{"id":209022,"date":"2025-11-10T23:53:16","date_gmt":"2025-11-10T23:53:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209022\/"},"modified":"2025-11-10T23:53:16","modified_gmt":"2025-11-10T23:53:16","slug":"pax-romana-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209022\/","title":{"rendered":"Pax Romana \u2013 La recensione"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono saghe che non smettono mai di evolversi, e Anno \u00e8 una di quelle. <strong>Nata alla fine degli anni \u201990, la serie di Ubisoft ha costruito negli anni un linguaggio tutto suo: la gestione come racconto, l\u2019espansione come equilibrio tra ambizione e armonia<\/strong>. Ogni capitolo ha scelto un\u2019epoca diversa per raccontare la stessa ossessione &#8211; quella per la crescita, per l\u2019ordine, per la fragilit\u00e0 di ogni sistema umano. Dal Medioevo di Anno 1404 ai cieli del futuro di Anno 2205, passando per le <strong><a href=\"https:\/\/it.ign.com\/anno-1800\/153572\/review\/anno-1800-la-recensione\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">rivoluzioni industriali<\/a><\/strong> e le esplorazioni oceaniche, ogni titolo ha reinventato il proprio tempo, trasformando la storia in una lente attraverso cui osservare noi stessi.<\/p>\n<p>Approfondisci<a href=\"https:\/\/it.ign.com\/anno-117-pax-romana\/221493\/news\/anno-117-pax-romana-ubisoft-svela-i-dlc-del-primo-anno-si-viaggia-in-egitto\" class=\"recirc_odd\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/anno-1718034891975_1nu2.640.jpg\" alt=\"Anno 117: Pax Romana, Ubisoft svela i DLC del primo anno: si viaggia in Egitto\"\/>Anno 117: Pax Romana, Ubisoft svela i DLC del primo anno: si viaggia in Egitto<\/a><\/p>\n<p>Con Anno 117: Pax Romana, Ubisoft Mainz compie un gesto che somiglia a un ritorno alle origini, ma che in realt\u00e0 \u00e8 una rifondazione. <strong>Dopo aver esplorato il futuro e la modernit\u00e0, la serie guarda al passato pi\u00f9 remoto, al cuore dell\u2019Impero romano, quando la civilt\u00e0 si pensava eterna e la pace &#8211; quella Pax Romana che d\u00e0 il titolo al gioco &#8211; era pi\u00f9 illusione politica che condizione reale<\/strong>. \u00c8 qui che il ciclo di Anno trova nuova linfa, unendo la ricostruzione storica all\u2019introspezione gestionale, e riportando il giocatore non solo a costruire citt\u00e0, ma a comprendere il fragile meccanismo che le tiene in vita a forza di parametri e bisogni da soddisfare.<\/p>\n<p>Il respiro dell\u2019Impero<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di profondamente umano nel tentativo di piegare la natura al proprio ordine. \u00c8 la pulsione che muove la storia di Anno 117: Pax Romana, ma anche quella che attraversa da sempre la serie di Ubisoft Mainz: la ricerca di equilibrio tra l\u2019espansione e la fragilit\u00e0 del mondo che costruiamo. <strong>Stavolta, per\u00f2, l\u2019impero non \u00e8 un\u2019astrazione di progresso industriale o una promessa di futuro: \u00e8 Roma, nel suo massimo splendore e nella sua inevitabile decadenza<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019idea di riportare la saga all\u2019alba della civilt\u00e0 occidentale ha un peso simbolico forte, quasi inevitabile dopo anni di esperimenti tecnologici non sempre apprezzati dal pubblico. Significa tornare alla radice della gestione, alla costruzione non solo di citt\u00e0 ma di identit\u00e0. Anno 117 ti mette nei sandali di un governatore romano chiamato a trasformare una provincia lontana in una gemma dell\u2019Impero, ma anche a fare i conti con le diverse culture che la abitano, con le superstizioni locali e con le pressioni di un potere centrale che non tollera esitazioni. Non si tratta di dominare, ma di convivere. E nel mezzo, di sopravvivere.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" data-position=\"0\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/anno-117-pax-romana-recensione-pc4_phk4.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nosservare la crescita e l&#8217;espansione della propria creatura \u00e8 appagante.