{"id":214534,"date":"2025-11-14T12:08:10","date_gmt":"2025-11-14T12:08:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/214534\/"},"modified":"2025-11-14T12:08:10","modified_gmt":"2025-11-14T12:08:10","slug":"oriente-occidente-di-rampini-perche-la-situazione-sul-fronte-ucraino-e-cosi-drammatica-qual-e-la-vera-urgenza-di-putin-al-quarto-inverno-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/214534\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Perch\u00e9 la situazione sul fronte ucraino \u00e8 cos\u00ec drammatica: qual \u00e8 la vera urgenza di Putin, al quarto inverno di guerra"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 la situazione sul fronte ucraino \u00e8 cos\u00ec drammatica?<\/b> Dietro l\u2019urgenza di Putin, giunto al quarto inverno di un\u2019offensiva che doveva durare\u2026 quindici giorni, c\u2019\u00e8 <b>un imperativo geopolitico: bloccare i preparativi per l\u2019adesione di Kiev all\u2019Unione europea.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Bench\u00e9 quell\u2019adesione non sia comparabile ad un eventuale ingresso nella Nato (che non \u00e8 in agenda), tuttavia <b>per Putin rappresenterebbe una perdita incancellabile<\/b>, un fiasco totale. Se riesce a fermare quel processo, l\u2019autocrate russo ha poi in mente un <b>piano in pi\u00f9 fasi per soggiogare gradualmente Kiev<\/b>, infine <b>reintegrare l\u2019Ucraina<\/b> nella sfera d\u2019influenza russa.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel frattempo<b> deve convincere tutti<\/b> \u2013 la popolazione ucraina, gli europei, in America sia Trump che il Congresso e il Pentagono, infine il suo stesso entourage moscovita \u2013 che il tempo \u00e8 dalla sua parte. Cosa tutt\u2019altro che certa.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prendo questo scenario da <b>un\u2019acuta analisi di un esperto militare britannico, Jack Watling<\/b>, ricercatore al Royal United Services Institute di Londra. L\u2019ha pubblicata sulla rivista americana Foreign Affairs con il titolo \u201cL\u2019inverno pi\u00f9 difficile per l\u2019Ucraina\u201d. Eccovi la mia sintesi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre la guerra in Ucraina entra nel suo quarto inverno, paradossalmente<b> il tema dominante nelle capitali occidentali \u00e8 il \u00abdopo\u00bb<\/b>: scenari di cessate il fuoco, piani di ricostruzione, garanzie di sicurezza, promesse di ingresso nell\u2019Unione Europea e nella Nato. <b>Sul campo, la realt\u00e0 si muove in direzione opposta<\/b>. <b>La Russia non sta rallentando, sta accelerando<\/b>. Mentre i governi discutono di negoziati, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/25_novembre_14\/ucraina-russia-le-notizie-sul-conflitto-in-diretta.shtml\" title=\"Ucraina - Russia, le notizie sul conflitto in diretta | Attacco russo nella notte, Kiev obiettivo primario. Zelensky: \u00ab4 morti, usati 430 droni e 18 missili\u00bb. Colpito un mercato nella regione di Odessa: 2 morti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Putin cerca di imporre con le armi<\/a> una soluzione che renda quei negoziati inutili: la ratifica di una sconfitta ucraina.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per capire dove stiamo andando, vale la pena di partire da un luogo che quasi nessuno in Europa saprebbe collocare su una mappa: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_novembre_11\/pokrovsk-300-militari-russi-nebbia-7e81379d-5599-4ffb-80fa-41c3de37fxlk.shtml\" title=\"Pokrovsk, \u00ab300 militari russi entrati in citt\u00e0, coperti dalla nebbia\u00bb: cos\u00ec il meteo ha \u00abaccecato\u00bb i droni ucraini\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pokrovsk, nodo logistico nel Donbass<\/a>. <b>Mosca progettava di occuparla entro novembre 2024. \u00c8 in ritardo di un anno<\/b>, ma ora \u00e8 sul punto di farcela. I russi avanzano tra edifici sventrati, macerie ghiacciate, palazzi vuoti che diventano postazioni di tiro. I droni di Mosca tagliano le vie di rifornimento, <b>le truppe ucraine difendono casa per casa, avendo inflitto nei mesi scorsi perdite enormi<\/b>: oltre 20 mila soldati russi uccisi al mese, secondo le stime pi\u00f9 accreditate. <b>Eppure la marea, lentamente, sale<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pokrovsk non \u00e8 un\u2019eccezione, \u00e8 un simbolo<\/b>. A nord e a sud, le linee ucraine vengono \u00abstirate\u00bb, piegate, trasformate in sacche. <b>I russi sono alle porte di Kostyantynivka.