{"id":213806,"date":"2025-11-14T00:24:10","date_gmt":"2025-11-14T00:24:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/213806\/"},"modified":"2025-11-14T00:24:10","modified_gmt":"2025-11-14T00:24:10","slug":"il-cerchio-si-stringe-intorno-a-nicolas-maduro-david-e-sanger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/213806\/","title":{"rendered":"Il cerchio si stringe intorno a Nicol\u00e1s Maduro &#8211; David E. Sanger"},"content":{"rendered":"<p>Secondo vari funzionari statunitensi l\u2019amministrazione Trump ha messo a punto diverse alternative a un\u2019azione militare in Venezuela, compresi attacchi diretti alle unit\u00e0 che proteggono il presidente Nicol\u00e1s Maduro e manovre per prendere il controllo dei giacimenti petroliferi del paese. Donald Trump non ha ancora deciso come procedere n\u00e9 se farlo. I funzionari hanno affermato che non vuole approvare operazioni che possano mettere in pericolo i soldati statunitensi o portare a un fallimento imbarazzante.   <\/p>\n<p>Molti dei suoi consiglieri, tuttavia, stanno spingendo verso una delle opzioni pi\u00f9 aggressive: rovesciare Maduro. Hanno chiesto al dipartimento di giustizia delle linee guida che diano una base giuridica per azioni militari pi\u00f9 ampie degli attacchi alle imbarcazioni accusate da Washington, senza prove, di essere coinvolte nel traffico di stupefacenti. Queste linee guida potrebbero prevedere una cornice legale per attaccare Maduro senza la necessit\u00e0 di un\u2019autorizzazione del congresso per l\u2019uso della forza militare.  <\/p>\n<p>Le linee guida sono ancora in fase di elaborazione, ma secondo alcuni funzionari la tesi sostenuta sar\u00e0 che Maduro e i vertici della sicurezza venezuelana sono figure centrali del cartello de los Soles, definito dagli Stati Uniti un gruppo narcoterroristico. Il dipartimento di giustizia potrebbe stabilire che questa definizione rende il presidente venezuelano un obiettivo legittimo, nonostante la legge statunitense vieti l\u2019omicidio di leader di altri paesi.  <\/p>\n<p>Trump ha rilasciato una serie di dichiarazioni pubbliche contraddittorie sulle sue intenzioni, sugli obiettivi e sui motivi di eventuali azioni militari<\/p>\n<p>Il dipartimento di giustizia ha rifiutato di commentare. Il tentativo di giustificare un attacco a Maduro sarebbe l\u2019ennesimo sforzo compiuto dal governo statunitense per ampliare i propri poteri legali. Wash\u00adington ha gi\u00e0 condotto omicidi mirati di presunti narcotrafficanti che, fino a settembre, erano perseguiti e arrestati in mare, non uccisi con attacchi di droni.   <\/p>\n<p>Qualsiasi tentativo di destituire Maduro sottoporrebbe il governo a un maggiore scrutinio sulle basi giuridiche delle sue operazioni, viste le motivazioni vaghe adottate finora per attaccare Maduro: il traffico di droga, l\u2019interesse statunitense per l\u2019accesso al petrolio e le affermazioni di Trump secondo cui il presidente venezuelano avrebbe liberato alcuni detenuti per mandarli negli Stati Uniti.  <\/p>\n<p>Trump ha rilasciato una serie di dichiarazioni pubbliche contraddittorie sulle sue intenzioni, sugli obiettivi e sui motivi di eventuali azioni militari. Ha annunciato che agli attacchi contro le barche nei Caraibi e nel Pacifico orientale, in cui finora sono morte pi\u00f9 di settanta persone, sarebbero stati aggiunti degli attacchi terrestri. Ma non \u00e8 ancora successo.  <\/p>\n<p>Quando il 3 novembre Cbs news gli ha chiesto se gli Stati Uniti stiano andando verso una guerra contro il Venezuela, ha risposto: \u201cNe dubito. Non credo, ma ci hanno trattato molto male, e non solo in materia di droga\u201d. Trump ha ribadito la sua accusa infondata secondo cui Maduro avrebbe aperto le carceri e gli istituti psichiatrici per inviare negli Stati Uniti affiliati dell\u2019organizzazione criminale Tren de Aragua. Poi, quando gli hanno chiesto se Maduro abbia i giorni contati alla guida del Venezuela, ha risposto: \u201cCredo di s\u00ec\u201d.  <\/p>\n<p>A spingere per le scelte pi\u00f9 aggressive sono il segretario di stato statunitense Marco Rubio, che \u00e8 anche consigliere per la sicurezza nazionale ad interim, e Stephen Miller, vicecapo di gabinetto e consigliere per la sicurezza nazionale di Trump. In privato Rubio e Miller sostengono che bisogna costringere Maduro a lasciare il potere.   <\/p>\n<p>Secondo i suoi collaboratori, Trump ha pi\u00f9 volte manifestato delle riserve, in parte per paura che l\u2019operazione possa fallire. Il presidente non ha fretta di prendere una decisione e ha chiesto quali potrebbero essere i vantaggi per gli Stati Uniti, concentrandosi in particolare sull\u2019idea che Washington potrebbe aggiudicarsi una parte del petrolio venezuelano.  <\/p>\n<p>\u201cTrump ha inviato un messaggio chiaro a Maduro: smetti di mandare droga e criminali nel nostro paese\u201d, ha detto la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly. \u201cIl presidente ha chiarito che continuer\u00e0 a colpire i narcoterroristi coinvolti nel traffico illegale di droga; tutto il resto \u00e8 speculazione e dev\u2019essere trattato come tale\u201d.  <\/p>\n<p>\u00c8 probabile che Trump prender\u00e0 una decisione dopo l\u2019arrivo l\u201911 novembre ai Caraibi della Gerald R. Ford, la pi\u00f9 grande portaerei statunitense che trasporta circa cinquemila marinai e pi\u00f9 di 75 velivoli tra aerei d\u2019attacco, sorveglianza e supporto, compresi i caccia F\/A-18. Dalla fine di agosto il numero di militari statunitensi nella regione \u00e8 in aumento. Anche senza portaerei, ce ne sono circa diecimila: a bordo di navi da guerra e dislocati nelle basi di Puerto Rico.   <\/p>\n<p>Nelle ultime settimane il Pentagono ha inviato bombardieri B-52 e B-1 dalle basi della Louisiana e del Texas per missioni aeree al largo delle coste venezuelane, descritte dai militari come una dimostrazione di forza. I B-52 possono trasportare decine di bombe di precisione, mentre i B-1 hanno una capacit\u00e0 di carico di 34mila chili di munizioni guidate e non guidate. Anche il 160\u00b0 reggimento aereo per le operazioni speciali, che ha condotto vaste operazioni antiterrorismo con elicotteri in Afghanistan, Iraq e Siria, di recente ha svolto quelle che il Pentagono ha definito esercitazioni al largo delle coste venezuelane.  <\/p>\n<p>Il dispiegamento militare \u00e8 stato cos\u00ec rapido e alla luce del sole da far pensare a una campagna di pressione psicologica su Maduro. Trump ha parlato della possibilit\u00e0 di emettere un finding, un documento che autorizzerebbe la Cia, l\u2019agenzia d\u2019intelligence, a condurre operazioni segrete in Venezuela, un tipo di operazione che i presidenti raramente discutono in anticipo.   <\/p>\n<p>Se Trump scegliesse di ordinare un intervento militare in territorio venezuelano si esporrebbe a rischi significativi sul piano militare, giuridico e politico. Nonostante tutti i rischi che ha corso autorizzando il bombardamento statunitense di tre impianti nucleari in Iran a giugno, l\u2019obiettivo non era rovesciare o sostituire il governo di Teheran.   <\/p>\n<p>Decidendo di procedere, non ci sarebbe alcuna garanzia di successo n\u00e9 la certezza che la caduta di Maduro porterebbe all\u2019insediamento di un governo pi\u00f9 vicino agli Stati Uniti. Secondo i collaboratori di Trump si \u00e8 pensato pi\u00f9 a come attaccare il governo di Maduro che a come governare il Venezuela se l\u2019operazione avesse successo. Alcuni dei pi\u00f9 fedeli sostenitori politici di Trump l\u2019hanno messo in guardia contro un eventuale attacco a Maduro, ricordandogli che \u00e8 stato eletto per mettere fine alle \u201cguerre eterne\u201d, non per cominciarne di nuove.  <\/p>\n<p>La Cia potrebbe condurre diverse attivit\u00e0: missioni di intelligence, sostegno alla creazione di un\u2019opposizione interna, sabotaggio attivo del governo o perfino la cattura di Maduro. Tuttavia, secondo vari funzionari della sicurezza statunitense, se operazioni simili avessero potuto rimuovere il presidente venezuelano, questo sarebbe avvenuto gi\u00e0 anni fa. \u00c8 per questo che la Casa Bianca sta valutando la possibilit\u00e0 di un intervento militare. Le proposte sul tavolo sono tre.  <\/p>\n<p>La prima prevedrebbe attacchi aerei contro installazioni militari, alcune delle quali collegate al traffico di droga, con l\u2019obiettivo di smantellare il sostegno delle forze armate a Maduro. Se il presidente venezuelano temesse di non avere pi\u00f9 la loro protezione potrebbe tentare la fuga o, rifugiandosi all\u2019interno del paese, esporsi a un maggior rischio di cattura. I critici avvertono che un\u2019azione di questo tipo potrebbe avere l\u2019effetto opposto: rafforzare il sostegno intorno a un leader sotto assedio.  <\/p>\n<p>Una seconda proposta prevede l\u2019impiego di forze speciali, come la Delta force o il Seal team 6, per arrestare o uccidere Maduro. L\u2019amministrazione Trump cercherebbe di aggirare i divieti contro l\u2019uccisione di capi di stato stranieri sostenendo che Maduro sia prima di tutto il capo di un cartello di narcoterroristi, un\u2019argomentazione simile a quella adottata per giustificare gli attacchi aerei contro le navi accusate di trasportare droga.  <\/p>\n<p>Il dipartimento di stato ha messo una taglia di 50 milioni di dollari sull\u2019arresto o la condanna di Maduro, un aumento rispetto ai 25 milioni offerti dall\u2019amministrazione Biden. La Casa Bianca potrebbe anche sostenere che, a causa della repressione dell\u2019opposizione e dei brogli alle ultime elezioni, Maduro non \u00e8 il capo di stato legittimo.   <\/p>\n<p>Una terza ipotesi, pi\u00f9 complessa, punta sull\u2019impiego di forze antiterrorismo statunitensi per occupare aeroporti e assicurarsi il controllo di alcuni giacimenti petroliferi e infrastrutture del Venezuela.  <\/p>\n<p>Queste ultime due opzioni comportano rischi maggiori per i commando statunitensi sul campo \u2013 per non parlare dei civili \u2013 soprattutto se l\u2019obiettivo fosse catturare o neutralizzare Maduro in un contesto urbano come Caracas.  <\/p>\n<p>Trump si \u00e8 mostrato riluttante a prendere in considerazione operazioni che mettano a rischio la vita dei soldati statunitensi. Per questo molti piani in fase di studio prevedono l\u2019impiego di droni navali e armi a lungo raggio.  <\/p>\n<p>Il presidente degli Stati Uniti \u00e8 interessato alle immense riserve petrolifere del Venezuela, le pi\u00f9 grandi al mondo. La gestione di quel petrolio rappresenta da dieci mesi un nodo irrisolto per l\u2019amministrazione, che non sa se interrompere le importazioni degli Stati Uniti o mantenerle, nella speranza di conservare una posizione privilegiata se Maduro sar\u00e0 rovesciato.   <\/p>\n<p>Anche quando Trump ha raddoppiato la taglia sul leader venezuelano e l\u2019 ha definito un narcoterrorista, ha cancellato e poi rinnovato la licenza che consente alla Chevron, l\u2019azienda petrolifera statunitense che \u00e8 un cardine dell\u2019economia venezuelana, di continuare a operare nel paese sudamericano.  <\/p>\n<p>Su pressione del segretario di stato Rubio, la licenza della Chevron \u00e8 stata revocata a marzo e durante l\u2019estate le esportazioni venezuelane negli Stati Uniti sono crollate. Una nuova licenza, i cui dettagli non sono stati resi noti, sembra impedire all\u2019azienda di trasferire valuta estera nel sistema bancario venezuelano. Le esportazioni di petrolio della Chevron sono comunque un sostegno economico concreto per Maduro.  <\/p>\n<p>La Chevron \u00e8 un\u2019eccezione: i beni della maggior parte delle aziende petrolifere statunitensi che operavano nel paese sono stati confiscati o trasferiti a compagnie statali venezuelane ormai diversi anni fa. La Chevron \u00e8 una delle poche che ha saputo gestire sia Trump sia Maduro, che ha dichiarato: \u201cLa Chevron \u00e8 presente in Venezuela da 102 anni e voglio che ci resti altri cento\u201d. L\u2019azienda ha assunto come lobbista a Washington un importante finanziatore della campagna di Trump.  <\/p>\n<p>Negli ultimi mesi Maduro ha tentato di convincere Trump offrendo concessioni, tra cui una quota dominante nell\u2019estrazione di petrolio e altre ricchezze minerarie del Venezuela. Ha prospettato alle aziende statunitensi contratti privilegiati per i progetti presenti e futuri relativi all\u2019oro e al greggio. Ha detto che avrebbe riorientato le esportazioni verso la Cina e limitato i contratti di estrazione mineraria con aziende cinesi, iraniane e russe.  <\/p>\n<p>            Unit\u00e0 navali statunitensi impiegate in alcuni interventi militari.<\/p>\n<p>            (csis, the economist)<\/p>\n<p>        &#13;<\/p>\n<p>All\u2019inizio di ottobre Trump ha rifiutato l\u2019offerta, e l\u2019escalation militare statunitense ha sub\u00ecto un\u2019accelerazione.  <\/p>\n<p>Se il governo di Maduro cadesse e fosse sostituito da una leadership stabile e pi\u00f9 bendisposta verso Washington, la Chevron si troverebbe in una posizione migliore per beneficiare di quello che l\u2019amministrazione Trump immagina come un boom di investimenti nelle immense riserve petrolifere venezuelane. L\u2019idea affascina Trump, come l\u2019aveva affascinato il controllo dei giacimenti siriani, le cui riserve sono molto pi\u00f9 limitate rispetto a quelle del Venezuela.  <\/p>\n<p>\u201cPensiamo che la nostra presenza continui a essere un fattore stabilizzante per l\u2019economia locale, la regione e la sicurezza energetica degli Stati Uniti\u201d, ha affermato Bill Turenne, portavoce della Chevron.  <\/p>\n<p>Mentre i collaboratori di Trump spingono per l\u2019opzione militare pi\u00f9 aggressiva, gli avvocati del dipartimento di giustizia stanno elaborando un quadro giuridico che copra tutte le azioni in discussione.  <\/p>\n<p>I funzionari della Casa Bianca hanno chiesto un\u2019analisi legale aggiornata prima di fare passi ulteriori, e gli avvocati del governo hanno sostenuto davanti al congresso che il presidente non ha bisogno della sua autorizzazione per gli attacchi letali contro le imbarcazioni provenienti dal Venezuela.  <\/p>\n<p>T. Elliot Gaiser, a capo dell\u2019ufficio di consulenza legale del dipartimento di giustizia, ha detto al congresso che secondo il governo le operazioni contro le imbarcazioni venezuelane non sono un atto ostile cos\u00ec come contemplato dalla legge War powers resolution del 1973, che prevede l\u2019autorizzazione del congresso per operazioni militari di durata superiore ai sessanta giorni. Ma i parlamentari, sia democratici sia repubblicani, hanno espresso preoccupazione per gli attacchi.  <\/p>\n<p><strong>Giustificazione giuridica<\/strong> <\/p>\n<p>Forse il precedente che pi\u00f9 si avvicina a una giustificazione legale per colpire un capo di stato \u00e8 il parere elaborato dall\u2019ufficio di consulenza giuridica durante il primo mandato di Trump, secondo cui il presidente aveva l\u2019autorit\u00e0 di ordinare un lancio missilistico per colpire il generale di divisione Qasem Soleimani, il principale comandante dell\u2019intelligence e della sicurezza iraniana ucciso da droni statunitensi nel 2020. Trump rivendica quell\u2019omicidio come uno dei pi\u00f9 grandi successi del suo primo mandato.  <\/p>\n<p>In quel caso l\u2019ufficio di consulenza legale aveva stabilito che l\u2019uso dei droni era ammesso perch\u00e9 Suleimani stava \u201cattivamente sviluppando piani per nuovi attacchi contro il personale militare e diplomatico statunitense\u201d, secondo un memorandum reso pubblico dopo l\u2019attacco.   <\/p>\n<p>\u201cI leader militari che pianificano e dirigono attacchi contro cittadini o interessi degli Stati Uniti possono essere considerati obiettivi militari legittimi\u201d, affermava il memorandum, precisando che l\u2019operazione era stata concepita per \u201cevitare vittime civili o danni collaterali significativi\u201d e che non mirava a \u201cimporre con mezzi militari un cambiamento nella natura di un regime politico\u201d.   <\/p>\n<p>Il documento concludeva che \u201cdata la natura mirata della missione, le informazioni d\u2019intelligence disponibili e le misure adottate per evitare un\u2019escalation\u201d, un attacco con droni contro di lui \u201cin base alla costituzione non sarebbe stato configurabile come guerra\u201d. \u25c6 fr  <\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/david-e-sanger-2\/2025\/11\/13\/mailto:posta@internazionale.it?subject=Il cerchio si stringe intorno a Nicol\u00e1s Maduro\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Secondo vari funzionari statunitensi l\u2019amministrazione Trump ha messo a punto diverse alternative a un\u2019azione militare in Venezuela, compresi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":213807,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[41222,46708,14,127570,164,165,127566,7695,206,127569,127568,58615,166,127571,7,45667,15,127565,127567,379,11,167,12,168,45671,161,162,163],"class_list":{"0":"post-213806","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-america-latina","9":"tag-caraibi","10":"tag-cronaca","11":"tag-d-barrett","12":"tag-dal-mondo","13":"tag-dalmondo","14":"tag-david-e-sanger","15":"tag-democrazia","16":"tag-donald-trump","17":"tag-e-schmitt","18":"tag-h-cooper","19":"tag-maduro","20":"tag-mondo","21":"tag-narcoterrismo","22":"tag-news","23":"tag-nicolas-maduro","24":"tag-notizie","25":"tag-stati-uniti-venezuela","26":"tag-t-pager","27":"tag-trump","28":"tag-ultime-notizie","29":"tag-ultime-notizie-di-mondo","30":"tag-ultimenotizie","31":"tag-ultimenotiziedimondo","32":"tag-venezuela","33":"tag-world","34":"tag-world-news","35":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115545208621024904","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/213806","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=213806"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/213806\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/213807"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=213806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=213806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=213806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}