{"id":206876,"date":"2025-11-09T15:13:12","date_gmt":"2025-11-09T15:13:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/206876\/"},"modified":"2025-11-09T15:13:12","modified_gmt":"2025-11-09T15:13:12","slug":"in-vendita-100-modelli-storici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/206876\/","title":{"rendered":"in vendita 100 modelli storici"},"content":{"rendered":"<p>Flins-sur-Seine dir\u00e0 forse poco. Eppure, in questa localit\u00e0, distante una quarantina di chilometri da Parigi, Renault far\u00e0 qualcosa di grandioso: concentrer\u00e0 il suo passato. Piuttosto che limitarsi al classico archivio chiuso, la Casa d\u2019oltralpe realizzer\u00e0 un museo aperto, dove il pubblico potr\u00e0 camminare accanto a centoventicinque anni di motore francese. Dal 2027 vedr\u00e0 la luce <strong>Les Collections Renault<\/strong>, mettendo in mostra un patrimonio estetico e storico.<\/p>\n<p>Lo stabilimento non \u00e8 nuovo al cambiamento. A Flins, dal 1952, l\u2019azienda ha costruito oltre due milioni di esemplari \u2014 dalla 4CV alla Clio \u2014 fino alla chiusura della produzione nel 2022. Da allora il sito \u00e8 diventato la <strong>Refactory<\/strong>, un polo dedicato all\u2019economia circolare, in cui si ricondizionano auto usate e si riciclano varie componenti, batterie su tutti. Dentro questo ecosistema industriale prender\u00e0 vita il museo su linee di montaggio e spazi produttivi dismessi.\n<\/p>\n<p>L\u2019asta della collezione<\/p>\n<p>La collezione \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi d\u2019Europa. Oltre ottocento vetture, di cui solo seicento verranno conservate in modo permanente, mentre le duplicate, quelle di cui Renault possiede pi\u00f9 esemplari, finiranno all\u2019asta il <strong>7 dicembre<\/strong>, curata da Artcurial Motorcars, casa parigina abituata a iniziative di una certa levatura. Il luogo? \u00c7a va sans dire, a Flins, nel vecchio stabilimento prossimo alla riconversione.<\/p>\n<p>Si tratta di una scelta pragmatica. Renault alleggerisce la sua collezione, e la valorizza al tempo stesso, separando i cimili da museo da quanto pu\u00f2 tornare a circolare, o finire comunque in buone mani. Oltre a razionalizzare, il marchio recuperer\u00e0 fondi da reinvestire nella nuova struttura cos\u00ec da renderla sostenibile nel tempo. Ne va anche dell\u2019aspetto logistico: riunire veicoli \u2013 sparsi tra Parigi, Huilly-sur-Seine e Choisy-le-Roi \u2013 comporta una riduzione dei costi di mantenimento e mostra finalmente un patrimonio finora noto solo agli addetti ai lavori.<\/p>\n<p>L\u2019asta offrir\u00e0 <strong>cento vetture<\/strong> e circa altrettanti<strong> oggetti d\u2019epoca<\/strong>, tutti provenienti dai depositi dell\u2019azienda, e nove lotti non avranno prezzo di riserva, in modo da aprire il patrimonio a un pubblico pi\u00f9 ampio, anzich\u00e9 a pochi collezionisti miliardari. Il resto \u00e8 una selezione di tute da pilota, motori, modellini da galleria del vento, strumenti di design.<\/p>\n<p>Come ogni viaggio che si rispetti, si parte dalle origini. Ed ecco allora spiccare tra i pezzi di lunga data una<strong> Type D \u201cclasse\u201d 1901<\/strong> ancora funzionante, e un raro <strong>autobus del 1933<\/strong>. In versione termica ed elettrica, faranno altres\u00ec parte del rito le repliche della <strong>Type A<\/strong> del 1898, sviluppate nel 1998 per il centenario del marchio.<\/p>\n<p>E dopo le vetture di serie tocca alle corse. Una ventina di monoposto, prodotte nella prima met\u00e0 degli anni Ottanta, animer\u00e0 l\u2019area dedicata, e alcune saranno vendute con i libretti tecnici originali di Viry-Ch\u00e2tillon, pezzi rarissimi che testimoniano il lavoro degli ingegneri francesi. D\u2019altra parte, non occorre essere uno storico per aver sentito nominare almeno una volta la RE27B, la RE60 e la RE40, specie perch\u00e9 piloti del talento di Arnoux, Jabouille, Prost e Tambay ci sono saliti a bordo, anche se l\u2019immagine pi\u00f9 chiara del decennio resta la <strong>RE40<\/strong>, vincitrice a Spa.