un programma di esercizio lo interrompe entro sei mesi. Lo  smartwatch pu\u00f2 essere un incentivo,  ma poi va \u00abmesso al suo posto\u00bb e devono intervenire altre motivazioni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Milioni di uomini e donne in tutto il mondo corrono, pedalano, sollevano pesi, nuotano o camminano con lo smartphone in mano e un\u2019app attiva. <b>Non \u00e8 solo spor<\/b>t: \u00e8 anche condivisione, su piattaforme  che riuniscono appassionati di ogni disciplina, del proprio percorso, dell\u2019altitudine, della velocit\u00e0, del tempo, della frequenza cardiaca, delle calorie o di una foto. L\u2019allenamento non si chiude con l\u2019ultimo esercizio, ma continua sullo schermo, tra statistiche, commenti, \u00abpollici su\u00bb  e classifiche.\u00a0<br \/>Per alcuni pubblicare i propri risultati sulle app \u00e8 uno stimolo, <b>un modo per sentirsi parte di una comunit\u00e0<\/b>, trovare motivazione e rincontrare vecchie amicizie sulla base di nuovi interessi. Per altri, invece, pu\u00f2 trasformarsi in una <b>fonte di pressione<\/b>: c\u2019\u00e8 chi evita di condividere se la prestazione non \u00e8 all\u2019altezza, chi teme il confronto. \u00abLa questione non \u00e8 tanto &#8211; o soltanto &#8211; l\u2019ansia da prestazione, quanto il fatto che queste persone si \u00abdenudano\u00bb a livello prestazionale, mostrando se stesse e i propri limiti di fronte a un\u2019intera comunit\u00e0\u00bb, spiega <b>Stefano Tamorri<\/b>, psichiatra, medico e psicologo dello sport, responsabile branca Neuropsichiatrica dell\u2019Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Coni. \u00abSe all\u2019inizio condividere i  risultati pu\u00f2 essere piacevole, con il tempo  pu\u00f2 trasformarsi, sul piano soggettivo, in una sorta di stigma. Perch\u00e9 se, da una parte, rendere visibile ci\u00f2 che si sta facendo pu\u00f2 rinforzare la motivazione, dall\u2019altra, quando i risultati tardano ad arrivare o faticano a mantenersi, l\u2019esposizione pu\u00f2 diventare una denuncia dei propri limiti. E ci\u00f2  genera <b><a href=\"\">ansia<\/a><\/b>, <b>allarme<\/b>,<b> insicurezza<\/b>, <b>togliendo il piacere di fare qualcosa per s\u00e9 e per il proprio benessere<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    Riconoscere i propri limiti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa fragilit\u00e0 nel rapporto con la performance e con il giudizio altrui affonda spesso le sue radici in <b>un lavoro poco accurato sugli obiettivi<\/b> <b>personali<\/b>, <b>nella difficolt\u00e0 a calibrare ci\u00f2 che ci si aspetta da se stessi. <\/b><br \/>\u00abMolte persone possono migliorare nel definire con maggiore consapevolezza le proprie aspettative e i propri obiettivi, imparando a regolarli meglio sulle proprie reali capacit\u00e0 e sul momento che stanno vivendo\u00bb, prosegue l\u2019esperto. \u00abUn buon lavoro di definizione degli obiettivi &#8211; il cosiddetto goal setting &#8211; richiede <b>prima di tutto una conoscenza realistica di s\u00e9<\/b>: bisogna sapere cosa si \u00e8 in grado di fare, riconoscere i propri limiti, accoglierli e accettarli, individuare i momenti pi\u00f9 adatti per esprimere una prestazione coerente con le proprie capacit\u00e0. Quando questo processo viene trascurato o affrontato in modo superficiale, le aspettative risultano distorte. E cos\u00ec, molti finiscono per pretendere da se stessi risultati non allineati al proprio potenziale reale in quel preciso momento, con il rischio di alimentare frustrazione e insoddisfazione\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Come per le diete: chi ci riesce e chi no<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come per le diete la parte pi\u00f9 difficile di un programma di allenamento, che sia guidato da un coach o creato per proprio conto o in compagnia di un amico, \u00e8 mantenerlo nel tempo. Circa la met\u00e0 delle persone che inizia un programma di esercizio fisico lo interrompe entro sei mesi, si legge su Annals of Behavioral Medicine. <b>Perch\u00e9 alcune persone riescono a raggiungere i propri obiettivi con costanza, mentre altre abbandonano dopo pochi tentativi?