{"id":210026,"date":"2025-11-11T15:27:11","date_gmt":"2025-11-11T15:27:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/210026\/"},"modified":"2025-11-11T15:27:11","modified_gmt":"2025-11-11T15:27:11","slug":"il-63-degli-italiani-senza-previdenza-integrativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/210026\/","title":{"rendered":"il 63% degli italiani senza previdenza integrativa"},"content":{"rendered":"<p>Resta <strong>critica la situazione pensionistica <\/strong>in Italia, dal momento che il rapporto pensionati-lavoratori \u00e8 sempre pi\u00f9 sbilanciato, soprattutto nel <strong>Mezzogiorno<\/strong>, dove il numero delle pensioni erogate in alcune regioni ha gi\u00e0\u00a0superato quello dei lavoratori attivi. In questo quadro la soluzione sarebbe un maggior ricorso alla <strong>previdenza integrativa<\/strong>, che per\u00f2 stenta a decollare.\n<\/p>\n<blockquote>\n<p>\u201cLa <strong>sostenibilit\u00e0<\/strong> del sistema pensionistico pubblico \u00e8 sempre pi\u00f9 sotto pressione: spendiamo gi\u00e0 oltre il <strong>15% del Pil<\/strong> in pensioni e, tra quindici anni, la quota potrebbe superare il 17%. La combinazione di bassa natalit\u00e0, ingresso tardivo nel mondo del lavoro e maggiore longevit\u00e0 mette a rischio il patto tra generazioni su cui si regge il welfare italiano\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>sottolinea Andrea Rocchetti, Global Head of Investment Advisory di Moneyfarm, societ\u00e0 internazionale di consulenza finanziaria.<\/p>\n<p>Il sorpasso dei pensionati gi\u00e0 avvenuto al Sud<\/p>\n<p>Secondo l\u2019ultimo <strong>rapporto della CGIA<\/strong> di Mestre il sorpasso dei pensionati sui lavoratori attivi \u00e8 gi\u00e0 avvenuto in alcune regioni del Sud da alcuni anni: nel 2024, a fronte di<strong> 7,3 milioni pensioni pagate,<\/strong> avevamo poco pi\u00f9 di <strong>6,4 milioni di occupati.<\/strong> Il Mezzogiorno \u00e8 l\u2019unica ripartizione geografica del Paese che presenta questo squilibrio. La regione con il<strong> disallineamento pi\u00f9 marcato<\/strong> \u00e8 la <strong>Puglia<\/strong> che registra un saldo negativo pari a 231.700 unit\u00e0. Ad eccezione della Liguria, dell\u2019Umbria e dalle Marche, invece, le regioni del<strong> Centro-Nord mantengono un saldo positivo<\/strong> che si \u00e8 rafforzato, grazie al buon andamento dell\u2019occupazione avvenuto negli ultimi 2-3 anni: Lombardia (+803.180), Veneto (+395.338), Lazio (+377.868), Emilia Romagna (+227.710) e Toscana (+184.266).<\/p>\n<p><strong>Previdenza complementare stenta a decollare<\/strong><\/p>\n<p>E mentre prende forma la <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/manovra-2026-approvata-governo\/933654\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Legge di Bilancio 2026<\/strong><\/a>, si riaccende il dibattito sulle possibili misure per rafforzare la previdenza\u00a0 complementare, ad esempio con <strong>l\u2019iscrizione automatica dei neoassunti<\/strong> ai fondi pensione o con <strong>forme di impiego del TFR<\/strong> come previdenza integrativa. Uno studio di Moneyfarm rivela per\u00f2 che la previdenza integrativa <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/finanza\/previdenza-integrativa-pensione\/862420\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">non \u00e8 mai decollata in Italia<\/a>.<\/p>\n<p>A diciotto anni dall\u2019entrata in vigore del \u201csemestre di silenzio-assenso\u201d, che nel 2007 coinvolse pi\u00f9 di 5 milioni di dipendenti del settore privato e port\u00f2 ad un aumento di oltre il 63% nel numero degli iscritti ai fondi pensione negoziali, il<strong> secondo pilastro pensionistico fatica<\/strong> ancora a consolidarsi: solamente il <strong>38,8% dei lavoratori dipendenti<\/strong> e il 23,7% degli autonomi risulta <strong>iscritto a un fondo pensione<\/strong>; percentuali che si riducono ulteriormente, rispettivamente al 30,5% e al 13,3%, se si considera chi ha effettuato versamenti nell\u2019arco di dodici mesi.