<\/p>\n<p>L\u2019heritage nelle corse<\/p>\n<p>In otto anni di gare, le <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/renault-stop-motori-formula-1\/244963\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Formula 1 Renault<\/a> disputarono 123 Gran Premi, con 15 vittorie e 31 pole position. Non numeri qualunque, bens\u00ec la traccia di una rivoluzione tecnica: la nascita del motore turbo in Formula 1. Nonostante l\u2019inizio balbettante lasciasse presagire un ruolo da comprimario, il costruttore dimostr\u00f2 stoffa da vendere e con le sue imprese contribu\u00ec a cambiare il volto del motorsport.<\/p>\n<p>Non mancano le auto da Endurance, tra cui l\u2019<strong>Alpine A442 telaio 0<\/strong>, la capostipite della famiglia trionfante a Le Mans. Affidata alle cure di Laffite, Jabouille, Depailler, ha corso ovunque, da Imola a <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/nurburgring-circuito-germania\/113753\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">N\u00fcrburgring<\/a>, fino alla celeberrima pista transalpina nel 1977. Oggi conserva la stessa livrea gialla con cui affront\u00f2 i test ad alta velocit\u00e0 sul circuito di Columbus. Per quanto riguarda la sezione Rally, non necessitano di restauro la Renault 5 Maxi Turbo B0 e la Renault 5 GT Turbo Bandama, ancora macchiata dalla terra rossa della Costa d\u2019Avorio.<\/p>\n<p>Il capitolo \u201cclassiche\u201d \u2013 composto dalla 4CV, dalla R5 Police, dalla Floride \u201cDisney\u201d e dalla Clio Williams \u2013 costituisce un viaggio nella quotidianit\u00e0 di intere generazioni, in parte restaurate, in parte conservate nello stato originale, perfettamente funzionanti. Hanno popolato le strade europee per decenni e oggi, viste da vicino, raccontano meglio di qualsiasi spot come si \u00e8 evoluta la societ\u00e0 francese.<\/p>\n<p>Tra una berlina e una monoposto spunta la sezione di prototipi e maquette, che hanno girato i saloni internazionali, studi di forme e aerodinamica per spiegare meglio di qualsiasi discorso quanto Renault abbia influenzato il design automobilistico del Novecento. E tra i marchi satelliti, trovano posto <strong>Alpine<\/strong> storiche, come la A610 Evolution e la <strong>V6 Turbo<\/strong>, oltre al mock-up di <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto-epoca\/alpine-a110-storia-berlinetta-elettrica\/299153\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">A110<\/a>.<\/p>\n<p>Cimeli curiosi<\/p>\n<p>Sfogliando il catalogo si capisce che non \u00e8 solo un\u2019asta di automobili. L\u2019asta promette di accontentare pure gusti insoliti, in cerca di cimeli rari come i modelli impiegati in galleria del vento, fase cruciale nello sviluppo di una nuova vettura. Inoltre, verranno messi sul banco motori da corsa smontati a met\u00e0, dallo strano fascino, e un <strong>Renault Elf V6 Turbo EF15<\/strong>, quello usato sulla Lotus di Senna a Detroit, custodito nella sua cassa di trasporto come se dovesse ripartire domani.<\/p>\n<p>Se quello che abbiamo detto vi sembra \u201cfuori di testa\u201d, preparatevi a restare senza parole perch\u00e9 l\u2019angolo stranezze \u00e8 pullulato da oggetti di vario genere, tipo un<strong> disco volante \u201cReinastella\u201d<\/strong> realizzato con Eurodisney, un orologio industriale Bodet prelevato dallo stabilimento di Flins e modelli di navi Liberty-Ship usate per esportare le Dauphine negli Stati Uniti. Piccole reliquie industriali che celebrano il dietro le quinte della storia Renault, un museo nel museo.<\/p>\n<p>Pierre Novikoff, Vicepresidente di Artcurial Motorcars, ha dichiarato:<\/p>\n<blockquote>\n<p>\u201cSiamo onorati della fiducia che Renault ci sta accordando ed entusiasti all\u2019idea di organizzare una vendita all\u2019asta che sar\u00e0 ricordata come un evento di grande rilievo. Offriremo un\u2019occasione unica per la vita dei collezionisti: quella di diventare custodi di questo ricco patrimonio\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>In fin dei conti, la collezione storica diventa il pretesto per riportare alla luce ricordi mai del tutto sepolti. Invece delle solite vetrine chiuse e targhette sottovetro, la Casa ha preferito dare forma a qualcosa di unico e innovativo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Flins-sur-Seine dir\u00e0 forse poco. 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