{"id":207419,"date":"2025-11-09T23:21:14","date_gmt":"2025-11-09T23:21:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/207419\/"},"modified":"2025-11-09T23:21:14","modified_gmt":"2025-11-09T23:21:14","slug":"giorgetti-manovra-per-la-competitivita-leuropa-fermi-lavanzata-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/207419\/","title":{"rendered":"Giorgetti: \u00abManovra per la competitivit\u00e0. L\u2019Europa fermi l\u2019avanzata cinese\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Daniele Manca<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Il ministro dell\u2019Economia al Festival Citt\u00e0 Impresa di Bergamo: \u00abInterveniamo sul ceto medio perch\u00e9 eravamo gi\u00e0 intervenuti su quelli pi\u00f9 svantaggiati\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La platea \u00e8 quella del festival <b>Bergamo Citt\u00e0 imprese<\/b>. \u00c8 da l\u00ec che parla il ministro dell\u2019Economia <b>Giancarlo Giorgetti<\/b>. In uno di quei tanti triangoli industriali  dove si \u00e8 costruita la competitivit\u00e0 italiana che ci ha permesso di giocare una partita che va ben oltre i confini del nostro Paese. Competitivit\u00e0 che oggi \u00e8 minacciata da una <b>geopolitica continentale<\/b> e non che ha oltrepassato i confini della diplomazia e che usa i meccanismi economici come leve per accrescere politiche di potenza. Ma se pensavamo che fosse la politica tariffaria, i dazi americani, a rappresentare l\u2019ostacolo maggiore alla crescita, ben altri rischi sembrano essere pi\u00f9 preoccupanti stando alle parole del ministro.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Negli ultimi mesi si \u00e8 registrata un\u2019aggressivit\u00e0 spregiudicata da parte della Cina. Cosa che rischia di provocare in Europa una progressiva deindustrializzazione. La preoccupazione \u00e8 palpabile negli appelli delle imprese italiane e non solo. Qual \u00e8 la strategia del governo italiano a livello internazionale rispetto a un tema che \u00e8 economico ma anche di geopolitica? <\/b><br \/>\u00abQuesto \u00e8 il vero tema di discussione che deve essere portato all\u2019attenzione dell\u2019Europa \u2014 risponde il ministro \u2014. Lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo in questi mesi e settimane. Abbiamo rimesso al centro i temi che interessano la nostra industria. Pensi alla tassazione dell\u2019energia, in particolare del gas, che rischia di spiazzare completamente le nostre imprese. Pensi ancora alle discussioni sulla nuova politica tariffaria americana. A giudicare dai dati dell\u2019export negli Stati Uniti, i dazi sembrano aver creato meno problemi di quanto atteso. Ma, mentre discutevamo di cosa faceva l\u2019America, c\u2019era un\u2019altra minaccia che si stava creando. E arrivava dall\u2019Asia. L\u2019industria cinese che sta vedendo venir meno il mercato americano ha dei problemi di ricollocamento dei propri prodotti. E cos\u00ec punta sull\u2019Europa. Lo fa utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione. Alcuni palesemente vietati dalle normative europee: dumping, tassazione di favore, regole sociali e ambientali che non vengono rispettate. Temevamo la politica aggressiva americana sui dazi, mentre i nostri mercati erano nel frattempo cos\u00ec aperti e indifesi di fronte a un\u2019altra aggressivit\u00e0: quella asiatica. Per questo ci siamo mossi anche a livello del G7. \u00c8 chiaro che si devono ridiscutere le regole del commercio a livello globale. Non pu\u00f2 esserci un accesso libero ed indiscriminato soltanto ad alcuni mercati come il nostro\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Stando ai dati la situazione \u00e8 gi\u00e0 difficile. L\u2019Europa ha registrato un pi\u00f9 28% delle importazioni dalla Cina \u2026<\/b><br \/>\u00abE infatti non \u00e8 un problema solo italiano. \u00c8 stato messo in crisi anche il modello tedesco sul quale la Germania ha basato il suo successo negli ultimi venti anni. Modello che poteva contare su energia a basso costo importata dalla Russia e contemporaneamente forti esportazioni verso la Cina. La bilancia commerciale tedesca mostra come quel modello sia saltato. A essere messa a rischio non \u00e8 la sopravvivenza dell\u2019industria italiana ma l\u2019intera industria europea\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anche l\u2019alto costo dell\u2019energia rest<\/b>a <b>per\u00f2 uno dei problemi dell\u2019industria nazionale. Come se ne esce? <\/b><br \/>\u00abL\u2019Ecofin di questa settimana dovr\u00e0 trattare questo punto. Cercheremo di difendere le nostre buone ragioni rispetto al ventilato aumento di tassazione sul gas. \u00c8 una prima battaglia su