<\/p>\n<p><strong>Ubisoft Mainz ha costruito due linee narrative principali che si intrecciano, impersonate da Lucia e Quintus, personaggi che incarnano visioni opposte di Roma: l\u2019una pi\u00f9 idealista, attenta al compromesso e all\u2019integrazione; l\u2019altro pragmatico, fedele alla tradizione e al rigore dell\u2019Impero<\/strong>. Le loro storie compongono una campagna in cui si alternano dialoghi politici, scelte morali e missioni di sviluppo urbano capaci di modificare la percezione dell\u2019Impero stesso. Non c\u2019\u00e8 un solo protagonista, ma due facce di una stessa civilt\u00e0 in bilico: quella che costruisce e quella che domina. La campagna \u00e8 una sorta di pretesto per motivare scenari di gioco e missioni via via differenti, come quando bisogna trovare e scortare un VIP con la propria nave; da un punto di vista delle situazioni svolge il suo compito, sebbene la struttura narrativa risulti fiacca e perda di mordente dopo qualche ora di gioco.<\/p>\n<p>La rivoluzione silenziosa di Anno 117<\/p>\n<p>L\u2019intuizione di Ubisoft Mainz \u00e8 quella di non limitarsi a una trasposizione estetica: non basta vestire di colonne e anfiteatri un sistema rodato. <strong>Tutto, in Pax Romana, respira diversamente, a partire dalle basi, dalla costruzione urbana. Le strade non seguono pi\u00f9 solo la logica degli angoli retti, ogni cella della griglia \u00e8 suddivisa in quattro micro-unit\u00e0, permettendo la creazione di arterie diagonali e tracciati pi\u00f9 naturali<\/strong>. Non \u00e8 una semplice variazione estetica, \u00e8 un cambiamento strutturale: ora \u00e8 possibile far serpeggiare un viale lungo un pendio, collegare due quartieri con un arco obliquo o creare piazze asimmetriche che seguono la topografia.<\/p>\n<p>Persino la connessione tra un edificio e una strada non richiede pi\u00f9 contatto pieno &#8211; basta che un angolo tocchi la via, e la costruzione \u00e8 riconosciuta come parte del tessuto urbano. \u00c8 una libert\u00e0 architettonica che restituisce umanit\u00e0 alla forma delle citt\u00e0: meno reticoli e pi\u00f9 vita, meno matematica e pi\u00f9 architettura. I centri abitati non si allineano pi\u00f9 sulla rigida scacchiera dei capitoli precedenti, stavolta si dispongono in modo organico, morbido, seguendo le ondulazioni del terreno e le vie d\u2019acqua. Le strade si piegano in diagonale, i quartieri si adattano al declivio, e la disposizione di un mercato o di una fattoria pu\u00f2 cambiare la produttivit\u00e0 o la felicit\u00e0 di un intero distretto. \u00c8 un passo verso la naturalezza, un ritorno alla logica topografica pi\u00f9 che geometrica, che trasforma ogni colonia in un organismo vivo, cresciuto insieme al paesaggio pi\u00f9 che sopra di esso.<\/p>\n<p>Sostanzialmente, il cuore del gameplay resta quello classico, fondato sulla progressione per livelli di cittadini e sul soddisfacimento dei loro bisogni; ma la gestione non \u00e8 mai banale: le filiere produttive si moltiplicano e stratificano, obbligando a pianificare con cura le risorse e le rotte commerciali, spesso tra isole lontane. <strong>Non esistono tempi imposti o penalit\u00e0 eccessive, il gioco permette di respirare, di correggere gli errori, di rimettere ordine dopo un crollo produttivo senza dover ricominciare da capo<\/strong>. Pi\u00f9 in generale, rispetto ai capitoli recenti, la sensazione \u00e8 che Anno 117 torni al linguaggio adoperato da <a href=\"https:\/\/it.ign.com\/anno-1800\/153572\/review\/anno-1800-la-recensione\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Anno 1800<\/a>; dove un tempo il progresso era scandito da catene produttive lineari e da un\u2019espansione quasi automatica, ora ogni gesto ha un peso politico e culturale. La nuova struttura dell\u2019albero delle scoperte, pi\u00f9 fluida e ramificata, sostituisce la rigidit\u00e0 tecnologica con scelte che riflettono la filosofia del proprio dominio: la prosperit\u00e0 economica pu\u00f2 scontrarsi con la coesione sociale, la fedelt\u00e0 a Roma con l\u2019autonomia culturale. Anche la gestione dei territori cambia volto &#8211; abbiamo vere e proprie province con identit\u00e0, clima e risorse proprie, legate da rotte commerciali che evocano la vastit\u00e0 dell\u2019Impero.