{"id":208341,"date":"2025-11-10T14:28:18","date_gmt":"2025-11-10T14:28:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/208341\/"},"modified":"2025-11-10T14:28:18","modified_gmt":"2025-11-10T14:28:18","slug":"mercato-bici-alla-prova-dellassalto-cinese-cosa-cambiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/208341\/","title":{"rendered":"Mercato bici alla prova dell&#8217;assalto cinese. Cosa cambier\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">Servizio realizzato da Guido P. Rubino e Maurizio Coccia<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per anni la Cina \u00e8 stata la grande fabbrica del mondo. Le biciclette, i componenti e gli accessori che muovevano il <a href=\"https:\/\/cyclinside.it\/mercato-e-aziende\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mercato<\/a> globale nascevano in larga parte nei suoi distretti produttivi. I marchi occidentali fornivano il know-how e l\u2019immagine, i produttori orientali la capacit\u00e0 industriale.<br \/>Oggi per\u00f2 lo scenario si \u00e8 ribaltato: sempre pi\u00f9 aziende cinesi stanno affacciandosi\u00a0<strong>direttamente sul mercato europeo<\/strong>, proponendo bici e componenti con il proprio marchio, senza passare dai brand per cui un tempo producevano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 il segno di un passaggio epocale, che molti in Italia avvertono come una minaccia ma che, a guardarlo bene, racconta molto anche delle\u00a0<strong>fragilit\u00e0 strutturali della nostra industria<\/strong> gi\u00e0 messo in evidenza dalla pandemia. Anzi, proprio a partire dal periodo Covid-19 \u00e8 iniziata una spinta forte dell\u2019Oriente sul nostro mercato direttamente e senza intermediari.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019overstock, l\u2019assalto dei nuovi marchi<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A leggere i numeri del mercato, l\u2019origine del fenomeno \u00e8 chiara. Dopo il boom del periodo Covid, le scorte si sono accumulate nei magazzini europei e americani, e il rallentamento della domanda ha colpito a catena tutto il comparto.<br \/>\u00abLe aziende cinesi e taiwanesi si sono trovate con capacit\u00e0 produttive enormi e improvvisamente inutilizzate \u2013 spiega\u00a0<strong>Salvatore Miceli<\/strong>, direttore generale di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.beltramitsa.it\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Beltrami TSA<\/a>\u00a0-. Per trent\u2019anni hanno affinato competenze e know-how, producendo per marchi occidentali. Quando la domanda \u00e8 calata, hanno dovuto scegliere: fermarsi o mettersi sul mercato con un proprio nome. Ed \u00e8 quello che sta succedendo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il risultato \u00e8 un\u2019ondata di nuovi marchi che cercano spazio in Europa con listini aggressivi e prodotti che, spesso, nascono nelle stesse fabbriche dove vengono costruite bici per i grandi marchi internazionali.<br \/>\u00abNon dobbiamo per\u00f2 illuderci che basti produrre per avere successo \u2013 aggiunge Miceli \u2013 Lanciare un marchio significa creare una rete commerciale, fare comunicazione, gestire l\u2019assistenza. \u00c8 qui che si giocher\u00e0 la vera sfida per i nuovi attori\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Beltrami TSA \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-122945\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/beltrami-tsa.jpg\" alt=\"Beltrami TSA\" width=\"1100\" height=\"595\"  \/>Prezzi in discesa e margini compressi<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il problema, per\u00f2, non riguarda solo l\u2019Oriente. In Europa e negli Stati Uniti la bike industry sta affrontando una\u00a0<strong>contrazione dei margini senza precedenti<\/strong>. Gli sconti massicci introdotti per smaltire l\u2019overstock hanno abituato il consumatore a prezzi sempre pi\u00f9 bassi.