{"id":211908,"date":"2025-11-12T20:40:18","date_gmt":"2025-11-12T20:40:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/211908\/"},"modified":"2025-11-12T20:40:18","modified_gmt":"2025-11-12T20:40:18","slug":"la-roma-di-briga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/211908\/","title":{"rendered":"La Roma di Briga"},"content":{"rendered":"<p>Nato e cresciuto in Prati, ha cambiato tante case e la sua infanzia non \u00e8 stata sempre facile ma lo ha reso l&#8217;uomo che \u00e8 oggi. Le scuole in centro, gli amici con i quali ha condiviso la passione e la ricerca per la musica, le esperienze all&#8217;estero, i primi album autofinanziati, fino all&#8217;amore trovato proprio nella sua Roma, che per Briga \u00e8 casa e felicit\u00e0.<\/p>\n<p>A pochi giorni dall&#8217;annuncio di un figlio in arrivo e prossimo al concerto a Largo Venue &#8211; che ci sar\u00e0 il 13 novembre &#8211; Mattia Bellegrandi, in arte Briga, si \u00e8 raccontato a RomaToday. La musica, il successo, Amici, il non scendere mai a compromessi e, soprattutto, la sua Roma, che ama profondamente e dove ha scelto di restare.<\/p>\n<p><strong>Il 13 novembre sarai a Largo Venue, nella tua Roma, con Sentimenti club tour. Cosa deve aspettarsi il pubblico da questo concerto?<\/strong><\/p>\n<p>Sar\u00e0 diviso in tre momenti distinti, uno rock, uno rap e anche un segmento acustico. E&#8217; un po&#8217; la prerogativa dei miei spettacoli, perch\u00e9 la mia \u00e8 una discografia che racchiude pi\u00f9 generi. Mi \u00e8 sempre piaciuto sperimentare e costruire un processo creativo che sia degno di questo nome.<\/p>\n<p><strong>Credi sia questo l&#8217;aspetto che di te piace di pi\u00f9 al pubblico?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec. Ma, prima ancora, \u00e8 quello che piace di pi\u00f9 a me. Penso che sia l&#8217;artista a dover guidare il pubblico in una nuova dimensione musicale, portandolo nel proprio mondo, non il contrario. Non bisogna confondere i ruoli, io voglio rimanere quello che sono. Se scrivi solo quello che piace alla gente non sei un artista.<\/p>\n<p><strong>Ci saranno degli ospiti con te a Largo Venue?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, ci sar\u00e0 Eddie Brock, che adesso sta esplodendo con una canzone bellissima \u201cNon \u00e8 mica te\u201d, poi ci saranno Gemello e Chicoria che sono vecchi amici del collettivo TruceKlan, con cui abbiamo vissuto tante cose insieme nel passato.\u00a0<\/p>\n<p><strong>A proposito di passato: quali sono i luoghi della tua infanzia romana?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Io ho avuto una vita un po&#8217; travagliata, ho cambiato tante case a Roma. I miei genitori si sono separati che ero molto piccolo e avevano due condizioni economiche diverse, \u00e8 come se da bambino io abbia avuto modo di vedere le due facce del mondo. Il primo ricordo d&#8217;infanzia che mi viene in mente \u00e8 la Mole Adriana: mia madre mi portava l\u00ec al parco. Un posto stupendo, immerso nella cultura e nella storia di Roma, a due passi a San Pietro.<\/p>\n<p><strong>Il quartiere in cui sei nato, dunque, \u00e8 Prati?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, io sono nato in Prati, a Piazza Adriana. La Mole Adriana ce l&#8217;avevo proprio sotto casa. Proprio questa mattina, mi sono svegliato molto presto e pensavo, adesso che sto aspettando un figlio, agli anni \u201890, quando i parchi erano pieni di gente; non c\u2019era tanta tecnologia e le madri portavano i figli al parco per farli sfogare. Mi domandavo: &#8220;Chiss\u00e0 se i bambini continuano ad andare al parco anche oggi o si rincoglioniscono tutti con l&#8217;ipad\u2026&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Dicevi di aver cambiato tante case, per\u00f2, negli anni\u2026<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, ho vissuto sempre nei quartieri limitrofi a Prati. Nonostante mia madre avesse poche disponibilit\u00e0, ha cercato sempre di trovare soluzioni, magari molto piccole, ma immerse nella bellezza.