{"id":207720,"date":"2025-11-10T04:44:11","date_gmt":"2025-11-10T04:44:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/207720\/"},"modified":"2025-11-10T04:44:11","modified_gmt":"2025-11-10T04:44:11","slug":"cosa-sono-e-come-sono-stati-creati-gli-extraprofitti-delle-banche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/207720\/","title":{"rendered":"Cosa sono (e come sono stati creati) gli extraprofitti delle banche"},"content":{"rendered":"<p data-beyondwords-marker=\"2272e124-2bbd-4ae2-b2fd-f5ea50d3299f\">Nel pieno delle trattative sulla legge di bilancio 2026, la tassa sugli <strong>extraprofitti bancari<\/strong> riaccende le tensioni nella maggioranza. Il governo \u00e8 a caccia di risorse per finanziare le misure sociali senza sforare i conti, ce la proposta di <strong>tassare gli istituti bancari<\/strong> si \u00e8 trasformata in uno <strong>scontro politico<\/strong>. Ma mentre il teatro della politica invade tv e giornali, molti italiani si chiedono \u2013 giustamente \u2013 cosa si intende con il termine extraprofitti, in che senso sono diversi dai consueti utili aziendali e perch\u00e9 il tema \u00e8 diventato \u201cdi moda\u201d negli ultimi tempi. \u00c8 un tema importante, perch\u00e9 capire cosa si intende quando si parla di extraprofitti bancari ci porta al centro di una delle storture del sistema capitalistico europeo che, per preservare le banche da possibili fallimenti come quelli andati in scena nel decennio scorso, ha creato un sistema che \u2013 unito all\u2019inflazione \u2013 ha permesso agli istituti di credito di generare profitti senza precedenti accumulando soldi che, come vedremo, non \u00e8 scorretto dire che siano stati sottratti ai correntisti e alle aziende.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Che cosa sono gli extraprofitti bancari<\/strong><\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"b6ba4cf5-86a2-4e62-aa30-6138ae3413c9\">A differenza degli <strong>utili aziendali<\/strong>, che rappresentano il profitto ordinario generato da un\u2019impresa attraverso la sua normale attivit\u00e0 economica, in condizioni di mercato stabili, per extraprofitti si intendono guadagni temporanei, eccezionalmente elevati rispetto alla media storica o alle attese in condizioni normali di mercato. In sostanza, mentre l\u2019utile misura la <strong>redditivit\u00e0 strutturale<\/strong>, l\u2019extraprofitto indica una <strong>rendita congiunturale<\/strong> dovuta a fattori esterni pi\u00f9 che alla produttivit\u00e0 o all\u2019efficienza dell\u2019impresa. L\u2019extraprofitto non \u00e8 un concetto giuridico tipizzato, ma una categoria economica: <strong>profitti generati da fattori congiunturali<\/strong> e, quindi, non \u201cfisiologici\u201d. Nello specifico, gli <strong>extraprofitti bancari<\/strong> sono i guadagni eccezionali che le banche realizzano in un periodo limitato di tempo, quando le condizioni economiche o monetarie diventano particolarmente favorevoli. In pratica, si verificano quando i <strong>tassi d\u2019interesse sui prestiti e mutui aumentano rapidamente<\/strong>, mentre quelli riconosciuti sui <strong>depositi dei risparmiatori restano bassi<\/strong>, ampliando cos\u00ec il cosiddetto \u201cmargine di interesse\u201d.<\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"a962abd0-2a9e-41b4-bc00-7eb9fe996d9e\">Come spiega l\u2019economista e saggista <strong>Maurizio Milano<\/strong>, per extraprofitto bancario s\u2019intende l\u2019\u00abincremento straordinario dei guadagni netti delle banche, principalmente a partire dal 2022-2023\u00bb, maturato quando \u00abi tassi richiesti su prestiti e mutui sono saliti rapidamente\u00bb, mentre \u00abi rendimenti sui conti correnti e depositi hanno seguito il rialzo in ritardo e solo parzialmente\u00bb. \u00c8 da questa asimmetria che nasce la <strong>stagione dei profitti record<\/strong>. Nel caso italiano, la discontinuit\u00e0 \u00e8 stata determinata dalla rapida inversione della politica monetaria: dopo anni di tassi a zero o negativi, la <strong>BCE ha innalzato i tassi ufficiali per domare l\u2019inflazione<\/strong>, portando il tasso di riferimento dal 4,50% del settembre 2023 al 4,25% di giugno 2024 e poi su un sentiero di progressiva riduzione fino al 2,15% del giugno 2025. Il picco e la successiva discesa hanno scandito il <strong>ciclo dei <a href=\"https:\/\/www.euribor-rates.eu\/it\/tasso-interesse-bce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">margini bancari<\/a><\/strong>, con l\u2019allargamento nel 2023 e l\u2019inizio