{"id":209074,"date":"2025-11-11T00:48:20","date_gmt":"2025-11-11T00:48:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209074\/"},"modified":"2025-11-11T00:48:20","modified_gmt":"2025-11-11T00:48:20","slug":"un-classico-che-rivive-tra-alti-bassi-e-tanta-nostalgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209074\/","title":{"rendered":"un classico che rivive tra alti, bassi e tanta nostalgia"},"content":{"rendered":"<p>Yesterday, dicono i Beatles. Nostalgia Canaglia, risponde Albano.  L&#8217;obiettivo \u00e8 chiaro: un viaggio sul viale dei ricordi, tra la malinconia e la dolcezza dei tempi che furono.  Un&#8217;ondata sentimentale che l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento videoludico ha imparato a cavalcare per bene nel corso degli ultimi anni, proponendo un numero sempre maggiore di rifacimenti e rimasterizzazioni. Un irresistibile richiamo al quale nemmeno THQ Nordic ha saputo resistere, rispolverando dall&#8217;album dei ricordi niente pop\u00f2 di meno che la <b>remaster di Sacred 2: Fallen Angel<\/b>. Al tempo della sua pubblicazione &#8211; parliamo del 2008 &#8211; il gioco usc\u00ec tempestato di bug e problemi tecnici.<\/p>\n<p>Per quanto generalmente riconosciuto come un passo indietro rispetto all&#8217;episodio precedente, lo zoccolo duro della fanbase si prodig\u00f2 per ripulire Sacred 2 dalle sue numerose magagne.  Avvalendosi di queste correzioni e aggiungendoci sopra una serie di miglioramenti estetici e funzionali, <b>Sacred 2 Remaster si presenta in grande spolvero alle soglie del 2026, nella sua forma migliore<\/b>. O forse no&#8230; <\/p>\n<p>Restauro invisibile <\/p>\n<p>Ahinoi, ci\u00f2 che salta subito all&#8217;occhio \u00e8 quanto poco la grafica si discosti dalla versione <b>Gold di Sacred 2, gentilmente inclusa nell&#8217;acquisto della remaster.<\/b> Diciassette anni sono un tempo enorme e, proprio per questo, abbiamo approfittato dell&#8217;occasione per un confronto diretto, restando stupiti nel constatare quanto le migliorie risultino minime, se non addirittura peggiorative in alcuni casi. Il sistema d&#8217;illuminazione, per esempio, aggiornato per generare luci e ombre pi\u00f9 raffinate, tende a far sbiadire eccessivamente la proiezione di queste ultime, <b>appiattendo i numerosi scenari che compongono la regione di Ancaria.<\/b> <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/articolo-180493-1280x16.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>Gli alberi e la vegetazione in generale sono gli elementi che risentono maggiormente di questa scelta. Una tendenza che colpisce anche la palette cromatica che, come un lavaggio in lavatrice programmato male, risulta meno satura e dunque meno &#8220;fumettosa&#8221; rispetto alla versione originale.  Ripulite anche le texture, almeno secondo lo sviluppatore, perch\u00e9 nella realt\u00e0 dei fatti non tutte sembrano essere passate sotto la lente della &#8220;chirurgia migliorativa&#8221;.<\/p>\n<p>Se nel caso di esseri umani, bestie e, pi\u00f9 in generale, di tutto ci\u00f2 che si muove si nota un lieve passo avanti, lo stesso non si pu\u00f2 dire per gli altri elementi di gioco, che mostrano una certa inconsistenza. <b>Il grosso del lavoro \u00e8 difatti svolto dall&#8217;MSAA che smussa l&#8217;immagine generale del titolo dandogli almeno quel sentore di pulizia che l&#8217;era del 4K pretende.<\/b><\/p>\n<p>La trama in breveAmbientato duemila anni prima rispetto al primo capitolo, Sacred 2 ci riporta ad Ancaria: un mastodontico regno fantasy popolato da ogni sorta di creatura immaginabile. La potentissima Energia-T, donata dagli Alti Elfi ai Serafini, ha stravolto gli equilibri di potere tra le razze del mondo, spingendole a una sanguinosa lotta per accaparrarsene il controllo.  