<\/b> \u00abLa differenza non dipende solo dalla forza di volont\u00e0, ma da un insieme di fattori: la determinazione, la capacit\u00e0 di porsi traguardi realistici, la curiosit\u00e0 di mettersi alla prova, ma anche il modo in cui ciascuno si pone rispetto all\u2019impegno e i premi di ritorno che percepisce nel raggiungimento di quel traguardo\u00bb, prosegue lo psicologo dello sport.<\/p>\n<p>    Adesione consapevole<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMolto conta anche come viene proposto un percorso. L\u2019adesione a un programma di allenamento, come nel caso di una dieta, \u00e8 spesso legata alla persona che lo suggerisce: un medico, un amico, un preparatore fisico. In questi casi si parla di compliance, cio\u00e8 dell<b>\u2019accettazione dell\u2019indicazione da parte di colui a cui ci siamo rivolti<\/b>. Ma quando la proposta \u00e8 troppo perentoria o percepita quasi impositiva o non sufficientemente condivisa pu\u00f2 subentrare una forma di ribellione, anche inconsapevole, che porta all\u2019interruzione. Ecco perch\u00e9, pi\u00f9 che di <b>compliance<\/b>, sarebbe utile parlare di concordance: <b>un\u2019adesione consapevole, un accordo tra chi propone e chi riceve la proposta<\/b>. Nell\u2019allenamento fisico significa costruire insieme tempi, obiettivi e modalit\u00e0 di lavoro. A differenza della compliance, la concordance richiede la partecipazione attiva di entrambi i soggetti. Un approccio che non pu\u00f2 essere affidato interamente a un\u2019app, priva di empatia, passione e della capacit\u00e0 di comprendere davvero i benefici e le difficolt\u00e0 della persona\u00bb spiega l&#8217;esperto.<\/p>\n<p>    Lo studio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure, una ricerca, appena pubblicata su BMJ Open, condotta su <b>125 adulti tra i 40 e i 75 anni, diagnosticati con diabete di tipo 2<\/b>, ha dimostrato che <b>l\u2019uso di dispositivi indossabili come lo smartwatch pu\u00f2 aumentare in modo significativo l\u2019aderenza all\u2019attivit\u00e0 fisica.<\/b> Tutti i partecipanti hanno ricevuto un piano di attivit\u00e0 personalizzato della durata di sei mesi, co-progettato con un esperto di esercizio fisico, con lo scopo di incrementare a poco a poco l\u2019attivit\u00e0 fisica moderata-intensa fino a raggiungere i <b>150 minuti settimanali<\/b>, oltre a uno stile di vita pi\u00f9 attivo. Il supporto \u00e8 stato fornito a distanza tramite telefonate o videochiamate. <br \/>Met\u00e0 del campione \u00e8 stata assegnata casualmente a un programma che includeva l\u2019uso dello smartwatch con sensori di movimento e frequenza cardiaca, un\u2019app per monitorare l\u2019attivit\u00e0, messaggi motivazionali personalizzati e la possibilit\u00e0 di ricevere feedback in tempo reale dal coach. I risultati sono stati significativi: <b>chi ha utilizzato lo smartwatch era 10 volte pi\u00f9 propenso a iniziare un programma di esercizio fisico, 7 volte pi\u00f9 attivo dopo 6 mesi, e 3 volte pi\u00f9 attivo dopo un anno, anche senza pi\u00f9 supporto<\/b>. Al termine del programma, oltre il 50% del gruppo con smartwatch raggiungeva i livelli raccomandati di attivit\u00e0, contro il 17% del gruppo di controllo.\u00a0<br \/>Secondo i ricercatori, benefici simili si possono osservare anche nella popolazione generale. Per esempio, uno studio pubblicato su The Lancet ha rilevato che adulti inattivi, di et\u00e0 compresa tra 45 e 75 anni, che avevano ricevuto un contapassi, un programma di camminata di 12 settimane e un diario dell\u2019attivit\u00e0 fisica, hanno aumentato il numero medio di passi giornalieri di circa 660 dopo un anno, rispetto a un gruppo di controllo.