<\/p>\n<p><strong>Una casa che ti \u00e8 rimasta nel cuore?<\/strong><\/p>\n<p>Una casa minuscola che avevamo in via De&#8217; Gigli d&#8217;oro, dietro a piazza Navona praticamente. Parliamo degli anni novanta. Quando dico questa cosa arrivano subito i bacchettoni che dicono &#8220;Menomale che non c\u2019aveva una lira tua madre\u2026&#8221;. Ma erano altri tempi, un affitto di una casa di 40 metri quadri, negli anni \u201890, poteva costare 400mila lire. Dopo la separazione dei miei sono passato da una casa grande, all\u2019ultimo piano, a dormire nel divano letto con mia sorella in una situazione un po&#8217; rimediata, era un piano terra, con delle finestre enormi in ferro battuto a mano, che davano su via De&#8217; Gigli d&#8217;oro appunto.<\/p>\n<p><strong>Cosa ricordi di speciale di quel periodo?<\/strong><\/p>\n<p>La mia prima indipendenza. Ricordo che mia madre mi mandava la domenica, a piazza Navona, dal giornalaio, da solo. Mi diceva \u201cVai a prendere il giornale e, se quando la lancetta dell&#8217;orologio arriva qui, tu non sei tornato, sono cavoli tuoi. Io andavo l\u00ec, poi giocavo con gli amici sotto al Consolato del Brasile che sta l\u00ec a piazza Navona. L&#8217;ho raccontato anche nella canzone &#8220;<a href=\"https:\/\/www.romatoday.it\/eventi\/cultura\/buonanotte-roma-nuova-canzone-di-briga.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Buonanotte Roma<\/a>&#8221; che \u00e8 nel mio ultimo album.\u00a0<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 un altro luogo del cuore che leghi alla tua infanzia?<\/strong><\/p>\n<p>Via Gregorio VII. Ci abitava mia nonna, per un periodo ho vissuto da lei e sono legato anche a quella parte l\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Le scuole, invece, dove le hai fatte?<\/strong><\/p>\n<p>Alle elementari ho frequentato la Pistelli, dietro piazza Mazzini. Alle medie sono stato alla Giuseppe Gioacchino Belli, sempre da quelle parti e poi il liceo classico al Mamiani.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Che scuola era il Mamiani in quegli anni?<\/strong><\/p>\n<p>Era una scuola bella tosta, che per\u00f2 io ho fatto a modo mio.\u00a0<\/p>\n<p><strong>In che senso?<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 io ero un anno avanti, ho iniziato il liceo che avevo 13 anni e quindi mi trovavo a scuola anche con ragazzi di 20, magari bocciati. L\u00ec mi si \u00e8 aperto un mondo stupendo, ho imparato tanto, sono cresciuto tanto.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Che ragazzo eri? Estroverso, determinato, un po&#8217; ribelle?<\/strong><\/p>\n<p>Non sono mai stato un timido, oggi sono l&#8217;evoluzione di quel ragazzo l\u00ec. Ho sempre trascinato le persone, piuttosto che essere trascinato. Non sono cambiato eccessivamente, diciamo che mi sono svegliato. Fino ad un certo punto vivevo di calcio, poi c&#8217;\u00e8 stata una piccola rivoluzione dentro di me. A 17 anni sono andato un anno a vivere in Danimarca, poi sono tornato a Roma per fare l&#8217;ultimo anno, sono stato bocciato, ho avuto un po&#8217; di problemi, sono andato a Madrid e alla fine la scuola l&#8217;ho finita pi\u00f9 avanti, al pubblico serale.