{"id":208693,"date":"2025-11-10T19:26:11","date_gmt":"2025-11-10T19:26:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/208693\/"},"modified":"2025-11-10T19:26:11","modified_gmt":"2025-11-10T19:26:11","slug":"nessuna-rivincita-verso-litalia-vedevo-qualcosa-nel-progetto-bulgaria-i-nikolov-sono-speciali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/208693\/","title":{"rendered":"Nessuna rivincita verso l&#8217;Italia. Vedevo qualcosa nel progetto Bulgaria, i Nikolov sono speciali"},"content":{"rendered":"<p>La squadra rivelazione della pallavolo maschile non pu\u00f2 che essere la Bulgaria. Un team tosto, con grande talento ben orchestrato da <strong>Gianlorenzo \u201cChicco\u201d Blengini<\/strong>, volto storico della Nazionale italiana di pallavolo impegnato dallo scorso anno in un\u2019avventura dai contorni straordinari. In appena dodici mesi infatti l\u2019allenatore ha portato i suoi ragazzi in Finale negli ultimi Campionati Mondiali, dove hanno dovuto cedere il passo proprio all\u2019Italia. Il coach ha parlato della sua esperienza ai microfoni di OA Sport, in occasione di una lunga intervista rilasciata ad Alice Liverani sul nostro canale YouTube.<\/p>\n<p>Il CT ha parlato inizialmente proprio della recente impresa compiuta nella rassegna iridata: \u201cIo credo che il termine eroe sia un po\u2019 esagerato ovunque, non solo in Patria o extra Patria; nel senso che noi regaliamo, se ci riusciamo, emozioni e questo di per s\u00e9 gi\u00e0 \u00e8 una grande gratificazione. Lo sport vive di momenti, non solo di emozioni, ma di situazioni; e ce ne sono state di bellissime in Italia, con l\u2019Italia, con i club che ho allenato ed ora questa con la Nazionale bulgara \u00e8 particolarmente sorprendente. Poi secondo me in Bulgaria me ci sono alcune sfumature che la rendono qualcosa che va anche al di l\u00e0 della parte sportiva perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 stato e questo \u00e8 davvero unico e indimenticabile\u201c.<\/p>\n<p>Successivamente,<strong> l\u2019allenatore ha parlato delle due star del suo roster<\/strong>, i fratelli Nikolov: \u201cCredo che tutte le squadre abbiano dei giocatori pi\u00f9 incisivi negli equilibri di gioco; uno parla del fratello vecchio come se fosse un giocatore navigato ma stiamo parlando di un ragazzo di 21 anni, sembra si parli di un trentenne solo perch\u00e9 il fratello \u00e8 molto piccolo d\u2019et\u00e0 e perch\u00e9 lui \u00e8 sulle cronache da pi\u00f9 tempo, nel senso che \u00e8 venuto alla Lube con me gi\u00e0 diversi anni fa. Loro due sono i giocatori di cui si parla di pi\u00f9 per le qualit\u00e0 che hanno, per quello che mostrano nonostante la giovane et\u00e0, per quanto incidono in termini di punti e di presenza nei vari risultati. La loro qualit\u00e0 credo sia quella di stare all\u2019interno di un gruppo esattamente come uno dei 14, come uno dei tanti; questo secondo me li rende particolarmente speciali. Non \u00e8 scontato che giocatori pi\u00f9 popolari, che hanno un impatto sulle partite cos\u00ec chiaro poi riescano a essere nel comportamento nell\u2019attitudine come gli altri\u201d. <\/p>\n<p><strong>Blengini ha poi proseguito parlando di Simeon Nikolov<\/strong>: \u201cHa una popolarit\u00e0 che \u00e8 straordinaria, la parentesi negli Stati Uniti di un anno lo ha aiutato;\u00a0 gli USA numericamente sono molto invasivi, anche a livello di social media. Avendo fatto questo anno l\u00ec in cui si \u00e8 parlato molto di lui e da subito \u00e8 rimasto sulla bocca di molti, se non di tutti; muovendoti in giro per il mondo con lui te ne rendi conto. Ho avuto il privilegio e la fortuna di girare con diversi giocatori molto popolari, per\u00f2 devo dire che su di lui c\u2019\u00e8 davvero una un\u2019attenzione veramente particolare, molto grande anche di persone lontane dal mondo della pallavolo. Questo per capire il potenziale di popolarit\u00e0. Poi queste cose dipendono anche dalla volont\u00e0 che uno ha di espandere questa cosa: io ho avuto giocatori che avevano un potenziale di popolarit\u00e0 molto grande ma che non gli interessava; gli interessava solo giocare a pallavolo. Dipende molto da te, da quanto ci lavori dentro\u201c.