di normalizzazione nel 2024-2025. Milano invita a leggere il fenomeno come \u00abuna fase \u201ceccezionale\u201d di allargamento del margine di interesse, a favore delle banche, dopo anni di tassi bassi in modo anomalo\u00bb, sottolineando che \u00abora la situazione \u00e8 tornata alla normalit\u00e0: con i tassi in discesa il margine di interesse \u00e8 tornato a contrarsi, ritornando su livelli fisiologici\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/italy_loans_vs_deposits_2021_2024_with_logo.png\"><img data-lazyloaded=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-164049\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/italy_loans_vs_deposits_2021_2024_with_logo.png\" alt=\"\" width=\"1800\" height=\"1000\"  data-\/><\/a>La linea gialla rappresenta i tassi medi sui prestiti richiesti delle banche, quella azzurra invece i tassi d\u2019interesse che le banche garantiscono ai correntisti. La differenza tra i due tassi rappresenta l\u2019extra-profitto<\/p>\n<p><strong><strong>Margine di interesse e tempi di trasmissione<\/strong><\/strong><\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"32cc725c-6093-47f5-bb12-51e088047dd8\">L\u2019aumento dei tassi ufficiali <strong>tra il 2022 e il 2023<\/strong> ha accelerato l\u2019adeguamento dei tassi su mutui e prestiti,<strong> innalzando i ricavi da interessi<\/strong>. Al contrario, la remunerazione della raccolta (depositi a vista e conti) \u00e8 rimasta pi\u00f9 rigida, sia perch\u00e9 i prodotti non indicizzati reagiscono lentamente, sia perch\u00e9 la concorrenza sulla raccolta retail \u00e8 meno aggressiva nei primi mesi di svolta monetaria. Il risultato \u00e8 un margine di interesse in forte espansione. \u00c8 lo stesso Milano a ricordare che \u00abLe banche sono state sicuramente pi\u00f9 veloci ad alzare i tassi a proprio favore sugli impieghi \u2013 prestiti e mutui a imprese e famiglie \u2013 che a rialzare i tassi riconosciuti ai clienti sui depositi, beneficiando cos\u00ec di un veloce e marcato allargamento del margine di interesse\u00bb. Nella fase precedente, con i tassi negativi, era accaduto l\u2019opposto, con le banche che \u00abdovevano addirittura pagare degli interessi passivi per depositare le riserve alla BCE, mantenendo la remunerazione dei conti dei clienti poco al di sopra dello zero\u00bb. \u00abIn tal caso\u00bb, spiega Milano, \u00abil margine di interesse per le banche era addirittura negativo\u00bb, perch\u00e9 la liquidit\u00e0 in eccesso parcheggiata in BCE generava oneri mentre i depositi dei clienti restavano quasi a zero. L\u2019asimmetria non \u00e8 l\u2019unico driver: efficientamento operativo, digitalizzazione e minori accantonamenti su crediti deteriorati hanno amplificato l\u2019effetto sui <a href=\"https:\/\/kpmg.com\/it\/it\/insights\/2024\/10\/analisi-dei-bilanci-dei-gruppi-bancari-italiani-semestrale-2024.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">conti economici<\/a>, sostenendo il ROE (Return on Equity, che misura quanto utile netto un\u2019azienda genera per ogni euro di patrimonio netto investito dagli azionisti) nel 2023 e nella prima parte del 2024. Analisi indipendenti segnalano, per esempio, un utile aggregato in crescita e indicatori di redditivit\u00e0 in miglioramento nella semestrale 2024 dei principali gruppi italiani, coerenti con la coda del ciclo dei tassi elevati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/italy_spread_2021_2024_with_logo.png\"><img loading=\"lazy\" data-lazyloaded=\"1\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-164050 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/italy_spread_2021_2024_with_logo.png\" alt=\"\" width=\"1800\" height=\"840\"  data-\/><\/a>Negli ultimi quattro anni il differenziale tra i tassi sui prestiti e quelli garantiti ai correntisti \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato, garantendo alle banche extra-profitti di oltre 40 miliardi l\u2019anno<\/p>\n<p><strong>Quanto valgono gli extraprofitti<\/strong><\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"60e7d3c2-578c-49c8-93ad-dd717797b7df\">Il 2023 \u00e8 stato un anno straordinario per il settore: le <a href=\"https:\/\/www.fabi.it\/2023\/11\/11\/nel-2023-gli-utili-delle-banche-italiane-oltre-40-miliardi\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stime<\/a> consolidate indicano utili di sistema superiori a <strong>40 miliardi<\/strong>, con proiezioni attorno ai 43 miliardi. Si tratta di un ordine di grandezza che non ha precedenti recenti e che ha radicato nell\u2019opinione