<\/p>\n<p>    Viverle come un gioco<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abL\u2019uso di app dovrebbe essere vissuto come un gioco, come un divertimento, un valore aggiunto, qualcosa di diverso e stimolante da integrare in un percorso &#8211; che sia un allenamento fisico o un addestramento tecnico &#8211; che gi\u00e0 di per s\u00e9 dovrebbe essere un momento ludico, di piacere, di curiosit\u00e0 e di scoperta di s\u00e9. <b>Le app sportive rispondono a un bisogno sempre pi\u00f9 trascurato: offrire un feedback strutturato.<\/b> Nel contesto sportivo, il feedback pu\u00f2 arrivare dall\u2019esterno, come quello di un allenatore, oppure nascere da dentro, attraverso sensazioni, emozioni e percezioni del corpo. Entrambi sono fondamentali per apprendere e migliorare. Nelle prime fasi dell\u2019allenamento,<b> il supporto costante delle app pu\u00f2 essere utile.<\/b> Con il tempo, per\u00f2, \u00e8 importante che l\u2019individuo impari a fare affidamento anche sul proprio feedback interno, per rafforzare l\u2019autoefficacia e consolidare i risultati. L\u2019ideale? Un uso calibrato delle app che sappia valorizzare progressi e limiti con equilibrio\u00bb.\u00a0<br \/>Al di l\u00e0 degli strumenti e dei feedback, quello che davvero fa<b> la differenza nel mantenere un percorso di allenamento \u00e8 la motivazione<\/b>. \u00ab\u00c8 un insieme complesso di bisogni, desideri e intenzioni che spinge l\u2019individuo verso una meta e ne orienta il comportamento. Non \u00e8 soltanto una spinta momentanea, ma un tratto della personalit\u00e0 che predispone a lottare per ottenere un risultato, definendo la misura, l\u2019intensit\u00e0 e la seriet\u00e0 con cui si affronta un impegno\u00bb, sottolinea\u00a0<b>Tamorri<\/b>.<\/p>\n<p>    Motivazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abOgni comportamento finalizzato nasce da tre elementi fondamentali: <b>il bisogno, l\u2019obiettivo e la motivazione<\/b>. Ma affinch\u00e9 si traduca in azione concreta, \u00e8 necessario che la persona <b>attribuisca un senso al proprio impegno<\/b>: \u00e8 l\u2019intenzione, il significato profondo, a rendere possibile il passaggio dal desiderio al fare. La motivazione autentica nasce da dentro e proprio per questo pu\u00f2 attivarsi solo in un momento preciso e personale: non si pu\u00f2 imporre dall\u2019esterno. \u00c8 un\u2019alleata preziosa nei momenti di difficolt\u00e0, ma anche fragile, perch\u00e9 la demotivazione pu\u00f2 intervenire in qualsiasi momento e minare l\u2019equilibrio raggiunto. <b>Per questo \u00e8 fondamentale scegliere obiettivi adeguati: <\/b>troppo semplici rischiano di annoiare, troppo complessi possono scoraggiare. Soltanto un obiettivo ben calibrato pu\u00f2 mantenere viva la motivazione e sostenere l\u2019impegno nel tempo\u00bb conclude il medico.\u00a0<\/p>\n<p>    Il programma: come ottenere i migliori risultati (realistici)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come, partendo da zero o quasi, si possono ottenere i migliori risultati quando si pratica attivit\u00e0 fisica? \u00abLa chiave \u00e8 un<b> piano di allenamento personalizzato<\/b>, costruito in base all\u2019et\u00e0, all\u2019eventuale presenza di patologie, al livello di allenamento iniziale e agli obiettivi specifici: che si tratti di migliorare il benessere generale o di raggiungere traguardi in una disciplina sportiva\u00bb, consiglia <b>Gianfranco Beltrami<\/b>, specialista in Medicina dello Sport e Cardiologia, vice presidente Federazione Medico Sportiva Italiana. \u00abSi devono allenare in modo equilibrato tutte le capacit\u00e0 fisiche: dalla resistenza alla forza, dalla flessibilit\u00e0 all\u2019equilibrio. Fondamentali sono anche la <b>costanza <\/b>&#8211; con almeno due o tre sedute a settimana &#8211; e <b>la gradualit\u00e0 all\u2019aumento dell\u2019intensit\u00e0<\/b>, <b>oltre al rispetto dei tempi di recupero tra una sessione e l\u2019altra<\/b>. A tutto questo va affiancato uno <b>stile di vita sano<\/b>, con un <b>sonno ristoratore<\/b>, <b>un\u2019idratazione adeguata e