<\/p>\n<p><strong>Il nativo di Torino ha poi proseguito<\/strong>: \u201cPenso che la virt\u00f9 principale che debba avere un allenatore sia quella di adattarsi, cercare di capire con chi si ha a che fare e cercare di trovare il modo di empatizzare con ognuno dei ragazzi a seconda del momento in cui ci si relaziona; la relazione \u00e8 sempre mescolata al contesto. Io non credo alle generalizzazioni, credo molto nelle persone e all\u2019interno di questo nella capacit\u00e0 che si ha di capire il momento. Per questo non farei un discorso generale su com\u2019erano i giovani dieci anni fa. \u00c8 chiaro che oggi ci sono degli argomenti che magari un po\u2019 di tempo fa non c\u2019erano, come i social. Quando sono arrivato in Bulgaria, mi descrivevano i giocatori etichettandoli come \u2018quello pigro\u2019, \u2018quello pi\u00f9 sveglio\u2019. Ci sono delle caratteristiche generali, \u00e8 vero, per\u00f2 noi andiamo sulla persona. Noi abbiamo l\u2019individuo e lo dobbiamo trattare come tale al di che sia italiano, bulgaro, polacco, brasiliano o che sia un ragazzo di oggi o di quindici anni fa\u201c.<\/p>\n<p>Il coach ha poi parlato delle <strong>difficolt\u00e0 che si riscontrano nel ruolo di selezionatore<\/strong>:\u00a0 \u201cLa Nazionale non \u00e8 un club e quindi tu non hai una reale possibilit\u00e0 di scelta aperta; con un club fai un mercato e nei limiti delle possibilit\u00e0 economiche puoi pi\u00f9 o meno cercare di costruire una squadra sulla base di quella che \u00e8 la tua idea, di quelle che sono le tue possibilit\u00e0. La Nazionale non \u00e8 cos\u00ec: i giocatori sono quelli. Devi capire quali sono quelli migliori. All\u2019interno delle possibilit\u00e0 puoi scegliere dei giocatori per seguire un\u2019idea degli equilibri. Io credo che bisogna essere realisti e capire le cose buone o non buone in base a quello che uno ha ed in base a quali giocatori hai a disposizione. Quello che \u00e8 importante secondo me \u00e8 cercare la qualit\u00e0, non l\u2019et\u00e0. L\u2019et\u00e0 per me non \u00e8 un valore perch\u00e9 a volte si parla dei giovani come se fosse un difetto, altre volte dei vecchi come se fosse un difetto al contrario o di entrambe le cose come fossero dei pregi, vedi il giovane pi\u00f9 resistente e migliorabile o il vecchio con esperienza. La cosa importante \u00e8 capire chi ha maggiore qualit\u00e0. Alla fine, vinci o perdi con la qualit\u00e0 tecnica, fisica e attitudinale nel migliorare il gioco che metti in campo. Vince chi gioca meglio prima di tutto. La scelta si deve basare su quello, poi sugli equilibri. Noi quest\u2019anno abbiamo avuto mille prime volte, la prima finale, la prima partita dentro-fuori, tante prime volte anche da parte dei giocatori. La Nazionale bulgara \u00e8 la rivelazione? Stiamo andando su questa direzione, prima mi davano tutti per matto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Blengini ha quindi approfondito<\/strong>: \u201cQueste nazionali sono sempre viste come un cuscinetto. Io invece avevo diverse opportunit\u00e0 alternative e ho proprio scelto questo progetto. \u00c8 chiaro che loro sono stati molto aggressivi nella proposta, perch\u00e9 volevano a tutti i costi convincermi da tanti punti di vista. Io vedevo un potenziale che forse altri non \u00e8 che non vedevano ma magari non conoscevano o conoscevano in modo limitato. Io invece avevo gi\u00e0 una profondit\u00e0 di conoscenza pi\u00f9 grande. Poi avevo voglia di provare a costruire qualcosa da zero. Era e rimane un progetto che ha come target finale quello di provare a qualificarsi alle Olimpiadi con cinque anni di tempo, quindi una roba lunga; il futuro dobbiamo costruircelo, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un presente interessante, abbiamo anticipato delle tappe, abbiamo anticipato molte cose che sognavamo di vivere solo dopo, vedi la finale mondiale. Non ci lamentiamo di esserci arrivati prima del tempo, ma sar\u00e0 difficile ripetersi. \u00c8 chiaro che migliorano le basi, per\u00f2 dobbiamo essere capaci di mantenere stabilit\u00e0 nel procedere all\u2019interno del percorso. Le vittorie se sono gestite bene aiutano a vincere perch\u00e9 danno autostima. Noi eravamo davvero molto lontani. Quando ho preso la Nazionale bulgara era ventitreesima nel ranking, ed oggi il ranking \u00e8 il criterio principale di qualificazione alle Olimpiadi. C\u2019\u00e8 quindi bisogno di fiducia, di autostima, perch\u00e9 partendo da cos\u00ec lontano il rischio \u00e8 che se i risultati tardano ad arrivare uno pensa di non potercela fare; questi sono passaggi che ci fanno percepire chiaramente che invece si pu\u00f2 fare; \u00e8 difficile, molto difficile, e da adesso in avanti lo sar\u00e0 ancora di pi\u00f9 per tanti motivi\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Il