{"id":211180,"date":"2025-11-12T08:52:14","date_gmt":"2025-11-12T08:52:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/211180\/"},"modified":"2025-11-12T08:52:14","modified_gmt":"2025-11-12T08:52:14","slug":"yellow-eyes-confusion-gate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/211180\/","title":{"rendered":"YELLOW EYES &#8211; Confusion Gate"},"content":{"rendered":"<p>                <img src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" class=\"attachment-band-image size-band-image wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/yellow-eyes-confusion-gate-2025-500x500.jpg\"\/>                <\/p>\n<p>voto<br \/><b>8.5<\/b><\/p>\n<ul class=\"album-details\">\n<li>Band:<br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/band\/yellow-eyes\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">YELLOW EYES<\/a>                     <\/li>\n<li>Durata: 01:00:59<\/li>\n<li>Disponibile dal: 31\/10\/2025<\/li>\n<li>Etichetta: <\/li>\n<li>\n                                Gilead Media\n                            <\/li>\n<\/ul>\n<p>Con la consueta discrezione e un tempismo che sa quasi di atto di sabotaggio nei confronti delle logiche promozionali odierne, gli Yellow Eyes hanno fatto irruzione alla fine di ottobre con \u201cConfusion Gate\u201d, un album pubblicato all\u2019improvviso, senza teaser, senza preamboli, ma con la forza impetuosa di un evento inatteso. In un\u2019epoca in cui ogni uscita sembra preceduta da mesi di marketing asfissiante, questa apparizione dal nulla ha l\u2019effetto di uno schiaffo rigenerante, un ritorno a un\u2019idea primordiale di spontaneit\u00e0 che ben si addice al carattere sfuggente del gruppo newyorkese.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che colpisce subito \u00e8 come \u201cConfusion Gate\u201d riesca a riaffermare, con naturalezza disarmante, la personalit\u00e0 inconfondibile degli Yellow Eyes. In un panorama black metal spesso frammentato e saturo di derivazioni, il gruppo di Will e Sam Skarstad resta un\u2019entit\u00e0 riconoscibilissima sin dai primi secondi: quella particolare alchimia di malinconia luminosa e furia febbrile, di chiarore che trapela tra le ombre, \u00e8 ormai la loro cifra identitaria. Eppure, pur mantenendo intatto il proprio linguaggio, la band lo spinge oltre, espandendone i confini in ogni direzione possibile.<\/p>\n<p>\u00c8 il loro lavoro pi\u00f9 lungo, ma anche il pi\u00f9 immediato. La scrittura, pur intricata, respira con maggiore libert\u00e0: le melodie \u2013 sempre cangianti, ora siderali, ora terrene \u2013 emergono con chiarezza nuova, come se la nebbia che da sempre avvolge il loro suono si fosse diradata quel tanto che basta per lasciare filtrare una luce inquieta ma calda. Non si tratta certo di orecchiabilit\u00e0 nel senso convenzionale del termine, bens\u00ec di una nuova dimensione emotiva, di un calore che si insinua nelle strutture pi\u00f9 elaborate senza intaccarne la complessit\u00e0. Ogni brano sembra vibrare di una tensione comunicativa inedita, di una volont\u00e0 di parlare all\u2019ascoltatore pi\u00f9 che di confonderlo.<\/p>\n<p>La clamorosa opener \u201cBrush the Frozen Horse\u201d introduce questo stato di grazia con una costruzione che \u00e8 puro brivido: chitarre liquide e taglienti che si inseguono come echi di un sogno lucido, una batteria che pare respirare, e la voce di Will Skarstad che contribuisce sin dalle prime battute a sottolineare questa rinnovata indole pi\u00f9 espansiva: meno stridula del solito, pi\u00f9 roca e spontanea, la voce sembra appunto seguire il carattere maggiormente comunicativo del materiale. \u00c8 come se il canto stesso, anzich\u00e9 ferire, cercasse un contatto, un varco attraverso cui farsi comprendere. Partendo da queste premesse, ogni brano svela un nuovo volto del disco, tra interludi pastorali e scoppi di dissonanza, tra il respiro del vento catturato in field recordings e gli accenni di percussioni, sassofono e strumenti antichi che si insinuano con misura, senza strafare, come presenze spettrali.<\/p>\n<p>\u00c8 un album che come al solito vive di contrasti: violenza e fragilit\u00e0, dissonanza e dolcezza, caos e ordine convivono in equilibrio precario, ma questa volta in un insieme pi\u00f9 che mai scorrevole e poetico. Gli Yellow Eyes costruiscono un universo di incastri \u2013 pieni e vuoti, colore e grigiore \u2013 che restituisce una sensazione di trance limpida, quasi estatica. A tratti si pu\u00f2 intravedere la stessa epica e la medesima sospensione che animano il repertorio degli amici Ultha, ma qui si fanno pi\u00f9 nette, pi\u00f9 trascendentali, come se ogni nota tendesse verso un altrove.<\/p>\n<p>\u201cConfusion Gate\u201d non \u00e8 soltanto un nuovo vertice per gli Yellow Eyes: \u00e8 un disco che ridefinisce la loro essenza, la espande e la sublima. \u00c8 il lavoro di una band che, a quindici anni dal debutto, continua a raffinarsi senza mai perdere la propria aura misteriosa. Un album che non si limita a suonare, ma avvolge, trasporta, inganna e commuove. Una vetta luminosa nella loro discografia e, senza dubbio, uno degli album dell\u2019anno.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/yelloweyes.bandcamp.com\/album\/confusion-gate\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Confusion Gate by Yellow Eyes<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"voto8.5 Band: YELLOW EYES Durata: 01:00:59 Disponibile dal: 31\/10\/2025 Etichetta: Gilead Media Con la consueta discrezione e un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":211181,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-211180","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115535881541409780","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/211180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=211180"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/211180\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/211181"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=211180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=211180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=211180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}