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ti ricordi di un amore nato tra i banchi di scuola?<\/strong><\/p>\n<p>Il primissimo bacio \u00e8 stato al mare in Toscana, ma il primo amore importante \u00e8 stato a Roma. Ripensavo, proprio qualche giorno fa, al primo anno di fidanzamento che festeggiai con una delle mie prime fidanzate, avevo 18 anni. Abbiamo fatto una cena in barca che navigava sul Tevere fino a Ostia e poi tornava indietro. Ricordo che tutta settimana prima avevo pregato che ci fosse bel tempo. Mi ricordo di una cena appiccicati su questo battello minuscolo. Fu divertente per\u00f2\u2026<\/p>\n<p><strong>Quando \u00e8 nato in te il desiderio di avvicinarti alla musica?<\/strong><\/p>\n<p>Penso che il Mamiani sia stata croce e delizia per me. Era una scuola davvero all&#8217;avanguardia, per il fervore politico che si respirava, per la consapevolezza, per le menti che sono uscite da quel tipo di scuola. Una scuola con pregi e difetti, chiaramente, ma che ti apriva la mente su tante cose. Ovviamente, in un istituto di 1200 alunni, non tutti sono amici, ma ci condividi del tempo, facevamo le autogestioni, dovevamo proporre dei corsi, eravamo proprio educati al pensiero indipendente. Lo eravamo nelle nostre famiglie e anche a scuola. Era una scuola dove, anche musicalmente, si andavano a cercare tutte quelle situazioni veramente alternative, indipendenti, belle.<\/p>\n<p><strong>Ad esempio?<\/strong><\/p>\n<p>Noi ascoltavamo i Subsonica, c&#8217;erano le band della scuola che risuonavano quelle canzoni. Inoltre, con i compagni di scuola scambiavamo la cultura musicale. Io avevo portato il rap, poi c&#8217;erano amici che portavano la musica elettronica alternativa, il cantautorato alternativo. Era tutta una grande ricerca che, personalmente, mi ha molto stimolato.<\/p>\n<p><strong>Queste esperienze come le hai riportate nel tuo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>Si sono riversate nella mia creativit\u00e0, mi hanno permesso di non aver paura di nulla. Non avrei mai cantato con Patty Pravo a Sanremo, non avrei cantato con Antonello Venditti all&#8217;Olimpico, se non avessi avuto quel background. Io conosco tutte le pi\u00f9 vecchie canzoni del cantautorato italiano, anche quelle nascoste ad esempio. Grazie a tutto quello scambio, a tutta quella ricerca, a quello studio che c&#8217;\u00e8 stato, sono il Mattia di oggi.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Iniziavi, in quegli anni, anche a fare rap nei locali\u2026<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec. Dopotutto Roma non \u00e8 New York, ma neanche un paese sperduto e aveva opportunit\u00e0 da offrire. Si facevano serate tre volte a settimana e veniva un sacco di gente. In un certo senso abbiamo educato le persone al rap, prima non lo conosceva nessuno a Roma.<\/p>\n<p><strong>E dove si facevano queste serate?<\/strong><\/p>\n<p>C&#8217;erano serate di due tipi. Quelle di rapper freestyle che si facevano in un locale a Trastevere, c&#8217;erano, ad esempio, LowLow, Rancore, CaneSecco. Poi, invece, c&#8217;erano le serate in cui ti esibivi con le tue canzoni, io andavo a queste perch\u00e9 a fare freestyle non sono mai stato capace. Queste serate si facevano al Rashomon a via Libetta e lo Zoobar sulla Nomentana. Per gli eventi pi\u00f9 importanti c&#8217;era il compianto Circolo degli Artisti e poi qualcosa si faceva al Brancaleone, soprattutto musica elettronica.\u00a0<\/p>\n<p><strong>E&#8217; vero che i primi album da ragazzino te li autofinanziavi andando a fare dei lavoretti dopo scuola?