{"id":211192,"date":"2025-11-12T08:59:12","date_gmt":"2025-11-12T08:59:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/211192\/"},"modified":"2025-11-12T08:59:12","modified_gmt":"2025-11-12T08:59:12","slug":"georges-salines-padre-di-lola-uccisa-al-bataclan-ho-incontrato-i-terroristi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/211192\/","title":{"rendered":"Georges Salines, padre di Lola uccisa al Bataclan: &#8220;Ho incontrato i terroristi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Georges Salines<\/strong> parla come un pap\u00e0. Quando si presenta, mentre dosa ogni pensiero che riguarda la morte di sua figlia <strong>Lola<\/strong> e si concentra sulle conseguenze. Ogni volta che si sforza di capire l\u2019atroce assurdit\u00e0 che \u00e8 avvenuta<strong> il 13 novembre 2015<\/strong>. Ordina un caff\u00e8, si apre appena il cappotto nero e con la voce calma ripercorre per l\u2019ennesima volta il vortice che lo ha portato l\u00ec. Sono passati dieci anni da quando ha incrociato per l\u2019ultima volta la sua Lola in piscina e l\u2019ha salutata. Fa un sorriso : \u00abEravamo amici noi due. Come padre e figlia certo, ma molto legati\u00bb. Erano le 12, lei non ha detto che la sera sarebbe andata al <strong>Bataclan<\/strong>, lui l\u2019ha scoperto di notte quando il fratello ha chiamato a casa. Da l\u00ec l\u2019impensabile: quasi 24 ore per avere la conferma della morte, per sapere che \u00abun gruppo di giovani della sua et\u00e0, belgi e francesi, hanno ritenuto opportuno andare a sparare su ragazzi coetanei, a caso, perdendo la vita nel mentre\u00bb. L\u00ec un bivio, anche se Salines sembra non aver mai avuto dubbi su cosa scegliere : \u00ab\u00c8 cos\u00ec assurdo, che <strong>odiare non aveva senso<\/strong>\u00bb. E poi c\u2019\u00e8 <strong>\u201ccos\u00ec tanta tristezza che non c\u2019\u00e8 spazio per altro\u201d<\/strong>. Lui, medico, di fronte a persone con un problema cos\u00ec grande, dice che ha la \u00abtendenza a volerli curare\u00bb. E soprattutto, \u00abcapire\u00bb. Cos\u00ec, subito dopo, si mette a leggere e studiare tutto il possibile sullo Stato islamico e la radicalizzazione. Va a parlare nelle scuole e incontra le mamme di altri jihadisti. E l\u00ec, non solo si accorge del loro dolore, ma lo confronta con il suo: \u00abLoro avevano gi\u00e0 perso i loro figli perch\u00e9 si erano allontanati\u00bb. Salines fa un\u2019altra scelta: accetta l\u2019incontro con il pap\u00e0 di uno degli attentatori del Bataclan, <strong>Samy Amimour<\/strong> e accetta di scrivere un libro insieme. Poi, va nelle carceri e incontra due terroristi del commando del 13 novembre: \u00abL\u00ec ho visto a che punto sono uomini comuni. Io non ho saputo niente di nuovo, ma spero che a loro sia servito\u00bb. Guardare oltre \u00e8 l\u2019appiglio. <strong>Il ricordo di Lola \u00e8 \u00abchiuso in una capsula\u00bb<\/strong> : \u00abCi viviamo a fianco, ma ogni tanto si apre\u00bb. Georges Salines descrive quella ragazza che aveva solo 28 anni come se fosse ancora nella stanza, come se la nuotata in piscina fosse di poche ore prima : \u00abCi sono tante etichette che posso usare. Ma semplicemente<strong> era mia figlia e la amavo molto<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Avete corso anche voi alla marcia organizzata dall\u2019Associazione delle vittime?<\/strong><br \/><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/11\/11\/noi-sopravvissuti-al-bataclan-ci-sentiamo-come-fratelli-la-cosa-piu-dura-oggi-sentire-lobbligo-di-stare-bene-e-godersi-la-vita-perche-non-siamo-morti\/8190530\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u00c8 stata un\u2019idea della mia amica Catherine Bertrand<\/a>. L\u2019ho trovata molto bella. Per me la corsa ha un significato speciale.