{"id":21395,"date":"2025-08-01T05:40:15","date_gmt":"2025-08-01T05:40:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/21395\/"},"modified":"2025-08-01T05:40:15","modified_gmt":"2025-08-01T05:40:15","slug":"con-presence-steven-soderbergh-ci-regala-un-horror-diverso-da-ogni-altro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/21395\/","title":{"rendered":"Con &#8220;Presence&#8221; Steven Soderbergh ci regala un horror diverso da ogni altro"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCondividi  &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n              &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n       &#13;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.today.it\/film-serie-tv\/schede\/presence.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">\u201cPresence\u201d<\/a> di Steve Soderbergh arriva ora nelle nostre sale, dopo essere stato presentato con successo all&#8217;ultimo Sundance Film Festival e aver ricevuto il plauso della critica internazionale. Il regista americano stavolta si dedica all&#8217;horror, ma lo fa con un film atipico, concettuale, metaforico, molto personale ma con cui sa cucire una metafora universale.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cPresence\u201d &#8211; la trama<\/p>\n<p>Ma tu guarda che matto Steven Soderbergh, che arriva e con \u201cPresence\u201dci regala un film di fantasmi che non sembra neanche un film di fantasmi, sembra un film su di noi, so cosa siamo diventati, su come \u00e8 cambiato il nostro mondo. Dice di aver visto veramente dei fantasmi, di averne in casa Soderbergh, e quindi questo \u00e8 un film molto particolare per lui, che opta per un esercizio di stile concettuale, minimale si potrebbe dire. \u201cPresence\u201d dura meno di 90 minuti, \u00e8 un horror soprannaturale molto sui generis, diciamo pure atipico rispetto alla contemporaneit\u00e0, nella sua struttura narrativa, e anche nella sua estetica. Il regista pi\u00f9 sottovalutato della sua generazione, sfruttando il suo usuale sodalizio con David Koepp, torna alle origini del genere, alla sua essenza, quella che trasforma le pareti domestiche in una trappola. La trappola per\u00f2 \u00e8 per noi, si perch\u00e9 in \u201cPresence\u201d il nostro sguardo si sovrappone a quello del fantasma, che osserva questa famiglia in crisi, formata dal padre Chris (Chris Sullivan), Rebekah (Lucy Liu), Chloe (Callina Ling) e Tyler (Eddy Maday). Non c&#8217;\u00e8 una buona aria per casa, Rebekah \u00e8 indagata per reati finanziari, Chloe invece ha appena perso l&#8217;amica Nadia da poco.\u00a0<\/p>\n<p>Si spostano in quella casa in periferia consci del fatto che non sar\u00e0 facile, ma non immaginano quanto. Litigi, discussioni, incomprensioni, la tensione che cresce, l&#8217;incomunicabilit\u00e0 che domina. S\u00ec, forse non \u00e8 stata una grande idea prendere quella casa, una casa che, ovviamente i nuovi inquilini lo scopriranno col tempo, \u00e8 dominata da un&#8217;entit\u00e0 ultraterrena che per\u00f2 \u00e8 invisibile. Il film la cesella come fatta di rumori, suggestioni, ma soprattutto si nutre del nostro sguardo che si sovrappone al suo, all&#8217;uso del grandangolo, a questa fotografia cos\u00ec fredda di Peter Andrews, al 14mm con cui Steven Soderbergh abbraccia in modo totalizzante il nostro sguardo in questo XXI secolo tecnocratico. \u201cPresence\u201d a una certa fa nascere in noi il dubbio: crediamo nei fantasmi perch\u00e9 crediamo nell&#8217;aldil\u00e0, oppure li abbiamo creati per pensare a un qualcuno che ci ascolta quando nessun altro lo fa? \u201cPresence\u201d pi\u00f9 che un horror, diventi un ragionamento sull&#8217;horror come forma espressiva per Steven Soderbergh, in un film che ci parla del cinema, di un genere particolare, del perch\u00e9 ci affascina e del perch\u00e9 risulta essere ancora oggi cos\u00ec popolare, a dispetto del tempo che cambia, della tecnologia che si impadronisce di noi e del nostro mondo.