cui speriamo altri si uniscano. Altrimenti sarebbe come mettere la pietra tombale sull\u2019industria italiana a partire dal 2033 in avanti. Il gas \u00e8 una fonte di energia per la transizione. Ed \u00e8 per questo che servir\u00e0 una ricalibrazione a livello internazionale anche degli obiettivi ambientali. Obiettivi su cui siamo tutti d\u2019accordo. Devono per\u00f2 essere combinati con la necessit\u00e0 di mantenere la competitivit\u00e0. Non solo. Ci deve essere una parit\u00e0 di condizioni anche a livello europeo. L\u2019utilizzo dei sussidi pubblici non pu\u00f2 essere rimesso alla disponibilit\u00e0 degli spazi fiscali dei vari Paesi. La Germania non fa mistero di voler intervenire in modo massivo con sussidi a favore dell\u2019industria tedesca. Ma non si pu\u00f2 dimenticare che questo \u00e8 vietato dalla normativa europea\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tornando nei confini italiani si ha la sensazione, a partire dagli imprenditori, che i suoi ripetuti appelli alle banche affinch\u00e9 sostengano il mondo produttivo con il credito non siano stati ancora colti. <\/b><br \/>\u00abPensiamo che le banche debbano tornare a concentrarsi sull\u2019attivit\u00e0 creditizia tradizionale. Per un sistema industriale come il nostro, il credito bancario continua a essere fondamentale. \u00c8 stato tenuto in poca considerazione il fatto che lo Stato abbia fatto la sua parte con il sistema delle garanzie pubbliche attraverso Mediocredito centrale e SACE che accompagnano il credito bancario. Vede, per una banca \u00e8 molto pi\u00f9 semplice guadagnare e fare profitto con la gestione statica e non dinamica dei patrimoni che l\u00ec sono depositati. Ma se guardiamo all\u2019economia reale, \u00e8 ben pi\u00f9 importante, anche sotto il profilo sociale e come dice la Costituzione, fare s\u00ec che quei capitali siano messi in moto con l\u2019attivit\u00e0 di credito. Qualche minimo segnale si sta registrando, ma continueremo a lanciare questi messaggi. Dal sistema delle garanzie alla riforma del mercato dei capitali, lo Stato si \u00e8 mosso. Ma per il tipo di economia che contraddistingue l\u2019Italia, continua a essere determinante l\u2019atteggiamento delle banche. Serve un approccio pi\u00f9 consapevole del momento storico economico che stiamo vivendo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Eppure sulla manovra ci sono stati rilievi da parte dell\u2019Istat, dell\u2019Ufficio parlamentare di bilancio della Corte dei conti e anche della Banca d\u2019Italia. Qualcuno ha sintetizzato: \u00e8 una manovra per ricchi. <\/b><br \/>\u00abBisogna capirsi su che cosa si intende per ricco. E se ricco \u00e8 colui che guadagna 45 mila euro lordi all\u2019anno\u2026. Forse l\u2019Istat, la Banca d\u2019Italia hanno una concezione della vita un po\u2019 diversa. Noi siamo intervenuti quest\u2019anno sul ceto medio perch\u00e9 eravamo gi\u00e0 intervenuti negli anni scorsi sui ceti pi\u00f9 svantaggiati. Abbiamo messo circa 18 miliardi l\u2019anno scorso e li abbiamo rimessi quest\u2019anno per i redditi inferiori a 35 mila euro. Abbiamo poi fatto uno sforzo ulteriore e abbiamo coperto quest\u2019anno la fascia di redditi fino a 50 mila euro. \u00c8 una logica assolutamente sensata se si considera l\u2019orizzonte pluriennale. Mi spiace che le analisi si siano concentrate invece sull\u2019anno dimenticando che noi abbiamo reso stabili e definitivi i tagli del cuneo contributivo introdotti precedentemente. Si fa presto a giudicare i comportamenti di chi si assume la responsabilit\u00e0 di far quadrare il cerchio con risorse limitate e in una situazione dove alle guerre armate si aggiungono anche quelle commerciali. Eppure, e anche questo \u00e8 stato poco sottolineato, per incentivare i rinnovi dei contratti di lavoro siamo stati capaci di introdurre aliquote ridottissime per redditi fino a 28 mila euro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anche se resta l\u2019incognita di una crescita ben poco entusiasmante\u2026 <\/b><br \/>\u00abUno degli interventi che mi auguro si possa migliorare durante la discussione in Parlamento \u00e8 quello relativo agli ammortamenti e ai super ammortamenti perch\u00e9 sono quelli che danno un impulso quasi automatico alle imprese per rinnovare, investire, migliorare. Renderli pluriennali darebbe un bel segnale agli imprenditori perch\u00e9 fornirebbe loro un quadro di certezze nel tempo nel quale poter programmare gli investimenti che sono il motore della crescita. Se devo sbilanciarmi, su questo cercheremo di trovare una soluzione\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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