{"id":2132,"date":"2025-07-23T03:01:17","date_gmt":"2025-07-23T03:01:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/2132\/"},"modified":"2025-07-23T03:01:17","modified_gmt":"2025-07-23T03:01:17","slug":"il-mondo-comincera-a-spopolarsi-molto-prima-del-previsto-marc-novicoff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/2132\/","title":{"rendered":"Il mondo comincer\u00e0 a spopolarsi molto prima del previsto &#8211; Marc Novicoff"},"content":{"rendered":"<p>Cominciamo dalle brutte notizie: il tasso di natalit\u00e0 sta calando rapidamente. Nei paesi ricchi la popolazione invecchia e l\u2019economia pu\u00f2 contare su un numero sempre pi\u00f9 basso di lavoratori, condannando le giovani generazioni a un futuro di tasse pi\u00f9 alte, pi\u00f9 debito e aumento dell\u2019et\u00e0 pensionabile. Le nascite stanno precipitando anche nei paesi a reddito medio, mettendo a rischio lo sviluppo economico. In sostanza gli unici paesi in cui la popolazione continua a crescere sono quelli disperatamente poveri.  <\/p>\n<p>Secondo i <a href=\"https:\/\/population.un.org\/wpp\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">World population prospects<\/a> delle Nazioni Unite, punto di riferimento nel settore, pi\u00f9 o meno nel 2084 comincer\u00e0 ufficialmente la fase di declino della popolazione globale. I paesi ricchi seguiranno tutti un percorso simile a quello del Giappone, segnato dall\u2019invecchiamento e dalla stagnazione, mentre il resto del mondo si ritrover\u00e0 vecchio prima ancora di aver avuto la possibilit\u00e0 di diventare ricco.  <\/p>\n<p>Scusate, ho detto \u201cbrutte notizie\u201d? No, queste in realt\u00e0 erano le buone notizie, basate su stime che si sono dimostrate fin troppo ottimistiche. Ogni due anni i demografi delle Nazioni Unite riesaminano le loro proiezioni sulla popolazione, e negli ultimi dieci anni hanno sempre rivisto le stime allo stesso modo: al ribasso. L\u2019anno prossimo lo faranno di nuovo. La verit\u00e0 \u00e8 che il declino mondiale della popolazione comincer\u00e0 con decenni di anticipo rispetto alle previsioni, perch\u00e9 le tendenze della natalit\u00e0 globale sono molto peggio di quello che pensavano gli esperti (e probabilmente anche voi).  <\/p>\n<p>Jes\u00fas Fern\u00e1ndez-Villaverde, macro-economista dell\u2019universit\u00e0 della Pennsylvania, studia lo sviluppo dei paesi poveri. Questo percorso, di solito, si svolge parallelamente a un cambiamento del tasso di fecondit\u00e0 (cio\u00e8 del numero di figli per donna). Quando le persone si spostano dalle aree rurali verso le citt\u00e0, le loro opportunit\u00e0 economiche aumentano e i figli non costituiscono pi\u00f9 una risorsa indispensabile per il lavoro nei campi. Le donne, inoltre, ottengono accesso all\u2019istruzione e ai contraccettivi. In questo contesto, di solito la media di figli per ogni donna scende da sei a due. Fern\u00e1ndez-Villaverde la definisce \u201cla storia standard della modernizzazione\u201d, e la insegna da decenni.  <\/p>\n<p>Gran parte delle ricerche di Fern\u00e1ndez-Villaverde si concentra sull\u2019America Latina, una regione di ricchezza media dove ci si aspetterebbero tassi di fecondit\u00e0 medi. E invece, negli ultimi anni le nascite in alcuni paesi dell\u2019America centrale e meridionale sono precipitate fino a raggiungere livelli molto pi\u00f9 bassi di quelli registrati nella maggior parte del paesi ricchi, smentendo in questo modo la storia standard della modernizzazione. Ogni anno, preparandosi per il suo corso sulla storia economica della regione, Fern\u00e1ndez-Villaverde aggiorna i suoi dati sulle nascite in America Latina, basati sulle statistiche ufficiali diffuse dai diversi governi. Nel 2019, il ricercatore ha notato per la prima volta che le proiezioni delle Nazioni Unite erano troppo ottimistiche. Negli ultimi anni, poi, la discrepanza \u00e8 diventata allarmante.  <\/p>\n<p>Per il 2024 le Nazioni Unite avevano previsto 701mila nascite in Colombia, e calcolavano che la probabilit\u00e0 di un numero inferiore a 553mila fosse appena del 2,5 per cento. Alla fine sono state solo 445mila, con un tasso di fecondit\u00e0 di 1,06 figli per donna, la met\u00e0 del 2008. Il Cile ha dati ancora pi\u00f9 bassi: al ritmo attuale, cento donne cilene in et\u00e0 riproduttiva avranno solo 52 figli e 27 nipoti (generalmente i demografi considerano un tasso di fecondit\u00e0 di 2,01 il \u201clivello di sostituzione\u201d, cio\u00e8 quello necessario per mantenere stabile la popolazione da una generazione all\u2019altra).  <\/p>\n<p>\tpubblicit\u00e0<\/p>\n<p>Le discrepanze non si limitano al Sudamerica. Nel 2024 le nascite in Polonia sono scese sotto la cifra a cui era assegnata una probabilit\u00e0 del 2,5 per cento. Ed \u00e8 successo lo stesso in Estonia, in Egitto, a Cuba, in Azerbaigian e in Sri Lanka. Queste presunte anomalie in realt\u00e0 non sono affatto anomalie. Il mondo, semplicemente, fa meno bambini di quanto le Nazioni Unite avessero previsto.  <\/p>\n<p>Analizzando in profondit\u00e0 il modello dell\u2019Onu, Fern\u00e1ndez-Villaverde ha scoperto qualcosa di ancora pi\u00f9 strano. In quasi tutti i paesi a bassa natalit\u00e0, le Nazioni Unite prevedono due possibili scenari: un appiattimento del tasso di fecondit\u00e0 o l\u2019aumento fino a un livello compreso tra uno e due figli per donna, al di sotto del livello di sostituzione ma non catastrofico. Gli Stati Uniti fanno parte della prima categoria. Il tasso di fecondit\u00e0 statunitense \u00e8 calato stabilmente dopo la crisi economica del 2008, passando da 2,1 a 1,6. Perci\u00f2 ci si potrebbe aspettare che il declino continui. E invece le Nazioni Unite prevedono un tasso di natalit\u00e0 invariato, non solo per il 2025 ma anche per il 2026, il 2030, il 2060 e il 2090, costantemente in equilibrio tra 1,7 e 1,6.  <\/p>\n<p>Nella seconda categoria ci sono paesi come la Thailandia, dove la natalit\u00e0 \u00e8 in calo da 72 anni e non si \u00e8 mai stabilizzata per pi\u00f9 di un anno. Nonostante questo, le Nazioni Unite prevedono una sorta di miracolo demografico: a cominciare dal 2027, la natalit\u00e0 del paese dovrebbe cominciare ad aumentare, prima lentamente e poi pi\u00f9 rapidamente. Alla fine del secolo la Thailandia dovrebbe avere 1,45 figli per donna, in forte aumento rispetto alle proiezioni del 2024 (1,2).  <\/p>\n<p>                pubblicit\u00e0<\/p>\n<p>Evidentemente le cose non quadrano. In realt\u00e0 il tasso di fecondit\u00e0 della Thailandia dell\u2019anno scorso \u00e8 0,98, e i dati preliminari del 2025 mostrano che continuer\u00e0 a scendere. In un paese delle dimensioni della Thailandia, la differenza tra la proiezione dell\u2019Onu e il tasso di fecondit\u00e0 reale nel corso del ventunesimo secolo si traduce in milioni di persone che potrebbero non nascere mai.  <\/p>\n<p>Alla fine, come ha spiegato di recente Fern\u00e1ndez-Villaverde in occasione di una conferenza a Londra, la popolazione mondiale comincer\u00e0 a calare non nel 2084 come previsto, ma nel 2055\u00a0o anche prima.   <\/p>\n<p>\u201cCi sono due tipi di persone\u201d, ha scritto su X Alice Evans, professoressa britannica che studia il calo della fecondit\u00e0 in tutto il mondo, dopo aver letto la presentazione di Fern\u00e1ndez-Villaverde: \u201cQuelle che non si preoccupano dell\u2019andamento demografico e quelle che hanno visto <a href=\"https:\/\/www.sas.upenn.edu\/~jesusfv\/Slides_London.pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">le slide<\/a> di Jes\u00fas\u201d.   <\/p>\n<p>Le Nazioni Unite hanno una spiegazione semplice per le proiezioni ottimiste: la natalit\u00e0 si \u00e8 ripresa in passato, dunque si riprender\u00e0 ancora in futuro.   <\/p>\n<p>In Bielorussia, per esempio, nel 1998 il tasso di fecondit\u00e0 era al livello di sostituzione, ma nove anni dopo era precipitato fino a 1,22. Poi, per\u00f2, ha ripreso a salire, raggiungendo quota 1,73 nel 2015. Il tasso di fecondit\u00e0 dell\u2019Australia era sceso a 1,7 nel 2001, per poi risalire fino a 2,0 nel 2008. La Francia ha seguito un percorso simile nello stesso periodo, come l\u2019Italia e la Svezia. \u201cChi pensa che i World population prospects si sbagliano, sta sostanzialmente dichiarando che \u2018questa volta sar\u00e0 diverso rispetto al passato\u2019\u201d, mi ha detto Lyman Stone, dottorando e consulente per la natalit\u00e0.  <\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che stavolta la situazione sembra davvero diversa. In Francia, Italia, Australia e Svezia la natalit\u00e0 ha raggiunto i minimi storici (esclusa la prima guerra mondiale, nel caso della Francia ). La Bielorussia, che un tempo era una storia di riscatto, l\u2019anno scorso ha registrato un tasso di fecondit\u00e0 di appena 1,1, al di sotto dei record negativi registrati dal paese negli anni novanta. Le morti sono state quasi il doppio delle nascite. Se davvero ci sar\u00e0 una ripresa, per ora non se ne vedono i segni.   <\/p>\n<p>Secondo Fern\u00e1ndez-Villaverde il mondo \u00e8 gi\u00e0 al di sotto del livello di sostituzione, e oggi non solo \u00e8 prevedibile ma \u00e8 garantito che la popolazione diminuir\u00e0 se non dovesse cambiare nulla. Questa, evidentemente, non \u00e8 la situazione che avevamo negli anni novanta.  <\/p>\n<p>Il modello delle Nazioni Unite sembra non essere stato adatto alla nuova normalit\u00e0. Se un paese ha vissuto un aumento della natalit\u00e0 (come l\u2019Australia, la Francia e la Bielorussia) allora si presume che questa sia stabile. Se un paese non ha mai vissuto un aumento, allora il modello presume che ci sar\u00e0 quando la natalit\u00e0 raggiunger\u00e0 livelli abbastanza bassi. In altre parole, il modello presuppone come esito finale un numero stabile e contenuto di nascite. Forse si tratta di un riflesso dell\u2019ottimismo umanistico. \u201cA un certo punto emerge sempre una capacit\u00e0 sociale minima di adattarsi e di affrontare alcuni problemi che esistono in un determinato paese\u201d, mi ha fatto presente Patrick Gerland, primo autore dei World population prospects. \u201cD\u2019altronde le persone che vivono in un paese non vogliono che la loro nazione sparisca per mancanza di abitanti\u201d.  <\/p>\n<p>A questo proposito il modello sottolinea una quota minima fissa: nessuna proiezione ha mai previsto un tasso di fecondit\u00e0 inferiore a 0,5 per un dato paese. Eppure, come il resto del modello, anche questo punto potrebbe dover essere rivisto. Dieci anni fa Macau (che le Nazioni Unite considerano separatamente dalla Cina continentale) aveva un tasso di fecondit\u00e0 di 1,2. L\u2019anno scorso le nascite sono scese a 0,58 per donna, e sembra che scenderanno ancora. Nei primi quattro mesi del 2025 il numero di nati \u00e8 diminuito del 13 per cento.  <\/p>\n<p>Se siete in dubbio sul perch\u00e9 sia una situazione allarmante, prendete il caso del Giappone, esempio classico della minaccia rappresentata dalla bassa natalit\u00e0 per le prospettive economiche di un paese. All\u2019apice del suo successo, nel 1994, l\u2019economia giapponese costituiva il 18 per cento del pil mondiale, ma in seguito ha cominciato a subire gli effetti del calo demografico. Oggi l\u2019<a href=\"https:\/\/ourworldindata.org\/grapher\/median-age?time=earliest..2025&amp;country=OWID_WRL~CHN~JPN~IND~GBR~USA~NGA~ITA\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">et\u00e0 media<\/a> nel paese \u00e8 di cinquant\u2019anni e il pil nazionale rappresenta appena il 4 per cento dell\u2019economia mondiale. Misurata in base alle ore di lavoro, la <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0014292125000121?via%3Dihub\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">crescita economica<\/a> giapponese \u00e8 sempre stata solida, ma a un certo punto ha dovuto fare i conti con il fatto che nel paese non c\u2019erano lavoratori a sufficienza.  <\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/ourworldindata.org\/grapher\/children-born-per-woman?time=1951..latest&amp;country=OWID_WRL~USA~GBR~DEU~JPN~IND~COL~CHL~ITA\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tasso di fecondit\u00e0<\/a> che ha condannato l\u2019economia giapponese variava tra 1,3 e 1,5, dunque immaginate cosa dovranno affrontare la Colombia (1,06) e il Cile (1,03). Come faranno a crescere con cos\u00ec pochi lavoratori? Come potranno mai diventare paesi ricchi se ogni lavoratore deve mantenere un numero cos\u00ec alto di anziani? Finora le previsioni eccessivamente ottimistiche delle Nazioni Unite hanno nascosto l\u2019urgenza della questione. Ma se la natalit\u00e0 nel mondo continuer\u00e0 a scendere al ritmo attuale, la crescita economica e l\u2019et\u00e0 della pensione faranno proprio come quelle previsioni: dovranno essere adeguate di anno in anno a un futuro pi\u00f9 piccolo, pi\u00f9 povero e pi\u00f9 triste.  <\/p>\n<p>(Traduzione di Andrea Sparacino)  <\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. 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