{"id":212301,"date":"2025-11-13T02:05:30","date_gmt":"2025-11-13T02:05:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212301\/"},"modified":"2025-11-13T02:05:30","modified_gmt":"2025-11-13T02:05:30","slug":"i-mondi-infiniti-di-yayoi-kusama-arrivano-alla-fondation-beyeler-di-basilea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212301\/","title":{"rendered":"I mondi infiniti di Yayoi Kusama arrivano alla Fondation Beyeler di Basilea"},"content":{"rendered":"\n<p><a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/tag\/yayoi-kusama\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Yayoi Kusama<\/strong><\/a> nasce nel 1929 a Matsumoto, nel cuore del Giappone, in una famiglia di commercianti di semi e piante. L\u2019infanzia trascorre tra la geometria delle coltivazioni e l\u2019austerit\u00e0 familiare, e mentre il paese sprofonda nella guerra, la bambina comincia a vedere ci\u00f2 che altri non vedono, punti che si moltiplicano sugli oggetti, voci che provengono dalle piante, pareti che si dilatano fino a inghiottire lo spazio. Disegnare diventa un modo per restare viva, per dare forma a una realt\u00e0 non facile. Gi\u00e0 nelle prime opere degli anni Quaranta affiorano i segni di un linguaggio destinato a espandersi per accumulo e ripetizione, una sorta di codice visivo nato dalla paura e dalla disciplina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1165275\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Installationsansicht_Yayoi-Kusama_40371_Def_Crop-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"522\"  \/>Installation views \u00abYayoi Kusama\u00bb alla Fondation Beyeler, Riehen\/Basel, 2025. Foto: Mark Niedermann<\/p>\n<p>Negli anni Cinquanta studia nihonga, la pittura tradizionale giapponese, insegnata a Kyoto secondo regole severe e codici antichi. Utilizza pigmenti minerali, inchiostri e foglia d\u2019oro su carta o seta, privilegiando la superficie piana, la linea e i soggetti naturali, ma abbandona presto i metodi tradizionali per seguire un impulso pi\u00f9 istintivo. Una lettera a <strong>Georgia O\u2019Keeffe<\/strong> (1887\u20131986) le apre la via per gli Stati Uniti. Poco dopo arriva a New York con poche tele e una determinazione assoluta, dipingere come forma di resistenza. Frequenta <strong>Donald Judd<\/strong> (1928\u20131994), <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/tag\/andy-warhol\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Andy Warhol<\/strong><\/a> (1928\u20131987),<strong> Eva Hesse<\/strong> (1936\u20131970), ma resta indipendente. Produce in solitudine, ossessivamente, fino all\u2019esaurimento. Dalle sue mani nascono le prime Infinity Nets, tele che dissolvono la figura nella trama del gesto, seguite dagli Accumulations, oggetti cuciti a mano che trasformano la materia domestica in una visione ambigua e ipnotica. A seguire, porta l\u2019arte nello spazio pubblico con performance e happening nei parchi di Manhattan, coprendo corpi e superfici di pois, come se la ripetizione potesse guarire il mondo. Infine, dagli anni Settanta, esausta dalla scena newyorkese e dai disturbi psicologici che progressivamente aumentavano, Kusama torna in Giappone e sceglie di vivere in un ospedale psichiatrico a Tokyo. \u00c8 una decisione volontaria, mai imposta. Nella stanza che occupa tuttora, a pochi passi dal suo studio, ha trovato una forma di equilibrio tra isolamento e creativit\u00e0. Da l\u00ec, ogni giorno, attraversa la strada per dipingere. La clinica \u00e8 la sua casa silenziosa, un luogo di protezione. In questo rapporto con i sanatori si compie la parte pi\u00f9 intima della sua arte, il mutamento del disturbo in metodo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1165274\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Installationsansicht_Narcissus-Garden_40343_Def-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"928\"  \/>NarcGarden_LM1, Yayoi Kusama, Narcissus Garden, 1966\/2020. Installationsansicht, Louisiana Museum of Modern Art<br \/>Edelstahlkugeln. Courtesy Ota Fine Arts, David Zwirner and Victoria Miro. Louisiana Museum of Modern Art \/ Photo: Kim Hansen \u00a9 YAYOI KUSAMA<\/p>\n<p>La sua ricerca, in tanti anni, ha percorso pittura, scultura, installazione, letteratura e moda. L\u2019infinito, per Kusama \u00e8 una condizione di vita vissuta, mai un concetto teorico. I pois si comportano come cellule che respirano insieme, la ripetizione \u00e8 un rito e una consolazione. Le Infinity Mirror Rooms sono dei luoghi dove il corpo perde i confini e si fonde con la materia luminosa che lo circonda. Alla <a href=\"https:\/\/www.fondationbeyeler.ch\/en\/home\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fondation Beyeler<\/a>, Yayoi Kusama, in corso fino al 25 gennaio 2026, \u00e8 la grande retrospettiva, la prima in Svizzera, e restituisce la traiettoria di un\u2019intera vita e percorso artistico. Curata da <strong>Mouna Mekouar<\/strong>, <strong>Leontine Coelewij<\/strong> e <strong>Stephan Diederich<\/strong>, riunisce pi\u00f9 di trecento opere, provenienti da collezioni internazionali. Dalle gouache giovanili di Matsumoto, ancora legate ai ritmi vegetali, alle Infinity Nets degli anni Sessanta, fino al monumentale ciclo pittorico My Eternal Soul (2009\u20132021), il racconto si snoda come un unico grande slancio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1165250\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Mouna_Mekouar-8233-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"464\"  \/><br \/>Mouna Mekouar, Curator at Large Fondation Beyeler. Foto: Matthias Willi<\/p>\n<p>Il centro della mostra \u00e8 l\u2019ambiente immersivo Infinity Mirrored Room \u2013 Illusion Inside the Heart (2025), concepito appositamente per la Beyeler, uno spazio specchiante dove le luci si muovono lente come costellazioni. Nel parco, il Narcissus Garden (1966\/2025) lavorando il prato come in un paesaggio di riflessi mobili, eco del progetto presentato ad Arles la scorsa estate. Le sfere d\u2019acciaio, sospinte dal vento, ampliano l\u2019opera oltre i limiti del museo, creando un dialogo continuo tra spazio naturale e percezione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1165280\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Installationsansicht_Yayoi-Kusama_40155_Def-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"928\"  \/>Installation views \u00abYayoi Kusama\u00bb alla Fondation Beyeler, Riehen\/Basel, 2025. Foto: Mark Niedermann<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1165271\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Installationsansicht_Infinity-Mirrored-Room-Illusion-Inside-the-Heart_40304_Def-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"522\"  \/>Installation views \u00abYayoi Kusama\u00bb alla Fondation Beyeler, Riehen\/Basel, 2025. Foto: Mark Niedermann<\/p>\n<p>Nelle sale interne, progettate da <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/tag\/renzo-piano\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Renzo Piano<\/strong><\/a>, ogni sezione accompagna il visitatore dentro l\u2019evoluzione di una mente che ha fatto della fragilit\u00e0 un principio di forza. Kusama non appare qui come un\u2019icona pop, ma come un\u2019artista che continua a interrogare la relazione tra s\u00e9 e l\u2019universo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Yayoi Kusama nasce nel 1929 a Matsumoto, nel cuore del Giappone, in una famiglia di commercianti di semi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":212302,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-212301","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115539943743217347","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212301","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=212301"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212301\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/212302"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=212301"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=212301"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=212301"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}