{"id":210901,"date":"2025-11-12T03:41:30","date_gmt":"2025-11-12T03:41:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/210901\/"},"modified":"2025-11-12T03:41:30","modified_gmt":"2025-11-12T03:41:30","slug":"pesano-i-dazi-imposti-da-donald-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/210901\/","title":{"rendered":"pesano i dazi imposti da Donald Trump"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019obiettivo di Trump era far tornare a viaggiare ad alta velocit\u00e0 la locomotiva americana e con metodi non ortodossi ci \u00e8 riuscito, frenando l\u2019ascesa dei colossi asiatici ed europei. I <strong>dazi<\/strong> hanno indebolito i major giapponesi, alimentando l\u2019incertezza sulle prospettive del settore delle due e quattro ruote. Altri costruttori, compreso Stellantis, sono corsi ai ripari, piegandosi alle imposizioni del tycoon e impiantando stabilimenti sul territorio americano, voltando le spalle ad altri Paesi che avevano sempre offerto dei benefici. Nel braccio di ferro a soccombere sono le principali Case auto del Sol Levante che hanno registrato un<strong> crollo complessivo del 27,2%<\/strong> nel periodo aprile-settembre rispetto all\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>I numeri allarmanti sono emersi da una analisi condotta dall\u2019agenzia Kyodo, manifestando un\u2019inversione di tendenza rispetto al 2024 e un crollo generalizzato per la prima volta dall\u2019emergenza Covid-19. I costruttori nipponici sono riusciti a difendersi bene prima dei dazi, in particolar modo<strong> Toyota<\/strong>, con offerte mirate su mercati emergenti. Con le imposizioni di Trump, rivela lo studio, le tariffe imposte dagli Stati Uniti hanno eroso i guadagni complessivi dei sette costruttori giapponesi per una somma stimata di 1.500 miliardi di yen, equivalenti a circa <strong>8,4 miliardi di euro.<\/strong>\n<\/p>\n<p>I produttori pi\u00f9 in crisi<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/crisi-nissan-tagli-posti-lavoro-produzione\/252718\/\" data-doctype=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nissan<\/a> \u00e8 l\u2019emblema del fallimento elettrico. Con troppo ottimismo i vertici della Casa di Yokohama hanno stravolto la gamma, puntando su EV che non hanno fatto presa. L\u2019escalation dei dazi ha portato al rischio fallimento con un succedersi di amministratori delegati che non hanno ancora trovato una quadra. Continuano i tagli di personale e le riduzioni nella catena di approvvigionamento globale. La <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/crisi-chip-cina-apertura-esenzioni-blocco-europa\/301511\/\" data-doctype=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">carenza di semiconduttori<\/a> e il rallentamento della domanda sul mercato delle auto elettriche hanno determinato un quadro economico angosciante. Non vivono momenti tranquilli nemmeno i vertici di <strong>Mitsubishi e Mazda<\/strong> che devono fronteggiare i venti di crisi che partono da Washington.<\/p>\n<p>L\u2019accordo siglato a settembre tra Usa e Giappone per ridurre l\u2019imposta sulle i<strong>mportazioni di auto al 15%<\/strong>, non ha risolto tutti i problemi: l\u2019aliquota rimane sei volte superiore al tasso del 2,5% in vigore prima di aprile, e continuer\u00e0 a dare una pressione importante sui margini di profitto. Inoltre, i brand nipponici hanno iniziato a subire il pregiudizio della crescita esponenziale di nuovi major cinesi che offrono auto altamente tecnologiche a prezzi pi\u00f9 vantaggiosi. Del resto la <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-elettriche\/mossa-europa-contro-invasione-auto-elettriche-cinesi\/215911\/\" data-doctype=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cina<\/a> appare quello che \u00e8 stato il Paese del Sol Levante a livello industriale negli anni \u201970.<\/p>\n<p>Sorride solo Toyota<\/p>\n<p>In un panorama nefasto per le Case nipponiche, il marchio delle tre ellissi ha fortificato la sua posizione di primo costruttore al mondo di auto per volumi di vendita, subendo comunque l\u2019effetto delle tariffe imposte dal presidente degli Usa. Il <strong>calo dell\u2019utile operativo<\/strong> di circa 900 miliardi di yen (5,05 miliardi di euro), ha acceso l\u2019allarme sulle operazioni in Nord America. Secondo gli analisti i costruttori minori non saranno in grado di assorbire lo shock tariffario rispetto ai competitor pi\u00f9 strutturati.<\/p>\n<p>La conseguenza per gli automobilisti \u00e8 un progressivo <strong>aumento dei prezzi.<\/strong> Per alleggerire questa pressione le Case costruttrici potrebbero essere tentate da siglare alleanze pi\u00f9 strette con i brand rivali, ritirare alcuni modelli dai listini di vendita, o addirittura ridimensionare la propria presenza sul suolo americano. Per ora <strong>Trump<\/strong> non appare preoccupato dalle eventuali conseguenze dei dazi sul commercio internazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019obiettivo di Trump era far tornare a viaggiare ad alta velocit\u00e0 la locomotiva americana e con metodi non&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":210902,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,78,177,1537,90,89,15,718,6570],"class_list":{"0":"post-210901","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-automotive","10":"tag-business","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-notizie","15":"tag-stellantis","16":"tag-toyota"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115534658517675446","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=210901"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210901\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/210902"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=210901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=210901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=210901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}