{"id":212690,"date":"2025-11-13T08:55:10","date_gmt":"2025-11-13T08:55:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212690\/"},"modified":"2025-11-13T08:55:10","modified_gmt":"2025-11-13T08:55:10","slug":"non-facciamoci-fregare-dalla-nostalgia-luca-carboni-e-piu-attuale-che-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212690\/","title":{"rendered":"Non facciamoci fregare dalla nostalgia, Luca Carboni \u00e8 pi\u00f9 attuale che mai"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCondividi  &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n              &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n       &#13;<\/p>\n<p>Non faceva concerti addirittura dal 2019, complice la pandemia, prima, e la malattia poi, <a href=\"https:\/\/www.today.it\/vision\/musica\/luca-carboni-malattia-tumore.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un tumore polmonare che l\u2019aveva colpito a marzo 2022<\/a>, \u201cper cui mi avevano dato pochissime speranza\u201d. \u00c8 guarito e <a href=\"https:\/\/www.today.it\/vision\/musica\/luca-carboni-concerto-tumore.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la sera dell\u201911 novembre Luca Carboni \u00e8 tornato sul palco<\/a>, l\u00e0 dove il tempo davvero sembrava essersi fermato. Non tanto per la tenuta fisica &#8211; va detto, eccellente, per quasi tre ore filate di live &#8211; ma per l\u2019aria che avvolge le sue canzoni, palesemente ormai fuori da ogni sorta di riferimento contemporaneo, ma che non per questo suonano come oggetti d\u2019antiquariato, anzi. All\u2019inizio emozionatissimo e &#8211; dice &#8211; \u201cterrorizzato\u201d e poi via via pi\u00f9 sciolto, al Forum di Assago ha chiuso una ripresa delle esibizioni cominciata quest\u2019estate, da ospite fisso del tour di Cesare Cremonini, con cui ha cantato San Luca (2024). Al momento, non c\u2019\u00e8 tanto altro da aggiungere: ha parlato di una rinascita (e infatti ha aperto con Primavera) e dopo lo show ha ammesso di star pensando a un album e di essere al lavoro su un libro autobiografico ma, insomma, per nuova musica bisogner\u00e0 aspettare ancora, vuole pi\u00f9 che altro vivere alla giornata (nel 2026 replica a Roma e Bologna, chiss\u00e0 che non vada come special guest a Sanremo, anche se non ha mai avuto particolare simpatia per il Festival).<\/p>\n<p>Far parlare le canzoni<\/p>\n<p>Tra gli ospiti della serata, tenera, minimale e a tratti ironica, come da ricetta della casa, c&#8217;erano lo stesso Cremonini, Elisa e Jovanotti, con i primi due che gli devono parte del proprio background e il terzo che gli deve direttamente una parte di carriera, come lui stesso ha ricordato, quando Carboni nel 1992 lo port\u00f2 in tour nei palasport per la prima volta, dandogli per primo una credibilit\u00e0 \u201cda cantautore\u201d e una grande platea che Jovanotti non aveva mai visto. Perch\u00e9 s\u00ec, c\u2019\u00e8 stato un momento, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, in cui Carboni \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi in circolazione, in cui con canzoni come Silvia lo sai, Farfallina, Mare mare e Ci vuole un fisico bestiale dominava le classifiche a colpi di centinaia di migliaia di copie vendute. E capiamoci: tutto ci\u00f2 era strano anche all\u2019epoca. Le nuove generazioni l\u2019hanno riscoperto senza tenerne conto intorno al 2015, con i successi di Luca lo stesso e\u00a0 Bologna \u00e8 una regola, quando ha fatto da ponte con la scena indie-pop di Calcutta e TheGiornalisti, che in quel momento stava per esplodere e non ha mai fatto mistero di ritenerlo uno dei suoi padri spirituali. Alle nuovissime, invece, forse sar\u00e0 del tutto sfuggito, ma in generale \u00e8 proprio la lezione che c\u2019insegna il percorso di Carboni tutto &#8211; e che vale anche per chi l\u2019ha vissuto all\u2019epoca e, forse, l\u2019ha dimenticato, perlomeno a giudicare dal mercato di oggi &#8211; a essere preziosa.