{"id":206988,"date":"2025-11-09T16:56:10","date_gmt":"2025-11-09T16:56:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/206988\/"},"modified":"2025-11-09T16:56:10","modified_gmt":"2025-11-09T16:56:10","slug":"il-nuovo-ritratto-dei-fratelli-dardenne-sulla-maternita-precoce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/206988\/","title":{"rendered":"il nuovo ritratto dei fratelli Dardenne sulla maternit\u00e0 precoce"},"content":{"rendered":"<p>I celebri fratelli belgi<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/jean-pierre-e-luc-dardenne\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"> Jean\u2011Pierre Dardenne e Luc Dardenne<\/a> tornano in sala con \u201cGiovani Madri\u201d, un <a href=\"https:\/\/libreriamo.it\/intrattenimento\/marinelli-paternal-leave-film\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">film<\/a> drammatico che affronta con rigore e delicatezza il tema della maternit\u00e0 precoce, all\u2019interno di un contesto sociale segnato dalla solitudine, dalla povert\u00e0 e dalla fragilit\u00e0 affettiva. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2025, il film ha ottenuto il premio per la miglior sceneggiatura.<\/p>\n<p>\u201cGiovani madri\u201d: un film sulla maternit\u00e0 precoce<\/p>\n<p>In un panorama cinematografico spesso dominato da narrazioni \u201cforti\u201d o da generi pi\u00f9 convenzionali, \u201cGiovani Madri\u201d rappresenta un ritorno al cinema civile, al volto, al passo lento che ascolta.<\/p>\n<p>I fratelli Dardenne, con la loro macchina da presa discreta e intensa, ci invitano a stare accanto a ragazze che cercano non solo di diventare madri, ma prima ancora di essere donne, di costruire una identit\u00e0, di cambiare una storia. Il film non d\u00e0 certezze facili: non promette riscatti fulminei n\u00e9 soluzioni pronte.<\/p>\n<p>Ma propone un percorso di verit\u00e0. E nel farlo ci restituisce la forza della fragilit\u00e0: perch\u00e9 spesso, come mostra quel mondo silenzioso eppure pulsante della casa famiglia, \u00e8 proprio l\u00ec, nella quotidianit\u00e0 fatta di gesti piccoli, sguardi, panini preparati, passeggini spinti, che si genera la speranza.<\/p>\n<p>Se sei sensibile alle storie che parlano del nostro tempo, della maternit\u00e0, dell\u2019educazione, delle seconde chance, allora \u201cGiovani Madri\u201d merita di essere visto. Con calma. Con rispetto. Con lo sguardo pronto ad incontrare chi ha perso molto e tuttavia non ha smesso di desiderare.<\/p>\n<p>Trama<\/p>\n<p>La vicenda si svolge in un centro di accoglienza per giovani madri nei pressi di Liegi. Le protagoniste sono cinque adolescenti: Jessica, Perla, Julie, Ariane e Na\u00efma, tutte ospiti della struttura e tutte alle prese con un figlio, o in procinto di diventare madri, in un contesto in cui la maternit\u00e0 si \u00e8 impressa troppo presto nella loro storia.<\/p>\n<p>Il film segue la loro quotidianit\u00e0: i pannolini, le prime notti insonni, le lezioni di cura, i contrasti con il passato, l\u2019assenza paterna, le madri spesso assenti, la casa famiglia come rifugio in bilico tra protezione e prigione. Ognuna delle ragazze porta con s\u00e9 un bagaglio di difficolt\u00e0, ma anche una forza che le spinge avanti. E la domanda costante \u00e8: cosa significa diventare madre quando si \u00e8 ancora figlia? Come costruire un futuro nonostante l\u2019eredit\u00e0 del dolore e delle carenze?<\/p>\n<p>Lo stile dei Dardenne: realismo umano<\/p>\n<p>Eletti tra i pi\u00f9 coerenti registi contemporanei a sondare il sociale, i Dardenne adottano qui un approccio che privilegia il pedinamento della vita reale piuttosto che la costruzione drammatica classica. Si percepisce forte il respiro del reale: lunghi piani sequenza, inquadrature appena mosse, luci naturali, ambienti spesso spartani che non nascondono la fatica quotidiana.