<br \/>\u00abOggi chi compra pensa di poter pagare \u201csei\u201d ci\u00f2 che due anni fa costava \u201cdieci\u201d \u2013 osserva ancora Miceli \u2013 Ma cos\u00ec non si reggono le filiere. I grandi brand si ristruttureranno, mentre chi non ha risorse dovr\u00e0 ridimensionarsi. E in questo contesto i nuovi player trovano spazio, anche con prodotti non premium ma pi\u00f9 accessibili\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"misano ibf \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-120346\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/misano-ibf.jpg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"624\"  \/>Loris Campagnolo: \u201cNon basta produrre, serve responsabilit\u00e0\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dal mondo della distribuzione arriva una visione pi\u00f9 pragmatica. <strong>Loris Campagnolo<\/strong>, titolare di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ciclopromo.com\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ciclo Promo Components,<\/a> rifiuta la narrativa catastrofista:<br \/>\u00abInvasione cinese? Quale invasione? Noi distribuiamo marchi di tutto il mondo, ma il nostro mestiere \u00e8 garantire qualit\u00e0, assistenza e rispetto delle regole. In Italia non puoi vendere senza un riferimento locale e senza rispettare le normative europee. Anche le piattaforme digitali devono adeguarsi. Gli imballaggi, le istruzioni in italiano, le garanzie: tutto deve essere conforme. Non \u00e8 cos\u00ec facile saltare la filiera\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Campagnolo difende il ruolo del distributore come \u201cfiltro di sicurezza\u201d tra il produttore e il mercato:<br \/>\u00abPrima di proporre un marchio, verifichiamo la qualit\u00e0, i tempi di consegna e la capacit\u00e0 di assistenza. Un brand cinese, americano o europeo non fa differenza: se garantisce tutto questo, allora pu\u00f2 entrare nel nostro portafoglio. La concorrenza non mi spaventa, mi spaventa chi non rispetta le regole\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Ciclo Promo components \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-122942\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ciclo-promo-components.jpg\" alt=\"Ciclo Promo components\" width=\"1100\" height=\"733\"  \/>Daccordi: \u201cConsumare \u00e8 un gesto politico\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pi\u00f9 riflessiva e disincantata la posizione di\u00a0<strong>Stefano Boggia<\/strong>, di <a href=\"https:\/\/www.daccordicycles.com\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Daccordi<\/a> che interpreta la tradizione artigianale italiana che ancora punta su produzione interna e personalizzazione.<br \/>\u00abQuello che stiamo vivendo \u00e8 la conseguenza di un processo iniziato decenni fa. Abbiamo esportato competenze e know-how, e ora ci ritroviamo a competere con chi abbiamo formato. La Cina produce, gli Stati Uniti fanno strategia, l\u2019Europa crea norme: e cos\u00ec ci siamo legati mani e piedi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per Daccordi, la crisi \u00e8 anche culturale:<br \/>\u00abIl consumatore oggi non sa cosa compra, o meglio: non ha pi\u00f9 la consapevolezza n\u00e9 la possibilit\u00e0 economica di scegliere. Ma consumare \u00e8 un gesto politico. Ogni acquisto dice chi siamo. Tra la maglietta da cinque euro e quella da trecento serve una via di mezzo, anche nel ciclismo. Oggi abbiamo bici a prezzi folli che vendono tutto perch\u00e9 hanno il marchio giusto, mentre chi lavora sulla qualit\u00e0 artigianale fatica a emergere\u00bb.<br \/>E aggiunge:<br \/>\u00abNoi continueremo a parlare a chi condivide la nostra visione, a chi riconosce il valore di un prodotto costruito bene, con cura e con senso. Il nostro cliente non \u00e8 quello attratto dal brand cinese o dal prezzo pi\u00f9 basso\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Daccordi \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18060\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/01022013-IMG_7782.jpg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"733\"  \/>Schiano: \u201cHanno i capitali, ma non il gusto\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Da sud arriva la voce storica di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.schiano.eu\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mario Schiano<\/a>, che da generazioni costruisce biciclette in Italia e ha visto il mercato cambiare pi\u00f9 volte:<br \/>\u00abIl governo cinese incentiva la produzione e spinge all\u2019esportazione. Hanno capitali enormi e una capacit\u00e0 produttiva fuori scala, ma gli manca ancora il gusto e la conoscenza del mercato. Prima compravano aziende, oggi cercano partnership: vogliono stabilit\u00e0 e presenza in Europa, pi\u00f9 che conquista\u00bb.<br \/>Il problema, per\u00f2, non \u00e8 solo macroeconomico.