pubblica l\u2019idea di un <strong>\u201ctesoretto\u201d bancario<\/strong>. Nel 2024 la redditivit\u00e0 \u00e8 rimasta elevata: diverse ricognizioni indicano un nuovo massimo storico, con un utile totale nell\u2019area dei<strong> 46-47 miliardi<\/strong>, e le prime cinque banche che da sole hanno sommato circa 23,6 miliardi. Anche qui la dinamica \u00e8 coerente con quanto osservato da Milano: \u00abL\u2019aumento dei tassi ha inciso in misura decisamente positiva sul margine di interesse delle banche, particolarmente in Italia dove i mutui a tasso variabile sono molto diffusi, consentendo cos\u00ec agli istituti bancari di adeguare in tempi rapidi i rialzi dei tassi BCE. Tale aumento \u00e8, per\u00f2, andato man mano contraendosi, visti i numerosi tagli operati dalla BCE a partire dall\u2019estate 2024 e la situazione \u00e8 ora ritornata alla \u201cnormalit\u00e0\u201d\u00bb, configurando dunque un guadagno soprattutto \u201c<a href=\"https:\/\/www.businesspeople.it\/business\/finanza\/utili-record-per-le-banche-italiane-236-miliardi-nel-2024\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">una tantum<\/a>\u201d.<\/p>\n<p><strong>I timidi interventi del governo italiano<\/strong><\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"75deb15e-1f47-41b2-976e-f1d35b62ded8\"><img loading=\"lazy\" data-lazyloaded=\"1\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-163093 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Tajani-salvini-meloni.png\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"667\"  data-\/>Il governo intervenne per la prima volta nell\u2019<strong>estate 2023<\/strong>, con un prelievo straordinario agganciato all\u2019incremento del margine di interesse, inizialmente al 40% e comunque \u201ccappato\u201d allo 0,1% delle attivit\u00e0 ponderate per il rischio. In seguito, la possibilit\u00e0 di optare per un accantonamento a riserva non distribuibile ridusse drasticamente il gettito in cassa rispetto alle stime iniziali da 2,5-3 miliardi. L\u2019impianto rimase, dunque, pi\u00f9 <strong>simbolico<\/strong> che sostanziale, pur segnando un <strong>precedente politico<\/strong>. Alcuni economisti, come lo stesso, Milano sono critici verso la logica del <strong>prelievo ex post<\/strong>: \u00abFare cassa cambiando le regole ex post rischia di allontanare la vera priorit\u00e0 di intervenire su spese e sprechi\u00bb, con la pressione fiscale gi\u00e0 elevata che si aggira sul 43% e la spesa pubblica vicino alla met\u00e0 del PIL. \u00a0<\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"19ee19ff-0b5b-4e34-ac98-a49f6ee24952\">La legge di bilancio 2026 non reintroduce una \u201c<strong>tassa sugli extraprofit<\/strong>ti\u201d in senso stretto, ma ne conserva lo spirito con un mix di leve: <strong>aumento temporaneo IRAP per banche e assicurazioni<\/strong>, limitazioni a taluni crediti d\u2019imposta e meccanismi per sbloccare le riserve create come alternativa al prelievo del 2023, con oneri in uscita nell\u2019area del 27-27,5% per chi esce dai vincoli. Le stime convergono su un contributo per il comparto dell\u2019ordine di <strong>4,4-4,5 miliardi<\/strong>, pur con elementi di \u201cvolontariet\u00e0\u201d che lasciano margini di incertezza sul gettito effettivo. Alla domanda se sia opportuno intervenire di nuovo, Milano riconosce la tentazione redistributiva in una fase di finanza pubblica tesa, ma avverte che \u00abcercare di coprire fabbisogni strutturali con manovre una tantum cavalcando il risentimento anti-banche non serve a migliorare i conti pubblici\u00bb. A suo giudizio, l\u2019attenzione dovrebbe semmai spostarsi su <strong>spending review<\/strong> e qualit\u00e0 della spesa.<\/p>\n<p><strong>Effetti attesi su credito e concorrenza<\/strong><\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"e9b92641-9717-4237-882f-d5b86f27e82a\">In un mercato relativamente concentrato come quello italiano, un onere straordinario pu\u00f2 essere trasferito \u2013 almeno in parte \u2013 su famiglie e imprese sotto forma di tassi pi\u00f9 alti, minori rendimenti della raccolta o maggiori commissioni, comprimendo l\u2019offerta di credito. Le esperienze europee mostrano che prelievi temporanei spesso producono gettiti inferiori alle attese e incentivi a riorganizzare i bilanci per attenuarne l\u2019impatto, con ricadute limitate sulla distribuzione del reddito, ma non trascurabili sull\u2019attivit\u00e0 creditizia. Milano avverte che \u00able \u201cbuone intenzioni\u201d potrebbero ottenere <strong>risultati controproducenti<\/strong>, ad esempio frenando la concessione di credito, in una fase gi\u00e0 delicata del ciclo\u00bb. C\u2019\u00e8 poi un <strong>rischio di contenziosi e incertezza regolatoria<\/strong>: \u00abPer applicare una tassa sugli extra-profitti bisognerebbe definire con precisione che cosa si intende per \u201cextra\u201d\u00bb, in questo senso, \u00abil rischio \u00e8 aprire contenziosi col settore\u00bb, dice l\u2019economista, che colloca la discussione italiana nel solco di altri Paesi europei, dal Centro-Est alla Germania e alla Francia, dove l\u2019argomento \u00e8 passato e passer\u00e0 al vaglio dei Parlamenti e delle autorit\u00e0 fiscali.