{"id":211376,"date":"2025-11-12T12:31:10","date_gmt":"2025-11-12T12:31:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/211376\/"},"modified":"2025-11-12T12:31:10","modified_gmt":"2025-11-12T12:31:10","slug":"la-moglie-di-faletti-la-prima-volta-lo-vidi-e-pensai-che-sborone-il-tumore-e-le-cure-a-los-angeles-non-era-ne-arrabbiato-ne-triste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/211376\/","title":{"rendered":"La moglie di Faletti: \u00abLa prima volta lo vidi e pensai: che sborone. Il tumore e le cure a Los Angeles? Non era n\u00e9 arrabbiato n\u00e9 triste\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giovanna Cavalli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Faletti raccontato dalla moglie Roberta Bellesini: \u00abGli amici? Branduardi, De Gregori, Iacchetti. Ma dopo la malattia si isol\u00f2 per non farli soffrire\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La prima volta  che l\u2019ha incrociato  lo prese per un gran tamarro.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abAvevo 15 anni, con gli amici ci si trovava sui  motorini davanti al bar Cocchi di Asti. Sentimmo un rombo. E una Ferrari rossa si ferm\u00f2 a pochi metri. Scese Giorgio Faletti, accompagnato da una modella  bellissima con le gambe lunghe otto metri\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tipo film dei Vanzina.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abPensai: \u201cPer\u00f2, che  sborone\u201d. Lo avevo riconosciuto, perch\u00e9 lo guardavo  a Drive In. Ma la brutta impressione svan\u00ec subito. Aveva una faccia talmente simpatica, da ragazzino. Giorgio non era proprio il tipo che si vantava,  questo per\u00f2 l\u2019ho scoperto dopo\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Roberta Bellesini,<\/b> 53 anni, architetta, \u00e8 stata  compagna e poi moglie del cabarettista-attore-cantante e  scrittore, scomparso il 4 luglio 2014, a 63 anni. I suoi libri,  tutti ripubblicati da La Nave di Teseo, vendevano milioni di copie.  Ora Roberta ha curato (con Chiara Buratti) Io dico (esce il 21 novembre per Gallucci Editore): raccolta di citazioni di Faletti, tratte da romanzi, canzoni, monologhi, alcuni inediti.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Intanto l\u2019universo vi aveva mandato un segnale.\u00a0<\/b><br \/>\u00abQuello vero, ancora pi\u00f9 incredibile, arriv\u00f2 dopo. Quando la casa di campagna in cui da bambina vivevo con i miei nonni fu comprata proprio dai genitori di Giorgio. Lui si era fatto un appartamentino nella mansarda, quando veniva da Milano stava l\u00ec. E Asti non \u00e8 poi cos\u00ec piccola\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Finch\u00e9 la sera del 2  luglio  2000 vi siete incontrati a casa di amici.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abNella maniera pi\u00f9 italiana possibile: davanti alla tv per la  partita della nazionale \u2014 c\u2019era Francia-Italia, finale degli Europei di calcio \u2014 e a un piatto di spaghetti al pomodoro\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Prima impressione?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abMi colpirono i suoi occhi grigio-azzurri, limpidi, ti sembrava davvero di leggerci dentro. Chiacchierammo seduti sul divano del suo disco appena registrato, promise di mandarmi il cd, a fine serata mi accompagn\u00f2 a casa. Per qualche mese non ci siamo pi\u00f9 rivisti, solo qualche telefonata. Poi abbiamo cominciato a frequentarci\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qualche dubbio lo aveva.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLui era un personaggio famoso, pi\u00f9 grande di me di 20 anni. Mamma ne aveva uno meno di lui. Preoccupata, mi disse: \u201cFossi in te ci andrei con i piedi di piombo\u201d. E cos\u00ec fu. Dopo qualche mese Giorgio mi chiese: \u201cChe devo fare ancora per corteggiarti?\u201d. In effetti si capiva che il suo interesse per me era serio, mi aveva pure portato a conoscere sua madre. Gli sfizi se li era gi\u00e0 tolti. E ho capitolato\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Rideva con Vito Catozzo?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abOh s\u00ec, Drive In era stata l\u2019unica trasmissione serale che i miei mi consentivano di vedere, la domenica, perch\u00e9 dovevo alzarmi presto per la scuola. Ma il mio preferito, tra i personaggi di Giorgio, era  Carlino di Passerano Marmorito. Insieme a <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/25_ottobre_05\/paolo-conte-mamma-intervista-52f36e56-b839-448b-8655-9e7213391xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Paolo Conte<\/a>, Giorgio era l\u2019orgoglio di Asti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Era 20 anni pi\u00f9 giovane ma pure pi\u00f9 alta di 9 centimetri. Come la prendeva?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abGli piaceva, aveva avuto fidanzate  modelle. Solo quando portavo  i tacchi, magari per una serata, mi sfotteva cos\u00ec: \u201cMamma, mi hai messo la merenda nella cartella?\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 stato un grande amore.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abS\u00ec, che si \u00e8 costruito nel tempo. Quando sono cominciati i suoi problemi di salute, avrebbero potuto creare tensioni, paura o stanchezza, \u00e8 normale che succeda, siamo umani. Invece per noi \u00e8 stato un collante fortissimo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il primo libro.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abIn quel periodo Giorgio non stava lavorando in tv, perci\u00f2 aveva tanto  tempo libero. Scrisse dei racconti horror, aveva il culto di Stephen King.  