{"id":212601,"date":"2025-11-13T07:31:18","date_gmt":"2025-11-13T07:31:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212601\/"},"modified":"2025-11-13T07:31:18","modified_gmt":"2025-11-13T07:31:18","slug":"la-28esima-edizione-di-paris-photo-2025-al-grand-palais-di-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212601\/","title":{"rendered":"La 28esima edizione di Paris Photo 2025 al Grand Palais di Parigi\u00a0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Paris Photo\u00a0<\/strong>torna ad animare la citt\u00e0 di\u00a0<strong>Parigi<\/strong>\u00a0negli spazi del\u00a0<strong>Grand Palais<\/strong>, confermandosi come piattaforma internazionale per la fotografia e l\u2019immagine, dove le figure storiche dialogano con le pratiche contemporanee. Giunta alla sua 28\u00aa edizione, la fiera riunisce 178 gallerie \u2013 tra cui Ayyam (Dubai), Crone (Vienna), Hafez (Jeddah), Isabel Hurley (Malaga) ed Eva Presenhuber (Zurigo) \u2013 e 42 editori provenienti da 33 paesi, suddivisi in diverse sezioni:<br \/><strong>Voices<\/strong>, curata da Devika Singh e Nadine Wietlisbach, dedicata ai talenti femminili;<br \/>\u00a0<strong>Digitale<\/strong>, ideata da Nina Roehrs, che riunisce tredici gallerie e piattaforme impegnate nell\u2019esplorazione dell\u2019integrazione tra realt\u00e0 digitali e pratica artistica;<br \/><strong>Emergence<\/strong>, dedicata alla scena francese<br \/>e\u00a0<strong>Publishing<\/strong>, che testimonia la continua vitalit\u00e0 del fotolibro e il suo ruolo centrale nella storia del mezzo.<br \/>Infine, il programma\u00a0<strong>Elles x Paris Photo<\/strong>, affidato a Devrim Bayar, celebra il lavoro delle fotografe, contribuendo ad aumentare la rappresentanza femminile in fiera dal 20% al 39%.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/gilleam-trapenberg-amelia-fine-art-inkjet-print-125-x-100-cm-2023-819x1024.jpg\" alt=\"Gilleam Trapenberg, Amelia, 2023 - Courtesy of the art- ist &amp; Galerie Ron Mandos\" class=\"wp-image-1193625\"  \/>Gilleam Trapenberg, Amelia, 2023 \u2013 Courtesy of the art- ist &amp; Galerie Ron Mandos<strong>Paris Photo 2025: intervista alla direttrice Florence Bourgeois<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quali sono le novit\u00e0 dell\u2019edizione 2025 di Paris Photo?<\/strong><br \/>Quest\u2019anno Voices si trasferisce nella navata del Grand Palais, ampliato ed esteso, per inserire le posizioni curatoriali nel cuore dell\u2019architettura principale. Mescolando nomi di spicco e nuove voci, lo spazio \u00e8 punteggiato da progetti\u00a0<strong>Prismes<\/strong>, opere o serie eccezionali, in formati molto grandi o vicini alla videoarte. Queste creano ponti con il settore principale, ma anche con i settori digitale o editoriale, che sono altrettanto essenziali e integrati nella fiera.<br \/>In primavera riceviamo molte aplications dalle gallerie. La nostra ambizione \u00e8 presentare il panorama della fotografia, da quella storica a quella digitale. Abbiamo 33 Stati rappresentati in fiera ed \u00e8 importante fornire ai nostri visitatori nuove scoperte, ma anche pezzi iconici.\u00a0<strong>Una costellazione creata dagli artisti<\/strong>. Fare una scelta, ma allo stesso tempo coprire quante pi\u00f9 proposte possibili. La scenografia \u00e8 importante per presentare al meglio la fotografia e consentire alle gallerie di creare scambi e dialoghi. Credo che Paris Photo educhi i suoi visitatori e quale luogo migliore di questa fiera.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il ruolo della fotografia in un mondo che cambia sempre pi\u00f9 velocemente?