{"id":209050,"date":"2025-11-11T00:22:22","date_gmt":"2025-11-11T00:22:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209050\/"},"modified":"2025-11-11T00:22:22","modified_gmt":"2025-11-11T00:22:22","slug":"lo-stigma-punisce-due-volte-le-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209050\/","title":{"rendered":"lo stigma punisce due volte le donne"},"content":{"rendered":"<p>Nadine procede incerta sotto la tettoia azzurra. L\u2019andatura contrasta con il portamento elegante della giovane, 26 anni, lunghe treccine nere, corpo minuto e sandali ai piedi. Appena incrocia l\u2019operatrice dice tutto d\u2019un fiato, come se sputasse le parole creole: \u00abVoglio vedere il dottor Joseph\u00bb. \u00c8 la frase in codice. Non \u00e8 necessario aggiungere altro. Il personale dell\u2019ospedale di Medici senza Frontiere (Msf) a Drouillard, propaggine di Cit\u00e9 Soleil, baraccopoli-simbolo di Port-au-Prince, conosce a memoria la formula. Subito a Nadine viene spiegato di seguire le frecce rosse disegnate sui vialetti in cemento bianco. Il percorso per la \u201cstanza delle sopravvissute\u201d. Seduta sulle panche lungo le pareti c\u2019\u00e8 una quindicina di donne di ogni et\u00e0: adolescenti, adulte, anziane. In un angolo \u00e8 accucciato un uomo, l\u2019unico. Tiene in braccio una bimba di quattro anni, avvolta in una gonna di tulle inspiegabilmente candida: la strada per la clinica \u00e8 un pantano di fango e spazzatura. Anche la piccola \u00e8 qui per \u00abil dottor Joseph\u00bb. Come le altre. \u00abNon \u00e8 raro, purtroppo. Anzi, \u00e8 una mattina buona \u2013 dice Anna Sophie Morel, coordinatrice di Msf ad Haiti \u2013: a volte sono di pi\u00f9. Non so se sia un bene o un male. Forse pi\u00f9 donne conoscono il progetto e decidono di farsi aiutare. Oppure, invece, sono solo di pi\u00f9. Un fatto \u00e8 inconfutabile: dall\u2019inizio dell\u2019anno, i casi sono in forte aumento, almeno il 60 per cento in pi\u00f9: nel primo semestre ne abbiamo registrato 2.600\u00bb.<\/p>\n<p>Il soggetto resta volutamente sottinteso. Nella \u201cRepubblica delle gang\u201d \u2013 dove l\u2019implosione dello Stato ha lasciato l\u2019isola in ostaggio dei gruppi armati, illegali come le bande e i paramilitari, o legali, come in contractor appena arrivati \u2013, la pandemia dello stupro non ha cancellato lo stigma. Al contrario.  \u00abNon solo le hanno violentate. Lo hanno detto ai vicini: quando uscivano, cos\u00ec, le guardavano tutti. Le \u201camichette\u201d dei banditi. Prede facili per chiunque\u00bb, racconta Norette, 46 anni: \u00e8 qui non per s\u00e9 stessa ma per le figlie di 16 e 14 anni, aggredite lo stesso giorno, a marzo. \u00abDopo non volevano pi\u00f9 uscire di casa. La pi\u00f9 piccola aveva smesso anche di mangiare. Ha cercato di uccidersi\u2026. \u2013 sussurra con visibile sforzo \u2013 Ora stanno un po\u2019 meglio, da quando vengono dal dottor Joseph\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLe superstiti fanno molta fatica a parlare di quanto hanno subito: provano vergogna, si sentono in colpa. Gi\u00e0 lo stupro \u00e8 di per se un trauma ma ad Haiti viene perpetrato con ferocia inaudita: le donne sono picchiate e abusate da vari uomini \u2013 sottolinea Anna Sophie Morel \u2013. Per garantire la loro riservatezza, abbiamo inventato l\u2019escamotage del dottor Joseph. Chi fa questo nome, viene indirizzato al nostro progetto di