{"id":210058,"date":"2025-11-11T15:56:23","date_gmt":"2025-11-11T15:56:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/210058\/"},"modified":"2025-11-11T15:56:23","modified_gmt":"2025-11-11T15:56:23","slug":"occorre-rafforzare-il-disarmo-nucleare-inaccettabili-allusioni-alluso-di-armi-di-distruzione-di-massa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/210058\/","title":{"rendered":"Occorre rafforzare il disarmo nucleare, inaccettabili allusioni all&#8217;uso di armi di distruzione di massa"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 11 nov. (Adnkronos Salute) &#8211; In Italia, secondo i dati Istat, soffrono di Bpco circa 3,5 milioni di persone, pari al 5,6% della popolazione. Un numero probabilmente sottostimato, poich\u00e9 spesso la malattia viene diagnosticata solo in occasione di ricoveri per riacutizzazioni (Bife 2023). Secondo il rapporto HealthSearch 2023, la prevalenza clinica della Bpco \u00e8 del 2,7%, pi\u00f9 alta negli uomini rispetto alle donne (3,2% vs 2,3%). Si tratta di una malattia &#8216;invisibile&#8217; per il sistema sanitario, non sempre colta nella sua interezza dalla medicina generale, pur avendo un impatto profondo sulla salute del singolo e sui costi assistenziali. Le Linee guida Gold 2025 ricordano come la Bpco si associ frequentemente ad altre patologie croniche (cardiovascolari, metaboliche, osteoarticolari, neuropsichiatriche e oncologiche), aggravando la complessit\u00e0 del paziente.<\/p>\n<p>Di fronte a questa patologia che non si vede, ma si sente &#8211; si legge in una nota &#8211; occorre puntare su tre mosse per dare scacco matto alla Bpco. La prima passa attraverso la diagnosi precoce e corretta, grazie alla spirometria. La seconda prevede la terapia appropriata gi\u00e0 nello studio del medico di medicina generale, spezzando quella discrepanza tra bisogni dei pazienti ed effettivo riconoscimento del quadro. La terza mossa, che consentir\u00e0 davvero il salto di qualit\u00e0 nella gestione della patologia respiratoria e delle sue complicanze, punta al miglioramento della funzionalit\u00e0 polmonare e della qualit\u00e0 di vita del paziente con riduzione della dispnea e delle riacutizzazioni. L&#8217;obiettivo di questo approccio sul territorio \u00e8 non solo ridurre il burden della malattia per il paziente e i caregiver, ma anche favorire un ottimale controllo della spesa sanitaria grazie al minor rischio di ricoveri ospedalieri legati alle recidive della patologia respiratoria. A disegnare questo percorso virtuoso sono i risultati dello studio Aster pubblicato sull&#8221;International Journal of Copd&#8217;, che ha visto protagonisti i medici di medicina generale. <\/p>\n<p>La ricerca mostra come grazie a un approccio studiato su misura da parte del medico che opera sul territorio \u00e8 possibile, nella vita reale, influire sul benessere dei pazienti con Bpco ottimizzando i trattamenti e favorendo l&#8217;appropriatezza prescrittiva e terapeutica. L&#8217;indagine ha consentito di descrivere i modelli di trattamento e gli esiti clinici della Bpco per 6 mesi, arruolando 385 pazienti con Bpco, da lieve a moderata, tra i 40 e gli 80 anni. Lo studio Aster analizza il trattamento della Bpco in medicina generale in Italia, focalizzando anche l&#8217;attenzione su particolari aspetti terapeutici, evidenziando come la diagnosi precoce, la rivalutazione del paziente e l&#8217;utilizzo di terapie pi\u00f9 efficaci come i Laba\/Lama, come terapie iniziali di mantenimento, impattino sui pazienti di nuova diagnosi. <\/p>\n<p>&#8220;Dalla ricerca emerge chiaramente come sia fondamentale il ruolo dei medici di medicina generale italiani nella gestione della Bpco &#8211; commenta Alessandro Rossi, presidente della Societ\u00e0 italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) &#8211; In presenza di linee guida chiare, sul territorio \u00e8 possibile trattare e monitorare efficacemente i pazienti con Bpco, riducendo l&#8217;impatto della malattia e migliorando i risultati a lungo termine&#8221;. <\/p>\n<p>La ricerca conferma che il medico sul territorio sia adeguatamente formato sulla malattia. In particolare, considerando i principali fattori di rischio e i sintomi che debbono mettere in guardia. In queste condizioni, poi &#8211; prosegue la nota &#8211; l&#8217;esame spirometrico deve rappresentare la &#8216;conditio sine qua non&#8217; per la diagnosi e l&#8217;inquadramento terapeutico del paziente. Attualmente la spirometria appare sottoutilizzata nella medicina generale