{"id":209432,"date":"2025-11-11T07:35:10","date_gmt":"2025-11-11T07:35:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209432\/"},"modified":"2025-11-11T07:35:10","modified_gmt":"2025-11-11T07:35:10","slug":"i-nanocorpi-di-lama-e-cammelli-potrebbero-rivoluzionare-la-cura-delle-patologie-cerebrali-come-alzheimer-e-schizofrenia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209432\/","title":{"rendered":"I \u201cnanocorpi\u201d di lama e cammelli potrebbero rivoluzionare la cura delle patologie cerebrali, come Alzheimer e schizofrenia"},"content":{"rendered":"<p>I <strong>nanocorpi<\/strong> potrebbero essere la prossima grande rivoluzione terapeutica in neurologia. Meglio conosciuti come <strong>anticorpi a dominio singolo<\/strong>, si tratta di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/anticorpi-nuovi-farmaci-car-t-vaccini\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">frammenti di anticorpo<\/a> molto pi\u00f9 piccoli dei loro precursori, ma stabili e precisi nel colpire il proprio bersaglio (a volte anche pi\u00f9 degli anticorpi tradizionali). E secondo un gruppo di esperti dell\u2019universit\u00e0 di Montpellier e del Center National de la Recherche Scientifique (Cnrs) francese, potrebbero presto portare allo sviluppo di <strong>una nuova generazione di farmaci<\/strong>, finalmente efficaci e sicuri, per una moltitudine di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/ricerca-malattie-neurodegenerative-alzheimer-moscerini-frutta\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>patologie neurodegenerative<\/strong><\/a> e <strong>neuropsichiatriche<\/strong>, come Alzheimer e schizofrenia, per cui oggi le alternative terapeutiche sono estremamente limitate.<\/p>\n<p>La sorpresa nel sistema immunitario dei cammelli<\/p>\n<p>L\u2019individuazione dei <strong>nanocorpi<\/strong> risale agli <strong>inizi degli anni \u201890<\/strong>, quando un gruppo di scienziati belgi isol\u00f2 queste molecole \u2013 all\u2019epoca sconosciute \u2013 nell\u2019organismo dei <strong>camelidi<\/strong> (la famiglia di mammiferi di cui fanno parte <strong>cammelli<\/strong>, <strong>lama<\/strong>, <strong>alpaca<\/strong> e simili). Si tratta di frammenti di anticorpi dotati di due <strong>catene proteiche pesanti<\/strong>, come di consueto, ma <strong>privi delle due leggere<\/strong> presenti di norma in queste molecole. Pi\u00f9 piccoli e leggeri di un anticorpo tradizionale, quindi, ma altrettanto capaci di legarsi selettivamente a uno specifico antigene.<\/p>\n<p>Sono stati studiati per le loro <strong>potenziali applicazioni terapeutiche<\/strong>. Ma per lungo tempo si \u00e8 pensato che non fossero particolarmente adatti per <strong>colpire bersagli all\u2019interno del <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/cervello-studio-atlante-team-ricercatori-mondo-evoluzione-malattie\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cervello<\/a><\/strong>, perch\u00e9 le dimensioni contenute li fanno eliminare velocemente dai reni una volta all\u2019interno del flusso sanguigno, e faticano ad attraversare la <strong>barriera ematoencefalica<\/strong> che protegge il cervello, con il risultato che di norma spariscono dall\u2019organismo prima che possano esplicare la propria funzione sulle cellule neurali. Problemi che \u2013 scrivono i ricercatori in un commento pubblicato sulla rivista <a data-offer-url=\"https:\/\/www.cell.com\/trends\/pharmacological-sciences\/fulltext\/S0165-6147(25)00228-7?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0165614725002287%3Fshowall%3Dtrue\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/www.cell.com\/trends\/pharmacological-sciences\/fulltext\/S0165-6147(25)00228-7?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0165614725002287%3Fshowall%3Dtrue&quot;}\" href=\"https:\/\/www.cell.com\/trends\/pharmacological-sciences\/fulltext\/S0165-6147(25)00228-7?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0165614725002287%3Fshowall%3Dtrue\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Trends in Pharmacological Sciences<\/a> \u2013 sono per\u00f2 in larga parte stati superati dalle ricerche degli ultimi anni.<\/p>\n<p>Una nuova classe di farmaci<\/p>\n<p>I <strong>nanocorpi<\/strong> prelevati dai camelidi sono stati <strong>ingegnerizzati<\/strong> ormai da diversi gruppi di ricercatori in modo da ottimizzarne la capacit\u00e0 di <strong>attraversare la barriera ematoencefalica<\/strong>. E questo li rende estremamente promettenti come <strong>farmaci indirizzati al sistema nervoso centrale<\/strong>, perch\u00e9 le dimensioni contenute (la porzione responsabile di riconoscere e legarsi agli antigeni \u00e8 10 volte pi\u00f9 piccola di quella degli anticorpi completi) li rendono pi\u00f9 economici da produrre, e perfetti per <strong>colpire il bersaglio desiderato<\/strong> evitando di interagire negativamente con altri gruppi di cellule neurali. Riducendo cos\u00ec \u2013 almeno in teoria \u2013 <strong>il rischio di effetti collaterali<\/strong>, che ad oggi risulta invece tra i principali problemi degli anticorpi monoclonali sviluppati per agire a livello cerebrale.<\/p>\n<p>\u201cSi tratta di piccole proteine altamente solubili, che possono entrare nel cervello in modo passivo\u201d, spiega <strong>Pierre-Andr\u00e9 Lafon<\/strong>, ricercatore del Cnrs che ha collaborato al paper. \u201cAl contrario, i farmaci a piccole molecole che sono stati sviluppati per attraversare la barriera ematoencefalica sono per natura idrofobici, caratteristica che ne limita la biodisponibilit\u00e0 e che aumenta il rischio di legami off-target, e quindi di effetti collaterali\u201d.<\/p>\n<p>Le ricerche sono agli albori<\/p>\n<p>Per ora, i ricercatori francesi ammettono che i nanocorpi sono farmaci promettenti, per i quali per\u00f2 <strong>mancano ancora robuste prove di efficacia<\/strong>. In una ricerca precedente dello stesso team, i nanocorpi hanno dimostrato su modello murino di poter <strong>raggiungere il cervello<\/strong>, e di poter <strong>invertire il declino cognitivo<\/strong> associato ad un modello animale di <strong>schizofrenia<\/strong> (agendo sul circuito cerebrale dell\u2019N-metil-d-aspartato, considerato uno dei possibili meccanismi alla base di questa malattia). Nonostante simili risultati, estremamente incoraggianti, <strong>la strada \u00e8 ancora lunga<\/strong>, prima di poter immaginare di iniziare le <strong>sperimentazioni su pazienti umani<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I nanocorpi potrebbero essere la prossima grande rivoluzione terapeutica in neurologia. 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