Ma non solo: l&#8217;abuso sconsiderato dell&#8217;Energia-T sta corrompendo l&#8217;intero regno, con gravi conseguenze per l&#8217;ecosistema che lo sostiene. \u00c8 su questa premessa che, dopo aver scelto uno fra i sette personaggi disponibili, prende il via la nostra avventura.<\/p>\n<p>Le differenze pi\u00f9 palpabili riguardano aspetti come l&#8217;aumento della distanza di visualizzazione della vegetazione e dei relativi effetti di sfocatura, ma si tratta comunque di migliorie piuttosto accessorie, considerando che il titolo &#8211; pur consentendo di posizionare la telecamera alle spalle del personaggio &#8211; si gioca principalmente con inquadratura isometrica dall&#8217;alto. <b>In effetti, a un primo sguardo, per quanto riguarda gli aspetti puramente grafici \u00e8 difficile capire cosa sia effettivamente cambiato.<\/b> La sensazione \u00e8 che qualche miglioramento ci sia, ma \u00e8 talmente impercettibile che, se non fosse per la nuova interfaccia grafica, difficilmente qualcuno si accorgerebbe della versione a cui sta giocando.  <\/p>\n<p><b>Le modifiche pi\u00f9 consistenti riguardano la UI, ora arricchita da testi in alta definizione e da un&#8217;interfaccia completamente ripensata<\/b> per essere pi\u00f9 &#8220;user friendly&#8221; (si fa per dire). Difatti, se oggi navigare tra le numerose schede che racchiudono la storia, le abilit\u00e0 e l&#8217;equipaggiamento del personaggio risulta pi\u00f9 chiaro, questo non si traduce automaticamente in una maggiore comodit\u00e0.<\/p>\n<p>Dovranno tenerne conto soprattutto coloro che sceglieranno di trascorrere il proprio tempo ad Ancaria con un controller feature finora riservata alle versioni console. La mappatura dei tasti \u00e8 stata infatti presa di peso dalle vecchie installazioni e inserita nella remaster senza alcuna forma di modernizzazione: se la pressione prolungata di un tasto per attaccare funziona tutt&#8217;ora egregiamente, lo stesso non si pu\u00f2 dire per l&#8217;utilizzo delle abilit\u00e0 secondarie o per lo switch tra i vari set d&#8217;armi.  Preservazione dell&#8217;opera originale o mancanza d&#8217;iniziativa? <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.everyeye.it\/img-singole\/articolo-180494.webp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/articolo-180494-850.webp.webp\" class=\"img_100\"\/><\/a><\/p>\n<p>Certo \u00e8 che una ghiera di selezione avrebbe reso tutto pi\u00f9 comodo.  Ancora pi\u00f9 <b>macchinosa \u00e8 la navigazione tra le finestre,<\/b> che rende poco fluida la gestione dell&#8217;inventario e, soprattutto, le compravendite con i mercanti.  Interagire con un fabbro per migliorare la propria attrezzatura, ad esempio, d\u00e0 il via a una serie di scambi tutt&#8217;altro che intuitivi, al punto da costringerci a ricorrere al buon vecchio mouse per velocizzare il processo. <\/p>\n<p>Ottimizzazione, bug e magagne <\/p>\n<p>Come accennato in precedenza, Sacred 2 arriv\u00f2 sul mercato con un gran quantitativo di bug, dovuti in gran parte ai numerosi ritardi e ai problemi riscontrati durante lo sviluppo. Furono i fan a doversi rimboccare le maniche per mettere una pezza alle lacune lasciate dagli autori, dando vita a una community patch che, nel corso di oltre dieci anni di contributi, ha appianato buona parte dei problemi di ottimizzazione del titolo.  Un&#8217;operazione talmente fondamentale da essere inclusa, almeno in parte, anche in questa riedizione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.everyeye.it\/img-singole\/articolo-180495.webp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/articolo-180495-850.webp.webp\" class=\"img_100\"\/><\/a><\/p>\n<p>Non che tutto fili liscio, s&#8217;intende: <b>per quanto il lavoro di pulizia renda l&#8217;esperienza generalmente stabile, anche la remaster non \u00e8 stata risparmiata dalla maledizione dei bug<\/b> che da quasi due decenni affliggono il titolo.  