{"id":207270,"date":"2025-11-09T20:55:16","date_gmt":"2025-11-09T20:55:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/207270\/"},"modified":"2025-11-09T20:55:16","modified_gmt":"2025-11-09T20:55:16","slug":"tutte-le-opere-darte-su-donna-franca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/207270\/","title":{"rendered":"tutte le opere d&#8217;arte su Donna Franca"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-bottom:10px;\">Esistono diversi capolavori che hanno cercato di immortalare lo charme e l\u2019eleganza della vera \u201cregina di Palermo\u201d. Quella del cognato resta per\u00f2 la pi\u00f9 particolare<\/p>\n<p>\t\t\t\tMolto si \u00e8 scritto (e si continua a scrivere) su <strong>Franca Jacona della Motta<\/strong>, moglie di Ignazio Florio, ultimo rampollo di una famiglia di imprenditori che nell\u2019immaginario collettivo siciliano sono \u201cuna leggenda e un mito\u201d. Ignazio fin\u00ec per disperdere l\u2019enorme impero economico costruito dal nonno Vincenzo e consolidato dal padre Ignazio: come ebbe ad affermare Orazio Cancila, citando un sarcastico aforisma americano, i Florio \u201ciniziarono in maniche di camicia e, nel corso di tre generazioni, si ritrovarono in maniche di camicia\u201d.<\/p>\n<p>Franca diversamente dal marito apparteneva a una famiglia aristocratica: il padre Pietro era barone di San Giuliano, la madre Costanza Notarbartolo era sorella del duca di Villarosa. La famiglia Jacona ostacol\u00f2 in ogni modo il corteggiamento del <strong>giovane Florio<\/strong>, per via della sua pessima fama di donnaiolo; ma alla fine i due giovani innamorati non solo riuscirono a convolare a nozze, ma divennero in breve tempo una delle coppie pi\u00f9 in vista della vita mondana della Belle Epoque: erano modelli di stile e a loro si guardava come <strong>al futuro della Sicilia<\/strong>.<\/p>\n<p>Fra la fine dell\u2019Ottocento e i primi del Novecento l\u2019isola era una delle pi\u00f9 frequentate stazioni climatiche d\u2019Europa. La vita mondana e culturale della citt\u00e0 era intensa. Ignazio tesseva delicati rapporti internazionali e la bella Franca, alta e statuaria, con un vitino da vespa, folti capelli scuri e insoliti occhi verdi, dotata di modi cordiali e grande fascino, circondata da uno stuolo di ammiratori, contribuiva a dare prestigio a Casa Florio, portando avanti gli interessi del marito.<\/p>\n<p>Esistono diverse opere d\u2019arte che hanno cercato di immortalare lo charme e l\u2019eleganza della signora Florio, vera \u201cregina di Palermo\u201d. Uno splendido ritratto, che oggi fa parte della collezione privata Afan De Rivera Costaguti Florio, venne realizzato nel 1893 da <strong>Ettore De Maria Bergler<\/strong>: raffigura Franca, giovanissima e radiosa: le labbra sensuali pronte a dischiudersi in un sorriso, la pelle con un luminoso incarnato dorato, le lunghe ciglia che ombreggiano lo sguardo sognante. La signora Florio indossa vistosi gioielli, un bellissimo collier di Cartier con diamanti e perle e grandi orecchini pendenti. Franca scrisse sul suo diario \u201cil ritratto tondo a tempera che De Maria mi ha fatto mi piace molto. Guardo lontano di profilo a tre quarti. Mi piacciono i colori e il modo in cui ha dipinto il choker di diamanti\u201d.<\/p>\n<p>Iconico \u00e8 il ritratto di Franca dipinto nel 1901 all\u2019Olivuzza dal pittore <strong>Giovanni Boldini<\/strong>, uno degli interpreti pi\u00f9 sensibili e fantasiosi della Belle \u00c9poque. Il quadro, una volta terminato, non piacque a Ignazio, per la posa troppo \u201cserpentina\u201d e sensuale della moglie e chiese all\u2019artista di modificarlo, cosa che Boldini fece mostrando donna Franca con un abito in pizzo nero a maniche lunghe quando lo espose alla Biennale di Venezia nel 1903. Nel 1924 Boldini modific\u00f2 nuovamente l\u2019abito di Franca e il ritratto nel 1928 venne venduto al barone Maurizio di Rotschild, figlio di Nathaniel che nel 1897 era venuto a Palermo, ospite dei Florio e che era rimasto incantato dall\u2019affascinante signora Florio. Il quadro fu successivamente acquistato dalla Societ\u00e0 Acquamarcia ed esposto a Villa Igiea. Nel 2017 \u00e8 stato messo all\u2019asta e ad aggiudicarselo sono stati, per oltre 1 milione di euro, i Marchesi Marida e Annibale Berlingieri.