{"id":20886,"date":"2025-07-31T22:24:09","date_gmt":"2025-07-31T22:24:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/20886\/"},"modified":"2025-07-31T22:24:09","modified_gmt":"2025-07-31T22:24:09","slug":"il-tempo-e-il-ritmo-di-unepopea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/20886\/","title":{"rendered":"Il tempo e il ritmo di un\u2019epopea"},"content":{"rendered":"<p>Quante cose \u00e8 il nuovo ambizioso romanzo di Sebastiano Mondadori Di cosa siamo capaci (La nave di Teseo, pp. 400, euro22,00): un libro polifonico e fluviale, capace di tenere insieme il generazionale e il politico, l\u2019indagine psicologica e familiare, la riflessione sul tempo e sulla memoria, su utopia e disincanto, con uno stile che alterna lirismo, ironia, affondi intellettuali e slanci sensuali. Certo, l\u2019inizio \u00e8 selettivo: \u00e8 il 12 dicembre 1969 e, in una Milano che vibra di tensione, un ricco imprenditore dai tratti che oggi definiremmo tossici abusa di Adele, giovane cameriera, in una stanza d\u2019hotel, subito prima che la bomba in piazza Fontana deflagri in un trauma anche collettivo. Da questo buco nero, superata la prova dell\u2019immedesimazione, tutto si apre e si espande.<\/p>\n<p><strong>ADELE SI RIVELA<\/strong> fin da subito e in maniera crescente un personaggio memorabile: attrice di s\u00e9 stessa, musa implacabile e sfuggente, idealista e manipolatrice, esercita un\u2019attrazione inquieta e profonda su chiunque. La incontriamo nel 1965 in un\u2019osteria dell\u2019Italia comunista e canterina, in compagnia di due giovani amici e spasimanti, Bernardo e Rodolfo \u2013 giacch\u00e9 lei vuole \u00abdue di tutto\u00bb \u2013 con i quali condivide ideali, desideri e speranze. \u00c8 lei, tre anni dopo, che ritorna da Parigi dopo avere amato, sedotto e abbandonato, per guidare il gruppo di amici verso la tenuta toscana della marchesa Diletta Ottobruni. Qui, a casa di un\u2019alta societ\u00e0 che finge di abiurare se stessa, si tiene per tutta un\u2019estate il \u00abgrande bivacco\u00bb, una festa del collettivismo che solo la repressione della primavera di Praga riuscir\u00e0 ad incupire, \u00abvittoria della guerra sui sogni\u00bb che render\u00e0 tutti \u00abillusi di un passato diverso\u00bb. Ma Adele rimane centrale, catalizzante, ambigua: figura problematica di un\u2019intera generazione sospesa tra rivoluzione e individualismo, tra corpo e pensiero, tra bisogno d\u2019amore e rifiuto di ogni vincolo.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 Nina, la figlia, l\u2019altra grande protagonista. Timida ma brillante, irrisolta, affamata di verit\u00e0. Vive all\u2019ombra del mito materno ma cerca di sottrarsene. Alla compulsione con cui Adele guarda avanti, ostinata nel voltare le spalle al passato e al ricordo, Nina ha nella memoria conforto e tormento. Con lei il romanzo si fa educazione sentimentale e indagine genealogica, poich\u00e9 Nina vuole capire, ridefinirsi. E in questo tentativo, durante l\u2019Interrail del 1993 ceder\u00e0 alle attenzioni dell\u2019amica Tha\u00efss in un rapporto fra i pi\u00f9 belli del libro, di amore e formazione al contempo. Il rapporto con la madre, d\u2019altro canto, \u00e8 carico di non detti ma anche di dolcezza \u2013 il rituale del cafun\u00e8 che le lega nonostante tutto \u2013 e si addensa in una scena, in una clinica ginecologica, che ci induce pi\u00f9 che mai a sospendere il giudizio.<\/p>\n<p><strong>I MASCHI<\/strong> non stanno a guardare, ma hanno la mal celata remissivit\u00e0 dei personaggi secondari. Marco, fratello di Nina, \u00e8 dolente, misterioso, e finir\u00e0 per ritirarsi su un\u2019isola. Ruben, amico e amante intermittente, vive di seduzione e paura, e sconta uno scarto di classe sociale. Giacch\u00e9 il romanzo \u00e8 anche questo: un\u2019epopea ancora borghese, europea e tardo-novecentesca, che guarda a modelli oggi inaccostabili al mainstream. La scrittura, spesso teatrale, a tratti lirica, sa essere fortemente visiva e il suo ritmo, specie nei dialoghi e nei passaggi corali, evoca il montaggio filmico. Non \u00e8 un caso che uno dei riferimenti espliciti e impliciti dell\u2019opera sia Truffaut: non solo eminenza in un romanzo che fa dei must artistici dell\u2019epoca un elemento costitutivo, ma anche modello narrativo. Milan Kundera ne \u00e8 invece il pendant letterario, persino metaletterario, nume tutelare di un\u2019esplorazione della nostalgia e del rapporto fra Storia ed esistenza come non se ne vedevano da un po\u2019.<\/p>\n<p>Ma i maschi, si diceva, mentre gli anni passano. Bernardo, lo scenografo Bebo, \u00e8 diventato il marito di Adele, mentre Rudi attira Nina nell\u2019ebbrezza dell\u2019erotismo adulto. \u00c8 il 1994 e non si sa come Adele abbia potuto finire, dopo una carriera accademica e un\u2019esperienza da europarlamentare e femminista di successo, a candidarsi nelle file di Forza Italia \u2013 o forse s\u00ec, lo si saprebbe fin troppo bene come l\u2019utopia di un tempo si sia potuta trasformare, per certuni, nella \u00abdistopia della felicit\u00e0\u00bb. Ma non \u00e8 tutto, e anche qui Mondadori si guarda bene dal giudicare. Invece, in un crescendo virtuosistico ci accompagna fino in fondo, ai giorni nostri o quasi, con il respiro ampio del vero romanziere, fra ritorni involontari del passato, buzzatiani colombre ed elefanti che scompaiono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quante cose \u00e8 il nuovo ambizioso romanzo di Sebastiano Mondadori Di cosa siamo capaci (La nave di Teseo,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":20887,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-20886","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20886","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20886"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20886\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20887"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20886"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20886"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20886"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}