{"id":212106,"date":"2025-11-12T23:27:20","date_gmt":"2025-11-12T23:27:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212106\/"},"modified":"2025-11-12T23:27:20","modified_gmt":"2025-11-12T23:27:20","slug":"il-maestro-la-recensione-del-film-di-andrea-di-stefano-con-pierfrancesco-favino-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212106\/","title":{"rendered":"\u2018Il maestro\u2019: la recensione del film di Andrea Di Stefano con Pierfrancesco Favino"},"content":{"rendered":"<p>Il maestro non \u00e8 un film sull\u2019ultima passione di tutti gli italiani (dopo essere stati CT della Nazionale, direttori artistici di Sanremo, divorzisti di Ferragni e Fedez, e ora esegeti di Rosal\u00eda), vale a dire il tennis. Ma se il tennis porter\u00e0 in sala tanta gente a vedere questa commedia che commedia non \u00e8, questo dramma che dramma non \u00e8, questo film sportivo che film sportivo non \u00e8, questo road movie che road movie non \u00e8, tanto meglio.<\/p>\n<p>Da bambino per un anno ho giocato a tennis anch\u2019io, come tutti. Ero sempre l\u2019ultimo del gruppo, nelle garette allestite sui campi brianzoli. Poi l\u2019anno dopo \u00e8 arrivato uno che era peggio di me e mi sono sentito cos\u00ec sollevato, ma cos\u00ec sollevato, che ancora oggi che del tennis non mi frega niente quella sensazione l\u00ec ma fa stare bene. Pi\u00f9 che sul tennis, Il maestro \u2013 diretto da Andrea Di Stefano, scritto con Ludovica Rampoldi, nelle sale dal 13 novembre con Vision Distribution \u2013 \u00e8 questo: una storia sui fallimenti che possono diventare amici, e quando li rivedi a distanza di anni (o, come avviene qui, attraverso gli occhi di qualcun altro, che ti cambiano l\u2019angolazione sulle cose) non ti fanno pi\u00f9 male.<\/p>\n<p>Non che mi abbia mai fatto male il tennis. Ma ciascuno, nella storia di Raul Gatti (nome bellissimo) e Felice, ci pu\u00f2 mettere qualcosa di storto, impreciso e molto tenero che lo riguarda. La crocetta sbagliata nelle risposte del quiz della tua vita come se la aspettavano gli altri, il sogno in un cassetto che non si \u00e8 mai chiuso bene, o semplicemente tutto quello che hai cambiato tu perch\u00e9 in quella parte l\u00ec non ci volevi pi\u00f9 stare, non c\u2019eri mai stato.<\/p>\n<p>Anni Ottanta. Raul Gatti (Pierfrancesco Favino) \u00e8 un ex campione passato dagli Internazionali di Roma, o cos\u00ec dice. Ora ha la panzetta e gli occhiali da sole fum\u00e9. Felice (Tiziano Menichelli, bravo giovane attore gi\u00e0 visto nel poco visto Denti da squalo) \u00e8 un ragazzino che da grande sicuramente legger\u00e0 Open. Il padre di Felice (Giovanni Ludeno), borghese piccolo piccolo, mette il figlio nelle mani di Gatti. Si fida di quello che quel tizio gli vende. Non parla come loro. Non si comporta come loro. \u00c8 un gradasso, un gag\u00e0, uno che in casa loro non c\u2019era entrato mai. Promette che a Felice far\u00e0 vincere le gare in giro per l\u2019Italia (mica come me). E allora via, si parte.<\/p>\n<p>Raul Gatti \u00e8 Pierfrancesco Favino, e questo \u00e8 un film di Favino che film di Favino non \u00e8. Perch\u00e9 Favino pu\u00f2 fare tutto, lo sappiamo, e insieme far scomparire tutto, far scomparire s\u00e9 stesso e far apparire qualcos\u2019altro. Scriveranno tutti che ci sono, in questo ruolo e in questa (grande) interpretazione, i colonnelli della nostra commedia. Ed \u00e8 cos\u00ec, e non \u00e8 cos\u00ec. Perch\u00e9 Il maestro \u00e8 un film di oggi, sull\u2019oggi. Sui successi cos\u00ec apparentemente facili, sul dover vincere sempre tutto, tutti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1010544\" class=\"size-full wp-image-1010544\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/P.-Favino-Katiazavaglia-DSC_2334.jpg\" alt=\"\" width=\"710\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1010544\" class=\"wp-caption-text\">Pierfrancesco Favino alias Raul Gatti. Foto: Katia Zavaglia<\/p>\n<p>Ma Il maestro \u00e8 anche un film su quello che eravamo ieri. Sull\u2019Italia mappata, anche cinematograficamente, tra gli ombrelloni di Risi e i sapori di mare dei Vanzina, con una tenerezza allegra e itinerante, ma senza nostalgia. Tutto ci\u00f2 che in questa storia \u00e8 passato (i trofei, gli amori, le scelte) \u00e8 guardato senza mai cascarci dentro. Come L\u2019ultima notte di Amore era un noir che noir non era, cos\u00ec questa non \u00e8 una commedia balneare, ma conserva quelle stanze con gli armadi di f\u00f2rmica, quei bar aperti anche di notte pure se non hanno clienti, quelle ragazze spiate al bar della spiaggia. Quell\u2019umanit\u00e0 che, in questo Paese immobile, \u00e8 sempre uguale. (E la precisione sta anche nella scelta delle facce di chi sta attorno a Raul e Felice: Ludeno, Valentina Bell\u00e8, Dora Romano, Paolo Briguglia, Chiara Bassermann, Astrid Meloni, e Edwige Fenech che \u00e8 una citazione che citazione non \u00e8 \u2013 \u00e8 il ricordo di un sentimento collettivo).<\/p>\n<p>Il titolo te lo dice dall\u2019inizio, ce l\u2019hai l\u00ec davanti agli occhi, ma \u00e8 come se te lo dimenticassi. E invece s\u00ec, questo \u00e8 proprio un film sui maestri, guarda un po\u2019. Quelli fortuiti, quelli sbagliati. \u00ab[Tanti] sono stati maestri nonostante loro\u00bb, mi ha detto Valeria Golino in una chiacchierata di qualche tempo fa. \u00abNon \u00e8 che lo volessero essere, che volessero veramente insegnarmi qualcosa: bastava stargli vicino\u00bb. A Raul Gatti basta stare vicino. Per imparare tutto e poi disimpararlo, e imparare qualcos\u2019altro che questo ragazzino forse scoprir\u00e0 dopo, chiss\u00e0. E, alla fine, Il maestro \u00e8 un film per noi che forse abbiamo gi\u00e0 imparato e disimparato tutto. Nonostante noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il maestro non \u00e8 un film sull\u2019ultima passione di tutti gli italiani (dopo essere stati CT della Nazionale,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":212107,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,63370,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-212106","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-il-maestro","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115539322303880122","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212106","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=212106"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212106\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/212107"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=212106"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=212106"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=212106"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}