un\u2019alimentazione equilibrata<\/b>, capace di fornire tutti i nutrienti necessari e, se serve, aiutare a raggiungere il peso forma\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    I benefici (anche per il sistema immunitario)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Accanto a una maggiore motivazione e a un piano ben strutturato, a spingere verso l\u2019attivit\u00e0 fisica sono anche i suoi <b>numerosi benefici<\/b>, documentati dalla letteratura scientifica. \u00abL\u2019esercizio regolare favorisce<b> la salute cardiovascolare<\/b>: abbassa la pressione arteriosa, riduce i livelli di colesterolo, trigliceridi e glicemia e aumenta il cosiddetto \u201ccolesterolo buono\u201d (HDL), contribuendo a diminuire il rischio di diabete, ictus e trombosi\u00bb, prosegue Beltrami. \u00abA livello muscoloscheletrico, <b>rafforza e tonifica la massa muscolare<\/b>, <b>contrastando la sarcopenia e l\u2019osteoporosi.<\/b> Migliora equilibrio e flessibilit\u00e0, riducendo il rischio di cadute e stimolando la formazione di nuovo tessuto osseo. Un\u2019attivit\u00e0 fisica costante, soprattutto aerobica,<b> rafforza anche il sistema immunitario<\/b>. Sul piano mentale, l\u2019allenamento stimola la <b>produzione di endorfine<\/b> e a<b>ltri ormoni naturali che influiscono positivamente su umore, ansia e stress e potenziano attenzione e memoria<\/b>. Infine, aiuta a mantenere o a ritrovare il peso forma\u00bb.<\/p>\n<p>    Over 40: occorre trovare la giusta dose<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il troppo\u00a0stroppia. Anche quando si parla di sport. Negli atleti master over 40, dati recenti suggeriscono che <b>un esercizio fisico prolungato, praticato a volumi e intensit\u00e0 molto elevati, possa addirittura accelerare, anzich\u00e9 rallentare, la progressione dell\u2019aterosclerosi coronarica<\/b>.<br \/>\u00abL\u2019eccesso di sforzo comporta una produzione eccessiva di radicali liberi che l\u2019organismo non riesce pi\u00f9 a neutralizzare con la propria attivit\u00e0 antiossidante\u00bb, sottolinea <b>Beltrami<\/b>. \u00abQuesto squilibrio favorisce uno stato di infiammazione cronica, con un aumento della rigidit\u00e0 delle arterie e della produzione di sostanze pro-infiammatorie, con effetti potenzialmente negativi sul sistema cardiovascolare. Ecco perch\u00e9, soprattutto in et\u00e0 adulta e matura, \u00e8 fondamentale trovare \u201cla giusta dose\u201d di attivit\u00e0 fisica: un equilibrio che consenta di ottenere tutti i benefici dell\u2019esercizio senza incorrere in rischi per la salute\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    Farmaci: le \u00abscorciatoie\u00bb non aiutano a stare in forma<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa salute non si prescrive. Si costruisce\u00bb. Cos\u00ec <b>Saverio Stranges<\/b>, professore ordinario e direttore Dipartimento di Epidemiologia alla Western University in Canada e ospite al 45\u00b0 Congresso della Societ\u00e0 Italiana di Nutrizione Umana (SINU), mette in guardia dal rischio di medicalizzare la prevenzione. \u00abI farmaci antiobesit\u00e0 possono essere utili, per esempio, nelle forme severe associate a problemi cardiometabolici o quando dieta e cambiamenti di stile di vita non funzionano. La preoccupazione nasce quando il loro uso si estende anche a chi \u00e8 in sovrappeso, trasformandoli in una scorciatoia che rischia di far dimenticare il ruolo fondamentale dell\u2019attivit\u00e0 fisica e dello stile di vita. La sanit\u00e0 pubblica, considerando il contesto socio ambientale in cui si vive, deve puntare sull\u2019efficacia dei piccoli cambiamenti: muoversi di pi\u00f9, sedersi di meno, dormire meglio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-11-08T10:46:28+01:00\">9 novembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Anna Fregonara Circa la met\u00e0 delle persone che inizia un programma di esercizio lo interrompe entro 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