<\/p>\n<p>Si parla di fantasmi ma non si parla di fantasmi<\/p>\n<p>\u201cPresence\u201d si avvale di un cast che sa perfettamente come rendersi interprete non solo della normalit\u00e0, ma anche dell&#8217;ambiguit\u00e0 dei rapporti umani, che poi la parola d&#8217;ordine di questo film, in cui questo fantasma \u00e8 passivo, come siamo passivi noi, nella vita, anche nella nostra. Ogni tanto si fa sentire, Chloe capisce che c&#8217;\u00e8 qualcosa tra quelle mura, si arriva persino a convocare una sensitiva, poi ecco che sul finale, tutto cambia, da mero osservatore quella presenza diventa agente di un&#8217;azione repentina, di un cambiamento trasversale. A guardare i suoi ultimi lavori, appare evidente che Steven Soderbergh si stia interrogando sul rapporto in crisi tra uomo e azione, su come la societ\u00e0 moderna ci abbia reso sempre pi\u00f9 passivi, inerti, ma soprattutto affetti da voyeurismo. I social, la tecnologia, ci hanno reso fantasmi della nostra stessa vita, del nostro tempo e spazio, lo stesso concetto di narrazione video \u00e8 diventato prolungamento della nostra identit\u00e0, esemplificazione del dominio della narrazione, qualunque essa sia, sull&#8217;azione reale nel mondo reale. \u201cPresence\u201d esplora la nostra quotidianit\u00e0 in uno spettacolo dove ci sentiamo in disparte, quasi vergognandoci della nostra onniscenza.\u00a0<\/p>\n<p>Vediamo tutto ci\u00f2 che quelle persone provano, sentono, discutono. Appare quindi chiaro che \u00e8 la passivit\u00e0 il sottotesto semantico di questo film, cos\u00ec essenziale, da certi punti di vista verrebbe da dire quasi cos\u00ec classico nella sua struttura. Regia perfetta, calibrata in ogni minimo dettaglio, un uso perfetto delle luci e delle ombre, della paura che infine non \u00e8 per quell&#8217;essere, ma per il mondo reale, per ci\u00f2 che possiamo fare gli uni con gli altri. L&#8217;horror paranormale nel XXI secolo si \u00e8 preso il posto di quello che era un tempo lo slasher, \u00e8 sopravvissuto alla nascita del torture, ma \u00e8 e rimane, fin dalla narrativa di et\u00e0 vittoriana, per poi affondare nella mitologia, nel folklore, il grande protagonista del genere sul grande schermo. Quello che Steven Soderbergh ha fatto con \u201cPresence\u201d \u00e8 stato utilizzare tutto questo bagaglio per fornirci un racconto in fin dei conti ottimista, fatto di una speranza, malinconico, strizzando l&#8217;occhio a M. Night Shyamalan e ci\u00f2 che ci ha regalato. Difficile che piaccia a tutti, in particolare al pubblico mainstream, quello che concepisce questo tipo di film come lotta contro un altrove, presenze minacciose e sangue. Ma del resto, Soderbergh non \u00e8 mai stato uno che lisciava il pubblico per il verso giusto, \u00e8 sempre andato per la sua strada.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Voto: 7,5<\/strong><\/p>\n<p>       &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Condividi &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":21396,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[689,640,203,454,5344,204,1537,90,89,1521,688,12283,10840,23131],"class_list":{"0":"post-21395","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-blog","9":"tag-cinema","10":"tag-entertainment","11":"tag-film","12":"tag-horror","13":"tag-intrattenimento","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-movies","18":"tag-opinioni","19":"tag-presence","20":"tag-recensione","21":"tag-vision"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21395"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21395\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21396"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}