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<\/strong><br \/>Gi\u00e0 prima degli attentati a Parigi io partecipavo a un club di corsa. Insieme a loro mi alleno ogni domenica mattina. Il 13 novembre 2015 era un venerd\u00ec. La giornata per me \u00e8 trascorsa normalmente. Sono andato a dormire senza aver acceso la tv, senza sapere quello che succedeva a Parigi. Io e mia moglie siamo stati svegliati a mezzanotte e mezza da una chiamata di nostro figlio maggiore: lui ci ha spiegato che Lola era al Bataclan. Quel giorno l\u2019avevo vista, ma lei non mi aveva detto che ci sarebbe andata. Poi sono passate circa 18 ore prima di avere la conferma della morte: l\u2019abbiamo cercata dappertutto, finch\u00e9 alle 18 di sabato abbiamo saputo che era vero. La mattina dopo ho deciso di andare al mio allenamento come sempre. Sono arrivato, l\u00ec c\u2019erano tutti i miei amici. Erano sorpresi, commossi. Abbiamo corso: io al centro e tutti i compagni intorno.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 stato il vostro modo di affrontare l\u2019impensabile?<\/strong><br \/>Quel giorno non ne ero consapevole, ma penso che sia stata un\u2019idea molto buona.<\/p>\n<p><strong>Volete ancora ricordare?<\/strong><br \/>\u00c8 importante per noi, per chi ha perso un figlio, una figlia, un fratello, un padre. C\u2019\u00e8 questa idea mistica che non si \u00e8 mai morti finch\u00e9 qualcuno pensa a noi. Non so se \u00e8 vero. <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/11\/11\/la-sospensione-tra-la-vita-e-la-morte-lesame-delle-cicatrici-i-fantasmi-di-chi-non-ce-piu-le-voci-delle-vittime-degli-attentati-del-13-novembre-a-parigi-portate-in-scena-per-un-rito-collettivo\/8190571\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">E poi \u00e8 la garanzia che si continua a preoccuparsene.<\/a> A fare sforzi per aiutare le vittime. E perch\u00e9 non succeda pi\u00f9, lavorando sulla prevenzione del terrorismo.<\/p>\n<p><strong>Ce n\u2019\u00e8 ancora bisogno?<\/strong><br \/>Si pu\u00f2 pensare che lo Stato Islamico sia stato distrutto. \u00c8 vero in parte. Pochi giorni fa tre giovani donne sono state arrestate con l\u2019accusa di voler preparare un attentato. Volevano mettere delle bombe in un bar o una sala da concerto. C\u2019\u00e8 ancora la minaccia di attentati ispirati, fatti da persone che guardano internet e sono influenzati dalla propaganda. Penso alle ucissioni di Samuel Paty nel 2020 e Dominique Bernard nel 2023. L\u2019epicentro del jihadismo oggi non \u00e8 in Medio Oriente, \u00e8 nel Sahel in Africa. Per ora non ha prodotto effetti qui. Ma non vuol dire che non succeder\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Quando avete deciso di impegnarvi per la prevenzione?<\/strong><br \/>Molto presto. Mi sono detto: bisogna che non si ripeta. Quindi: che cosa posso fare? Mi sono mobilitato per delle azioni educative. Non sono poliziotto, n\u00e9 un agente dei servizi segreti. Per\u00f2 posso andare a testimoniare.<\/p>\n<p><strong>Dove siete stato?<\/strong><br \/>Prima nelle scuole, poi nelle carceri. Ma per educare correttamente, avevo bisogno di capire come fosse possibile che dei giovani dell\u2019et\u00e0 di mia figlia, belgi o francesi, potessero aver ritenuto opportuno andare a uccidere altri coetanei che non conoscevano. Praticamente a caso. E sacrificando la propria vita nel mentre.<\/p>\n<p><strong>E cosa ha fatto?