<\/p>\n<p>Una <strong>scultura in marmo<\/strong> che raffigura Franca venne commissionata dai Florio all\u2019 artista di fama internazionale Pietro Canonica. L\u2019opera venne realizzata nel 1904, periodo in cui lo scultore appena trentunenne aveva raggiunto la piena maturit\u00e0 espressiva. Canonica eccelleva nei ritratti: era famoso per essere un raffinato interprete della psicologia dei soggetti rappresentati, ma Anna Pomar afferma che purtroppo non aveva simpatia per Franca.Il vivace mezzobusto che ritrae la signora Florio (a grandezza naturale, con un abito drappeggiato che fascia il corpo e con una mano che poggia su un frammento in marmo (con un bassorilievo raffigurante due cavalli che trainano una biga) non venne apprezzata dai Florio. Franca, non si riconobbe in quell\u2019espressione superba, altera, fredda, distaccata, asettica. Conclude la Pomar: \u201cil marmo aveva fissato la sua bellezza ma le aveva tolto l\u2019anima\u201d. Franca lo disse allo scultore e lui se ne risent\u00ec, cos\u00ec non volle dare ai Florio la statua. L\u2019opera, che rimase di propriet\u00e0 dell\u2019artista, oggi si trova al Museo Canonica a Villa Borghese a Roma.<\/p>\n<p>Un dipinto di cui poco si sa \u00e8 quello del 1907, commissionato dai Florio al pittore abruzzese <strong>Francesco Paolo Michetti.<\/strong> L\u2019artista esegu\u00ec degli scatti fotografici preparatori, per utilizzarli come studio per il ritratto. Il dipinto, che raffigurava solo il volto di Franca, non appag\u00f2 le aspettative di Ignazio. Il pittore, indispettito, pens\u00f2 di dipingervi sopra un mazzo di fiori. \u201cMolti anni dopo\u201d &#8211; scrive ancora Anna Pomar \u2013 \u201cquando i Florio si trasferirono definitivamente a Roma, l\u2019ultima figlia di Franca, Giulia, allora giovinetta, venne a sapere che la tela dove un tempo era stata effigiata sua madre era in possesso di una signora romana, che abitava nel rione. Le chiese di poter rivedere il quadro ed ebbe la gradita sorpresa di scorgere tra i fiori, appena sfumato, uno splendido volto di donna&#8221;.<\/p>\n<p>Tra tutti i ritratti di Franca, il pi\u00f9 bizzarro \u00e8 sicuramente quello dipinto dal <strong>cognato Vincenzo <\/strong>(1883-1959): personaggio \u201csereno, arguto, indifferente al corso delle cose\u201d, cos\u00ec lo descriveva Leonardo Sciascia. Alla genialit\u00e0 e all\u2019 inventiva di Vincenzo si devono iniziative mondano turistiche sportive come La Primavera Siciliana e la Targa Florio. Nel 1939 impiant\u00f2 all\u2019Arenella una piccola industria di anisette, bitter, curacao, menta e disegn\u00f2 lui stesso l\u2019insegna perch\u00e9, oltre ad essere appassionato di sport e automobili, Vincenzo Florio era pure \u201ctalentuoso artista dilettante\u201d, poliedrico ed eclettico, amava la fotografia e la pittura: fino alla morte avvenuta nel 1959 non smise mai di disegnare e di dipingere tutto quello che gli capitava sott\u2019occhio.<\/p>\n<p>Nell\u2019arte come nella vita, Vincenzo amava sperimentare diverse tecniche: oli, acquarelli, tempere e disegni autografi. Dipingeva brani storici, episodi di vita, alcuni scorci dell\u2019abitazione di Roma, e ancora la Targa Florio. Molti sono i ritratti caricaturali di parenti e conoscenti che rivelano il carattere umoristico e satirico della personalit\u00e0 di Vincenzo. Tra questi si trovano spesso anche diverse versioni di Franca: ormai matura, con i capelli alla garconne e gli occhiali da vista, mentre fuma una sigaretta ad esempio; oppure stanca, col trucco disfatto, dopo una serata mondana (Sciascia scrive: \u201cun giorno, su un foglietto di carta poco pi\u00f9 grande di un biglietto da visita, Vincenzo disegna a matita un volto di vecchia. (\u2026): \u201cFranca come si ritir\u00f2 ieri sera\u201d). Un\u2019altra caricatura ancora, dal titolo La femme et les Pantin (La donna e i pupi), liberamente ispirata al raffinato ritratto di Boldini, raffigura Franca ancora giovane e bella, in posa \u201cserpentina\u201d, con l\u2019abito con le maniche lunghe che indossava nel quadro del 1901 e con la sua celebre collana di perle, che le arrivava fin quasi alle caviglie, con un piccolo ciondolo a forma di pupazzo stilizzato.<\/p>\n<p>La caricatura rappresenta la capacit\u00e0 di Franca di ammaliare gli uomini, facendoli diventare \u201cpupi\u201d manovrabili, burattini nelle sue mani. Come ebbe a scrivere D\u2019Annunzio in merito alla signora Florio: \u201cNon la volont\u00e0 ma la Natura l\u2019ha creata dominatrice. Ella ha nelle sue mani d\u2019oro tutto il bene e tutto il male\u201d. Il ritratto si trova oggi alla Tonnara Florio, all\u2019Arenella, ultima residenza di Vincenzo e della moglie Lucie.\n\t\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Esistono diversi capolavori che hanno cercato di immortalare lo charme e l\u2019eleganza della vera \u201cregina di Palermo\u201d. 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