<\/b> Usano droni guidati a filo e bombe plananti non solo contro obiettivi militari ma per<b> spopolare i centri abitati<\/b> man mano che entrano nel raggio d\u2019azione: lo hanno fatto a Kherson, ora replicano la stessa strategia su Kramatorsk e possono minacciare il cuore industriale di Zaporizhzhia.<b> Se il Donbass cade, il prossimo obiettivo logico \u00e8 Kharkiv<\/b>, la seconda citt\u00e0 del Paese.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre tutto questo accade,<b> la conversazione globale si concentra sulla parola magica: \u00abnegoziato\u00bb<\/b>. \u00c8 una parola rassicurante, che parla alla nostra stanchezza, alla nostra inquietudine di europei spettatori di una guerra lunga, costosa, incomprensibile per chi non conosce la storia di questa regione. Ma <b>a Mosca la parola \u00abnegoziato\u00bb significa qualcos\u2019altro<\/b>: guadagnare tempo, cambiare i fatti sul terreno, logorare la resistenza ucraina, spaccare l\u2019unit\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questi mesi <b>Kiev non ha chiuso la porta al dialogo<\/b>. Al contrario, la leadership ucraina ha mandato pi\u00f9 volte segnali di disponibilit\u00e0. <b>\u00c8 Mosca che non si \u00e8 mossa di un millimetro<\/b> dalle sue pretese massimaliste. Nella versione russa, qualsiasi sospensione dei combattimenti <b>dovrebbe avvenire a spese della sovranit\u00e0 ucraina<\/b>, sancendo come irreversibile la perdita di territori e il diritto di Mosca di intervenire di nuovo. Finch\u00e9 l\u2019aggressore \u00e8 determinato a proseguire, il Paese aggredito non ha scelta: pu\u00f2 soltanto continuare a combattere.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi <b>un elemento che spesso in Occidente non vogliamo guardare in faccia<\/b>: <b>il comportamento della comunit\u00e0 internazionale<\/b>, in particolare degli alleati, <b>ha incoraggiato Putin a proseguire<\/b>. Il calo dell\u2019assistenza militare e tecnica statunitense \u2013 segnali di stanchezza del Congresso, polemiche sulla durata del sostegno \u2013 hanno <b>alimentato nel Cremlino la speranza di poter esaurire le riserve ucraine<\/b> di munizioni e di energia.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Europa, dal canto suo, ha parlato sempre pi\u00f9 di quale architettura di sicurezza offrir\u00e0 all\u2019Ucraina \u00abdopo la guerra\u00bb, con <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_ottobre_25\/zelensky-preme-sui-volenterosi-dateci-armi-a-lungo-raggio-1ded35a2-730b-43f6-822a-39c5ea2c8xlk.shtml\" title=\"Zelensky preme sui Volenterosi: \u00abDateci armi a lungo raggio\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">una \u00abcoalizione dei volenterosi\u00bb<\/a> pronta a mettere truppe sul terreno una volta firmato un cessate il fuoco. Il risultato, dal punto di vista di Mosca, \u00e8 semplice: <b>prolungare la guerra diventa il modo migliore per impedire proprio quell\u2019integrazione euro-atlantica<\/b> che l\u2019Ucraina cerca dal 2013.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Qui tocchiamo il punto centrale.