Su consiglio di Piero Degli Antoni, li fece leggere alla Baldini+Castoldi. \u201cBelli, ma prova con un romanzo\u201d. Il titolo lo aveva gi\u00e0 in testa da anni\u00bb. \u00abIo uccido\u00bb. \u00abCominci\u00f2 a disegnare la trama nella mente, senza prendere appunti. Gli dicevo: \u201cSperiamo che non batti la testa e ti dimentichi tutto\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Alla presentazione ufficiale, il 6 novembre 2002, non ci arriv\u00f2  mai.<\/b> \u00abAnche lass\u00f9 qualcuno scrive sceneggiature. L\u2019appuntamento era per le 18 alla Mondadori di via Marghera, a Milano. Quella mattina ero uscita alle 7 per visitare un cantiere. Giorgio era solo in casa. Ebbe un ictus. Non gli lasci\u00f2 nemmeno il tempo di stendersi sul letto. Quando sono rientrata, a mezzogiorno, l\u2019ho trovato per terra. Gi\u00e0 in coma. Dall\u2019ultima chiamata sul cellulare, alle 10.05, ho potuto ricostruire a che ora pi\u00f9 o meno si era sentito male\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dettaglio fondamentale.\u00a0<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, perch\u00e9 i medici del Niguarda mi proposero un farmaco effetto \u201csturalavandino\u201d. Ma andava somministrato prima possibile, altrimenti, con il coagulo indurito, si rischiava di rompere l\u2019arteria e provocare un\u2019emorragia cerebrale. Mi diedero pochi minuti per scegliere. Avevo la sua vita tra le mie mani\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Funzion\u00f2.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abDopo 24 ore cominciarono a risvegliarlo. Non riusciva a parlare bene. \u201cSpero di non diventare un ex attore\u201d, farfugli\u00f2. Era attaccato alle macchine, che facevano il tipico  bip-bip. \u201cDove mi avete ricoverato, a Las Vegas?\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La proposta.\u00a0<\/b><br \/>\u00abRest\u00f2 in ospedale fino a dicembre. A febbraio 2003 ebbe un altro piccolo episodio. Di  nuovo ricoverato. \u201cBasta, sposiamoci\u201d. Scherzai: \u201cSei imbottito di farmaci, richiedimelo pi\u00f9 in l\u00e0, non vorrei che mi accusassero di circonvenzione di incapace\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma poi.\u00a0<\/b><br \/>\u00abTornati a casa, dopo dieci giorni trovai l\u2019anello sul comodino. Era fine marzo. Ad agosto ci siamo sposati, all\u2019Isola d\u2019Elba, il suo luogo del cuore. Solo noi e qualche amico. Alla  famiglia lo abbiamo detto la sera\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La cosa pi\u00f9 bella che avete fatto insieme in 14 anni.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abUn viaggio di due mesi in  Arizona, Utah e New Mexico, tra gli indiani. Giorgio si stava documentando  per  Fuori da un evidente destino, che resta il mio libro preferito, dei suoi\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Francesco De Gregori.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abErano amici, c\u2019era stima e affetto. Ricordo una  sera a cena a casa di Francesco, con la moglie Chicca. Cucin\u00f2 lui, era bravissimo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Chi erano altri  amici?<\/b>\u00a0<br \/>\u00ab<a href=\"\">Angelo Branduardi<\/a>. Prima dell\u2019uscita di un libro andavamo tutti in trattoria a Bedero Valcuvia, dove vive lui. Giorgio gli raccontava la trama, ormai era un rito. E poi Carlo Taranto, della Gialappa\u2019s, Nino Formicola, Antonio Ricci, Enzino Iacchetti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Li ha avuti vicini anche durante la malattia?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abNo, per sua scelta. Ha preferito isolarsi, non voleva che lo vedessero  cos\u00ec, farli soffrire, era un\u2019anima sensibile\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lo scopr\u00ec per caso.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abSoffriva di ernia del disco. Durante una risonanza di controllo, trovarono una metastasi: tumore al polmone\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le cure a Los Angeles.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abCon un medico russo, Giorgio si fidava, erano terapie avanzate. Non era arrabbiato con la vita. E nemmeno triste. Nonostante tutto \u00e8 stato un bel periodo. Abbiamo vissuto a Venice, Santa Monica, Hollywood, cambiavamo casa ogni mese, l\u00ec non ti fanno affitti pi\u00f9 lunghi. Tramite Roberta Manfredi  abbiamo conosciuto tanti altri italiani. Quando Giorgio stava bene, uscivamo spesso. Due nostri amici, Dori e Charles, ci presentarono Leonard Nimoy, il dottor Spock di Star Trek, per noi un vero mito\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il ritorno ad Asti.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLe cure non stavano pi\u00f9 funzionando. Rientrammo finch\u00e9 era in grado di viaggiare. Fino all\u2019ultimo ha lavorato su una canzone\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Una sua frase che le torna spesso in mente.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abSono una precisina. Ogni tanto esageravo a mettere i puntini sulle \u201ci\u201d. Lui  mi prendeva in giro: \u201cNon \u00e8 statisticamente possibile che io abbia sempre torto e tu ragione\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 un momento o un luogo in cui lo sente particolarmente vicino?<\/b> \u00abPurtroppo no. Sono passati 11 anni e non l\u2019ho mai nemmeno sognato. Per\u00f2 nei momenti importanti compare sempre una piuma. Come il titolo del libro pubblicato dopo la sua morte. Le conservo tutte  in un cassetto. Non credo sia un caso, ma un segno. Giorgio c\u2019\u00e8. Anche se non posso vederlo, \u00e8 vicino a me\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-11-12T11:54:48+01:00\">12 novembre 2025 ( modifica il 12 novembre 2025 | 11:54)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Giovanna Cavalli Faletti raccontato dalla moglie Roberta Bellesini: \u00abGli amici? Branduardi, De Gregori, Iacchetti. 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