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, la scuola a un certo punto me la sentivo stretta, anche per le esperienze che avevo fatto all&#8217;estero. Quindi, mentre finivo la scuola, avevo iniziato a lavorare in un locale sotto casa, un pub molto conosciuto in zona Prati. Poi la mattina mettevo, come si suol dire, la faccia sotto la fontanella di acqua fredda e andavo in prima ora a scuola (ride, ndr). Quei soldini mi aiutavano a pagare le registrazioni, i master e la stampa dei dischi che, gi\u00e0 al tempo, costava un sacco di soldi.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Hai un bel ricordo di quegli anni? Degli inizi della tua musica?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, molto. Mi ricordo quando, a 18-19 anni, ho fatto la prima serata: ho chiamato la gente di scuola, gli ho fatto pagare un biglietto 10 euro e gli ho regalato il disco con l&#8217;entrata. C&#8217;erano 300 persone e mi ero, diciamo, recuperato un po&#8217; di soldini per lavorare all&#8217;album successivo. Ho fatto cos\u00ec per due anni, prima di firmare con Honiro, che al tempo era un portale indipendente e poi \u00e8 diventato un&#8217;etichetta indipendente molto importante, dove \u00e8 gravitata gente come Gemitaiz, Ultimo, Mostro e tanti altri.\u00a0<\/p>\n<p><strong>A Roma hai fatto anche i casting di Amici, tutti conosciamo il tuo percorso nel talent che ti ha portato a conquistare il secondo posto. Sei grato a quella esperienza?<\/strong><\/p>\n<p>Ho un ricordo bellissimo, di un&#8217;esperienza molto particolare, nonch\u00e9 la prima cosa, nella mia vita, che ho fatto da inizio alla fine: ho sempre fatto fatica a portare le cose a termine e il mio percorso scolastico lo fa capire. Amici \u00e8 stata un&#8217;esperienza importante, che non ho vissuto come un sogno, ma come una gara in cui dovevo emergere per una questione di vita o di morte, perch\u00e9 avevo 24 anni e volevo cominciare a rendere la mia passione un vero e proprio lavoro.<\/p>\n<p><strong>Se fosse andata male?<\/strong><\/p>\n<p>A casa avevo due genitori professionisti, dunque avrei continuato l&#8217;universit\u00e0. Nella mia testa mi ero messo un limite, se entro una determinata et\u00e0 non fossi riuscito a far girare bene le cose, mi sarei dedicato ad altro.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Dopo Amici \u00e8 arrivato l&#8217;invito di Antonello Venditti a cantare con lui allo Stadio Olimpico. Che emozione \u00e8 stata?<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; stato un onore, mi sono preso le gocce prima di salire sul palco. Ecco, quello \u00e8 stato un sogno. Mi ricordo che quando ho finito di cantare sono scoppiato in lacrime. Antonello \u00e8 un tipo simpatico, forte. Poi, io sono laziale &#8216;fracico&#8217;, lui della Roma, mi diede tutto lo spogliatoio della Lazio come camerino e poi c&#8217;\u00e8 un aneddoto divertente: io ho cantato con lui due canzoni \u201cRoma Capoccia\u201d e \u201cDalla pelle al cuore\u201d, poi sono scappato dal palco perch\u00e9 lui doveva cantare \u201cGrazie Roma\u201d, ma io non ci volevo stare (ride, ndr).<\/p>\n<p><strong>La scrittura, nella tua carriera, non l&#8217;hai messa solo in musica, ma hai scritto anche due libri, un&#8217;autobiografia e una storia ambientata a Roma\u2026<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, il primo libro \u201cNon odiare me\u201d l&#8217;ho scritto per raddrizzare un po&#8217; il tiro, per fare un po&#8217; di pulizia dopo la mia esperienza in televisione, perch\u00e9 tante persone si erano accanite contro di me e volevo raccontare la mia verit\u00e0. Le persone lo hanno apprezzato e ogni tanto me lo vado a rileggere anche io, per ricordarmi chi sono. E poi ho scritto \u201cNovocaina\u201d, un romanzo ambientato a Roma di notte, che parla del disagio giovanile.