{"id":212144,"date":"2025-11-12T23:56:13","date_gmt":"2025-11-12T23:56:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212144\/"},"modified":"2025-11-12T23:56:13","modified_gmt":"2025-11-12T23:56:13","slug":"i-farmaci-restano-sicuri-priorita-resta-la-cura-del-paziente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212144\/","title":{"rendered":"\u201cI farmaci restano sicuri, priorit\u00e0 resta la cura del paziente\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi decenni abbiamo imparato a guardare al microbioma intestinale come a un organo chiave del nostro benessere. Non pi\u00f9 soltanto un \u201caiutante digestivo\u201d, ma un attore attivo nella salute immunitaria, metabolica e persino mentale. <strong>Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista mSystems aggiunge per\u00f2 un tassello inatteso<\/strong>: molti farmaci di uso comune \u2013 dai beta-bloccanti agli antidepressivi, fino agli inibitori della pompa protonica \u2013 possono<strong> alterare l\u2019equilibrio dei batteri intestinali<\/strong> per anni, anche dopo la sospensione della terapia.<\/p>\n<p>Non si tratta soltanto degli antibiotici, da tempo noti per il loro impatto sul microbiota, ma di molecole largamente prescritte nella pratica quotidiana per disturbi cronici come<strong> ipertensione, insonnia, ansia e reflusso gastric<\/strong>o. I ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Groningen, nei Paesi Bassi, hanno osservato che gli effetti di questi farmaci si protraggono nel tempo, modificando la composizione e la funzione della flora intestinale ben oltre la durata del trattamento. Si tratta di conclusioni di uno studio che richiedono altre conferme e approfondimenti, tuttavia suscita interrogativi cruciali: <strong>fino a che punto la \u201cmemoria farmacologica\u201d del nostro intestino influenza la salute generale?<\/strong> E come possiamo bilanciare la necessit\u00e0 di cura con la tutela del microbioma, considerato ormai un alleato essenziale del cervello e del sistema immunitario? Per capire meglio la portata di questi risultati abbiamo intervistato <strong>Danilo De Gregorio<\/strong>, professore associato di Farmacologia all\u2019Universit\u00e0 Vita-Salute San Raffaele di Milano.<\/p>\n<p>L\u2019esperto: \u201cRisultati interessanti, ma da leggere con prudenza\u201d<\/p>\n<p>\u201cLo studio \u00e8 sicuramente interessante, anche per l\u2019ampiezza della coorte analizzata \u2013 spiega De Gregorio \u2013 perch\u00e9 parliamo di oltre 2.500 individui sottoposti a screening per valutare l\u2019impatto di diversi farmaci sul microbioma. Tuttavia, da farmacologo, ritengo che i risultati vadano interpretati con cautela. Gli autori hanno analizzato un numero molto elevato di farmaci su una popolazione eterogenea, dai giovani agli anziani, molti dei quali in politerapia. <strong>In queste condizioni \u00e8 complesso isolare l\u2019effetto di un singolo farmaco<\/strong>, poich\u00e9 le interazioni tra molecole possono gi\u00e0 di per s\u00e9 modificare il microbioma, spesso in modo reversibile e non necessariamente negativo\u201d. Il professore ricorda che il microbioma \u00e8 un sistema dinamico, influenzato da molte variabili: \u201cDieta, stress, processi infiammatori, perfino fattori ambientali. Anche bere un bicchiere di latte pu\u00f2, nell\u2019immediato, modificare la flora intestinale. Attribuire alterazioni durature esclusivamente ai farmaci, quindi, pu\u00f2 essere fuorviante. I dati olandesi sono utili per generare ipotesi di lavoro, ma \u00e8 prematuro trarre conclusioni cliniche definitive sulla salute a lungo termine\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI farmaci restano sicuri: la priorit\u00e0 \u00e8 sempre la cura del paziente\u201d<\/p>\n<p>In ogni caso, come gestire il possibile impatto dei farmaci pi\u00f9 diffusi? De Gregorio \u00e8 netto: \u201cLa priorit\u00e0 resta la cura del paziente. I beta-bloccanti, gli antidepressivi o gli inibitori della pompa protonica hanno benefici consolidati e non ci sono motivi per sospenderli per timore di alterazioni microbiche. <strong>\u00c8 per\u00f2 importante prescriverli sempre in modo appropriato, alla dose minima efficace e per il tempo strettamente necessario<\/strong>. Inoltre, bisognerebbe evitare politerapie superflue: quando si combinano troppi farmaci, le interazioni aumentano e l\u2019effetto complessivo sul microbioma pu\u00f2 diventare meno prevedibile\u201d. Dal punto di vista del paziente, aggiunge, \u00e8 possibile comunque adottare alcune buone pratiche: \u201cRidurre lo stress e seguire un\u2019alimentazione equilibrata aiuta a mantenere l\u2019omeostasi intestinale. Ma non ci sono, al momento, motivi per limitare o modificare le terapie consolidate sulla base dei risultati di un singolo studio\u201d.<\/p>\n<p>Come \u201criparare\u201d un microbioma alterato<\/p>\n<p>E se un trattamento farmacologico avesse effettivamente modificato la flora intestinale? \u201cUno dei modi per preservare o riequilibrare il microbioma \u2013 spiega l\u2019esperto \u2013 \u00e8 l\u2019utilizzo di prebiotici o probiotici selezionati, combinati con una dieta ricca di fibre e alimenti fermentati. Anche la riduzione dello stress gioca un ruolo importante\u201d. Il farmacologo cita le ricerche del neuroscienziato irlandese John Cryan, tra i pionieri dello studio del cosiddetto asse intestino-cervello:<strong> \u201cAlcuni studi sperimentali hanno mostrato che nei pazienti depressi il microbioma risulta alterato e che, nei casi resistenti agli antidepressivi tradizionali, un trapianto fecale da donatori sani pu\u00f2 migliorare i sintomi<\/strong>. Non \u00e8 ancora una terapia clinicamente approvata, ma ci d\u00e0 la misura di quanto la modulazione del microbioma possa influenzare anche la salute mentale\u201d.<\/p>\n<p>Un sistema complesso, da rispettare<\/p>\n<p>Di fatto, lo studio olandese rappresenta pi\u00f9 un punto di partenza che un allarme: \u201cI risultati vanno presi con cautela, perch\u00e9 influenzati da molteplici fattori, in particolare nelle persone che assumono pi\u00f9 farmaci contemporaneamente. Queste molecole \u2013 conclude De Gregorio \u2013 restano sicure e utili: ci ricordano soltanto che il corpo \u00e8 un sistema complesso, e che ogni terapia deve essere calibrata con attenzione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Negli ultimi decenni abbiamo imparato a guardare al microbioma intestinale come a un organo chiave del nostro benessere.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":212145,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-212144","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115539436172544388","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=212144"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212144\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/212145"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=212144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=212144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=212144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}