{"id":20945,"date":"2025-07-31T23:06:14","date_gmt":"2025-07-31T23:06:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/20945\/"},"modified":"2025-07-31T23:06:14","modified_gmt":"2025-07-31T23:06:14","slug":"cosi-evitiamo-che-torni-il-tumore-al-seno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/20945\/","title":{"rendered":"cos\u00ec evitiamo che torni il tumore al seno&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Dopo l\u2019intervento per un tumore al seno, molte donne si trovano ad affrontare un nuovo percorso: la terapia ormonale. Ma non sempre \u00e8 facile portarlo a termine. Secondo uno studio condotto da Emg Different, tra il 30 e il 50% delle pazienti interrompono il trattamento prima del previsto, scoraggiate dagli effetti collaterali e dalla lunga durata delle cure. Il dottor Antonino Musolino, direttore del servizio di Oncologia medica a indirizzo senologico e dei tumori genitali femminili dell\u2019Irst di Meldola, traccia il quadro della situazione nel contesto locale.<\/p>\n<p>Musolino, in quali casi si ricorre alle terapie ormonali?<\/p>\n<p>&#8220;Questi trattamenti vengono prescritti alle donne operate per tumore al seno con recettori ormonali positivi, in fase precoce di malattia e senza metastasi. In questi casi, la terapia ormonale ha un ruolo preventivo e, storicamente, questo tipo di cure presentano un rischio di abbandono maggiore rispetto a quelle curative&#8221;.<\/p>\n<p>Perch\u00e9?<\/p>\n<p>&#8220;Uno dei motivi principali della ridotta adesione \u00e8 che spesso non viene compreso appieno il valore di questi trattamenti. La paziente pu\u00f2 interpretare la terapia come qualcosa di \u2018non necessario\u2019, dato che il tumore \u00e8 gi\u00e0 stato rimosso. Questi farmaci sono scientificamente efficaci nel ridurre il rischio di recidive. Sono paragonabili a una \u2018assicurazione sulla propria salute\u2019. Non \u00e8 semplice farlo comprendere a una donna che si sente guarita e si trova, invece, a dover assumere un medicinale, spesso per oltre cinque anni. Pi\u00f9 il trattamento \u00e8 lungo, pi\u00f9 si rischia che la paziente lo abbandoni&#8221;.<\/p>\n<p>Quali sono i principali disturbi che spingono le malate a interrompere le cure?<\/p>\n<p>&#8220;Tra i pi\u00f9 comuni ci sono le vampate di calore, i disturbi della sfera sessuale, dolori articolari, l\u2019aumento di peso e un rischio pi\u00f9 alto di osteoporosi. Di fatto, si induce una \u2018super menopausa\u2019, poich\u00e9 viene bloccata la produzione di estrogeni. \u00c8 importante che questi sintomi vengano gestiti insieme al medico, nel corso dei controlli periodici&#8221;.<\/p>\n<p>A livello locale, quanto \u00e8 diffuso il fenomeno dell\u2019abbandono di queste cure?<\/p>\n<p>&#8220;Secondo le ultime stime pubblicate dall\u2019Associazione Italiana Oncologia Medica, il tasso di abbandono si attesta intorno al 30%. Questo dato lo riscontriamo anche a livello provinciale. La percentuale, negli ultimi anni sta migliorando: noi oncologi prestiamo sempre maggiore attenzione alla questione, attivando strategie motivazionali e comunicative. Non solo, in Romagna abbiamo un sistema di assistenza avanzato grazie alla presenza delle cosiddette \u2018Survivorship clinics\u2019&#8221;.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 spiegare meglio cosa sono?<\/p>\n<p>&#8220;Nel nostro territorio, le pazienti possono accedere a strutture extraospedaliere, come il Prime Center di San Cristoforo, frazione di Cesena vicinissima a Santa Maria Nuova di Bertinoro, gestito dallo Ior, l\u2019Istituto Oncologico Romagnolo. Questo centro si prende cura della persona in modo olistico, offrendo servizi di medicina integrata quali agopuntura, nutrizione clinica, riabilitazione articolare e altro ancora. Grazie a queste prestazioni, il Prime Center aiuta i malati nel controllo degli effetti collaterali a lungo termine. Uno strumento che pu\u00f2 favorire la continuit\u00e0 delle terapie&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo l\u2019intervento per un tumore al seno, molte donne si trovano ad affrontare un nuovo percorso: la terapia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":20946,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1480],"tags":[2429,22874,1944,239,1537,90,89,22873,240,1942,1943,22876,16661,22875,1900,1940,1941],"class_list":["post-20945","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute-femminile","tag-donne","tag-evitiamo","tag-femminile","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-ormonali","tag-salute","tag-salute-femminile","tag-salutefemminile","tag-seno","tag-terapie","tag-torni","tag-tumore","tag-womens-health","tag-womenshealth"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20945","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20945"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20945\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20946"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20945"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20945"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20945"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}