{"id":214477,"date":"2025-11-14T11:25:11","date_gmt":"2025-11-14T11:25:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/214477\/"},"modified":"2025-11-14T11:25:11","modified_gmt":"2025-11-14T11:25:11","slug":"lappartient-vedo-pressioni-e-tensioni-corridori-poco-felici-mi-preoccupa-la-loro-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/214477\/","title":{"rendered":"LAPPARTIENT. \u00abVEDO PRESSIONI E TENSIONI, CORRIDORI POCO FELICI, MI PREOCCUPA LA LORO SALUTE\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il presidente dell\u2019UCI, David Lappartient \u00e8 preoccupato per la salute del gruppo<\/strong>, non solo per diete sempre pi\u00f9 rigide, ma anche per quelle<strong> pressioni che nascono all&#8217;interno delle squadre<\/strong> e che portano a tensioni per tutti. La stagione su strada \u00e8 finita ma l\u2019Unione Ciclistica Internazionale prosegue il suo lavoro, cercando di miglioraer: gli argomenti di discussione sono tanti e tutti importanti, che vanno dalla salute alla sicurezza fino ai dubbi sul doping.\n            <\/p>\n<p>\u00ab<strong>Stiamo spendendo dieci milioni di euro nella lotta al doping<\/strong>, stiamo innovando, stiamo condividendo informazioni con l&#8217;ITA, stiamo collaborando con la polizia e la gendarmeria, ma non dobbiamo essere ingenui \u2013 ha spiegato Lappartient in una lunga intervista al quotidiano Ouest-France -. Dobbiamo rimanere informati sulle questioni relative al doping: non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia, sappiamo che rimane un rischio per il ciclismo e dobbiamo essere sempre in prima linea. <strong>Abbiamo vietato l&#8217;inalazione di monossido di carbonio e il tramadol<\/strong>, con la WADA che ha seguito l&#8217;esempio. Possono emergere novit\u00e0 nella ricerca della performance, perch\u00e9 ci\u00f2 che non \u00e8 proibito \u00e8 permesso. <strong>Dobbiamo anche essere vigili in termini di sicurezza, perch\u00e9 le biciclette sono performanti come auto di Formula 1<\/strong>\u00bb.\n            <\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019aspetto fisico il presidente dell\u2019UCI, si \u00e8 soffermato su quanto accade principalmente nel settore femminile e di <strong>come la magrezza influisca in modo negativo sull\u2019intero metabolismo<\/strong>. Tutti ricordano la magrezza di Pauline Ferrand-Pr\u00e9vot, ma Lappartient non \u00e8 preoccupato per un atleta che risulta troppo magro ma che \u00e8 ben seguito, <strong>per lui nel gruppo \u00e8 molto pi\u00f9 pericoloso il burnout<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abAlla partenza da Vannes, ho visto Pauline e l&#8217;ho trovata davvero in forma. Ho pensato tra me e me: deve essere in grado di andare veloce. Finch\u00e9 tutto \u00e8 sotto il controllo di nutrizionisti e dietologi, e il peso non si perde troppo in fretta, c&#8217;\u00e8 un certo grado di controllo. <strong>Sono pi\u00f9 preoccupato per il burnout che si pu\u00f2 generare. Pesare il cibo ogni giorno \u00e8 impegnativo. La salute mentale dei corridori \u00e8 preoccupante perch\u00e9 nel gruppo c&#8217;\u00e8 pressione e tensione<\/strong>: tutti vogliono essere in testa, tutti ricevono le stesse istruzioni contemporaneamente, questo \u00e8 preoccupante. <strong>Stiamo assistendo a esaurimenti nervosi che prima non vedevamo.\u00a0<\/strong>Si guadagna di pi\u00f9 nel gruppo, ma si \u00e8 meno felici. Vedo meno corridori che ridono\u00bb.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi la questione della sicurezza che riguarda il controllo della velocit\u00e0, l\u2019uso degli auricolari e il SafeR: Lappartient pensa che molte squadre in realt\u00e0 non siano veramente interessate alla questione della sicurezza e quando vengono date delle regole ci si trova di fronte a vere e proprie forme di protesta.<\/p>\n<p>\u00abQuando conduciamo un test senza auricolari, le squadre sono contrarie; quando conduciamo un test per limitare i rapporti del cambio, veniamo citati in giudizio e le squadre sono contrarie; quando abbiamo voluto portare test SafeR con localizzatori GPS al Giro di Romandia Femminile, cinque squadre non sono partite. <strong>Troppe squadre scioperano di fronte alle soluzioni proposte. Dov&#8217;\u00e8 l&#8217;interesse comune?<\/strong> Non sono convinto che la sicurezza sia cos\u00ec ampiamente sostenuta come alcuni vorrebbero farci credere. <strong>Ho vietato gli auricolari ai Campionati del Mondo, ai Campionati Europei e alle Olimpiadi; \u00e8 meglio dal punto di vista tattico e della sicurezza, ma le squadre sono contrarie<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Ci sono punti negativi nel ciclismo, ma ci sono anche aspetti positivi, come <strong>l\u2019interesse crescente per il ciclismo femminile<\/strong>. Quest\u2019anno poi i numeri sono stati da record e oltr&#8217;Alpe il Tour de France femminile ha fatto pi\u00f9 ascolti del Roland-Garros.