<\/strong><br \/>Tutto \u00e8 portato avanti dalle immagini, ma non \u00e8 sempre il lavoro di un artista. Nella fiera si trovano innumerevoli proposte interessanti, alcune dal punto di vista Ecologico o Politico, come i lavori di\u00a0<strong>Sophie Ristelhueber,<\/strong>\u00a0vincitrice dell\u2019Hasselblad Award 2025, presenti all\u2019ingresso della fiera, che illustrano cosa succede nel mondo e le conseguenze di questo e della complessit\u00e0 della situazione geopolitica globale.<\/p>\n<p><strong>Molti nuovi attori. Da dove in particolare?<\/strong><br \/><strong>La scena giapponese sta tornando alla ribalta,<\/strong>\u00a0con nove gallerie e quattro editori. Siamo molto contento. Dopo il Covid avevano smesso di venire, per le problematiche relative ai costi dio trasporto e quest\u2019anno abbiamo anche editori giapponesi. La diversit\u00e0 si riscontra anche nel settore Emergence, che riunisce venti talenti provenienti, tra gli altri, dal Sud Sudan, dal Messico e dal Venezuela ed \u00e8 importante per dare una voce anche ai giovani artisti.<\/p>\n<p><strong>Il libro ha ancora un suo ruolo da svolgere?<\/strong><br \/>\u00c8 parte del DNA della fiera. Molti artisti vengono scoperti tramite i libri all\u2019inizio, anche adesso. \u00c8 un settore molto vivace. Abbiamo 400 firme di artisti, se non si compra un\u2019opera si pu\u00f2 comprare un libro firmato da un artista. Sentiamo una bella energia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"779\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/falling07-pink-2024-shirana-shahbazi-peter-kilchmann-779x1024.jpg\" alt=\"Shirana Shahbazi, Falling_07 (pink), 2024 - Courtesy of the artist &amp; Galerie Peter Kilchmann\" class=\"wp-image-1193626\" style=\"width:840px;height:auto\"  \/>Shirana Shahbazi, Falling_07 (pink), 2024 \u2013 Courtesy of the artist &amp; Galerie Peter Kilchmann<strong>Le prime impressioni di Paris Photo 2025 al Grand Palais di Parigi<\/strong><\/p>\n<p>Tra gli stand si distinguono le fotografie di\u00a0<strong>Ryan Weideman<\/strong>\u00a0(celebre per la sua raccolta di autoritratti e ritratti di passeggeri scattati all\u2019interno del suo taxi negli ultimi vent\u2019anni), accanto ai ritratti di\u00a0<strong>Jack Davison<\/strong>. In evidenza anche le opere di<strong>\u00a0Michael Wolf<\/strong>, che esplora la vita urbana e la sua struttura nell\u2019era digitale; di\u00a0<strong>Renato D\u2019Agostin<\/strong>, maestro della camera oscura; e di\u00a0<strong>Richard Caldicott<\/strong>, insieme ai celebri scatti di<strong>\u00a0Charlotte Perriand.<\/strong><br \/>Catturano lo sguardo dei visitatori anche i lavori di\u00a0<strong>Lee Friedlander, Helen Levitt, Massimo Vitali, Joel Meyerowitz, Steve McCurry, Claudia Andujar e Chris McCaw<\/strong>, la cui pratica \u2013 talvolta evocativa dei tagli pittorici di Lucio Fontana \u2013 rimanda ai pionieri della fotografia: dalle sequenze del movimento di\u00a0<strong>Eadweard Muybridge<\/strong>\u00a0ai negativi su carta di Talbot, fino ai primi esperimenti di Nic\u00e9phore Ni\u00e9pce.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"732\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/richard-saltoun-penny-slinger-orgasm-19692014-copyright-the-artist-courtesy-of-richard-saltoun-galle.jpeg\" alt=\"Penny Slinger, Orgasm, 1969 - Courtesy of the artist &amp; Richard Saltoun Gallery\" class=\"wp-image-1193627\" style=\"width:840px;height:auto\"  \/>Penny Slinger, Orgasm, 1969 \u2013 Courtesy of the artist &amp; Richard Saltoun Gallery<strong>La trasformazione del territorio in BMW Art Makers di Paris Photo 2025<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019artista\u00a0<strong>Rapha\u00eblle Peria<\/strong>, con la curatrice\u00a0<strong>Fanny Robin<\/strong>, presenta per BMW Art Makers il progetto\u00a0Travers\u00e9e du fragment manquant, dedicato alla trasformazione del territorio. Al centro vi \u00e8 un viaggio che l\u2019artista comp\u00ec durante l\u2019infanzia, quando viveva su una chiatta lungo il Canal du Midi, costeggiato da filari di platani colpiti dal 2006 da una malattia fungina che li fa appassire. La loro assenza cambier\u00e0 profondamente il paesaggio.