<\/strong><br \/>Ho letto tantissimo. Dieci anni fa, in Francia, c\u2019era la scuola di Gilles Kepel che diceva che erano influenzati dall\u2019Islam radicale. Poi Olivier Roy ha spiegato che ci sono ragioni sociologiche: sono giovani che vengono da famiglie migranti che vivono nelle banlieue. Fran\u00e7ois Burgat l\u2019ha spiegato come un movimento di lotta anti-colonialista. Per Dounia Bouzar il successo \u00e8 dovuto al fatto che usano metodi da setta. Fethi Benslama lo chiama \u00ab il surmusulano \u00bb: persone che hanno buttato la loro vita e un giorno scoprono come sentirsi meglio degli altri.<\/p>\n<p><strong>A chi crede?<\/strong><br \/>Ho incontrato molti jihadisti in prigione. E ho concluso che hanno tutti ragione ma in parte. In generale \u00e8 un po\u2019 di tutto questo in diversa proporzione. Elyamine Settoul parla del \u00ab pentagono della radicalizzazione\u00bb : dice che tutti questi cinque fenomeni entrano in gioco. Penso abbia ragione.<\/p>\n<p><strong>Cosa ha voluto dire per voi incontrare i jihadisti e le loro famiglie?<\/strong><br \/>Gi\u00e0 a maggio 2016, durante un convegno ho incontrato delle mamme di terroristi. Nella pausa, sono andata a sedermi vicino a una di loro. E mi sono reso conto che soffrivano enormemente per la perdita del figlio. Erano tutte donne il cui figlio o figlia era partito in Siria. Per alcune erano morti, altre speravano di ritrovarlo. Una speranza poi delusa. Avevano un lutto molto simile al mio.<\/p>\n<p><strong>Davvero?<\/strong><br \/>Su questo ci siamo riconosciuti. Per\u00f2 io ho visto Lola il 13 novembre ed eravamo.. amici. Una relazione padre-figlia, ma molto stretta. Avevamo un punto di vista sulla vita, la politica, molto simile. Potevamo discutere di tutto senza problemi. Mentre per le madri dei jihadisti, c\u2019era stato un allontanamento ancora prima di partire per la Siria. Lo stesso \u00e8 successo per la famiglia Amimour, ad esempio.<\/p>\n<p><strong>Sta parlando della famiglia di uno degli attentatori del Bataclan, uno di quelli che ha ucciso Lola.<\/strong><br \/>S\u00ec, il padre Azdyne mi ha spiegato che Samy aveva cominciato a criticare i genitori perch\u00e9 non pregavano. Ho scoperto cos\u00ec che i genitori non erano solidali con l\u2019ideologia dei figli. Alcune donne non erano neanche musulmane. E avevano un senso di colpa enorme. E in pi\u00f9 c\u2019era lo sguardo degli altri, dai vicini alla polizia. La famiglia Amimour \u00e8 stata svegliata dalla polizia che ha distrutto la porta di casa alle 5 del mattino per sequestrare il computer del figlio. E poi li hanno portati in questura per 72 ore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-8192542\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/L1042252-630x630.jpg\" alt=\"\" width=\"422\" height=\"422\"\/><\/p>\n<p><strong>Azdyne Amimour come l\u2019ha contattata?<\/strong><br \/>Mi ha scritto a gennaio 2017. Ho accettato perch\u00e9 avevo gi\u00e0 avuto questa esperienza. E dopo che ci siamo visti mi ha proposto di scrivere un libro insieme.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 stata dura?<\/strong><br \/>Mi ha fatto piacere perch\u00e9 ho avuto l\u2019impressione di essere utile a qualcosa. Lui \u00e8 arrivato per chiedermi scusa a nome del figlio. \u00c8 successo tutto molto semplicemente.<\/p>\n<p><strong>E lo avete perdonato?<\/strong><br \/>Gli ho spiegato che per me perdonare suo figlio non aveva senso. Perch\u00e9 non posso pensare che quello che ha fatto possa essere cancellato. Ci sar\u00e0 sempre. Samy \u00e8 morto. Io non sono credente. Quindi per me, dal momento che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, \u00e8 al di l\u00e0 e non posso aspettarlo n\u00e9 per punirlo n\u00e9 per perdonarlo. Ad Azdyne e alla famiglia ho detto : io non vi devo perdonare, perch\u00e9 non siete responsabili.. cio\u00e8 non siete colpevoli di niente.