<\/p>\n<p>\u00abGli ascolti per il ciclismo femminile sono in continuo aumento e questo ci rende felici. <strong>In particolare gli ascolti dell&#8217;ultima tappa del Tour femminile sono stati pi\u00f9 alti di quelli di tutte le tappe di montagna del Tour maschile.<\/strong> Chi l&#8217;avrebbe mai pensato cinque anni fa, quando il Tour femminile non esisteva nemmeno? La tappa finale di Chatel ha il secondo indice di ascolto pi\u00f9 alto in assoluto dopo quella di Montmartre. Abbiamo creato qualcosa di prezioso. In termini di ascolti, il Tour de France femminile ha fatto il doppio dei numeri del Roland Garros\u00bb.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi la questione che riguarda<strong> il dominio assoluto di Tadej Pogacar.<\/strong> Lappartient non \u00e8 preoccupato al riguardo, ammettendo che nel ciclismo passato, ci sono stati altri casi del genere.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Nello sport, quando si pu\u00f2 prevedere chi sar\u00e0 il vincitore, l&#8217;interesse diminuisce, \u00e8 ovvio.<\/strong> Ma alla Parigi-Roubaix o alla Milano-Sanremo di quest\u2019anno, c&#8217;\u00e8 stata una vera battaglia tra Van der Poel e Pog\u00e1car, ed \u00e8 stata emozionante. La prima settimana del Tour non \u00e8 stata male, ma poi, arrivati alla prima tappa di montagna, la battaglia \u00e8 finita. S\u00ec, Pogacar \u00e8 all&#8217;apice della sua carriera, come lo \u00e8 stato Merckx alla sua stessa et\u00e0 o Hinault. <strong>Ci sono sempre stati periodi di dominio assoluto e sappiamo che questo non \u00e8 l&#8217;ideale per la suspense.<\/strong> Ma gli attacchi a 100 km dal traguardo, come ai Mondiali, richiedono coraggio e forza e ci sono stati e poi, quando i campioni non vincono, va bene lo stesso\u00bb.<\/p>\n<p>Per tornare alla questione doping, rispetto agli scorsi anni, oggi ci sono sicuramente molti meno positivi, ma secondo il presidente dell\u2019UCI questo non vuol dire che si pu\u00f2 stare tranquilli: avere dei dubbi \u00e8 sempre lecito, anche quando i test continuano ad essere negativi.<\/p>\n<p>\u00abCome organizzazione, <strong>bisogna sempre avere dei dubbi. Essere troppo certi \u00e8 pericoloso.<\/strong> Siamo in prima linea, alla costante ricerca di nuovi prodotti. Tra i laboratori accreditati, sono tutti in grado di rilevare con la stessa precisione? La domanda si risolve da sola. Se Alberto Contador \u00e8 stato trovato positivo, \u00e8 perch\u00e9 il laboratorio di Colonia ha approfondito molto la questione delle plastiche. <strong>Oggi possiamo rianalizzare campioni di dieci anni fa. Lo abbiamo appena fatto su 300 campioni del 2015<\/strong>; con i metodi odierni, abbiamo trovato positivo un ciclista cinese su pista nel 2016. Conserviamo 15.000 campioni all&#8217;anno. Spendiamo dieci milioni di euro nella lotta al doping, innoviamo, condividiamo informazioni con l&#8217;ITA, collaboriamo con la polizia, il ciclismo sta migliorando, ma non dobbiamo essere ingenui, il messaggio \u00e8 lo stesso ogni anno per i 1.400 ciclisti professionisti, uomini e donne: se barate, state certi che prima o poi verrete catturati, perch\u00e9 i campioni vengono conservati per dieci anni\u00bb.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il presidente dell\u2019UCI, David Lappartient \u00e8 preoccupato per la salute del gruppo, non solo per diete sempre pi\u00f9&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":214478,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,5572,1537,90,89,127900,245,120115,244,3148],"class_list":{"0":"post-214477","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-ciclismo","9":"tag-cycling","10":"tag-doping","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-salute-atleti","15":"tag-sport","16":"tag-sport-professionistico","17":"tag-sports","18":"tag-uci"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115547807633331599","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/214477","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=214477"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/214477\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/214478"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=214477"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=214477"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=214477"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}