<\/p>\n<p><strong>Cos&#8217;\u00e8 Roma per te?<\/strong><\/p>\n<p>Sono rimasto a Roma perch\u00e9 amo Roma e Roma \u00e8 la mia felicit\u00e0. L&#8217;ho scelta e riscelta anche dopo aver viaggiato tanto. Sarei dovuto andare a Milano, perch\u00e9 si sa, Roma \u00e8 il cinema, Milano la musica, ci sono palazzi interi dedicati alla musica a Milano. A Roma non c&#8217;\u00e8 uno studio, ma questa \u00e8 la mia casa.<\/p>\n<p><strong>Una scelta d&#8217;amore, che pensi ti abbia penalizzato professionalmente?<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente. Per\u00f2 ho sempre voluto mettere davanti alla mia felicit\u00e0 professionale quella personale. Devo essere un uomo felice prima di tutto. Il lavoro \u00e8 importante, ma fino a un certo punto. Io devo potermi svegliare con Arianna, prima ancora dovevo incontrarla e ora che l&#8217;ho trovata, ci siamo sposati, abbiamo un cane bellissimo, aspettiamo un figlio, per me questo \u00e8 il top. La mia felicit\u00e0 \u00e8 questa, nella mia citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Hai delle abitudini quotidiane a Roma?<\/strong><\/p>\n<p>Ogni mattina devo uscire in scooter, salutare gli amici, andare dal macellaio di fiducia, fare la spesa al Mercato Trionfale, faccio le cose che si fanno in tutte le citt\u00e0, ma che a Roma sono pi\u00f9 caratteristiche. La mattina al bar, due parole sulla Lazio, sulla Roma, due prese in giro. Mi piace vivermela Roma, \u00e8 una citt\u00e0 dove si sta bene, c&#8217;\u00e8 un clima incredibile. \u00c8 vero, la gente \u00e8 un po&#8217; stressata, ma felice e molto simpatica. Roma \u00e8 una citt\u00e0 stupenda, la gente \u00e8 meravigliosa, \u2018stamo un po\u2019 bruciati&#8217;, su di giri, ma \u00e8 sempre bella. E poi \u00e8 una citt\u00e0 dove sono rimasti i romani, il popolo autoctono.\u00a0<\/p>\n<p><strong>E una cosa che, ogni volta, ti sorprende di Roma?<\/strong><\/p>\n<p>Che mi posso perdere nel centro storico. Che magari parto da Fontana di Trevi o da qualche altro luogo pi\u00f9 noto e mi perdo a piedi nei vicoli e mi stupisco quando mi raccapezzo e scopro ogni volta qualcosa di nuovo. Questa \u00e8 una delle mie cose preferite.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Un posto del cuore?<\/strong><\/p>\n<p>Amo correre a Villa Ada. Vivendo in Prati \u00e8 un po&#8217; fuori mano, ma secondo me \u00e8 la villa pi\u00f9 bella di Roma. Ci vado apposta perch\u00e9 mi toglie il fiato e poi correre mi sistema un po&#8217; la mente.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il grande amore con Arianna \u00e8 nato a Roma?<\/strong><\/p>\n<p>Arianna l&#8217;avevo vista nelle storie Instagram di Diana Del Bufalo, con cui siamo amici e gli ho rotto le scatole per conoscerla. Ci ho messo un mese. Poi abbiamo organizzato una cena di gruppo, finalmente l&#8217;ho vista e ci siamo innamorati subito. Dopo la cena siamo andati a bere una birra, anche se Arianna \u00e8 astemia\u2026alla fine ho bevuto anche la sua (ride, ndr).\u00a0<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 un luogo di Roma dove vi piace andare con Arianna?<\/strong><\/p>\n<p>Il posto del nostro cuore \u00e8 lo Zodiaco, un luogo d&#8217;infanzia per entrambi, che siamo vissuti vicini anche se non c&#8217;eravamo mai visti. L\u00ec abbiamo ricordi da bambini e poi lo abbiamo iniziato a frequentare insieme, per le nostre passeggiate con Baires, il mio (ora nostro) Labrador.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 Briga oggi. Se sei soddisfatto di quello che sei diventato? O tornando indietro c&#8217;\u00e8 qualcosa che non rifaresti?