<\/p>\n<p><strong>Qualche responsabilit\u00e0 c\u2019\u00e8?<\/strong><br \/>Abbiamo passato ore insieme per scrivere il libro, abbiamo discusso su cosa avrebbero potuto fare di diverso. Penso che non abbia fatto tutto bene. Ma crescere dei figli \u00e8 un compito difficile per il quale non siamo per forza tutti ben preparati. Forse nessuno lo \u00e8. Ma non \u00e8 colpevole. Samy ha 28 anni nel 2015, 27 quando va in Siria: \u00e8 un adulto e responsabile delle proprie scelte.<\/p>\n<p><strong>Avete girato insieme per presentare il libro?<\/strong><br \/>S\u00ec abbiamo una maniera diversa di vedere le cose, ma siamo spesso intervenuti insieme in prigione e non solo. Abbiamo messo davanti le nostre esperienze, accettando che fossimo diversi.<\/p>\n<p><strong>In generale cosa pensa dei genitori dei jihadisti ?<\/strong><br \/>Hanno una grande sofferenza. Poi tutti, anche i pi\u00f9 illuminati, sono un po\u2019 nella negazione. O proteggono la memoria dei loro figli dicendo che sono entrati dentro una setta. Ma non \u00e8 Scientology, \u00e8 lo Stato Islamico.<\/p>\n<p><strong>Questa esperienza di giustizia riparativa \u00e8 stata utile per voi?<\/strong><br \/>S\u00ec, molto. Penso che vada migliorata un po\u2019, perch\u00e9 per ora in Francia si dice un po\u2019 alle vittime \u00ab organizzatevi da soli \u00bb. Non ci sono abbastanza fondi per sostenere i programmi. Ma io ho fatto varie cose : ho incontrato un detenuto condannato a 13 anni per aver combattuto con lo Stato islamico. In Belgio invece, ho incontrato due membri della cellula degli attentati di Parigi : Mohamed Abrini et Sofiane Ayari. E poi ho incontrato delle donne rientrate dalla Siria, recentemente Christine Allain che \u00e8 appena stata giudicata. Durante il processo ha detto: \u00abHo cambiato idea perch\u00e9 ho letto il libro di Salines e Amimour. E perch\u00e9 ho incontrato Salines\u00bb. Non dobbiamo crederle per forza, ma mi ha fatto piacere sentirlo.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 stato l\u2019incontro con gli attentatori del 13 novembre?<\/strong><br \/>Li conoscevo perch\u00e9 li avevo visti al processo. Ayari dice che quando c\u2019\u00e8 stata la primavera araba in Tunisia era troppo giovane e ha avuto l\u2019impressione di aver perso l\u2019occasione di partecipare alla storia. E quando c\u2019\u00e8 stata la rivolta contro Bachard al-Assad, ha deciso di andare a combattere in Siria. Me l\u2019ha detto quando sono andato in prigione. In tribunale ha anche detto : \u00abOra davanti alle vittime, dire mi pento, sarebbe troppo facile\u00bb. Meritorio anche perch\u00e9 va contro i suoi interessi.<\/p>\n<p><strong>E l\u2019altro era Abrini?<\/strong><br \/>Lui che durante il processo sembrava un soggetto provocatore, in prigione l\u2019ho trovato pi\u00f9 calmo. Quasi simpatico. Era agosto e avevamo una camicia leggera di lino, bianca. Abbiamo iniziato cos\u00ec , dicendo \u00ab buffo siamo vestiti uguale \u00bb. Questo ha rotto il ghiaccio. Poi mi ha spiegato in termini un po\u2019 pi\u00f9 convincenti il suo percorso. Lui era a Parigi il 12 novembre, doveva partecipare agli attacchi e se na va la sera. Torna in Belgio in taxi perch\u00e9 non ci sono pi\u00f9 treni. Una scelta dell\u2019ultimo minuto. Lui dice che ha ottenuto l\u2019autorizzazione dell\u2019amico Abbaoud (il capo del commando ndr) per partire.