{"id":207818,"date":"2025-11-10T06:55:13","date_gmt":"2025-11-10T06:55:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/207818\/"},"modified":"2025-11-10T06:55:13","modified_gmt":"2025-11-10T06:55:13","slug":"al-cinema-esce-il-film-su-anna-magnani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/207818\/","title":{"rendered":"Al cinema esce il film su Anna Magnani"},"content":{"rendered":"<p>\u201cDurante le riprese de La Lupa avevo incorniciato una sua foto e spesso mi perdevo a guardarla, cercando una connessione dell\u2019anima che poi ho trovato. La stessa che oggi mi porta a raccontarla nel film che le dedico\u201d e gli occhi della Magnani se li porta addosso, fiera. Guardando <strong>Monica Guerritore<\/strong> non possiamo che ritrovarla, se non marcatamente nei tratti, in quello stesso sguardo furente di passione vera, intensa: \u201cFinalmente possiamo tornare a commuoverci per la sua faticosa vicenda umana e riaccendere la luce sul grande gigante che \u00e8 stata\u201d racconta. Con <strong>Anna, la sua opera prima <\/strong>uscita il 6 novembre in tutte le sale italiane,\u00a0 Guerritore omaggia l\u2019indimenticata attrice con cura e consapevolezza, come si fa nel rendere un affetto che ci \u00e8 caro. Il film inizia nella<strong> notte del 21 marzo 1956, quando Magnani vinse l\u2019Oscar<\/strong> per La rosa tatuata, e la immagina per le strade di Roma, tra la sua gente, mentre riaffiorano i ricordi di una vita: la solitudine, la fama, gli amori, da Suso Cecchi D\u2019Amico e Carlo Levi fino a Roberto Rossellini, \u201cun\u2019impronta nel cuore che continua a vivere anche quando il tempo ha cancellato tutto il resto\u201d.<\/p>\n<p>Intervista a Monica Guerritore, protagonista di \u201cAnna\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00c8 un progetto emotivo, il suo, che ha richiesto una lunga gestazione. Che sensazione le d\u00e0 oggi portarla sul grande schermo?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Tra il sogno e il traguardo interiore. Ogni attrice cresce con il mito della Magnani, ma io l\u2019ho sentita davvero mia dopo La Lupa con Lavia, un ruolo che lei aveva gi\u00e0 interpretato. Da allora non mi ha pi\u00f9 lasciata. Anna \u00e8 una guida, una donna che continua a parlare al pubblico con la stessa forza di allora. Con questo film ho voluto restituirle la parola, riportarla in vita non solo come artista ma come persona: raccontarne i dolori, le fragilit\u00e0 e quella forza capace di sostenerla fino alla fine.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><strong>Come si \u00e8 avvicinata al suo mondo privato?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Non volevo fare una biografia tradizionale, ma un racconto immaginario, filtrato dalla mia sensibilit\u00e0. Ho cercato Anna per suggestioni, per intuizioni, partendo da momenti veri e intrecciando un filo emotivo. Mi ha colpito la notte degli Oscar del \u201956: l\u2019attesa, la solitudine, e poi la vittoria che diventa isolamento. L\u2019ho immaginata per le strade di Roma, con i biscotti per i suoi gatti, mentre la gente le grida \u201cHai vinto tu!\u201d. Da quell\u2019immagine nasce il film, una storia piena della sua presenza, di luce e malinconia.<\/p>\n<p>Anna Magnani, l\u2019Oscar e Rossellini<\/p>\n<p><strong>Dopo l\u2019Oscar, qualcosa in lei cambi\u00f2?<\/strong><br \/>Perch\u00e9 ha vinto troppo, e troppo tardi \u2013 come diceva lei stessa. L\u2019Oscar \u00e8 un premio ingombrante, pesante da portare. Anna era un\u2019attrice straordinaria, ma con una vita dura, faticosa. Una professionista autentica, nata dal teatro, che costruiva ogni personaggio con passione e rigore assoluti. Era una borghese, s\u00ec, ma profondamente umana. Forse la ferita pi\u00f9 grande fu quella inflittale dai critici all\u2019uscita di Mamma Roma: dissero che Pasolini avrebbe dovuto scegliere una \u201cpopolana vera\u201d per interpretare Roma Garofolo. Eppure, con lei, quella verit\u00e0 c\u2019era gi\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ha vinto tardi, perch\u00e9?<\/strong><br \/>Il neorealismo preferiva i volti presi dalla strada, la gente comune \u2013 non attrici immense come la Magnani. Il suo trionfo, paradossalmente, la rese pi\u00f9 sola. Ma non ha mai smesso di difendere la vita vera, con la passione e la verit\u00e0 che solo il teatro pu\u00f2 insegnare.<\/p>\n<p><strong>L\u2019amore per Rossellini attraversa tutto il film. Che rapporto c\u2019era tra loro?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Un amore assoluto, che la ferisce ma non la distrugge. Disse: \u201cLui ha perso la brocca, io tutto\u2026\u201d Eppure restarono legati per sempre.<\/p>\n<p><strong>Quale scena l\u2019ha toccata in modo particolare?<\/strong><br \/>Proprio quella della sua morte. Mi sono ispirata al fatto reale: accanto ad Anna ci sono Luca, suo figlio, e Rossellini, i due uomini che ha amato di pi\u00f9. \u00c8 un addio dolce, pieno d\u2019amore e di riconciliazione. Un\u2019immagine che, per me, racchiude tutta la sua vita.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quando Rossellini la lasci\u00f2 per Ingrid Bergman fu un dolore immenso. <\/strong><strong><br \/><\/strong>Eppure, in qualche modo, si sono sempre ritrovati, forse ancora di pi\u00f9 nell\u2019assenza, come se fossero legati in un altro modo. Pensa che nell\u2019ultimo mese della sua vita, quando Anna era molto malata e ricoverata in ospedale, Rossellini rimase con lei ogni giorno, senza allontanarsi mai.