{"id":210456,"date":"2025-11-11T21:10:12","date_gmt":"2025-11-11T21:10:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/210456\/"},"modified":"2025-11-11T21:10:12","modified_gmt":"2025-11-11T21:10:12","slug":"il-programma-di-paris-photo-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/210456\/","title":{"rendered":"Il programma di Paris Photo 2025"},"content":{"rendered":"<p>Continua ad ampliare i propri orizzonti <strong>Paris Photo<\/strong>, che ormai da 28 edizioni (dalla scorsa nuovamente ospitata negli spazi mozzafiato del Grand Palais) \u00e8 senza dubbio il punto di riferimento per la fotografia, e non solo, in tutte le sue declinazioni. Come spiegano, infatti, Florence Bourgeois e Anna Planas, rispettivamente direttrice e direttrice artistica (e responsabile della sezione Emerging), quest\u2019anno \u2013 <strong>dal 13 al 16 novembre 2025<\/strong> \u2013 verranno valorizzate le scene artistiche indiana, mediorientale e dell\u2019Europa orientale, oltre a quella giapponese e latino americana. Emerge, dunque, ben chiaro l\u2019obiettivo della rassegna: puntare su una visione artistica aperta, audace e sempre pi\u00f9 diversificata e internazionale. \u201cLa fiera resta in perpetuo movimento, sempre attenta alle nuove tendenze e alle riscoperte di un\u2019arte che presto celebrer\u00e0 il suo bicentenario. Questo monitoraggio costante fa di Paris Photo un grande momento di cristallizzazione\u201d, afferma Planas.<\/p>\n<p>Il programma di Paris Photo 2025<\/p>\n<p>224 sono gli espositori selezionati (di cui 59 nuovi partecipanti), tra <strong>183 gallerie<\/strong> e <strong>41 editori provenienti da 33 Paesi<\/strong>. Il <strong>settore principale, Main<\/strong>, accoglie nomi storici come <strong>Pace<\/strong>, <strong>Fraenkel<\/strong>, <strong>Thomas Zander<\/strong>, <strong>Taka Ishii<\/strong>, <strong>christian berst art brut<\/strong>, <strong>Luisotti<\/strong>, <strong>MEM<\/strong> e <strong>Yancey Richardson<\/strong> e si uniscono realt\u00e0 extraeuropee quali <strong>Vadehra Art<\/strong> (Nuova Delhi), <strong>Ayyam Gallery<\/strong> (Dubai) e <strong>Hafez Gallery<\/strong> (Gedda). Mentre al centro della navata del Grand Palais \u00e8 ospitato <strong>Voices<\/strong>, il settore curato da <strong>Nadine Wietlisbach<\/strong> (Fotomuseum Winterthur) e <strong>Devika Singh<\/strong> (storica dell\u2019arte e curatrice), dedicato alle relazioni tra fotografo e soggetto, e alle implicazioni sociali, ecologiche e politiche del paesaggio contemporaneo: \u201cQuest\u2019anno Voices si trasferisce nella navata di un Grand Palais ampliato e valorizzato, per collocare la ricerca curatoriale nel cuore stesso dell\u2019architettura principale. Mescolando nomi affermati e nuove voci, lo spazio sar\u00e0 scandito dai progetti Prismes, opere o serie eccezionali, in grande formato o vicine al linguaggio della videoarte. Queste \u201cpunteggiature\u201d creano ponti con il Main Sector, ma anche con la sezione Digital e quella editoriale\u201d, continua Bourgeois.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Paris Photo 2025: le sezioni\u00a0<\/p>\n<p>Cos\u00ec,<strong> <\/strong>per il terzo anno consecutivo, <strong>Nina Roehrs<\/strong> cura il settore <strong>Digital<\/strong>, il pi\u00f9 sperimentale della fiera, che ospita <strong>13 espositori<\/strong> e mette in dialogo pratiche artistiche legate all\u2019intelligenza artificiale, alla realt\u00e0 aumentata e al web3. Tra i protagonisti <strong>Heft<\/strong> (New York), <strong>Nagel Draxler<\/strong> (Berlino) e <strong>Office Impart<\/strong> (Berlino), insieme a gallerie gi\u00e0 presenti nel Main, come <strong>Rolf Art<\/strong> (Buenos Aires) e <strong>Anita Beckers<\/strong> (Francoforte), che qui propongono progetti inediti concepiti per il formato digitale. Al <strong>primo piano<\/strong>, invece, il settore <strong>Emergence<\/strong> presenta <strong>20 giovani gallerie<\/strong> e un gruppo eterogeneo di artisti emergenti, da B\u00e9rang\u00e8re Fromont a Atong Atem, da Suwon Lee a Louis<strong> <\/strong>Porter, provenienti da contesti geografici differenti dal <strong>Sud Sudan<\/strong> al <strong>Venezuela<\/strong>. \u201cQuesta esposizione pi\u00f9 strutturata sviluppa anche un discorso sull\u2019immagine, come dimostrano le installazioni sperimentali di Adrian Sauer e Sophie Ristelhueber, vincitrice del Premio Hasselblad 2025; i loro lavori offriranno un contrappunto concettuale alla storica opera di August Sander, presentata lo scorso anno. Un tono ispirato che si percepisce fin dall\u2019ingresso VIP, con la collezione della curatrice e filantropa newyorkese Estrellita B. Brodsky, fervente sostenitrice della scena latinoamericana e della sua diaspora\u201d, aggiunge Anna Planas.\u00a0<\/p>\n<p>Paris Photo 2025: libri d\u2019arte e talk<\/p>\n<p>Ma \u00e8 anche centrale l\u2019editoria d\u2019arte fotografica con il settore <strong>Books<\/strong>, che riunisce ben <strong>40 editori<\/strong>, tra cui <strong>RVB Books<\/strong> (Parigi), <strong>TBW Books<\/strong> (Oakland), <strong>RM<\/strong> (Citt\u00e0 del Messico\/Barcellona), ai quali si aggiungono nuovi ingressi come <strong>Witty Books<\/strong> (Torino), <strong>Artpaper Editions<\/strong> (Bruxelles) e <strong>Perimeter Editions<\/strong> (Melbourne). E non manca il programma di incontri \u201cConversations\u201d, che mette in dialogo artisti, filosofi, registi e curatori, e gli spazi educativi e partecipativi dedicati alla divulgazione fotografica, tra cui un progetto di mediazione sulla camera oscura ideato da <strong>Michel Poivert<\/strong> in collaborazione con il Coll\u00e8ge international de photographie du Grand Paris.<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Continua ad ampliare i propri orizzonti Paris Photo, che ormai da 28 edizioni (dalla scorsa nuovamente ospitata negli&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":210457,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-210456","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115533121019811933","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210456","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=210456"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210456\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/210457"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=210456"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=210456"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=210456"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}