{"id":213671,"date":"2025-11-13T22:36:21","date_gmt":"2025-11-13T22:36:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/213671\/"},"modified":"2025-11-13T22:36:21","modified_gmt":"2025-11-13T22:36:21","slug":"russia-un-miliardo-di-barili-di-petrolio-bloccati-in-mare-e-la-lukoil-ora-rischia-il-collasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/213671\/","title":{"rendered":"Russia, un miliardo di barili di petrolio bloccati in mare. E la Lukoil ora rischia il collasso"},"content":{"rendered":"<p>Quasi un miliardo di barili di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/petrolio\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">petrolio<\/a> galleggia attualmente negli oceani del mondo a bordo di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/petroliere\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">petroliere<\/a> senza acquirenti. Lo riferisce Bloomberg, che collega la crisi alle sanzioni occidentali imposte contro <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/russia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Russia<\/a>, Iran e Venezuela. Negli ultimi tre mesi il volume di greggio fermo in mare \u00e8 aumentato del 40%. La maggior parte delle navi appartiene a compagnie che tentano di piazzare petrolio russo e iraniano attraverso circuiti opachi. Ma anche Cina e India, finora tra i principali acquirenti di petrolio scontato, stanno ora riducendo gli acquisti a causa dell\u2019inasprimento delle restrizioni contro i colossi russi Rosneft e <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/lukoil\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lukoil<\/a>. Il risultato \u00e8 un paradosso: Mosca esporta petrolio ma non riesce a venderlo. Le petroliere restano ferme, senza generare profitti. Un problema serio per il Cremlino, dato che le rendite da petrolio e gas costituiscono la principale fonte di finanziamento per la guerra in Ucraina.<\/p>\n<p>Ingorgo marittimo <\/p>\n<p>Secondo Bloomberg, la Russia \u00e8 il principale responsabile dell\u2019attuale \u00abcollo di bottiglia\u00bb\u00a0globale. Dopo gli attacchi ucraini alle raffinerie, Mosca ha aumentato le esportazioni di greggio, ma le sanzioni hanno tagliato fuori molti intermediari. Gli esperti avvertono che l\u2019accumulo di petrolio in mare su scala cos\u00ec ampia potrebbe spingere al ribasso i prezzi mondiali. Pi\u00f9 a lungo il greggio resta invenduto, maggiore diventa il rischio di un crollo dei prezzi, con le compagnie costrette a svendere per liberare le navi. \u00ab\u00c8 una bolla di petrolio sull\u2019acqua\u00bb, sintetizza Bloomberg. Un crollo dei prezzi colpirebbe duramente Mosca, che non dispone delle riserve finanziarie di Arabia Saudita o Stati Uniti per sostenere una crisi prolungata.<\/p>\n<p>Lukoil in caduta <\/p>\n<p>La crisi energetica si riflette anche sui mercati. Le azioni Lukoil sono scese sotto i 5.000 rubli per la prima volta dal 2023, secondo Forbes.ru. Mercoled\u00ec, alla Borsa di Mosca, il titolo ha toccato i 4.962,5 rubli, per poi risalire lievemente a 4.976. Il crollo \u00e8 dovuto alla crescente pressione delle sanzioni statunitensi e al fallimento dell\u2019accordo di vendita di asset esteri. Lukoil aveva infatti annunciato l\u2019intenzione di cedere parte delle proprie attivit\u00e0 internazionali alla societ\u00e0 svizzera Gunvor, co-fondata dal miliardario Gennady Timchenko, vicino al Cremlino. Ma il Tesoro USA ha bloccato la transazione, negando la licenza necessaria. Secondo il Financial Times, la societ\u00e0 rischia di perdere circa 14 miliardi di euro in asset esteri. Il quotidiano britannico riporta anche indiscrezioni su un possibile takeover da parte di Rosneft: il suo amministratore delegato, Igor Sechin, avrebbe pi\u00f9 volte proposto una fusione tra le due compagnie.<\/p>\n<p>La spirale <\/p>\n<p>La prospettiva di un controllo di Rosneft su Lukoil alimenta l\u2019incertezza tra gli investitori, gi\u00e0 allarmati dal crollo del valore dei titoli e dall\u2019isolamento del settore energetico russo. Se il prezzo del greggio dovesse crollare, Mosca si troverebbe in una spirale pericolosa: esportazioni bloccate, entrate in caduta e un sistema industriale incapace di reggere il peso delle sanzioni.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quasi un miliardo di barili di petrolio galleggia attualmente negli oceani del mondo a bordo di petroliere senza&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":213672,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,9770,3576,95898,166,7,15,9864,29330,383,24723,171,4484,170,243,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-213671","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-economia-russa","12":"tag-guerra-ucraina","13":"tag-lukoil","14":"tag-mondo","15":"tag-news","16":"tag-notizie","17":"tag-petrolio","18":"tag-petrolio-russo","19":"tag-putin","20":"tag-raffineria","21":"tag-russia","22":"tag-sanzioni","23":"tag-ucraina","24":"tag-ultima-ora","25":"tag-ultime-notizie","26":"tag-ultime-notizie-di-mondo","27":"tag-ultimenotizie","28":"tag-ultimenotiziedimondo","29":"tag-world","30":"tag-world-news","31":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115544784275705508","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/213671","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=213671"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/213671\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/213672"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=213671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=213671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=213671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}