<\/p>\n<p><strong>La finanziarizzazione<\/strong> <strong>dell\u2019economia<\/strong><\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"931a19ea-c950-4c95-a5bf-59ceb720b2f4\">Il picco dei profitti ha alimentato la percezione di un divario crescente tra banche e cittadini, specie tra i mutuatari a tasso variabile e i risparmiatori con depositi poco remunerati. \u00abAl di l\u00e0 degli extra-profitti bancari, che hanno riguardato un periodo determinato e conclusosi\u00bb, osserva Milano, \u00abil focus dovrebbe spostarsi sulla \u201c<strong>finanziarizzazione dell\u2019economia<\/strong>\u201d\u00bb, cio\u00e8 sullo scollamento fra dinamiche finanziarie ed economia reale. Le politiche monetarie hanno favorito gli asset finanziari, mentre <strong>l\u2019inflazione ha eroso il potere d\u2019acquisto<\/strong>, con effetti regressivi sui redditi fissi. In questo quadro, chiedere al settore un contributo straordinario pu\u00f2 apparire come un gesto di equit\u00e0; resta, per\u00f2, il tema di fondo: senza pi\u00f9 concorrenza, educazione finanziaria e strumenti che riallineino i tempi di trasmissione dei tassi tra impieghi e raccolta, <strong>la ciclicit\u00e0 dei margini si ripresenter\u00e0<\/strong>, con la stessa controversia politica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" data-lazyloaded=\"1\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" class=\"wp-image-163098\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Maurizio-Milano-1024x576.jpg\" alt=\"\"  data-\/>&#13;<br \/>\nL\u2019economista e saggista Maurizio Milano&#13;<\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"c4e86d93-c62b-465a-80cb-e08c87d4de05\">La tassazione degli extraprofitti bancari, nella forma prevista dalla manovra 2026, appare pi\u00f9 come una <strong>mossa di facciata<\/strong> che come una politica economica coerente. Il governo punta a un gettito di circa <strong>4,5 miliardi di euro<\/strong>, cifra modesta se rapportata agli <strong>oltre 46 miliardi di utili netti<\/strong> realizzati complessivamente dal sistema bancario nel 2024. In termini relativi, il contributo richiesto allo Stato rappresenta <strong>meno del 10% dei profitti<\/strong> del settore e non incide in modo significativo sulla struttura dei bilanci. La misura, pur presentata come un atto di equit\u00e0, \u00e8 <strong>intrinsecamente debole<\/strong>: il carattere \u201cvolontario\u201d dell\u2019adesione e la possibilit\u00e0 di compensare l\u2019imposta con riserve o altri strumenti contabili riducono drasticamente l\u2019impatto reale. Anche in passato, con la tassa del 2023, le banche hanno dimostrato di poter <strong>aggirare il prelievo effettivo<\/strong>, trasformandolo in un accantonamento che non ha prodotto gettito per l\u2019erario. I dati ufficiali confermano che il gettito effettivo si \u00e8 fermato <strong>sotto i 700 milioni di euro<\/strong>, a fronte di stime iniziali superiori ai 2,5 miliardi.<\/p>\n<p><strong>Interventi di facciata<\/strong><\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"1f00aaca-f514-4d68-af71-c221a99e321a\">Nel frattempo, gli istituti di credito hanno continuato a distribuire dividendi e riacquistare azioni proprie per decine di miliardi. Secondo la <a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/2023\/rel_2023.