<\/p>\n<p><strong>E poi cosa ha detto?<\/strong><br \/>Che rientrato a Bruxelles ha cercato di riprendere la sua vita come se niente fosse. Aveva una fidanzata e insieme sono andati a vedere un appartamento. Poi per\u00f2 si \u00e8 reso conto che era ricercato, ed \u00e8 tornato dai compagni. Loro lo accettano e lo imbarcano per il progetto di attentato all\u2019aeroporto di Bruxelles del 22 marzo. Ma anche l\u00ec per la seconda volta rinuncia a farlo. Lascia il carrello con l\u2019esplosivo, lo spinge via e se ne va. Lo vedono le telecamere di sorveglianza e viene individuato come l\u2019uomo con il cappello. Poi lo arresteranno.<\/p>\n<p><strong>Cosa ha significato per lei questo incontro?<\/strong><br \/>Non ho saputo niente di nuovo alla fine, ma spero sia servito a loro. Che pensino : c\u2019\u00e8 una vittima venuta a incontrarmi. Vederli seduti a un tavolo con me mi ha permesso di realizzare a che punto sono persone comuni che hanno commesso atti orribilmente straordinari.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 ancora pi\u00f9 spaventoso?<\/strong><br \/>S\u00ec ma lo sappiamo dai tempi di Hannah Arendt.<\/p>\n<p><strong>Non era pi\u00f9 facile odiarli?<\/strong><br \/>Non lo so perch\u00e9 io non ho mai provato odio. Mai. Perch\u00e9 ? Ci sono persone che detesto eh. Per\u00f2 qui il fatto di andare a farsi esplodere al Bataclan, sapere che non si uscir\u00e0 vivi.. ha un aspetto talmente assurdo che \u00e8 difficile odiarli. Sono un medico e la mia tendenza naturale con le persone che hanno un problema di questa grandezza \u00e8 avere voglia di curarle. Piuttosto che dare loro delle sberle. E poi ricordo le parole di una delle nipoti del prete Jacques Amel, ucciso durante la messa. Ha detto : \u00abSiamo cos\u00ec tristi che non c\u2019\u00e8 posto per l\u2019odio\u00bb. Per me \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Dopo dieci anni la tristezza \u00e8 ancora cos\u00ec dominante?<\/strong><br \/>S\u00ec. Un sentimento di irrealt\u00e0 e assurdit\u00e0 di fronte al fatto che mia figlia sia morta per un affare geopolitico in Medioriente. Che cosa c\u2019entrava? Abbiamo fatto un lavoro di lutto per cui possiamo continuare a vivere chiudendo il ricordo in una piccola capsula, che \u00e8 sempre l\u00e0. Ma di fianco alla quale continuiamo a vivere. Vado in vacanza, al cinema, ho dei nipoti. Ma ogni tanto la capsula si apre.<\/p>\n<p><strong>Vorrei dare un volto a Lola prima di salutarci, come ce la pu\u00f2 raccontare ?<\/strong><br \/>Era un\u2019editrice. Amava molto i libri, soprattutto per bambini. Era appassionata del suo mestiere. Amava la musica. Era andata al Bataclan a vedere un gruppo rock. Suonava anche, l\u2019ukulele. E cantava. Adorava viaggiare. Aveva studiato in Giappone e fatto uno stage in Canada. Faceva uno sport che conoscono in pochi : il roller derby. Era femminista. Molto. Difficile descrivere qualcuno senza usare una serie di etichette. Per me era mia figlia e la amavo molto.<\/p>\n<p><strong>Ha un ricordo che tiene stretto?<\/strong><br \/>Tanti. Ricordo quando era solo una neonata : \u00e8 nata il 6 dicembre e quell\u2019inverno siamo andati sugli Alti Pirenei. Ricordo che c\u2019era tanta neve e io e la mia compagna passeggiavamo con questo piccolo beb\u00e8 nella neve. L\u2019ultimo \u00e8 il 13 novembre, quando ci siamo salutati in piscina.<\/p>\n<p><strong>Cosa bisogna fare perch\u00e9 non capiti mai pi\u00f9?<\/strong><br \/>Educare, educare, educare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Georges Salines parla come un pap\u00e0. 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