{"id":209832,"date":"2025-11-11T13:00:17","date_gmt":"2025-11-11T13:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209832\/"},"modified":"2025-11-11T13:00:17","modified_gmt":"2025-11-11T13:00:17","slug":"il-mendicante-moro-del-pitocchetto-dipinto-dalla-rara-dignita-espressiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/209832\/","title":{"rendered":"Il \u00abMendicante moro\u00bb del Pitocchetto, dipinto dalla rara dignit\u00e0 espressiva"},"content":{"rendered":"\n<p>Una nuova opera di <strong>Giacomo Ceruti<\/strong>, detto <strong>\u00abil Pitocchetto\u00bb<\/strong> (Milano, 1698-1767), entra a far parte delle collezioni delle Gallerie degli Uffizi: \u00e8 il\u00a0<strong>\u00abMendicante moro\u00bb<\/strong>. Il recentissimo acquisto del museo fiorentino, effettuato presso la galleria internazionale <strong>Robilant+Voena<\/strong>, arricchisce il patrimonio dell\u2019istituzione con un esempio di pittura realista e profondamente umana che caratterizza l\u2019artista lombardo.<\/p>\n<p>Realizzato nella prima met\u00e0 del XVIII secolo, pur nella semplicit\u00e0 del soggetto, il dipinto \u00e8 un concentrato di <strong>equilibrio formale<\/strong> e <strong>intensit\u00e0 emotiva<\/strong>, e rivela una forza interiore e una dignit\u00e0 rara. Con questa acquisizione, gli Uffizi non solo aggiungono una nuova opera-icona, destinata a entrare nell\u2019immaginario collettivo, ma colmano anche una lacuna nella rappresentazione dell\u2019opera di Ceruti, finora presente nel museo con un solo quadro, il\u00a0\u00abRagazzo con cesta di pesci e granseole\u00bb, realizzato circa dieci anni dopo l\u2019opera ora acquistata.<\/p>\n<p>Il protagonista del\u00a0\u00abMendicante moro\u00bb\u00a0\u00e8 un uomo ritratto con la stessa attenzione e la medesima solennit\u00e0 riservate ai personaggi nobili ritratti in quell\u2019epoca. Nonostante gli abiti logori e il gesto della mano che chiede l\u2019elemosina, <strong>il soggetto \u00e8 raffigurato con una dignit\u00e0 che trascende la sua condizione<\/strong>. <strong>Gli occhi ne sono il centro espressivo<\/strong>: stanchi e sofferenti, ma ancora vivi, intensamente umani, animano uno sguardo che rivela e testimonia le verit\u00e0 interiori della persona ritratta.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019arte italiana di epoca rinascimentale e barocca, figure di origini africane appaiono piuttosto di frequente<\/strong>, spesso nei ruoli di magi, paggi o ancelle dalla pelle scura. La statuaria settecentesca dei <strong>cosiddetti \u00abmori\u00bb<\/strong> era diffusa nelle arti decorative e architettoniche, anche se queste figure, seppure eleganti, erano stereotipate. Erano perlopi\u00f9 destinate a reggere vasi o piatti, abbigliate con turbanti e costumi orientali, sempre ridotte a gusto orientalista, ad aneddotico dettaglio domestico e prive di dignit\u00e0 individuale, relegate a simbolo dell\u2019opulenza del committente.<\/p>\n<p><strong>Il\u00a0\u00abMendicante moro\u00bb\u00a0di Ceruti, invece, rovescia completamente questa convenzione<\/strong>. Come tutti i suoi ritratti di individui solo apparentemente umili, che egli raffigura non come figure comiche e disumanizzate, ma come persone, come parte di un ceto operoso da cui sarebbe emersa a breve la vera borghesia europea, <strong>il suo protagonista non \u00e8 pi\u00f9 un simbolo ma un individuo reale<\/strong>, portatore di una storia e di un\u2019umanit\u00e0 riconosciuta. \u00c8 questa la rivoluzione silenziosa del maestro lombardo: dare volto, dignit\u00e0 e voce a chi fino ad allora era rimasto invisibile. I suoi dipinti di mendicanti sono pietre miliari nella storia dell\u2019arte del continente, notevoli per la loro schiettezza e per la grande dignit\u00e0 umana che l\u2019artista conferiva ai subalterni di un feudalesimo sulla via del tramonto.<\/p>\n<p><strong>Di quest\u2019opera\u00a0non si conosce il \u00abpedigree\u00bb collezionistico<\/strong>, ma il dipinto \u00e8 ben noto agli studiosi per esser stato inserito nella mostra longhiana dedicata ai <strong>\u00abPittori della realt\u00e0\u00bb<\/strong> (Milano, 1953). Da allora ha goduto di ottima bibliografia, comparendo in cataloghi e monografie e tornando infine alla ribalta anche di recente, in occasione della recente mostra\u00a0<strong>\u00abGiacomo Ceruti nell\u2019Europa del Settecento\u00bb<\/strong>, curata da Roberta D\u2019Adda, Francesco Frangi e Alessandro Morandotti e tenutasi a Brescia nella primavera del 2023.<\/p>\n<p>Secondo il direttore delle Gallerie degli Uffizi <strong>Simone Verde<\/strong>,\u00a0\u00abdopo il \u201cMatrimonio Mistico di Santa Caterina de\u2019 Ricci\u201d di Subleyras, le collezioni della pittura del XVIII secolo degli Uffizi si arricchiscono di un altro capolavoro, il \u201cMendicante moro\u201d di Giacomo Ceruti. Un unicum assoluto, questo ritratto pieno di classica monumentalit\u00e0 che stravolge le convenzioni iconografiche del suo tempo e allarga i confini culturali di un secolo in cui si fa strada la modernit\u00e0 e si affermano i valori dell\u2019uguaglianza\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una nuova opera di Giacomo Ceruti, detto \u00abil Pitocchetto\u00bb (Milano, 1698-1767), entra a far parte delle collezioni delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":209833,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-209832","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115531194228993457","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/209832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=209832"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/209832\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/209833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=209832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=209832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=209832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}