<\/p>\n<p><strong>Perfino la religione, per la prima volta in assoluto, diventa meccanica di governo: un tempio pu\u00f2 unire o dividere, un culto pu\u00f2 stabilizzare una citt\u00e0 o innescare tensioni silenziose; \u00e8 il segno pi\u00f9 evidente di un cambio di prospettiva: non si costruisce pi\u00f9 soltanto per crescere, ma anche per comprendere<\/strong>. Da un punto di vista dello spessore, il nuovo capitolo trae beneficio dal nuovo sistema di specialisti che aggiunge profondit\u00e0 senza appesantire. Non sono pi\u00f9 semplici bonus statistici bens\u00ec figure con personalit\u00e0, relazioni e ideali: un architetto che privilegia la bellezza rispetto alla funzionalit\u00e0, un mercante che favorisce la corruzione, un ingegnere militare che spinge verso la conquista. La loro presenza influenza non solo l\u2019efficienza della citt\u00e0 ma anche le sue tensioni interne, creando un sottotesto sociale che arricchisce ogni decisione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" data-position=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/anno-117-pax-romana-recensione-pc8_p2mt.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nla gestione bellica \u00e8 in linea con lo spirito della serie Anno.<\/p>\n<p><strong>A proposito di conquista, fa il suo debutto una componente militare; non un sistema di battaglie complesse, meglio chiarirlo, ma uno strato gestionale aggiuntivo che mette alla prova le risorse economiche e la logistica<\/strong>. Produrre equipaggiamenti, mantenere le truppe e sostenere l\u2019apparato bellico richiede la stessa pianificazione con cui si alimenta una citt\u00e0. \u00c8 una guerra di bilanci, non di tattiche, e rappresenta una sfida &#8211; opzionale &#8211; ulteriore per chi necessita nuovi stimoli. Tutte queste piccole e grandi novit\u00e0 si sentono, una volta iniziata una partita; la differenza si avverte sin dai primi minuti, a prescindere dalla scelta iniziale &#8211; pi\u00f9 estetica che altro &#8211; tra Marcus e Marcia, l\u2019alter ego con cui si affronta la Campagna (nell&#8217;altra modalit\u00e0 disponibile, Sandbox, potremo selezionare altri Governatori e, avanzando nel gioco, potremo anche sbloccarne di nuovi oltre ad altri contenuti in game).<\/p>\n<p>Avviando il single player ci si ritrova a gestire un&#8217;isola in Latium, la terra madre, dove tutto \u00e8 armonia: il sole accarezza le tegole, le campagne brulicano di attivit\u00e0, i cittadini si accontentano di pane e vino e l\u2019eco di Roma arriva come un\u2019ombra lontana, un ordine da rispettare ma non ancora da temere. Albion, invece, l&#8217;altro atto della campagna, \u00e8 decisamente un mondo diverso: paludi, nebbie, venti freddi che sferzano i tetti di paglia. Qui le popolazioni locali non si piegano facilmente, e l\u2019Impero diventa un\u2019idea fragile, brumosa, un equilibrio di paura e convenienza. <strong>Il gioco costruisce questa dualit\u00e0 con una delicatezza inaspettata, senza bisogno di troppe parole: basta osservare le differenze tra le risorse, i bisogni, i rituali per capire quanto l\u2019illusione della &#8220;pace romana&#8221; sia in realt\u00e0 un equilibrio precario<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019arte della gestione e della politica<\/p>\n<p>Anno 117 conserva quella tensione gestionale che da sempre alimenta la serie. Le catene produttive tornano a essere il cuore pulsante dell\u2019esperienza, ma sono filtrate da una nuova logica d\u2019influenza. Ogni edificio genera un campo d\u2019effetto che pu\u00f2 stimolare o penalizzare gli spazi circostanti: un\u2019officina troppo vicina alle case riduce la felicit\u00e0, un santuario posizionato con cura pu\u00f2 aumentare la lealt\u00e0 o la produttivit\u00e0. \u00c8 un sistema sottile, che invita a ragionare non pi\u00f9 solo in termini di efficienza logistica ma di armonia sociale. L\u2019urbanistica non \u00e8 pi\u00f9 un puzzle da risolvere, ma una forma di mediazione politica. Un puzzle gi\u00e0 visto altrove, a conti fatti, ma che qui trova terreno fertile.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" data-position=\"2\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/anno-117-pax-romana-recensione-pc2_bv25.