assistenza psico-fisica per chi subisce violenza sessuale\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abQuando me l\u2019hanno detto, all\u2019inizio, non capivo. Ero venuta da Msf per mio figlio che aveva la febbre altissima. Una ragazza mi ha parlato del programma. Ha capito che era accaduto anche a me. Me l\u2019ha letto negli occhi spenti, come i suoi. Ed eccomi qui\u00bb. Berenice, 35 anni, \u00e8 stata violentata due volte. La prima, il 6 luglio 2024 quando, prima della tregua seguita dalla nascita della \u201cfederazione criminale\u201d Viv Ansanm, G9 aveva attaccato Broklyn, roccaforte della gang rivale, G-Pep, a poca distanza da Drouillard, e, nella razzia indiscriminata, aveva ucciso il marito. La seconda, il 2 agosto di un anno dopo quando era rifugiata a Delmas 19. Una banda ha fermato il tap tap \u2013 gli scassati furgoni che fungono da trasporto pubblico \u2013 su cui viaggiava e ha fatto scendere  le donne. \u00abCi hanno portato in un vicolo. Erano in tre\u2026 \u2013 afferma con tono sempre pi\u00f9 commosso \u2013. Sa qual \u00e8 la cosa peggiore, pi\u00f9 delle botte, della violenza, dell\u2019umiliazione? So che potrebbe accadere ancora\u00bb. Con le istituzioni liquefatte e le forze di sicurezza prive di mezzi, i civili sono senza difesa. Le donne, come i bambini, sono i bersagli pi\u00f9 facili: la guerra haitiana del tutti contro tutti \u00e8 incisa sui loro corpi. Secondo le Nazioni Unite, le gang utilizzano lo stupro come arma di guerra per creare terrore nelle zone controllate dai rivali e scoraggiare delazioni. In pubblico, i boss \u2013 a cominciare dal capo di Viv Ansanm, Jimmy Ch\u00e9rizier alias Barbecue \u2013 negano con sdegno. Soprattutto ora. Dalla scorsa primavera sono sbarcati nell\u2019isola i miliziani \u201carruolati\u201d dal premier Alix Didier Fils-Aim\u00e9 e pagati con i soldi dell\u2019Amministrazione Trump per \u00abmettere ordine\u00bb, bypassando il sistema multilaterale. I loro droni, scagliati nei bastioni delle bande per stanare i capi senza curarsi delle vittime collaterali, le hanno indebolite e costrette alla difensiva. \u00c8 cruciale, dunque, guadagnare consensi fra la popolazione.<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi, i banditi hanno, dunque, moltiplicato gli interventi social per negare di avere a che fare con le violenze, in particolare sessuali.<\/p>\n<p>Anzi, garantiscono di avere dato ordine preciso di rispettare gli abitanti e chiedono di denunciare i \u201cdisobbedienti\u201d. Per dimostrare le \u201cbuone intenzioni\u201d, non si limitano alle parole: i sottoposti accusati di stupro sono puniti con un proiettile nella mano o nel piede. I casi di \u201cgiustizia fai da te\u201d si moltiplicano, confermano fonti ben informate. Difficile, per\u00f2, per le haitiane credere che si tratti di trasgressioni isolate. Cuffia di plastica in testa per proteggere i capelli dalla polvere e ripararsi dal sole, maglia a maniche lunghe nonostante l\u2019afa di mezzogiorno, un\u2019altra giovane si affaccia all\u2019interno della tettoia azzurra. Si guarda intorno, diffidente. Poi si inoltra fino al banchetto, appena oltre l\u2019entrata. \u00abIl dottor Joseph \u2013 dice, sottovoce \u2013. Voglio vedere il dottor Joseph\u00bb.<\/p>\n<p>(13.Continua)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nadine procede incerta sotto la tettoia azzurra. 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