successo con la Bulgaria<strong> non deve per\u00f2 essere inteso come una ripicca nei confronti dell\u2019Italia<\/strong>, cos\u00ec come sottolineato dall\u2019allenatore stesso: \u201cIo non vivo questo tipo di approccio; con l\u2019Italia io ho fatto un percorso che tutt\u2019oggi rimane il cammino pi\u00f9 lungo che sia stato fatto in Nazionale dopo Velasco con la maschile; io ho fatto sette anni, sette stagioni, contando anche quella del Covid, \u00e8 tantissimo come permanenza; ho fatto due Olimpiadi consecutive, anche questa \u00e8 una roba che non \u00e8 cos\u00ec normale. Sono molto orgoglioso di aver fatto esordire con me tutti questi ragazzi che oggi sono la Nazionale italiana; l\u2019unico che non c\u2019era era Roman\u00f2, il quale era nel gruppo B\u00a0 perch\u00e9 c\u2019erano le alternative. Per il resto sono solo percorsi: noi siamo arrivati alla fine del secondo ciclo olimpico con un comune accordo di cambiare progetto. Quindi non l\u2019ho mai vissuta n\u00e9 come una bocciatura, n\u00e9 come se mi fosse stato tolto qualcosa che sentivo mi appartenesse, n\u00e9 come un\u2019ingiustizia. Nel nostro lavoro ci sono percorsi, ci sono progetti, e quello \u00e8 stato indimenticabile. La cosa che mi rende pi\u00f9 orgoglioso \u00e8 avere questi feedback dai ragazzi dopo anni; una restituzione di affetto cos\u00ec grande vale come una medaglia, come delle finali. Noi allenatori viviamo di sfide, almeno io vivo di sfide, questa della Bulgaria \u00e8 la pi\u00f9 grande che ho deciso di provare a costruire. Ma non la vivo come una rivincita. Faccio l\u2019allenatore perch\u00e9 mi piace, perch\u00e9 ho sempre sognato di vivere di sport; era impensabile farlo da atleta, ho cercato non forzando una collocazione. Ho provato a fare l\u2019allenatore, sembra funzioni quindi vado avanti sembra\u201d.<\/p>\n<p>Non \u00e8 mancato inoltre un commento sulla Superlega: \u201cIl Campionato italiano \u00e8 cattivo. Ho diversi stimoli, tanti club mi chiedono di fare il doppio in carico. Per fare l\u2019allenatore della Nazionale devi lavorare bene dodici mesi, creando anche dei percorsi per i tuoi ragazzi, per aiutarli a crescere. Molto dei miei che l\u2019anno scorso giocavano in Bulgaria, quest\u2019anno sono in Italia, a loro dico sempre che il nostro Campionato \u00e8 difficile e cattivo. Tutti gli anni diciamo sempre che \u00e8 pi\u00f9 difficile dell\u2019anno scorso perch\u00e9 poi in realt\u00e0 \u00e8 molto alta la richiesta di continuit\u00e0; si fa fatica a stabilire chi \u00e8 pi\u00f9 forte, chi \u00e8 meno forte, perch\u00e9 poi sappiamo che con un Campionato che si gioca col playoff vincer\u00e0\u00a0 chi sar\u00e0 in quel momento colui che ha meno infortuni, che ha un equilibrio mentale migliore. \u00c8 tutto molto equilibrato. Si aggiunge Verona che \u00e8 una squadra quest\u2019anno non solo pericolosa ma veramente forte con degli equilibri da trovare ma con la freschezza di non avere l\u2019obbligo di vincere a differenza di altre. Per la lotta dietro c\u2019\u00e8 una bagarre. Come sempre nel Campionato italiano riuscir\u00e0 a raggiungere i propri obiettivi chi ha la continuit\u00e0 maggiore. La richiesta di costanza nelle performance di non scendere mai sotto un certo livello rispetto alle tue qualit\u00e0 \u00e8 una cosa che non ti richiede nessun altro Campionato al mondo. Stabilire chi \u00e8 favorito \u00e8 veramente molto difficile perch\u00e9 ci sono almeno quattro squadre che possono vincere, e Verona \u00e8 tra queste\u201d.<\/p>\n<p><strong>Partire, impegni fuori casa, sacrificio. Ma chi \u00e8 \u201cChicco\u201d fuori dal campo?<\/strong> \u201cSono un pap\u00e0 di una ragazza che ahim\u00e8 ha scelto di giocare a pallavolo; con orgoglio cerco di dare il mio contributo nonostante la mia perdurante assenza. Io ho la fortuna di avere una donna al mio fianco che in questo \u00e8 un equilibratore straordinario, oltre che veramente una santa: fa la mamma, il pap\u00e0, il marito, la moglie perch\u00e9 io sono sempre dietro questa palla cercando di non farla rimbalzare nel nostro campo ma in quello dell\u2019avversario\u201c.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=R3E7L2coPPg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>L\u2019INTERVISTA INTEGRALE A \u201cCHICCO\u201d BLENGINI\u00a0<\/strong><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La squadra rivelazione della pallavolo maschile non pu\u00f2 che essere la Bulgaria. 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