{"id":208443,"date":"2025-11-10T15:55:16","date_gmt":"2025-11-10T15:55:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/208443\/"},"modified":"2025-11-10T15:55:16","modified_gmt":"2025-11-10T15:55:16","slug":"foto-industria-la-casa-specchio-di-cio-che-siamo-dieci-mostre-dal-mondo-per-raccontarla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/208443\/","title":{"rendered":"Foto Industria, la casa specchio di ci\u00f2 che siamo: dieci mostre dal mondo per raccontarla"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLa casa \u00e8 allo stesso tempo rifugio e prigione, protezione e limite. La casa \u00e8 un\u2019immagine della nostra condizione: luogo del radicamento, ma anche soglia verso l\u2019ignoto\u00bb. Con una citazione di Octavio Paz da \u201cIl labirinto della solitudine\u201d <strong>Francesco Zanot <\/strong>introduce la <strong class=\"x-atex-highlight-1\">settima biennale di Foto Industria<\/strong>, la manifestazione promossa da <strong class=\"x-atex-highlight-2\">Fondazione Mast<\/strong> che sino al 14 dicembre invader\u00e0 pacificamente Bologna con dieci mostre (tutte a ingresso gratuito) sotto il titolo \u201cHome\u201d. E non poteva essere pi\u00f9 attuale questa Biennale di fotografia affrontando una delle questioni pi\u00f9 scottanti della cronaca, perch\u00e9 se avere un tetto sopra la testa \u00e8 un diritto in realt\u00e0 per molti \u00e8 un lusso.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/144318493-343a949b-6e44-4dc4-ab31-14cdf97b8891.jpg\" alt=\"L\u2019opera\u00a0di Jeff Wall, \u201cVolunteer\u201d, 1996\u00a0(credit\u00a0 Jeff Wall. Courtesy: Glenstone Museum)&#10;\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>L\u2019opera\u00a0di Jeff Wall, \u201cVolunteer\u201d, 1996\u00a0(credit\u00a0 Jeff Wall. Courtesy: Glenstone Museum)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Foto Industria prende quindi il pubblico per mano e lo conduce in un viaggio lungo la storia, tra passato e presente, nelle grandi citt\u00e0 e nei piccoli borghi per capire che la casa in fondo \u00e8 il paradigma di noi stessi. \u00abIn queste mostre si parla naturalmente di architettura, del costruire perch\u00e9 la casa \u00e8 innanzitutto uno spazio fisico ma questo \u00e8 solo il punto di partenza perch\u00e9 le abitazioni sono anche un prolungamento del nostro corpo, sono uno spazio affettivo, un insieme di oggetti, ricordi, atmosfere \u2013 spiega Zanot &#8211; E ancora allargando ancora di pi\u00f9 la visione la casa corrisponde al luogo a cui sentiamo di appartenere\u00bb.<\/p>\n<p>Al Mast la personale di Jeff Wall<\/p>\n<p>Idealmente questo viaggio intorno al mondo pu\u00f2 iniziare proprio al Mast che ospita la personale di <strong>Jeff Wall, \u201cLiving, working, surviving\u201d<\/strong>, curata da Urs Stahel e aperta fino all\u20198 marzo. L\u2019artista canadese in questa occasione propone una trentina di opere realizzate tra il 1980 e il 2021, tra le sue famose lightbox di grande formato e le pi\u00f9 tradizionali stampe.<\/p>\n<p>Possono apparire istantanee di vita quotidiana ma in realt\u00e0 sono immagini costruite in maniera cinematografica dall\u2019artista utilizzando comparse o attori. Il viaggio prosegue poi in diversi palazzi e musei del centro storico in un percorso in cui la fotografia di non essere solo un mezzo per documentare la realt\u00e0 ma di essere un linguaggio che si adegua alla poetica dell\u2019artista, diventando evocativo pi\u00f9 che descrittivo, lasciandosi manipolare in montaggi e collage.<\/p>\n<p>Le altre mostre <\/p>\n<p>Alla<strong class=\"x-atex-highlight-2\"> Fondazione del Monte<\/strong> in via delle Donzelle, <strong class=\"x-atex-highlight-3\">\u201cMicrocosmo Sinigo\u201d<\/strong>, riporta l\u2019indagine di Sisto Sisti, ferrarese di origini morto a Merano nel 1981, fotografo e operaio in un\u2019epoca condizionata fortemente dal regime fascista.<\/p>\n<p>Alla <strong class=\"x-atex-highlight-2\">Pinacoteca<\/strong> si ripercorre l\u2019opera di Ursula Schulz-Dornburg \u201c<strong class=\"x-atex-highlight-1\">Some homes\u201d<\/strong> che riprende diverse tipologie abitative in paesi differenti, dall\u2019Indonesia alla Turchia, dall\u2019Azerbaijan alla Georgia. Al <strong>Mambo <\/strong>si vede la retrospettiva dedicata a Moira Ricci <strong>\u201cQuarta casa\u201d<\/strong> dove il tema dell\u2019abitazione richiama memorie private e collettive.<\/p>\n<p><strong>P<\/strong><strong class=\"x-atex-highlight-2\">alazzo Bentivoglio<\/strong> ospita la personale di Matei Bejenaru, <strong>\u201cPrut\u201d<\/strong>, il fiume che separa la Romania dalla Moldavia sulle cui sponde il fotografo ha incontrato una societ\u00e0 ancora fortemente radicata nella cultura rurale. In via Mascarella 2, a <strong>Palazzo Bentivoglio Lab<\/strong>, \u00e8 allestita \u201cLooking for Palestine\u201d del collettivo Forensic Architecture che documenta l\u2019allontanamento dei palestinesi dai loro villaggi tra il 1947 e il 1949.<\/p>\n<p>E sono tre le mostre al <strong>Collegio Venturoli<\/strong>: \u201cMy Dream House is not a House\u201d di Julia Gaisbacher, su un complesso residenziale di Graz; \u201cPopihuise\u201d del giovane Vuyo Mabheka che utilizza la tecnica del collage; \u201cS\u00f6drakull Fr\u00f6sakull\u201d, progetto di Mikael Olsson sull\u2019architetto modernista Bruno Mathsson.<\/p>\n<p>Infine<strong> Alchemilla <\/strong>a Palazzo Vizzani ospita \u201cA Small Guide to Homeownership\u201d?di Alejandro Cartagena, sulle trasformazioni della citt\u00e0 di Monterrey, mentre a Palazzo Carbonesi Kelly O\u2019Brien presenta il progetto \u201cNo Rest for the Wicked\u201d, incentrato sulla vita della madre e della nonna. Info: mast.org. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abLa casa \u00e8 allo stesso tempo rifugio e prigione, protezione e limite. 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