e lo studio Aster dimostra che integrarla nella pratica clinica pu\u00f2 fare la differenza. Soprattutto, molti pazienti con Bpco non ricevono trattamenti conformi alle raccomandazioni Gold. Aster dimostra che una gestione pi\u00f9 strutturata pu\u00f2 portare a un miglioramento clinico significativo. Il che significa modificare i percorsi di presa in carico per ottenere una gestione ottimale della Bpco, basata sulle linee guida, in grado di offrire benefici tangibili in termini di sintomi, riacutizzazioni e qualit\u00e0 della vita. <\/p>\n<p>&#8220;Purtroppo &#8211; sottolinea &#8211; lo studio Aster mostra come per molti pazienti eleggibili non ci fosse una chiara diagnosi di Bpco precedente all&#8217;arruolamento, il che evidenzia l&#8217;importanza di uno screening della malattia e una diagnosi tempestiva mediante spirometria da parte dei medici di medicina generale. A quel punto, come indica la Nota 99, il medico di medicina generale pu\u00f2 trattare la Bpco senza problemi: grazie alla rivalutazione del trattamento, anche con terapie innovative come i Lama\/Laba si possono ottenere esiti positivi come quelli evidenziati dallo studio per i pazienti&#8221;.<\/p>\n<p>Lo studio Aster &#8211; continua la nota &#8211; puntualizza quanto e come la chiave del successo della gestione della patologia dipenda dall&#8217;integrazione tra le competenze di medici di medicina generale e specialisti. &#8220;Ai primi va il compito di intercettare precocemente la patologia, per poi gestire direttamente il paziente con le forme meno impegnative ed indirizzare allo pneumologo il malato pi\u00f9 grave, per la presa in carico specifica &#8211; osserva Claudio Micheletto, direttore dell&#8217;Uoc di Pneumologia dell&#8217;azienda ospedaliera universitaria di Verona e presidente nazionale dell&#8217;Associazione italiana pneumologi ospedalieri &#8211; Non bisogna mai dimenticare che 4 pazienti con Bpco su 10 vengono riconosciuti solo nelle fasi avanzate della malattia e quindi l&#8217;approccio alla problematica sul territorio \u00e8 basilare. Si tratta di pazienti particolari, vale a dire prevalentemente fumatori, che convivono con minimi sintomi nelle fasi iniziali, come la tosse con secrezioni e la difficolt\u00e0 respiratoria solo da sforzo. Sono abituati a convivere, non riconoscono il lento deterioramento e non si rivolgono al medico. Tocca a noi andare a cercarli, per tentare di farli smettere di fumare, avviarli a una diagnosi e terapia&#8221;. <\/p>\n<p>Dallo studio emerge come grazie alla rete pi\u00f9 efficace ed efficiente tra medico di medicina generale e specialisti si pu\u00f2 ottenere una migliore assistenza sociale e sanitaria per il paziente con Bpco. &#8220;Il ruolo dei medici di medicina generale nella ricerca clinica, soprattutto negli studi osservazionali di fase 4 come Aster, \u00e8 cruciale per comprendere l&#8217;efficacia dei trattamenti nella pratica quotidiana e migliorare l&#8217;approccio terapeutico &#8211; rimarca Giovanna Elisiana Carpagnano, responsabile dell&#8217;Unit\u00e0 operativa complessa di Pneumologia dell&#8217;ospedale universitario Policlinico di Bari e direttrice della Scuola di specializzazione in Malattie dell&#8217;apparato respiratorio dell&#8217;universit\u00e0 di Bari &#8211; Grazie alla loro conoscenza approfondita del territorio e alla stretta connessione con i pazienti, i medici di famiglia rappresentano un punto di riferimento fondamentale per raccogliere dati reali e validare strategie che possano ottimizzare la gestione di patologie croniche come la Bpco. Solo con una maggiore collaborazione tra medicina generale e specialistica, supportata da studi clinici di questo tipo, possiamo garantire diagnosi tempestive, trattamenti appropriati e un reale miglioramento della qualit\u00e0 di vita dei pazienti&#8221;. <\/p>\n<p>&#8220;Gsk \u00e8 impegnata da oltre 50 anni nel promuovere una gestione pi\u00f9 efficace e sostenibile delle patologie respiratorie, investendo in ricerca, formazione e collaborazione con la comunit\u00e0 scientifica &#8211; dichiara Donato Cinquepalmi, direttore medico di Gsk Italia &#8211; Studi come Aster rappresentano un passo importante per rafforzare il ruolo della medicina territoriale e garantire che ogni paziente con Bpco possa ricevere una diagnosi tempestiva e un trattamento appropriato, in linea con le pi\u00f9 recenti evidenze scientifiche&#8221;. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma, 11 nov. 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