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nalbion \u00e8 molto diversa da latium, e non si tratta soltanto del panorama.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio nella politica che Pax Romana tenta la sua evoluzione pi\u00f9 profonda. <strong>L\u2019Impero non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019entit\u00e0 statica, ma un interlocutore costante; Roma osserva, giudica, premia e punisce. Le decisioni del giocatore &#8211; sostenere un culto locale, favorire i commerci con i barbari, assecondare o sfidare il governatore supremo &#8211; influenzano la reputazione e il destino stesso della provincia<\/strong>. Si pu\u00f2 essere un amministratore fedele o un ribelle silenzioso, un pragmatista o un idealista: ogni scelta definisce il tono del proprio dominio. Il sistema politico culmina nella Hall of Fame, una cronologia dinamica che archivia le gesta di ogni campagna: edifici simbolo, scelte morali, catene produttive perfezionate, persino disastri o carestie. \u00c8 una memoria vivente dell\u2019Impero, che trasforma ogni partita in parte di una grande storia condivisa, anche quelle online.<\/p>\n<p><strong>Qui bisogna aprire una parentesi sul multiplayer, con modalit\u00e0 cooperative e\/o competitive (contro altri giocatori a patto che siano nella lista amici, IA o un mix di entrambi) che permettono di fondare province insieme o sfidarsi per l\u2019influenza commerciale, con supporto cross-platform e salvataggi condivisi in tempo reale<\/strong>. In cooperativa, pi\u00f9 giocatori possono gestire lo stesso insediamento, dividendo compiti e responsabilit\u00e0, ma con tempi dilatati (non si pu\u00f2 velocizzare il tempo di gioco, e nelle fasi avanzate il ritmo ne risente). Una chicca non da poco in ottica longevit\u00e0, ma che presenta diversi aspetti da bilanciare meglio probabilmente.<\/p>\n<p>Forma e sostanza<\/p>\n<p>Torniamo al gioco e alla questione politica, un&#8217;inclinazione che si riflette anche nella gestione religiosa e culturale. I culti locali non sono pi\u00f9 semplici decorazioni, ma strumenti di coesione o di conflitto. A volte la fede in Giove garantisce prestigio a Roma, ma un altare a una divinit\u00e0 celtica pu\u00f2 conquistare il rispetto degli autoctoni. \u00c8 un linguaggio simbolico che permea ogni scelta, e che contribuisce a dare al mondo di Anno 117 una densit\u00e0 gustosa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" data-position=\"3\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/anno-117-pax-romana-recensione-pc1_9h51.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nil livello di dettaglio \u00e8 notevole.<\/p>\n<p><strong>Sul piano tecnico, il lavoro di Mainz convince. Le citt\u00e0 sono un bel vedere, brulicanti di vita, con una luce mediterranea che cambia tono tra le province e una direzione artistica capace di bilanciare monumentalit\u00e0 e intimit\u00e0<\/strong>. Gli edifici si fondono con il terreno, i fiumi scorrono placidi o impetuosi a seconda del clima, e il tutto restituisce un senso di continuit\u00e0 naturale che nei precedenti capitoli era spesso sacrificato all\u2019ordine meccanico della simulazione. Anche l\u2019interfaccia si fa pi\u00f9 sobria, meno invadente, con un&#8217;impostazione che valorizza il paesaggio invece di coprirlo sfruttando miglioramenti tangibili: i menu di costruzione e le finestre che mostrano le statistiche e le scelte tecnologiche sono pi\u00f9 pulite e leggibili, con indicatori visivi che chiariscono le connessioni tra edifici, strade e zone d\u2019influenza.<\/p>\n<p>Ci sono per\u00f2 momenti in cui l&#8217;ambizione di Pax Romana rischia di trasformarsi in fardello. La gestione multilivello tra politica, cultura, economia e infrastrutture pu\u00f2 apparire opprimente, specie quando la citt\u00e0 cresce oltre le prime soglie e il gioco chiede di conciliare decine di variabili. Non tutto scorre con la fluidit\u00e0 promessa: le interazioni con Roma, a tratti, mancano di profondit\u00e0, e alcune catene produttive avanzate richiedono un\u2019attenzione quasi ossessiva per mantenere un ritmo sostenibile. Si ha l\u2019impressione che il motore delle idee superi a volte la precisione del bilanciamento. <strong>C\u2019\u00e8 anche un\u2019altra ombra, pi\u00f9 tecnica: l\u2019ottimizzazione: le citt\u00e0 pi\u00f9 grandi possono mettere a dura prova l&#8217;hardware, e qualche incertezza nel frame rate \u00e8 pronta a testimoniarlo<\/strong>. Nulla che rovini l\u2019esperienza, intendiamoci, ma abbastanza per ricordarci che la bellezza, quando \u00e8 cos\u00ec minuziosa, ha sempre un prezzo.