Nella maggior parte dei casi parliamo di imperfezioni pi\u00f9 o meno trascurabili: terreni che scompaiono, tracce audio che si sovrappongono, latenze nei comandi. Pi\u00f9 fastidiosi, invece, quelli che impediscono di completare una missione, in questi casi riavviare il gioco di solito risolve il problema. <\/p>\n<p>Decisamente meno tollerabili gli svariati crash che, per buona parte dell&#8217;avventura, hanno messo a dura prova la nostra pazienza: le interazioni con i mercanti, in particolare, sembrano essere un trigger ricorrente.  Ci sarebbe poi tutto un capitolo da aprire sulla <b>qualit\u00e0 dell&#8217;adattamento italiano<\/b>.  Se l&#8217;alternanza dei dialoghi tra italiano e inglese \u00e8 un retaggio ereditato dalle vecchie versioni, ora anche i testi mostrano qualche incertezza. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sacred-2-remaster-v1-912268-1280x16.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>Le incongruenze non mancano e riguardano soprattutto traduzioni letterali dall&#8217;inglese, come nel caso dei numerosi bauli disseminati per il regno, tradotti come &#8220;petto&#8221; a partire dall&#8217;originale chest.  Al netto dei suoi problemi, ironicamente questa riproposizione rappresenta la versione migliore con cui riscoprire il titolo sui sistemi moderni &#8211; e, di fatto, l&#8217;unica disponibile per le console di ultima generazione. <\/p>\n<p>Un&#8217;esperienza d&#8217;altri tempi <\/p>\n<p>Parliamo innanzitutto di <b>un action RPG dalle meccaniche dichiaratamente old school<\/b>: un concentrato di sistemi che probabilmente farebbero impazzire met\u00e0 dei giocatori moderni. A cominciare dalla forte componente RNG, con un sistema di hit chance &#8211; la probabilit\u00e0 di colpire un nemico durante gli scontri &#8211; che pu\u00f2 diventare frustrante, soprattutto nelle battaglie contro i boss.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.everyeye.it\/img-singole\/articolo-180479.webp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/articolo-180479-850.webp.webp\" class=\"img_100\"\/><\/a><\/p>\n<p>Se non si dispone di un personaggio sviluppato a dovere, alcuni combattimenti rischiano di trasformarsi in sfiancanti maratone contro avversari praticamente inscalfibili. Sotto questo punto di vista, <b>il titolo non tende minimamente la mano all&#8217;utente<\/b>. <\/p>\n<p>L&#8217;assenza di un vero tutorial costringe a fare esperienza diretta sul campo per comprendere le numerose parametrie che regolano la sorte degli scontri.  E gli elementi con cui prendere dimestichezza non sono affatto pochi: debolezze elementali, potenziamenti da applicare alle armi, rune da equipaggiare.  Oggi un approccio simile verrebbe definito hardcore, ma all&#8217;epoca era considerato semplice amministrazione. E proprio com&#8217;era prassi a quei tempi, pervasi da un pizzico di quella &#8220;nostalgia canaglia&#8221; citata in apertura, quando una meccanica non ci era chiara siamo tornati a cercare risposte su vecchi e polverosi forum dedicati al gioco. <b>D&#8217;altronde il titolo \u00e8 letteralmente lo stesso, e i consigli di allora restano ancora perfettamente validi.