<\/p>\n<p>Analizzando pi\u00f9 da vicino un campione rappresentativo di cittadini in et\u00e0 lavorativa, Moneyfarm ha calcolato che, degli oltre 31,4 milioni di italiani nati tra il 1961 e il 2000, solo il 37% dispone di un fondo pensione, mentre il restante <strong>63% risulta occupato senza forme di previdenza complementare<\/strong> oppure inoccupato.<\/p>\n<p>Anche <strong>l\u2019impiego del TFR<\/strong> come strumento di investimento previdenziale<strong> \u00e8 limitato:<\/strong> tra il 2007 e il 2024 <strong>soltanto il 23,8% d<\/strong>el TFR generato dalle imprese italiane \u2013 in lieve aumento rispetto al 22,2% del 2023 \u2013 \u00e8 stato destinato a forme di previdenza integrativa. Il resto \u00e8 rimasto nelle aziende (234 miliardi di euro) o \u00e8 confluito nel Fondo di Tesoreria INPS, che raccoglie il TFR delle aziende con pi\u00f9 di 50 dipendenti (105 miliardi).<\/p>\n<p>Resta alta la disparit\u00e0 di genere<\/p>\n<p>Un altro tema rilevante \u00e8 l<strong>a disparit\u00e0 di genere<\/strong>, sia sotto il profilo occupazionale sia come previdenza, poich\u00e9 si contano <strong>meno le donne che uomini<\/strong>, in termini assoluti, <strong>tra gli iscritti ai fondi pensione<\/strong> <strong>(39% del totale contro 61%)<\/strong>. La situazione migliore \u00e8 per gli uomini di et\u00e0 compresa tra i 55 e i 64 anni, dove quasi la met\u00e0 (48%) ha sottoscritto un fondo pensione, contro il 42% delle coetanee donne. All\u2019estremo opposto, la situazione pi\u00f9 critica riguarda le giovani donne tra i 25 e i 34 anni: qui il tasso di adesione crolla al 25,5%, a fronte del 33,2% dei coetanei uomini.<\/p>\n<p>Il gender gap occupazionale e salariale <strong>si riflette anche sul valore delle pensioni erogate:<\/strong> nel 2024, le<strong> pensioni di anzianit\u00e0 femminili<\/strong> risultano <strong>inferiori del 15,4%<\/strong> rispetto a quelle maschili (1.884 euro lordi vs 2.227), mentre per le pensioni di vecchiaia \u2013 basate sul raggiungimento dell\u2019et\u00e0 anagrafica, dunque pi\u00f9 probabilmente in presenza di carriere brevi o interrotte \u2013 la differenza sale al 30,1% (936 euro vs 1.340). Carriere pi\u00f9 brevi, stipendi mediamente inferiori, discontinuit\u00e0 contributiva e maggiore longevit\u00e0 rendono la pianificazione previdenziale delle donne una priorit\u00e0 assoluta, in un contesto in cui la previdenza complementare rappresenta uno strumento essenziale per garantire una maggiore sicurezza economica nel lungo periodo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Resta critica la situazione pensionistica in Italia, dal momento che il rapporto pensionati-lavoratori \u00e8 sempre pi\u00f9 sbilanciato, soprattutto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":210027,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,7711,13,11,80,84,12,81,85,3003],"class_list":{"0":"post-210026","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-pensioni","20":"tag-titoli","21":"tag-ultime-notizie","22":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","23":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","24":"tag-ultimenotizie","25":"tag-ultimenotiziedicronaca","26":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","27":"tag-welfare"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115531772221357560","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210026","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=210026"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210026\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/210027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=210026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=210026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=210026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}