<\/p>\n<p>L\u2019artista torna in questo sito patrimonio UNESCO e ne immortala l\u2019ecosistema attraverso archivi personali e nuove fotografie.<br \/>\u201cAlla base c\u2019\u00e8 l\u2019incontro tra una storia personale e una storia pi\u00f9 generale\u201d,\u00a0commenta\u00a0<strong>Rapha\u00eblle Peria<\/strong>. \u201cCi sono i platani piantati sotto Napoleone per ombreggiare i soldati che camminavano lungo il canale e la mia storia personale. Volevo conservare una traccia dei cambiamenti dell\u2019ecosistema come memoria collettiva, da mostrare alle nuove generazioni. Il mondo cambia continuamente, guardate a ci\u00f2 che abbiamo. Non \u00e8 la \u2018morte\u2019 o la fine, ma un nuovo inizio: sono stati sostituiti con altre cinque specie, ottime per la biodiversit\u00e0. Il bianco, secondo lo storico Michel Pastoureau, \u00e8 il colore dell\u2019oblio. E per la prima volta non sto lavorando sulle mie fotografie, ma su archivi che mi riguardano, scattati da mio padre, in cui io stessa compaio. C\u2019\u00e8 un rapporto con la memoria, ma \u00e8 cancellato, perch\u00e9 non ricordo nulla\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"960\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/witty-books-peter-puklus-the-hero-father-2025-photography.jpg\" alt=\"Witty Books, The Hero Fa- ther, 2025 - Courtesy of the artist &amp; Peter Puklus\" class=\"wp-image-1193628\" style=\"width:840px;height:auto\"  \/>Witty Books, The Hero Fa- ther, 2025 \u2013 Courtesy of the artist &amp; Peter Puklus<strong>Fotografia, innovazione digitale e intelligenza artificiale a Paris Photo 2025<\/strong><\/p>\n<p>Curata da\u00a0<strong>Nina Roehrs<\/strong>, la sezione\u00a0Digitale\u00a0funge da ponte tra la storia della fotografia e il suo futuro, esplorando come le pratiche digitali consentano di superare i confini tradizionali.<br \/>\u201cFin dall\u2019inizio, la fotografia \u00e8 stata un mezzo che si \u00e8 costantemente ridefinito attraverso l\u2019innovazione tecnologica: dai processi chimici all\u2019imaging elettronico, dagli scanner alle prime immagini manipolate al computer. L\u2019arte digitale non \u00e8 arrivata dall\u2019esterno, ma \u00e8 emersa da questioni gi\u00e0 insite nella pratica fotografica: relative all\u2019indicizzabilit\u00e0, all\u2019autenticit\u00e0, alla riproducibilit\u00e0 e alla natura costruita dell\u2019immagine\u201d,\u00a0spiega Roehrs.\u00a0\u201cMettendo in dialogo figure storiche e artisti emergenti, il settore digitale rende visibili queste continuit\u00e0. Ci ricorda che ogni cambiamento tecnologico \u2013 dall\u2019introduzione del colore, al pixel digitale, fino all\u2019intelligenza artificiale \u2013 ha ridefinito ci\u00f2 che intendiamo per fotografia. Oggi, nell\u2019era degli algoritmi, delle reti e della visione artificiale, la fotografia non \u00e8 pi\u00f9 solo una traccia fissa della realt\u00e0, ma parte di un\u2019ecologia pi\u00f9 ampia di immagini che circolano, mutano e interagiscono tra le piattaforme.\u201d<\/p>\n<p>Tra le opere in mostra, la serie\u00a0The Secret Life of Flowers\u00a0di\u00a0<strong>Julieta Tarraubella<\/strong>\u00a0mostra i processi di trasformazione organica in ambienti digitali immersivi, sviluppandosi come un\u2019installazione audiovisiva che assume la forma di un giardino cyborg.