{"id":213500,"date":"2025-11-13T20:11:15","date_gmt":"2025-11-13T20:11:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/213500\/"},"modified":"2025-11-13T20:11:15","modified_gmt":"2025-11-13T20:11:15","slug":"a-cuneo-la-mostra-delle-fotografie-di-bruno-murialdo-che-raccontano-le-donne-de-lanello-forte-di-nuto-revelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/213500\/","title":{"rendered":"A Cuneo la mostra delle fotografie di Bruno Murialdo che raccontano le donne de &#8220;L&#8217;anello forte&#8221; di Nuto Revelli"},"content":{"rendered":"<p>\u00abNuto Revelli. Immagini dell&#8217;Anello forte: la donna e il mondo contadino\u00bb \u00e8 la mostra en plein air del fotografo Bruno Murialdo che verr\u00e0 inaugurata sabato (15 novembre), alle 16,30, in piazza Virginio a Cuneo. Rimarr\u00e0 esposta fino al 3 dicembre. Nei volti delle donne l\u2019eco dei racconti di Nuto Revelli.<\/p>\n<p><strong>Mo<\/strong><strong>lte volte, mentre eravamo in giro per le Langhe o in montagna a raccogliere testimonianze, Nuto mi ha raccontato la sua storia<\/strong>: la memoria dell\u2019ultimo fronte e della \u00abstrada del davai\u2026\u00bb.  <\/p>\n<p>\u00abSe chiudo gli occhi &#8211; raccontava &#8211; e penso a quelle pianure imbiancate, mi sembra di vederle ancora davanti a me: immense, senza fine, coperte da una neve che non era solo freddo, ma dolore, silenzio e morte. Un vento tagliente ci attraversava l\u2019anima, portandoci via un pezzo di forza a ogni soffio. In quella distesa bianca e infinita avanzava la nostra colonna, una tra le tante, in marcia continua verso la salvezza. <strong>Eravamo soli, come bambini abbandonati al gelo, lontani da casa, sbandati, senza pi\u00f9 comando n\u00e9 speranza.<\/strong> Negli occhi dei compagni non c\u2019era pi\u00f9 vita: cadevano uno dopo l\u2019altro, come mosche, su quella pianura gelata. Li vedevamo sparire nella neve, ma non potevamo fare nulla: solo andare avanti. Eravamo soli, accerchiati, con la certezza che la morte ci avrebbe raggiunti da un momento all\u2019altro. Qualcuno, prima di cadere, trovava ancora la forza di chiamare la mamma o pregare Dio, mentre il freddo lo inghiottiva nella sua morsa\u00bb. <\/p>\n<p>    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/171527928-bc95b6a8-c9d7-4a0c-abb3-c9a455e34387.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"800\" height=\"450\"\/><\/p>\n<p>La mostra allestita in piazza Virginio<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p> Il dramma della ritirata <\/p>\n<p><strong>E ancora: \u00abLa ritirata fu un inferno al quale dovevamo abituarci per non impazzire<\/strong>. La notte, su quella distesa ghiacciata, non si poteva dormire: chi si fermava moriva. Dovevamo muoverci sempre, stanchi, affamati, in lacrime. L\u2019unico conforto erano i sogni a occhi aperti o le rare fotografie di famiglia che stringevamo al petto, sapendo che forse non l\u2019 avremo mai pi\u00f9 rivista. Io sono sopravvissuto, per fortuna. Sarebbe bastato un piccolo incidente per restare laggi\u00f9. Ho fatto la ritirata con un gruppo dei miei alpini: un gruppo unito. Ci siamo aiutati fino all\u2019ultimo passo. Ho sofferto molto, ma sono tornato a casa.<strong> Uscire vivo da un inferno cos\u00ec ti lascia dentro troppe domande. Dov\u2019era l\u2019umanit\u00e0?<\/strong> I volti dei ragazzi morti ai bordi di quella distesa di gelo mi perseguitano ancora oggi, come fantasmi\u00bb. <\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cuneo\/2025\/09\/12\/news\/silvio_pistone_pastore_borgomale-15305214\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il pastore che produce formaggi a Borgomale, fra i vip in visita anche The Edge degli U2<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\tBRUNO MURIALDO<\/p>\n<p>\t\t\t12 Settembre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cuneo\/2025\/09\/12\/news\/silvio_pistone_pastore_borgomale-15305214\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/171952048-e7f1858f-f8d1-4478-87e2-763c16b0f7c7.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Come in un film, rivedeva le immagini di quella maledetta sacca, <strong>\u00abPoi, per\u00f2, \u00e8 prevalso il bisogno di raccontare, di gridare al mondo ci\u00f2 che avevamo vissuto, perch\u00e9 non accadesse mai pi\u00f9. <\/strong>Tornammo a casa con l\u2019anima ferita, il cuore a pezzi e un\u2019avversione profonda verso chi ci aveva mandati a morire\u00bb. Dal racconto di Nuto si capisce che la storia, purtroppo, non si impara mai. Oggi la guerra bussa di nuovo alle nostre porte. La crudelt\u00e0 e l\u2019odio continuano a farsi strada nelle societ\u00e0. Forse l\u2019uomo non ha ancora raggiunto la maturit\u00e0 necessaria per fermare la violenza\u2026 o forse non la raggiunger\u00e0 mai. <\/p>\n<p>    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/171530425-73571691-2c33-4e82-9be3-2af69c01a98e.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"800\" height=\"450\"\/><\/p>\n<p>  Le donne sono le protagoniste de \u00abL\u2019anello forte\u00bb (foto Bruno Murialdo)\u00a0<\/p>\n<p> Il monito contro la guerra <\/p>\n<p>\u00abSono tornato a casa &#8211; raccontava Nuto &#8211; con un peso sul cuore per i dispersi che non hanno potuto riabbracciare le loro famiglie, le madri, le fidanzate.<strong> Quando sono tornato in citt\u00e0, non ho pi\u00f9 trovato la mia generazione<\/strong>: erano quasi tutti scomparsi, inghiottiti dalla guerra. Il fascismo diceva che morti e dispersi erano prigionieri in Russia, ma sapevano bene che non era cos\u00ec\u00bb. <\/p>\n<p>Nuto parlava con la paura che la storia potesse ripetersi. E non aveva torto. Oggi sembra che la memoria abbia cancellato quella tragedia e che ci si prepari a rivivere un\u2019altra stagione buia. <strong>Revelli ci ha avvisati: \u00abTeniamo accesa la memoria, perch\u00e9 se la spegniamo saranno guai\u00bb<\/strong>. Ripeteva spesso: \u00abIn ogni ufficio dei nostri politici, e in quello del Presidente della Repubblica, vorrei che ci fosse un cartello con scritto: 8 settembre. Un monito contro la guerra. Il partigiano in montagna \u00e8 stata la mia rivincita, la Resistenza \u00e8 nata con uomini valorosi che hanno deciso di non arrendersi, di unirsi, di reagire. Io ho sempre diffidato della politica, ma ho creduto negli uomini. <strong>Sono stato ferito, ma ce l\u2019ho fatta ad arrivare a Cuneo, il 28 aprile, per la Liberazione\u00bb. <\/strong>Nuto parlava con il cuore ferito. Quella guerra, quel ghiaccio, quel dolore erano un martirio continuo. Ma lui non si \u00e8 mai arreso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abNuto Revelli. 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