<\/strong><\/p>\n<p>Rifarei tutto, perch\u00e9 tutto \u00e8 servito per arrivare dove sono, per diventare chi sono, per acquisire pi\u00f9 consapevolezza, per imparare soprattutto dagli errori. Ogni tanto sento il peso delle cose che faccio, perch\u00e9 non riesco a perdonarmi facilmente, ma rimpianti non ne ho. Sono felice della persona che sono diventata, perch\u00e9 il mondo in cui vivo e con il quale mi guadagno da vivere \u00e8 una grande novit\u00e0 per me e per tutta la mia famiglia. Non sono stato mai raccomandato, mi sono inventato da zero, nella mia famiglia nessuno sapeva da dove cominciare e non sono mai sceso a compromessi in un mondo molto difficile. Vado avanti con ottimi risultati da indipendente vero e di questo vado fiero.<\/p>\n<p><strong>In attesa del tuo primo figlio, che pap\u00e0 ti auguri di essere?<\/strong><\/p>\n<p>Sono molto sensibile, se sar\u00e0 maschietto spero di riuscire a condividere le cose che in passato ho condiviso con mio padre, a partire dalla grande passione per il calcio. Se sar\u00e0 femmina sar\u00f2 capace di entrare nella sua sfera femminile perch\u00e9 sono cresciuto con due sorelle e con mia madre in casa, in pi\u00f9 il mio pubblico \u00e8 formato all&#8217;80% da donne, io scrivo alle donne, le racconto. Vorrei donare loro la tecnologia il pi\u00f9 tardi possibile, vorrei fossero educati alla creativit\u00e0 e all&#8217;interattivit\u00e0 con i giochi, con la materia, con il legno, con le forme, con i lego, con gli animali, con la natura, in un contesto comunque urbano.<\/p>\n<p><strong>Pensi che Roma sia la citt\u00e0 giusta dove far crescere tuo figlio?<\/strong><\/p>\n<p>Penso che Roma sia una citt\u00e0 meravigliosa ma anche molto difficile, che gli manchi un po&#8217; la misura dell&#8217;uomo. Per noi non \u00e8 facile cambiare citt\u00e0, ma avendo viaggiato tanto, soprattutto fuori dall&#8217;Italia, so che ci sono dei Paesi che hanno veramente una marcia in pi\u00f9 per la qualit\u00e0 della vita. Qui mancano tante cose, dalle strutture ai servizi. Abbiamo tante eccellenze ma che non ti aiutano a crescere meglio un figlio. Non \u00e8 che un figlio lo porti tutti i giorni a vedere i monumenti, tanto per dirne una. L&#8217;istruzione, poi, \u00e8 eccellente, ma le scuole cadono a pezzi, non stanno al passo con i tempi, che non hanno i servizi, non ci sono palestre, non ci sono aule computer, \u00e8 un sistema d&#8217;istruzione desueto.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nato e cresciuto in Prati, ha cambiato tante case e la sua infanzia non \u00e8 stata sempre facile&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":211909,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1443],"tags":[116134,203,1282,204,1537,90,89,126434,126435,1538,1539],"class_list":["post-211908","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-musica","tag-briga","tag-entertainment","tag-intervista","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-la-roma-di","tag-mattia-bellegrandi","tag-music","tag-musica"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115538665672082263","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/211908","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=211908"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/211908\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/211909"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=211908"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=211908"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=211908"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}