<\/p>\n<p>In \u201cGiovani Madri\u201d il contesto della casa famiglia \u00e8 pi\u00f9 che un ambientazione: diventa linguaggio, mappa delle relazioni, dei limiti, delle speranze. I Dardenne non \u201craccontano\u201d la storia: la vivono, la accompagnano. Come sottolinea una recensione: \u00abIl cinema che abbiamo imparato ad amare: sonda intima, rabdomante capace di percepire il respiro nascosto del mondo l\u00e0 dove il mondo smette di guardare\u00bb.<\/p>\n<p>Le protagoniste: cinque voci, un destino<\/p>\n<p>Il film non sceglie un\u2019unica protagonista: ognuna delle ragazze ha il suo percorso, la sua inquietudine, la sua reazione al presente. Jessica sogna un legame con la madre biologica che l\u2019ha data via; Perla cerca un riscatto; Na\u00efma decide di crescere il bambino con la madre; Julie e Ariane vivono tra attese, scelte, indecisioni.<\/p>\n<p>Questa pluralit\u00e0 di sguardi pu\u00f2 essere ambiziosa: alcuni critici segnalano che l\u2019intreccio risulti meno coeso rispetto al cinema precedente dei Dardenne, ma la forza sta nella verit\u00e0 degli incontri, nei gesti semplici, nei silenzi che dicono di pi\u00f9 delle parole.<\/p>\n<p>Temi e riflessioni<\/p>\n<p>Al centro del film ci sono alcuni interrogativi: come si cresce quando hai gi\u00e0 dovuto crescere? Che identit\u00e0 assume una giovane madre in un contesto in cui tutto sembra contro? Quanto il passato familiare, assenze, abusi, fragilit\u00e0, condiziona la vita che si tenta di costruire? Vi \u00e8 inoltre un tema della \u201cseconda possibilit\u00e0\u201d: la casa famiglia non \u00e8 un rifugio ideale ma un luogo dove pu\u00f2 iniziare un altro corso. E il film lascia una nota di speranza, pur nella consapevolezza della difficolt\u00e0: non una redenzione facile, ma uno sguardo aperto verso il futuro. Una speranza che non cancella il dolore, ma lo attraversa.<\/p>\n<p>Interpretazione e accoglienza<\/p>\n<p>La scelta di attrici in gran parte non professioniste, la recitazione \u201crivale\u201d della verit\u00e0 naturale, l\u2019assenza di artifici scenografici, contribuiscono a costruire un\u2019esperienza immersiva e umana.<\/p>\n<p>I Dardenne mostrano il loro cinema pi\u00f9 autentico e generoso. Criticamente, Giovani Madri ha ricevuto elogi per la sua sensibilit\u00e0 e per il rigore etico. Sebbene alcuni recensori segnalino che la pluralit\u00e0 delle storie renda meno incisivo il singolo filo drammatico, la generale opinione \u00e8 che si tratti di un film importante, capace di parlare al presente.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non perderlo<\/p>\n<p>Perch\u00e9 tratta un tema urgente e poco rappresentato: la maternit\u00e0 adolescenziale nelle sue sfumature sociali e personali.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 siamo davanti a registi che hanno segnato il cinema contemporaneo e continuano a farlo con coerenza. \u2022 Perch\u00e9 il film \u00e8 un atto di presenza: non giudica, non spiega, accompagna.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 offre al pubblico uno sguardo sull\u2019altro che chiede attenzione, senza retorica, senza banalit\u00e0. Destinazione in sala<\/p>\n<p>\u201cGiovani Madri\u201d sar\u00e0 distribuito in Italia da BIM\u202fDistribuzione e Lucky\u202fRed a partire dal 20 novembre 2025. Durata: 104\u2011105 minuti circa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I celebri fratelli belgi Jean\u2011Pierre Dardenne e Luc Dardenne tornano in sala con \u201cGiovani Madri\u201d, un film drammatico&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":206989,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-206988","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115520797714998255","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/206988","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=206988"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/206988\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/206989"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=206988"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=206988"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=206988"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}