<\/p>\n<p>L\u2019eredit\u00e0 della civilt\u00e0<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2 e, come detto, una campagna narrativamente non entusiasmante, Anno 117: Pax Romana riesce a farsi apprezzare. Si tratta di un ritorno alle origini e insieme una reinvenzione, di un gestionale che parla di potere e di equilibrio, di conquista e di ascolto, di ordine imposto e caos naturale. C\u2019\u00e8 una malinconia sottile che attraversa ogni mappa, come se il gioco stesso fosse consapevole della fragilit\u00e0 dell\u2019Impero che celebra. Ed \u00e8 forse questa la sua qualit\u00e0 pi\u00f9 preziosa: la capacit\u00e0 di raccontare la civilt\u00e0 non solo come trionfo, ma come tensione costante tra ci\u00f2 che costruiamo e ci\u00f2 che inevitabilmente sfugge al nostro controllo.<\/p>\n<p>Ubisoft Mainz porta la storica serie nel cuore dell\u2019Impero romano, costruendo un\u2019esperienza che fonde la meraviglia dell\u2019antichit\u00e0 con la complessit\u00e0 politica del potere. <strong>Con un salto nel passato audace ma indovinato, il nuovo episodio ci invita a governare province lontane come Latium e Albion, bilanciando cultura, economia, religione e lealt\u00e0 verso Roma in un mosaico di influenze, tensioni e scelte morali mai complesso come oggi<\/strong>. Non \u00e8 rivoluzione vera e propria, \u00e8 pi\u00f9 un ritorno alle origini e insieme una rifondazione. Verosimilmente, i fan della serie si divertiranno non poco con un capitolo che parla di civilt\u00e0, armonia e controllo tanto quanto di fragilit\u00e0 e decadenza.<\/p>\n<p>In un\u2019epoca in cui molti city builder si limitano a perfezionare formule collaudate da altri, Anno 117 si permette di tornare indietro per andare avanti, un paradosso che sa di scommessa vincente. Il risultato infatti \u00e8 un\u2019esperienza lenta, contemplativa, a tratti imperfetta ma viva, capace di regalare soddisfazioni mentre creiamo il nostro personale Impero e, al tempo stesso, di farci riflettere sul potere, sulla bellezza e sulla fragilit\u00e0 dell\u2019ordine chiamato civilt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>MODUS OPERANDI<\/strong><br \/>Ho giocato ad Anno 117: Pax Romana su PC grazie a un codice fornito gentilmente dal publisher, con una build finale che mi ha tenuto impegnato per una ventina di ore tra campagna e sessioni sandbox di varia natura. Qualche bug &#8211; grafico per lo pi\u00f9, o legato alla componente online &#8211; si \u00e8 visto, a onor del vero, ma pu\u00f2 darsi che al day one o subito dopo la pubblicazione i problemi vengano risolti. Il gioco uscir\u00e0 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S.<\/p>\n<p id=\"id_keyword__70592__text\">Anno 117: Pax Romana \u00e8 la sintesi &#8211; quasi &#8211; perfetta tra tradizione, nello specifico quella apprezzata di Anno 1800, e rinnovamento. Con ritocchi e aggiunte intelligenti che non stravolgono le basi n\u00e9 i punti di forza della struttura portante, Ubisoft Mainz reinterpreta il cuore della serie con una sensibilit\u00e0 apprezzabile, trasformando la gestione urbana in un racconto di equilibrio e decadenza. Qualche incertezza tecnica, una narrazione cos\u00ec cos\u00ec e altre ruvidezze sparse non ne scalfiscono il valore complessivo di un city builder solido e raffinato, adatto anche a chi non \u00e8 pratico del genere grazie a un&#8217;interfaccia ben congegnata, stratificato e umano, che far\u00e0 felici i fan del franchise. Il passato, in questo caso, \u00e8 la via pi\u00f9 diretta per il futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono saghe che non smettono mai di evolversi, e Anno \u00e8 una di quelle. 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