<br \/><strong>Kevin Abosch<\/strong>, con\u00a0Ethical Work, considera la fotografia come un\u2019indagine che abbraccia il sintetico, l\u2019analogico e il digitale: migliaia di sue immagini costituiscono il corpus di addestramento del modello. Piuttosto che rompere con la fotografia, queste opere si collocano come parte della sua evoluzione. Diversamente, la serie\u00a0Replacement Character\u00a0di\u00a0<strong>Luke Shannon<\/strong>\u00a0lega l\u2019immagine fotografica alla presenza corporea e al passare del tempo.<\/p>\n<p>Tra le novit\u00e0,\u00a0<strong>ArtVerse Gallery<\/strong>\u00a0presenta\u00a0Scene: Il sensoriale e il ricordo nell\u2019era digitale, curata da\u00a0<strong>Grida (Hyewon Jang)<\/strong>, con sei artisti le cui opere indagano come le dimensioni sensoriali e mnemoniche della fotografia vengano ridefinite in un\u2019epoca segnata da algoritmi, intelligenza artificiale e immagini sintetiche.<br \/>L\u2019artista singaporiana\u00a0<strong>Niceaunties<\/strong>\u00a0costruisce\u00a0The Auntieverse, un mondo generato dall\u2019intelligenza artificiale che celebra la \u201czia\u201d come figura di umorismo, cura e resilienza: i ritratti dell\u2019IA, incorniciati in ambienti domestici, e tredici \u201cziette animate\u201d NFT sulla blockchain Tezos esplorano i temi dell\u2019invecchiamento, della visibilit\u00e0 e dell\u2019empatia.<br \/><strong>Genesis Kai<\/strong>, alter ego digitale dell\u2019artista coreano-hongkonghese\u00a0<strong>Ming Shiu<\/strong>, mette in discussione paternit\u00e0, memoria e creazione di immagini in un\u2019era post-umana. Le sue opere esplorano i concetti di\u00a0Li\u00a0(principio) e\u00a0Qi\u00a0(energia vitale) e si caratterizzano per l\u2019uso di un inchiostro \u201crosso sacrificale\u201d: \u201cPer ottenere qualcosa si deve sacrificare qualcos\u2019altro, un colore che solo l\u2019Imperatore poteva utilizzare. Ho dato una parte di me per capire meglio e connettermi alla cultura coreana, che non conoscevo. Vorrei trasmettere questo alter ego ai miei figli quando morir\u00f2.\u201d Fondendo filosofia asiatica, intelligenza artificiale e miti, l\u2019artista immagina macchine capaci di ricordare e provare emozioni.<\/p>\n<p><strong>L\u2019IA non come strumento ma come collaboratore creativo protagonista a Paris Photo 2025\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Infine\u00a0<strong>AUTOMATA<\/strong>\u00a0presenta\u00a0Solienne, \u201cil primo agente di intelligenza artificiale a esibirsi a Paris Photo\u201d, addestrato sull\u2019archivio dei 46 anni di vita dell\u2019artista\u00a0<strong>Kristi Coronado<\/strong>. Si tratta di un\u2019intelligenza \u201cbiografica: collaborativa, consensuale, personale\u201d. La relazione stessa diventa opera d\u2019arte, invitando a riflettere sulla coscienza artificiale come estensione dell\u2019esperienza umana e sul riconoscimento dell\u2019IA non come strumento, ma come collaboratore creativo.<\/p>\n<p>Giulia Bianco<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Paris Photo\u00a0torna ad animare la citt\u00e0 di\u00a0Parigi\u00a0negli spazi del\u00a0Grand Palais, confermandosi come piattaforma internazionale per la fotografia e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":212602,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-212601","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115541225547941739","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=212601"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212601\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/212602"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=212601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=212601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=212601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}