{"id":212734,"date":"2025-11-13T09:30:13","date_gmt":"2025-11-13T09:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212734\/"},"modified":"2025-11-13T09:30:13","modified_gmt":"2025-11-13T09:30:13","slug":"statali-la-sfida-del-ricambio-in-10-anni-in-pensione-un-dipendente-su-tre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/212734\/","title":{"rendered":"Statali, la sfida del ricambio. In 10 anni in pensione un dipendente su tre"},"content":{"rendered":"<p>La <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/pubblica-amministrazione\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pubblica amministrazione<\/a> invecchia. E questo non \u00e8 un mistero. In parte segue lo stesso trend del Paese, meno giovani e pi\u00f9 over 50 al lavoro per l&#8217;innalzamento dell&#8217;et\u00e0 della pensione. Ma per il pubblico impiego c&#8217;\u00e8 anche una questione specifica. Per risanare i conti pubblici, nel decennio passato, il turn over \u00e8 rimasto praticamente bloccato, facendo impennare l&#8217;et\u00e0 media dei dipendenti statali fino alla soglia dei 52 anni. Nei prossimi dieci anni, secondo i dati dell&#8217;Osservatorio dell&#8217;Inps (fermi al 2024), andr\u00e0 in pensione un terzo dei dipendenti pubblici. Secondo i numeri dell&#8217;Inps, tra i lavoratori pubblici la classe di et\u00e0 \u00abmodale\u00bb, quella cio\u00e8 pi\u00f9 frequente, \u00e8 quella tra i 55 ei 59 anni con quasi 662mila dipendenti in questa fascia. \u00c8 un problema, certo. Ma anche una opportunit\u00e0 di ringiovanimento della pubblica amministrazione. Un processo che in realt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 iniziato.<\/p>\n<p>Qualche giorno fa, parlando con Il Messaggero , il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha spiegato che nel biennio 2023-2024 sono stati assunti 439 mila nuovi lavoratori, con un&#8217;et\u00e0 media di 39 anni. E questo ha gi\u00e0 abbassato l&#8217;et\u00e0 media totale dei 3 milioni e passa di dipendenti pubblici, a 47 anni. Un trend, ha ricordato sempre il ministro, che proseguir\u00e0 anche nel 2025, anno per il quale sono stati banditi 15 mila concorsi per altre 175 mila assunzioni. Significa che gi\u00e0 alla fine di questo triennio avremo oltre 600 mila nuovi ingressi nelle amministrazioni pubbliche.<\/p>\n<p><strong>IL PERCORSO <\/strong><\/p>\n<p>Dunque quasi un terzo dei dipendenti \u00e8 stato o sar\u00e0 rinnovato. Significa anche che, probabilmente, il percorso di ringiovanimento delle amministrazioni sar\u00e0 anche pi\u00f9 rapido di quanto indicato dall&#8217;Inps. Un processo di assunzioni pubbliche cos\u00ec rapido, pone semmai una serie di altre domande. La prima riguarda l&#8217;attrattivit\u00e0 del pubblico impiego. I profili di cui hanno bisogno oggi le amministrazioni, sono contesi anche dalle imprese private. Per rendere appetibili i posti pubblici, il governo ha messo e sta mettendo in campo una serie di strumenti. Il primo riguarda le retribuzioni. <\/p>\n<p>Quella media, ha ricordato l&#8217;Inps \u00e8 di 35.350, con una variazione dello 0,6 per cento sull&#8217;anno precedente. Ma quello dell&#8217;Inps \u00e8 inevitabilmente un dato riflesso in uno specchio retrovisore. Nel 2025 c&#8217;\u00e8 stata la nuova tornata contrattuale che si \u00e8 chiusa in questi giorni con il rinnovo del contratto della Scuola, e che ha comportato un aumento medi del 6 per cento. E adesso sta per aprirsi un nuovo ciclo di crescita per il triennio 2025-2027, per il quale il governo ha gi\u00e0 stanziato quasi 10 miliardi di euro. Pi\u00f9 volte Zangrillo ha ricordato che la continuit\u00e0 del rinnovo dei contratti \u00e8 uno dei tasselli fondamentali per garantire l&#8217;attrattivit\u00e0 del lavoro pubblico. L&#8217;altro tassello sono le carriere e il merito. I giovani che scelgono il pubblico impiego devono avere, come accade nel privato, prospettive di crescita professionale che non siano legate solo all&#8217;avanzamento dell&#8217;anzianit\u00e0 di servizio. Per questo in Senato \u00e8 in discussione un disegno di legge sul merito che promette di far progredire i funzionari pi\u00f9 bravi fino alla dirigenza senza necessariamente dover passare per le forche Caudine di un concorso pubblico. La terza gamba del processo di recupero di attrattivit\u00e0, \u00e8 l&#8217;offerta di una formazione continua di almeno 40 ore l&#8217;anno. <\/p>\n<p>IL PASSAGGIO <\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un punto che per\u00f2 generalmente sfugge al dibattito pubblico. Non tutte le amministrazioni pubbliche hanno lo stesso \u201cgrado\u201d di attrattivit\u00e0. L&#8217;Agenzia delle entrate o l&#8217;Inps, fanno generalmente il pieno di domande ai concorsi. A soffrire di pi\u00f9 \u00e8 quella che si potrebbe definire la \u201clinea di fronte\u201d dello Stato: infermieri, poliziotti, guardie carcerarie. Lavori in un certo senso scomodi, faticosi, in cui conta in misura importante un fattore \u201cvocazionale\u201d che sembra in crisi. Per gli infermieri si sta sopperendo \u201cimportandoli\u201d da Cuba o dall&#8217;India. Ma in un futuro non troppo lontano lo stesso problema potrebbe porsi per le Forze di Polizia. Difficile pensare che la questione si possa risolvere soltanto alzando l&#8217;et\u00e0 di pensionamento per chi lavora in questo delicato settore.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Risparmio e investimenti, ogni venerd\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Pubblica amministrazione invecchia. E questo non \u00e8 un mistero. 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