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Banca d\u2019Italia<\/a>, nel biennio 2023-2024 le principali banche italiane hanno destinato <strong>oltre 18 miliardi di euro<\/strong> tra cedole e buyback (un\u2019operazione con cui una societ\u00e0 <strong>ricompra sul mercato le proprie azioni<\/strong> utilizzando la liquidit\u00e0 disponibile), una somma superiore all\u2019intero ammontare del contributo straordinario previsto dalla legge di bilancio. Questo squilibrio alimenta la percezione che il governo preferisca <strong>interventi di facciata<\/strong>, mentre lascia intatta la rendita generata dall\u2019asimmetria tra tassi sui prestiti e remunerazione dei depositi. Il settore bancario, dal canto suo, difende i risultati come un \u201critorno alla normalit\u00e0\u201d dopo un decennio di margini compressi. Ma i numeri raccontano una realt\u00e0 pi\u00f9 complessa: nel 2023, il margine d\u2019interesse delle principali banche italiane \u00e8 cresciuto in media del <strong>40%<\/strong>, mentre i tassi medi riconosciuti sui depositi a vista sono rimasti <strong>sotto l\u20191%<\/strong>, contro tassi sui prestiti che hanno superato il <strong>5%<\/strong>. L\u2019effetto redistributivo di questa forbice \u00e8 evidente: una <strong>trasferenza silenziosa di reddito<\/strong> da famiglie e imprese verso gli istituti di credito, mascherata da normalit\u00e0 di mercato.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"d360fb92-605c-411d-a55c-5ae8cf47a066\">In questo quadro, la manovra 2026 rischia di essere <strong>una risposta debole a un problema strutturale<\/strong>. Colpire gli extraprofitti con un prelievo temporaneo pu\u00f2 generare consenso, ma non modifica le cause profonde del disequilibrio: un mercato bancario poco competitivo, tassi di remunerazione della raccolta rigidi e <strong>un sistema fiscale che continua a gravare su chi produce e investe<\/strong>. Il rischio, come avverte anche Maurizio Milano, \u00e8 che \u00able buone intenzioni ottengano risultati controproducenti, frenando la concessione di credito proprio nella fase in cui servirebbe pi\u00f9 sostegno all\u2019economia reale\u00bb. In definitiva, la tassa sugli extraprofitti rappresenta un<strong> compromesso imperfetto<\/strong>: troppo blanda per riequilibrare il sistema, troppo simbolica per produrre effetti redistributivi, troppo incerta per migliorare i conti pubblici. Le banche, che nel frattempo restano tra i principali beneficiari del ciclo monetario, escono di fatto indenni; il governo, che si limita a misure una tantum, rinuncia ancora una volta a una riforma strutturale della finanza e della concorrenza. Se non accompagnata da un piano serio per ridurre la concentrazione del mercato, migliorare la trasparenza dei tassi e incentivare la concorrenza sui depositi, questa misura finir\u00e0 per confermare l\u2019impressione che, in Italia, la politica economica continui a <strong>punire simbolicamente i forti per non affrontare la debolezza del sistema<\/strong>. La vera sfida, per banche e governo, non \u00e8 tanto tassare i profitti eccezionali, quanto <strong>impedire che diventino permanenti a spese dell\u2019economia reale<\/strong>.<\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"0d2e4183-a621-40f7-aae9-98af30172345\">\u00a0<\/p>\n<p data-beyondwords-marker=\"ffa82154-0e73-4cf3-907b-03fa9d088700\">\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1762749851_442_cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Enrica Perucchietti<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Laureata con lode in Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Collabora con diverse testate e canali di informazione indipendente. \u00c8 autrice di numerosi saggi di successo. Per L\u2019Indipendente cura la rubrica Anti fakenews.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel pieno delle trattative sulla legge di bilancio 2026, la tassa sugli extraprofitti bancari riaccende le tensioni nella&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":207721,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,6534,6537,177,87034,1537,90,89,6771,92301,49039,116,2527,26556,6784,3746,123873],"class_list":{"0":"post-207720","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-banche-centrali","10":"tag-bce","11":"tag-business","12":"tag-extraprofitti","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-manovra","17":"tag-manovra-finanziaria","18":"tag-mutui","19":"tag-salvini","20":"tag-tajani","21":"tag-tassazione","22":"tag-tasse","23":"tag-tassi","24":"tag-utili-aziendali"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115523582519058396","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/207720","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=207720"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/207720\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/207721"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=207720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=207720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=207720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}