{"id":211276,"date":"2025-11-12T10:42:22","date_gmt":"2025-11-12T10:42:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/211276\/"},"modified":"2025-11-12T10:42:22","modified_gmt":"2025-11-12T10:42:22","slug":"venti-progetti-per-capire-ubaldo-badas-maestro-senza-laurea-dellarchitettura-del-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/211276\/","title":{"rendered":"Venti progetti per capire Ubaldo Badas, maestro (senza laurea) dell\u2019architettura del Novecento"},"content":{"rendered":"<p>Nel panorama dell\u2019architettura italiana del XX secolo Ubaldo Badas occupa una posizione atipica. Nato a Cagliari nel 1904, formatosi tra studi di matematica e un apprendistato tecnico sul campo, Badas non consegu\u00ec mai la laurea in architettura. Eppure la sua opera segna in modo profondo la modernizzazione urbana e culturale della Sardegna, in particolare di Cagliari.<\/p>\n<p>La vita<\/p>\n<p>Assunto giovanissimo come urbanista dal podest\u00e0 di Cagliari Enrico Endrich nel 1928, con cui mantenne una lunga amicizia, Badas divenne presto una figura di riferimento per l\u2019amministrazione cittadina, capace di coniugare le istanze del razionalismo italiano con una sensibilit\u00e0 locale, attenta ai materiali, alla luce e alla misura mediterranea.<\/p>\n<p>Negli anni del dopoguerra si avvicin\u00f2 al Neoliberty, corrente che reinterpretava in chiave moderna i valori artigianali e decorativi, diventando anche uno dei principali promotori dell\u2019Isola (Istituto sardo organizzazione lavoro artigiano).<\/p>\n<p>La sua attivit\u00e0 spazia tra architettura pubblica e privata, allestimenti, edilizia civile, spazi urbani e padiglioni espositivi.<\/p>\n<p>Pur non potendo firmare tutti i suoi progetti, Badas lascia un corpus di circa venti opere principali, distribuite soprattutto tra Cagliari e Sassari, che definiscono l\u2019identit\u00e0 architettonica della Sardegna moderna.<\/p>\n<p>Le opere cagliaritane<\/p>\n<p>Galleria Comunale d\u2019Arte di Cagliari (1928\u20131933)<\/p>\n<p>Ricavata dalla ristrutturazione dell\u2019antica polveriera regia nel cuore dei Giardini Pubblici, la Galleria segna l\u2019esordio maturo di Badas.<\/p>\n<p>L\u2019intervento &#8211; realizzato tra il 1928 e il 1933 &#8211; introduce spazi espositivi razionali e luminosi, conservando la sobriet\u00e0 neoclassica della facciata ottocentesca di Carlo Boyl. Un esempio di restauro \u201cmoderno\u201d ante litteram, che dialoga con la storia senza mimetizzarsi in essa.<\/p>\n<p>Ingresso dei Giardini Pubblici e sistemazione del Terrapieno (1933)<\/p>\n<p>Nel 1933, Badas ridisegna il sistema di accessi e percorsi del Terrapieno e dei Giardini Pubblici, creando una delle pi\u00f9 felici sintesi tra architettura e paesaggio urbano a Cagliari. L\u2019impianto, tuttora leggibile, unisce rigore geometrico e sensibilit\u00e0 ambientale.<\/p>\n<p>Scuola all\u2019aperto \u201cAttilio Mereu\u201d (1933)<\/p>\n<p>Un progetto pedagogicamente e architettonicamente innovativo: aule immerse nel verde, spazi aperti, un\u2019idea di scuola come laboratorio di salute e libert\u00e0. Oggi, purtroppo, versa in stato di degrado, ma resta una testimonianza straordinaria di modernit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Il Sacrario ai Caduti (1934 circa)<\/p>\n<p>In via Sonnino, accanto all\u2019ex Manifattura Tabacchi, Badas firma un monumento di chiaro linguaggio fascista: geometrie severe, simmetrie marcate e due grandi fasci littori scolpiti nella pietra, alternata in fasce bianche e nere. Un documento del tempo e della retorica ufficiale.<\/p>\n<p>Cimitero di San Michele (interventi vari, anni Trenta-Quaranta)<\/p>\n<p>Progetti di sistemazione e ampliamento del cimitero cittadino, improntati a un linguaggio sobrio e funzionale.<\/p>\n<p>Colonia Dux (1937) \u2013 oggi Ospedale Marino<\/p>\n<p>Edificio sul litorale del Poetto, concepito come colonia marina fascista e mai completato prima della guerra. Nel 1947 Badas lo riadatta a ospedale (Ospedale Marino). Oggi in stato di abbandono, resta uno dei suoi manufatti pi\u00f9 iconici, sospeso tra razionalismo e monumentalit\u00e0 costiera.<\/p>\n<p>Palazzo di Piazza Kennedy (anni Quaranta)<\/p>\n<p>Esempio di edilizia civile razionale e misurata, poco documentato ma attribuito a Badas per affinit\u00e0 stilistiche.<\/p>\n<p>Albergo del Povero (1943)<\/p>\n<p>Realizzato in viale Fra Ignazio come ricovero durante i bombardamenti della guerra, \u00e8 oggi sede della Biblioteca di Economia dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari, dopo un complesso restauro.