{"id":213486,"date":"2025-11-13T19:54:12","date_gmt":"2025-11-13T19:54:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/213486\/"},"modified":"2025-11-13T19:54:12","modified_gmt":"2025-11-13T19:54:12","slug":"asilo-rimpatri-e-paesi-sicuri-cosa-cambia-per-i-migranti-dal-2026-nellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/213486\/","title":{"rendered":"Asilo, rimpatri e Paesi sicuri: cosa cambia per i migranti dal 2026 nell&#8217;Ue"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>Patto sulla Migrazione e l&#8217;Asilo<\/strong>, una delle riforme pi\u00f9 complesse e dibattute nella storia recente dell&#8217;Unione Europea, si appresta a entrare in una fase cruciale. Con l&#8217;entrata in vigore formale e vincolante prevista per giugno 2026, <strong>tutti i 27 Stati membri<\/strong> dovranno allinearsi a un nuovo quadro normativo concepito per affrontare e ridurre l&#8217;immigrazione irregolare verso il blocco. La riforma \u00e8 un mosaico di atti legislativi interconnessi, ognuno dei quali mira a rafforzare la gestione dei flussi migratori e a ricostruire il clima di fiducia tra le capitali europee, logorato da anni di dispute sulla redistribuzione dei carichi.<\/p>\n<p>Una delle novit\u00e0 pi\u00f9 significative introdotte dal Patto \u00e8 la <strong>procedura veloce per le domande di asilo<\/strong>, che mira a snellire e accelerare l&#8217;iter decisionale in casi specifici, ovvero per i richiedenti provenienti da un Paese considerato sicuro, o che comunque presenta una bassa percentuale di riconoscimento dell&#8217;asilo. In questi frangenti, la richiesta sar\u00e0 trattata con il criterio della &#8220;direttissima&#8221;, con l&#8217;obiettivo di concludere la valutazione entro tre mesi. Durante questo iter accelerato, i richiedenti dovranno essere ospitati in centri appositi e in caso di esito negativo della procedura, seguir\u00e0 l&#8217;immediato rimpatrio. Il secondo elemento cardine della riforma riguarda la distribuzione degli oneri tra gli Stati membri, basato sui concetti di responsabilit\u00e0 e solidariet\u00e0 obbligatoria.<\/p>\n<p>I <strong>Paesi di primo approdo<\/strong>, come l&#8217;Italia, la Spagna, Cipro e la Grecia, mantengono la responsabilit\u00e0 primaria di registrare i migranti in arrivo e di trattare le loro domande di asilo e di contro gli altri hanno il dovere di essere <strong>solidali<\/strong>, un obbligo che si concretizza attraverso due meccanismi principali: l&#8217;accettazione di quote di ricollocamenti dei richiedenti asilo oppure il versamento di finanziamenti a sostegno dei Paesi di primo arrivo. La Commissione Europea ha gi\u00e0 identificato Italia, Spagna, Cipro e Grecia come Paesi che potranno richiedere il <strong>meccanismo di solidariet\u00e0 <\/strong>l&#8217;anno prossimo, dati gli attuali volumi di arrivi. Tuttavia \u00e8 prevista una clausola di condizionalit\u00e0 in base alla quale se l&#8217;Esecutivo Ue dovesse accertare che i Paesi di primo approdo non hanno rispettato le regole stabilite in materia di registrazione, gli altri Stati membri potranno legittimamente rifiutare gli aiuti previsti.<\/p>\n<p>Inoltre, bench\u00e9 i <strong>rimpatri<\/strong> non siano gestiti direttamente dal Patto, essi ne costituiscono una componente cruciale per l&#8217;efficacia del sistema. La Commissione ha avanzato nuove proposte a marzo e i negoziati sono tuttora in corso allo scopo di potenziare l&#8217;efficacia delle operazioni. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di arrivare al <strong>riconoscimento automatico<\/strong> delle decisioni di rimpatrio tra gli Stati membri, all&#8217;introduzione di <strong>regole precise sul rimpatrio forzato<\/strong> e all&#8217;offerta di incentivi per il rimpatrio volontario. Inoltre, la normativa apre alla possibilit\u00e0 di istituire centri di rimpatrio in <strong>Paesi extra-UE<\/strong>, un modello che l&#8217;Italia ha gi\u00e0 anticipato con il protocollo stipulato con l&#8217;Albania. Proprio sul tema, il presidente<strong> <a data-autogenerated=\"yes\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/persone\/giorgia-meloni-134874.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giorgia Meloni<\/a><\/strong> nelle dichiarazioni congiunte con Edi Rama ha sottolineato che quanto il Patto sar\u00e0 operativo &#8220;i centri <strong>funzioneranno come dovevano funzionare dall&#8217;inizio:<\/strong> avremo perso due anni per finire esattamente com&#8217;era all&#8217;inizio. La responsabilit\u00e0 non \u00e8 la mia, arriveremo due anni dopo a fare esattamente quello che potevamo fare due anni prima. Penso che ciascuno si assumer\u00e0 le sue responsabilit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Il terzo pilastro \u00e8 in via definizione ed \u00e8 strettamente legato al tema dei rimpatri, ossia la <strong>definizione univoca di &#8220;Paese sicuro&#8221;<\/strong>. Secondo la proposta avanzata dalla Commissione a maggio e attualmente in fase di negoziato, \u00e8 in vista una modifica sostanziale: non sar\u00e0 pi\u00f9 necessario che esista un legame preesistente e obbligatorio tra il richiedente e il <strong>Paese terzo sicuro<\/strong>.\n<\/p>\n<p> Il semplice <strong>transito<\/strong> attraverso un Paese terzo ritenuto sicuro, prima di raggiungere il territorio dell&#8217;Ue, potr\u00e0 essere considerato un collegamento sufficiente. Se dovesse passare questa chiave di lettura, gli Stati membri potrebbero negare le domande di asilo, a meno di eccezioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Patto sulla Migrazione e l&#8217;Asilo, una delle riforme pi\u00f9 complesse e dibattute nella storia recente dell&#8217;Unione Europea,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":213487,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,13095,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-213486","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-immigrazione","12":"tag-mondo","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-ultime-notizie","16":"tag-ultime-notizie-di-mondo","17":"tag-ultimenotizie","18":"tag-ultimenotiziedimondo","19":"tag-world","20":"tag-world-news","21":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115544146977122035","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/213486","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=213486"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/213486\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/213487"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=213486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=213486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=213486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}