<br \/>\u00abCi sono negozi che comprano bici su Alibaba o Temu e le rivendono come se fossero proprie. Passano la dogana come privati e fanno concorrenza sleale. A noi fanno controlli su tutto, a loro no. Cos\u00ec non si pu\u00f2 competere. L\u2019Europa accoglie i capitali, ma deve anche vigilare\u00bb.<br \/>Schiano \u00e8 netto: \u00abSe non si mettono regole uguali per tutti, finiremo per diventare i loro dipendenti\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"schiano azienda \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-122944\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/schiano-azienda.jpg\" alt=\"schiano azienda\" width=\"1100\" height=\"733\"  \/>La risposta italiana: qualit\u00e0, valore e identit\u00e0<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In questo scenario incerto, l\u2019Italia cerca la sua strada.<br \/>Da un lato c\u2019\u00e8 chi, come\u00a0<strong>Beltrami TSA<\/strong>, punta sulla fascia alta e su marchi di valore assoluto. Dall\u2019altro, le aziende artigianali come\u00a0<strong>Daccordi<\/strong>\u00a0che difendono la produzione locale e l\u2019identit\u00e0 di marca. E poi ci sono i distributori come\u00a0<strong>Ciclo Promo Components<\/strong>, che diventano garanti di qualit\u00e0 e conformit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tutti concordano su un punto:\u00a0<strong>il mercato cambier\u00e0 ancora<\/strong>.<br \/>I marchi cinesi non sono pi\u00f9 sinonimo di scarsa qualit\u00e0, ma nemmeno tutti pronti a rispettare regole e standard europei. Quel che abbiamo visto alla recente Eicma, tra gli stand orientali, \u00e8 significativo: loro propongono di tutto, sta a noi decidere cosa e, soprattutto come, importare nel rispetto delle regole.<br \/>La battaglia si giocher\u00e0 sulla\u00a0<strong>credibilit\u00e0<\/strong>, sulla\u00a0<strong>trasparenza<\/strong>\u00a0e sulla\u00a0<strong>consapevolezza del consumatore<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"scott ibf 2025 2 \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-119196\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/scott-ibf-2025-2.jpg\" alt=\"scott ibf 2025\" width=\"1100\" height=\"733\"  \/>Un problema di regole e di cultura<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel frattempo, l\u2019Europa sembra trovarsi stretta tra due fuochi: da un lato la necessit\u00e0 di mantenere aperti i mercati e attrarre investimenti, dall\u2019altro la tutela del proprio sistema industriale.<br \/>I dazi \u2013 come ricordano Ciclo Promo Componets e Schiano \u2013 sono gi\u00e0 in vigore per molte categorie di prodotti, ma i controlli restano insufficienti.<br \/>E il rischio di un\u2019invasione \u201csilenziosa\u201d, fatta di vendite dirette online, triangolazioni e marchi digitali, \u00e8 tutt\u2019altro che remoto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Come sempre, il problema \u00e8 duplice:\u00a0<strong>industriale e culturale<\/strong>.<br \/>L\u2019industria europea deve trovare nuove formule per essere competitiva senza svendere il proprio valore; il consumatore deve tornare a capire che dietro un prezzo ci sono scelte, responsabilit\u00e0 e lavoro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"taipei, mercato dell'elettronica, aeroporto \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-78684\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/taipei-cycle-taiwan-7.jpg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"733\"  \/>Oltre la paura<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Alla fine, l\u2019\u201cinvasione cinese\u201d \u00e8 un sintomo, non la malattia. Parla di una\u00a0<strong>globalizzazione che ha perso equilibrio<\/strong>, di regole europee che penalizzano chi le rispetta, e di un consumatore confuso tra il desiderio di risparmiare e quello di appartenere a un marchio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma come spesso accade, le crisi possono anche generare risposte nuove.<br \/>Come osserva Daccordi, \u00abforse \u00e8 un\u2019occasione per chiederci chi siamo, cosa vogliamo essere e a chi vogliamo parlare\u00bb.<br \/>E in questo interrogativo \u2013 pi\u00f9 che nella paura dell\u2019Oriente \u2013 si gioca davvero il futuro del ciclismo europeo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Servizio realizzato da Guido P. 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