<\/b> <\/p>\n<p>In compenso, Sacred 2 Remaster vanta ancora oggi <b>un mondo di gioco sterminato, una mappa gargantuesca <\/b>&#8211; tanto nel 2008 quanto nel 2025 &#8211; e una bulimia di contenuti capace di far impazzire gli amanti del completismo. Va fatto notare che il gioco arriva <b>comprensivo dell&#8217;espansione Ice and Blood<\/b>, che oltre ad aggiungere due nuove regioni introduce anche un settimo personaggio al roster di partenza. <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.everyeye.it\/img-singole\/articolo-180496.webp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/articolo-180496-850.webp.webp\" class=\"img_100\"\/><\/a><\/p>\n<p>Per darvi un&#8217;idea della quantit\u00e0 di attivit\u00e0, secondo il sito How Long To Beat, servono oltre 150 ore per completare tutte le attivit\u00e0 secondarie, ma in rete non mancano testimonianze di utenti che ne hanno accumulate pi\u00f9 di 600, soprattutto se si decide di ricominciare l&#8217;avventura cambiando personaggio e livello di difficolt\u00e0. <b>Una mole che ricorda l&#8217;estensione di un MMORPG in miniatura,<\/b> e che trova riscontro anche nella struttura del gioco stesso. Ad esasperare ulteriormente questo aspetto c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di affrontare l&#8217;intera campagna in cooperativa online; tuttavia, sulle nuove console <b>\u00e8 stata rimossa l&#8217;opzione per il multigiocatore locale <\/b> e forse trover\u00e0 posto in un secondo momento.<\/p>\n<p>S\u00ec, esiste una missione principale, solitamente completabile in una trentina di ore, ma finisce presto per passare in secondo piano rispetto alla <b>quantit\u00e0 spropositata di side quest<\/b> che spuntano come funghi in ogni angolo di Ancaria. Non che ci sia grande variet\u00e0, intendiamoci: \u00e8 <b>un vero e proprio festival delle fetch quest<\/b>, dove si alternano richieste come &#8220;recupera 30 pelli di lupo&#8221;, &#8220;uccidi 20 orchi&#8221;, &#8220;accompagna mio marito alla grotta&#8221;, ecc.. <\/p>\n<p><b>Una ripetizione che, sotto un certo punto di vista, diventa quasi catartica<\/b>: spegni il cervello e lasci che il gioco scorra. Quasi un precursore dei cozy game, dove mentre si trucidano centinaia di mob senza soluzione di continuit\u00e0 \u00e8 possibile far scorrere in sottofondo la propria musica o serie preferita. Un&#8217;avventura che si trasforma in un mantra rilassante, ben distante dai ritmi incessanti delle pi\u00f9 recenti incarnazioni di Diablo o Path of Exile. <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.everyeye.it\/img-singole\/articolo-180477.webp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/articolo-180477-850.webp.webp\" class=\"img_100\"\/><\/a><\/p>\n<p><b>Proprio da questo punto di vista, Sacred 2 Remaster rimane qualcosa di unico: un gioco che difficilmente trova equivalenti nell&#8217;attuale panorama moderno.<\/b> <br \/>La domanda \u00e8: diverte? Se ci trovassimo a dover rispondere con le spalle al muro diremmo che &#8220;divertente&#8221; forse non \u00e8 il termine pi\u00f9 azzeccato. Anche perch\u00e9 la totalit\u00e0 degli incarichi ci viene affidata attraverso granitici wall of text che nel giro di qualche ora ignoreremo completamente. Ma \u00e8 innegabile che <b>per una certa nicchia di giocatori Sacred 2 possa rappresentare una sorta di peccaminoso dirty pleasure. <\/b><\/p>\n<p>\u00c8 chiaro per\u00f2 che si tratta di un titolo vecchio nelle sue fondamenta: <b>un&#8217;esperienza poco appetibile per la maggior parte dei giocatori contemporanei,<\/b> se non per una piccola nicchia di nostalgici o curiosi del retrogaming.  La forte componente RNG, le meccaniche nascoste e la totale assenza di tutorial o indicazioni rendono il tutto volutamente ostico, spesso persino criptico. E se da un lato questo contribuisce al fascino retr\u00f2 del progetto, dall&#8217;altro spiega bene perch\u00e9 Sacred 2 Remaster resti un&#8217;esperienza pi\u00f9 di conservazione che di riscoperta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Yesterday, dicono i Beatles. Nostalgia Canaglia, risponde Albano. 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