{"id":209435,"date":"2025-11-11T07:37:12","date_gmt":"2025-11-11T07:37:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209435\/"},"modified":"2025-11-11T07:37:12","modified_gmt":"2025-11-11T07:37:12","slug":"ricarica-lenta-o-rapida-un-test-di-sei-mesi-svela-la-verita-sulla-durata-della-batteria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209435\/","title":{"rendered":"Ricarica lenta o rapida? Un test di sei mesi svela la verit\u00e0 sulla durata della batteria"},"content":{"rendered":"<p>Per anni si \u00e8 discusso, spesso in modo quasi dogmatico, su quale fosse il modo giusto di caricare la batteria del proprio smartphone; c\u2019\u00e8 chi sostiene che la <strong>ricarica<\/strong> rapida rovini la batteria, chi preferisce fermarsi all\u201980% e chi evita come la peste di lasciare il telefono collegato tutta la notte. Ma quanto c\u2019\u00e8 di vero in queste convinzioni?<\/p>\n<p>Un esperimento durato sei mesi condotto da HTX Studio ha finalmente messo alla prova, con metodo scientifico e numeri alla mano, tutte queste teorie, e i risultati (che coinvolgono sia smartphone <a href=\"https:\/\/www.tuttoandroid.net\/android\/\" data-wpel-link=\"internal\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Android<\/a> che <a href=\"https:\/\/www.tuttotech.net\/telefonia\/iphone\" data-wpel-link=\"exclude\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">iPhone<\/a>) potrebbero sorprendere molti utenti.<\/p>\n<p>             Offerta<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/B0FF94F4QY\/ref=sw_img_1?smid=A2J8B01MMHF2HE&amp;tag=ttt-middle-post-21\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow external noopener\" data-wpel-link=\"external\"><br \/>\n                    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1762846632_220_61Wj-1t3TwL._AC_SL600_.jpg\" class=\"widofferte23-image lazyload\"\/><br \/>\n                <\/a><\/p>\n<p>        La differenza tra ricarica rapida e lenta \u00e8 minima per la salute della batteria<\/p>\n<p>Per capire davvero come la ricarica influenzi la salute della batteria, i ricercatori hanno utilizzato sei iPhone 12 e diversi smartphone Android, dividendoli in gruppi sottoposti a cicli di ricarica differenti.<\/p>\n<p>L\u2019esperimento, <strong>durato 167 giorni<\/strong> e condotto con un sistema automatizzato di scarica e ricarica continua, ha previsto <strong>tre scenari principali<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>ricarica veloce contro ricarica lenta<\/strong> -&gt; iPhone caricati dal 5% al 100% con alimentatori standard e rapidi, smartphone Android caricati con potenze da 18 W (ricarica lenta) e 120 W (rapida)<\/li>\n<li><strong>intervallo 30%-80%<\/strong> -&gt; un secondo gruppo di dispositivi \u00e8 stato mantenuto sempre tra il 30% e l\u201980%, per verificare se questa abitudine (spesso consigliata) potesse effettivamente ridurre l\u2019usura<\/li>\n<li><strong>gruppo di controllo<\/strong> -&gt; un iPhone 12 \u00e8 stato lasciato fermo, per valutare l\u2019effetto del semplice passare del tempo sulla batteria<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per garantire l\u2019accuratezza, il team ha sviluppato un software personalizzato di discharge loop che scaricava la batteria fino al livello prefissato, attivava automaticamente la ricarica tramite rel\u00e8 e poi la interrompeva, ripetendo l\u2019operazione senza interruzioni.<\/p>\n<p>Dopo 500 cicli di ricarica, equivalenti a circa un anno e mezzo di utilizzo reale, il risultato \u00e8 stato chiaro: <strong>la ricarica rapida non rovina in modo significativo la batteria<\/strong>. Gli iPhone sottoposti a ricarica lenta hanno fatto registrare una perdita dell\u201911,8% di capacit\u00e0, mentre quelli con ricarica rapida una perdita del 12,3%, una differenza di appena 0,5% quindi; per quanto riguarda Android gli smartphone sottoposti a ricarica lenta hanno registrato una perdita dell\u20198,8%, contro l\u20198,5% di quelli ricaricati con tecnologia rapida (lo 0,3% di differenza).<\/p>\n<p>Insomma, la ricarica veloce non \u00e8 la nemica della batteria come molti temono, al contrario, <strong>la differenza rispetto alla ricarica tradizionale \u00e8 cos\u00ec piccola da risultare praticamente irrilevante per l\u2019uso quotidiano<\/strong>.<\/p>\n<p>Un altro mito molto diffuso \u00e8 quello di mantenere la batteria sempre <strong>tra il 30% e l\u201980%<\/strong> di carica per preservarla nel tempo, l\u2019esperimento mostra che <strong>qualche beneficio esiste, ma \u00e8 minimo<\/strong>: su iPhone l\u2019usura si riduce solo del 4% rispetto alla ricarica completa, su Android invece il vantaggio \u00e8 di circa 2,5%. Numeri cos\u00ec piccoli da fare pensare che <strong>non valga la pena sacrificare la praticit\u00e0 quotidiana<\/strong> per ottenere un guadagno quasi impercettibile in longevit\u00e0 della batteria.<\/p>\n<p>HTX Studio ha testato anche un altro luogo comune, lasciare il telefono collegato alla corrente quando \u00e8 gi\u00e0 carico sarebbe nocivo; ebbene, dopo una settimana con sei iPhone collegati (a 1%, 50% e 100%), <strong>la capacit\u00e0 della batteria non \u00e8 cambiata affatto<\/strong>. La conclusione \u00e8 semplice: l\u2019invecchiamento della batteria \u00e8 un processo lento e naturale, e <strong>lasciare lo smartphone in carica durante la notte non comporta danni tangibili<\/strong>.<\/p>\n<p>Il verdetto finale \u00e8 sorprendentemente liberatorio: il modo migliore per ricaricare lo smartphone \u00e8 come si preferisce. In altre parole, si pu\u00f2 tranquillamente continuare a collegare il telefono al caricatore quando se ne ha bisogno, o lasciarlo l\u00ec fino al mattino, senza troppi sensi di colpa; le tecnologie delle batterie moderne e dei processi di ricarica sono molto pi\u00f9 resilienti di quanto si pensasse.<\/p>\n<p>Potrebbero interessarti anche: <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per anni si \u00e8 discusso, spesso in modo quasi dogmatico, su quale fosse il modo giusto di caricare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":209436,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-209435","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115529924442627864","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/209435","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=209435"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/209435\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/209436"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=209435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=209435"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=209435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}