<\/p>\n<p>La stranezza, dicevamo. Forse, oggi, l\u2019unico vero erede del suo spirito \u00e8 Lucio Corsi. Non a livello di suoni e di estetica, visto che Corsi fa una sorta di glam rock e punta \u00a0sull\u2019aspetto visivo, mentre Carboni era un antidivo per eccellenza, profilo bassissimo. Il fatto \u00e8 che Corsi, pur con le dovute proporzioni in primis di durata, che andranno misurate, ha dato voce a un certo tipo di malessere, in qualche modo \u00e8 un cantante generazionale perch\u00e9 ha mostrato che la strada si pu\u00f2 effettivamente percorrere contromano, che il pubblico \u00e8 disposto a farlo e che soprattutto quell\u2019insofferenza (nel suo caso, verso una musica forzosamente vincente e di plastica) \u00e8 vera, ma non per questo bisogna arrendersi. Ecco, lo stesso era stato Carboni, un vero cortocircuito del suo tempo: mentre gli altri cantavano l\u2019edonismo di rito, lui si rifaceva ai cantautori (considerati superati) del decennio prima, diceva &#8211; prima canzone in assoluto &#8211; che Ci stiamo sbagliando (1984), cantava la malinconia, la tenerezza, la disillusione, comunque l\u2019intimismo; cantava piano, soprattutto, in un\u2019epoca che urlava, e ballava. Eppure in milioni, forse in difficolt\u00e0 con il mondo, com&#8217;\u00e8 pure normale, lo amavano. Se si pensa che con Mare mare, l\u2019anti-tormentone per eccellenza, ha vinto addirittura il Festivalbar, il ribaltamento \u00e8 totale. Perch\u00e9 di pop, Carboni, ha sempre e solo avuto giusto i ritornelli, e a volte neanche quelli. E della popstar, soprattutto, niente di niente.<\/p>\n<p>Parentesi: vedendolo con gli occhi che brillano per tre ore, perfino goffo nel godersi gli applausi di un Forum murato, l&#8217;impressione \u00e8 di avere davanti un puro, uno che fosse stato pi\u00f9 farabutto, come a certi livelli si chiede, forse all\u2019affetto sincero che tanta critica oggi nutre per lui sostituirebbe proprio una santificazione, da venerato maestro, ma vabb\u00e8.<\/p>\n<p>Un artista a cui volere bene<\/p>\n<p>Chiaro, era e resta una mosca bianca e forse una volta il mercato era pi\u00f9 generoso, ma la chiave nostalgica con cui vengono vissuti oggi molti suoi pezzi &#8211; o almeno, questa \u00e8 stata l\u2019atmosfera dominante del bel concerto del Forum, et\u00e0 media del pubblico superiore a quarant\u2019anni, voglia di ricordi &#8211; non deve trarci in inganno. Cinque stagioni fuori dalle scene, oggi come oggi, sono un\u2019eternit\u00e0 anche per un classico come lui, basta vedere la voglia di revival che c\u2019\u00e8 in giro, grandissimi compresi (Venditti e De Gregori, tra i tanti). Eppure, le sue canzoni cos\u00ec fuori moda non hanno perso fascino, n\u00e9 a livello musicale &#8211; appunto, per gli eredi che ha oggi &#8211; e n\u00e9 a livello di testi. Sono preziose: con Carboni ci si commuove e ci si spoglia, perch\u00e9 canta come pochi l\u2019intimit\u00e0, la dolcezza, la tenerezza, la tristezza, senza mai essere smielato, n\u00e9 tragico, semmai sempre con un tocco umano, vicino a chi ascolta. \u00c8 questa la chiave: alla faccia della musica che spersonalizza &#8211; e che, s\u2019intende, c\u2019era anche alla sua epoca &#8211; i suoi pezzi mettono al centro l\u2019essere umano, sia quello che le canta o quello che le sente. Le fragilit\u00e0, la felicit\u00e0, il dolore. Senza effetti speciali, ma anche senza intellettualismo. Per questo, pi\u00f9 che un artista da ammirare o in cui rivedersi, ecco, Carboni \u00e8 sempre stato uno a cui voler bene. Tradotto: uno che non passa mai davvero e, anzi, \u00e8 pure pronto a tornare.<\/p>\n<p>       &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Condividi &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":212691,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[689,203,204,1537,90,89,126369,1538,1539,688],"class_list":{"0":"post-212690","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-blog","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-luca-carboni","15":"tag-music","16":"tag-musica","17":"tag-opinioni"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115541555659248227","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212690","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=212690"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212690\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/212691"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=212690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=212690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=212690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}