{"id":210014,"date":"2025-11-11T15:21:11","date_gmt":"2025-11-11T15:21:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/210014\/"},"modified":"2025-11-11T15:21:11","modified_gmt":"2025-11-11T15:21:11","slug":"quando-la-malattia-del-bacio-anticipa-la-sclerosi-multipla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/210014\/","title":{"rendered":"Quando la \u00abmalattia del bacio\u00bb anticipa la sclerosi multipla"},"content":{"rendered":"<p>Il legame con la ricerca internazionale<\/p>\n<p class=\"atext\">Lo studio del Bambino Ges\u00f9 si inserisce in un quadro di evidenze sempre pi\u00f9 ampio. Nel 2022 una ricerca pubblicata su Science e condotta su oltre dieci milioni di militari statunitensi aveva dimostrato che l\u2019infezione da Ebv precede quasi sempre la diagnosi di sclerosi multipla: i soggetti che avevano contratto il virus mostravano un rischio di sviluppare la malattia fino a 32 volte superiore rispetto a chi non era mai stato infettato. I ricercatori avevano definito l\u2019Ebv \u00abuna causa necessaria\u00bb della Sm, pur non essendo sufficiente da solo a scatenarla.<\/p>\n<p class=\"atext\">Anche uno studio di coorte pubblicato nel 2024 ha confermato che chi ha avuto una mononucleosi clinicamente manifesta presenta un rischio significativamente pi\u00f9 alto di ricevere, negli anni successivi, una diagnosi di sclerosi multipla. E una revisione pubblicata su Nature Reviews Neurology nel 2023 ha evidenziato che l\u2019infezione da Ebv aumenta il rischio di Sm di oltre trenta volte, descrivendo i meccanismi biologici con cui il virus pu\u00f2 alterare la risposta immunitaria: dalla cosiddetta \u201cmimica molecolare\u201d alla persistenza del virus nelle cellule B, fino all\u2019attivazione di geni legati alla suscettibilit\u00e0 genetica.<\/p>\n<p class=\"atext\">Tutti questi risultati convergono nell\u2019identificare l\u2019Ebv come un elemento chiave &#8211; seppur non unico &#8211; nel mosaico di cause della sclerosi multipla. La quasi totalit\u00e0 della popolazione mondiale entra in contatto con il virus nel corso della vita, ma solo una piccola percentuale di persone sviluppa la malattia: ci\u00f2 suggerisce che siano necessari altri fattori, genetici e ambientali, per innescare il processo autoimmunitario.<\/p>\n<p>La frontiera dei vaccini anti-Ebv<\/p>\n<p class=\"atext\">Mentre cresce la mole di prove scientifiche sul ruolo dell\u2019Ebv nella Sm, la ricerca biomedica guarda avanti alla prevenzione. Alcune aziende stanno sperimentando vaccini a mRna contro il virus di Epstein-Barr. Il candidato pi\u00f9 avanzato, denominato mRna-1189, ha completato gli studi di fase 1, che hanno confermato sicurezza e capacit\u00e0 di indurre una risposta immunitaria. Una seconda formulazione, mRna-1195, \u00e8 in fase di sviluppo per valutare se la vaccinazione possa anche ridurre complicanze post-infettive e malattie autoimmuni correlate. La transizione alla fase 2 \u00e8 in corso, ma serviranno ancora anni di sperimentazione prima di poter verificare l\u2019efficacia clinica e ottenere un vaccino disponibile.<\/p>\n<p class=\"atext\">Altri tipi di vaccini contro l\u2019Ebv in fase di studio includono vaccini a subunit\u00e0, a vettore virale, a particelle simili a virus (Vlp), a Dna, a nanoparticelle e a cellule dendritiche. Questi vaccini utilizzano piattaforme diverse e prendono di mira varie proteine dell\u2019Ebv, tra cui le glicoproteine dell\u2019involucro (come Gp350 e le proteine di latenza), per prevenire l\u2019infezione iniziale (profilattico) o per potenziare la risposta immunitaria negli individui gi\u00e0 infetti (terapeutico). Gli esperti stimano che, nel migliore dei casi, un prodotto autorizzato potrebbe arrivare non prima della fine del decennio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il legame con la ricerca internazionale Lo studio del Bambino Ges\u00f9 si inserisce in un quadro di evidenze&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":210015,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-210014","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115531749023338842","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=210014"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210014\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/210015"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=210014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=210014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=210014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}