<\/p>\n<p>Monica Guerritore regista e attrice in \u201cAnna\u201d<\/p>\n<p><strong>In \u201cAnna\u201d \u00e8 sia attrice che regista, come a chiudere il cerchio. <\/strong><strong><br \/><\/strong>Le due cose si fondono. Ho lottato tre anni per realizzarlo, e nel frattempo Anna \u00e8 entrata dentro di me. Ho imparato a muovermi come lei, con le gambe leggermente divaricate, le braccia aperte, quell\u2019energia che le apparteneva. Sul set non recitavo pi\u00f9, ero come lei, una donna che corre con i lupi: selvaggia, autentica, indomabile. Durante le riprese la sentivo accanto, quasi mi guidasse. A volte, di notte, mi sembrava di sentirla parlare, quasi volesse dirmi come voleva essere raccontata.<\/p>\n<p><strong>Ha incontrato pi\u00f9 difficolt\u00e0 di quelle che si immaginava nel portare a termine il film?<\/strong><br \/>Decisamente. Pensavo che la storia di una donna come lei trovasse spazio naturale, invece non \u00e8 stato cos\u00ec. Ma credo che sar\u00e0 il pubblico a darle la risposta giusta, perch\u00e9 Anna \u00e8 del popolo, e la verit\u00e0 arriva sempre.<\/p>\n<p><strong>Chi le \u00e8 stato a fianco in questo percorso?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Roberto, che mi ha sostenuta con amore e concretezza, e Andrea Purgatori, che ha creduto nel progetto fin dal primo momento. Gli devo tanto: la sua intelligenza e il suo affetto mi hanno dato forza.<\/p>\n<p><strong>Ha curato con grande attenzione anche l\u2019aspetto estetico del personaggio.<\/strong><br \/>Con Diego Avolio abbiamo lavorato sui dettagli: il naso un po\u2019 pi\u00f9 marcato, la radice egiziana, il colore intenso, la teatralit\u00e0 del volto. Tutto questo mi appartiene naturalmente, e mi ha aiutata a sentirla ancora pi\u00f9 vicina.<\/p>\n<p><strong>Cosa sente di condividere con lei?<\/strong><br \/>L\u2019istinto, la sincerit\u00e0, la spontaneit\u00e0. Diceva: \u201cUrlo io perch\u00e9 nessuno lo fa per me!\u201d \u00c8 una frase che mi rappresenta, il grido di tante donne libere e indomite. Anna era una donna anticonformista, fedele a se stessa in un mondo che chiedeva silenzio. \u00c8 questa la sua lezione pi\u00f9 grande: la libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Nel film si racconta anche il rapporto col figlio. Quanto la tocca personalmente?<\/strong><br \/>Molto. \u00c8 un legame pieno d\u2019amore ma anche di dolore: \u201cBisogna morire per averti accanto!\u201d le disse, esprimendo un sentimento di rimprovero potente. Era una donna sola, che lavorava, non sposata. Le sarebbe stato impossibile rinunciare a una parte cos\u00ec importante di s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>Aveva l\u2019anima divisa in due. <\/strong><strong><br \/><\/strong>Sensazione che in parte conosco. Anch\u2019io ho dovuto bilanciare maternit\u00e0 e lavoro. Ma so, come lei, che i figli crescendo sanno comprendere e anche perdonare certe mancanze.<\/p>\n<p><strong>Vi accomuna anche il teatro, dove avete imparato molto. <\/strong><strong><br \/><\/strong>Che il carattere, la passione e il calore sono essenziali per dare vita a ogni personaggio. Un attore deve saper rompere la quarta parete, il nostro compito \u00e8 difendere la verit\u00e0 della vita, lontano dalle banalit\u00e0. Anna conquist\u00f2 Hollywood proprio per l\u2019autenticit\u00e0 e la forza scenica che la rendevano unica. Rossellini disse che aveva restituito all\u2019Italia la sua immagine e la sua dignit\u00e0, e aveva ragione. Per questo sento il dovere di ricordarla e di farla rivivere, in modo un po\u2019 magico, nel cuore di tutti.<\/p>\n<p><strong>E sul palcoscenico torner\u00e0 a breve con un nuovo spettacolo, ci anticipa qualcosa? <br \/><\/strong>Si chiama La sera della prima ed \u00e8 un viaggio dentro cinquant\u2019anni di teatro, tra emozioni, paure e risate del dietro le quinte. Ripercorro i miei personaggi pi\u00f9 amati, dagli inizi con Strehler ne Il giardino dei ciliegi ai grandi ruoli femminili che mi hanno accompagnata, come Madame Bovary e Giovanna D\u2019Arco. \u00c8, in fondo, una dichiarazione d\u2019amore al teatro e alla libert\u00e0 di mettersi in gioco ogni volta come fosse la prima. In scena con me ci sar\u00e0 Nicol\u00f2 Giacalone, e debutteremo al Politeama Pratese il 15 e 16 novembre, inaugurando la nuova stagione di prosa.\u00a0<\/p>\n<p>Ginevra Barbetti<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cDurante le riprese de La Lupa avevo incorniciato una sua foto e spesso mi perdevo a guardarla, cercando&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":207819,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-207818","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115524096783855093","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/207818","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=207818"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/207818\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/207819"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=207818"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=207818"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=207818"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}