<\/p>\n<p>Palazzo Costa Marras (1950 circa)<\/p>\n<p>Nel Largo Carlo Felice, originariamente rivestito di ceramiche rosse, oggi purtroppo rimosse. Sulla parete cieca sopravvivono le ceramiche di Giuseppe Silecchia (1958), integrate nel restauro. Un capolavoro del razionalismo maturo di Badas, attento al colore e alla decorazione.<\/p>\n<p>Palazzo Multipiano in Piazza Yenne<\/p>\n<p>Edificio residenziale e commerciale, esempio di inserimento calibrato nel tessuto storico, con equilibrio tra volumetria moderna e scala urbana.<\/p>\n<p>Palazzo della Regione Autonoma della Sardegna (anni Cinquanta\u2013Sessanta)<\/p>\n<p>La celebre Torre di Viale Trento, nata come sede provvisoria della Regione, rappresenta il vertice della ricerca badasiana: un linguaggio severo, rigoroso, ma mai arido. Verticalit\u00e0 controllata, facciate scandite da logge e aperture ritmiche, materiali locali e sobriet\u00e0 mediterranea.<\/p>\n<p>Villa di via Milano (attribuzione incerta, anni Cinquanta)<\/p>\n<p>Edificio privato oggi al centro di una disputa urbanistica. Pur minacciata di demolizione, la villa conserva elementi architettonici tipici di Badas: armonia volumetrica, materiali naturali, integrazione nel contesto.<\/p>\n<p>Seconda Villa di via Milano (anni Cinquanta)<\/p>\n<p>Altra residenza privata nelle vicinanze, di attribuzione pi\u00f9 sicura. Anch\u2019essa testimonia l\u2019interesse di Badas per la dimensione domestica e la ricerca di un linguaggio sobrio e mediterraneo.<\/p>\n<p>Padiglione per l\u2019Agricoltura alla Fiera di Cagliari (1956)<\/p>\n<p>Uno dei suoi progetti pi\u00f9 noti: facciata su viale Diaz con ceramiche decorative e basamento in pietra policroma; lato interno caratterizzato da un impianto Neoliberty, con legno e pietra. Sintesi tra tradizione artigianale e architettura moderna.<\/p>\n<p>Palazzo di via Toscana (abitazione privata, anni Cinquanta)<\/p>\n<p>Residenza personale di Badas, oggi di propriet\u00e0 della famiglia Pintore. Un laboratorio di soluzioni abitative e decorative che riflette il suo pensiero maturo.<\/p>\n<p>Liceo Classico \u201cSiotto Pintor\u201d (attribuzione incerta)<\/p>\n<p>Edificio scolastico in viale Trento, vicino alla Torre della Regione. Il linguaggio compositivo e i dettagli costruttivi suggeriscono un intervento diretto o di consulenza di Badas.<\/p>\n<p>Le opere sassaresi<\/p>\n<p>Padiglione per l\u2019Artigianato \u201cEugenio Tavolara\u201d (1956)<\/p>\n<p>Costruito per l\u2019Isola nei Giardini Pubblici di Sassari, rappresenta il vertice del Neoliberty sardo e uno dei migliori esempi di architettura moderna in Sardegna.<\/p>\n<p>Materiali locali, leggerezza strutturale, rapporto con la natura e la luce: il padiglione \u00e8 un manifesto di cultura artigianale e modernit\u00e0. Restaurato nel 2011 dopo alterazioni successive.<\/p>\n<p>Negozio Olivetti (1952, Piazza d\u2019Italia)<\/p>\n<p>Allestimento degli interni per la celebre azienda di Ivrea: un pannello in steatite scolpito da Eugenio Tavolara decorava la parete principale (oggi conservato presso la Polizia Municipale). Un esempio di collaborazione interdisciplinare e di attenzione al design d\u2019interni.<\/p>\n<p>Un architetto senza titolo, ma con una visione<\/p>\n<p>Ubaldo Badas \u00e8 stato urbanista, architetto, designer e pittore. La sua figura sfugge a ogni definizione accademica: un \u201cirregolare\u201d del razionalismo, che seppe tradurre in chiave sarda le lezioni di Terragni, Libera e Moretti, ma con un\u2019identit\u00e0 autonoma, calda, umana.<\/p>\n<p>Le sue opere principali, pi\u00f9 le attribuzioni incerte, raccontano un percorso coerente, che unisce funzionalismo e lirismo, modernit\u00e0 e tradizione. La sua lezione, oggi, \u00e8 quanto mai attuale: ricordare che l\u2019architettura non \u00e8 solo tecnica o stile, ma cultura del luogo. E che si pu\u00f2 essere maestri anche senza cattedra, e architetti senza laurea, quando si costruisce una citt\u00e0 per gli uomini, non per i modelli.<\/p>\n<p>CagliariToday \u00e8 ora anche su Mobile! <a class=\"u-color-theme\" href=\"https:\/\/www.cagliaritoday.it\/~shared\/do\/api\/mobile-app\/get\/?campaign=bt_article\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Scarica<\/a> l\u2019App per rimanere sempre aggiornato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel panorama dell\u2019architettura italiana del XX secolo Ubaldo Badas occupa una posizione atipica. 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