<b> La Russia<\/b> non combatte solo per un corridoio di terra verso la Crimea, per il controllo del Mar Nero, per qualche oblast in pi\u00f9 o in meno. <b>Combatte per impedire che l\u2019Ucraina diventi definitivamente parte dell\u2019Occidente<\/b>, della sua economia, dei suoi sistemi di sicurezza. <b>L\u2019obiettivo strategico di Putin non \u00e8 solo territoriale, \u00e8 geopolitico<\/b>: riportare Kiev nella propria orbita, svuotarne la sovranit\u00e0 dall\u2019interno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ecco perch\u00e9 <b>il Cremlino guarda con ostilit\u00e0 non solo alla Nato ma anche all\u2019Unione Europea<\/b>. La Russia non vuole che l\u2019Ucraina si integri con l\u2019Europa e con le sue strutture di sicurezza: dopotutto, <b>l\u2019invasione del 2022 ha le sue origini nel 2013<\/b>, quando Mosca fece pressioni sul presidente ucraino di allora, <b>Viktor Yanukovych<\/b>, affinch\u00e9 non firmasse l\u2019accordo di associazione con l\u2019Unione Europea. Se un cessate il fuoco rende imminente questa integrazione, come suggeriscono i leader europei della coalizione dei volenterosi, allora la Russia ha un fortissimo incentivo a evitare un cessate il fuoco.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se accettiamo questo punto di partenza, diventa pi\u00f9 chiaro anche<b> il piano di lungo periodo che Putin insegue<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il suo obiettivo strategico \u00e8 di <b>soggiogare l\u2019Ucraina in tre fasi<\/b>. Eccolo nei dettagli, secondo Watling: \u00abPrimo, Mosca mira a occupare o distruggere abbastanza territorio ucraino da garantire che ci\u00f2 che resta del Paese sia economicamente sostenibile solo con l\u2019acquiescenza della Russia. I pianificatori russi ritengono che ci\u00f2 potrebbe essere ottenuto se la Russia mantenesse i quattro oblast che ha gi\u00e0 annesso e aggiungesse Kharkiv, Mykolaiv e Odessa, il che taglierebbe di fatto l\u2019Ucraina fuori dal Mar Nero. In queste condizioni, il Cremlino cercherebbe un cessate il fuoco, nella convinzione di poter poi condurre una seconda fase, in cui sfruttare leva economica e guerra politica, sostenute dalla minaccia di una nuova invasione, per esercitare controllo su Kiev. <b>Nella fase finale, la Russia assorbirebbe l\u2019Ucraina nella propria orbita in modo analogo alla Bielorussia\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 un programma che ricorda altri capitoli della storia europea:<b> la riduzione territoriale e l\u2019asfissia economica come preludio per soggiogare una nazione <\/b>e ridurla in uno stato di vassallaggio, fino all\u2019assorbimento finale. C\u2019\u00e8 una logica fredda, quasi amministrativa, dietro la ferocia delle battaglie di Pokrovsk o di Kherson. <b>Mosca sa di essere ancora lontana dal completare la prima fase<\/b>, ma conta sul logoramento progressivo delle forze ucraine: meno fanteria addestrata, meno capacit\u00e0 di tenere una linea difensiva continua, pi\u00f9 vulnerabilit\u00e0 di fronte a un nemico che, per ora, resta all\u2019offensiva.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Questa strategia ha per\u00f2 anche i suoi limiti<\/b>. La Russia ha finora sostenuto la guerra con un massiccio ricorso ai volontari, comprati con bonus e indennizzi promessi alle famiglie. Nel 2024 sarebbero stati reclutati circa 420 mila uomini, pi\u00f9 di 300 mila nel 2025. Ma <b>il bacino di chi \u00e8 disposto a rischiare la vita per un premio in denaro non \u00e8 infinito<\/b>. Le cifre del <b>reclutamento sono gi\u00e0 in calo<\/b>, e le autorit\u00e0 hanno iniziato a usare <b>metodi pi\u00f9 coercitivi<\/b>. A un certo punto il Cremlino dovr\u00e0 cambiare modo di combattere \u2013 riducendo l\u2019uso di ondate di fanteria sacrificate \u2013 oppure inventare un altro modello di mobilitazione.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 poi il limite economico.<\/b> Finch\u00e9 la Russia riesce a vendere petrolio, gas e materie prime, ha la liquidit\u00e0 necessaria per comprare armamenti e pagare gli stipendi dei soldati. Ma <b>il calo dei prezzi del petrolio nel 2025 ha cominciato a pesare sulle riserve<\/b>. Gli attacchi ucraini a lungo raggio contro le raffinerie hanno gi\u00e0 colpito la capacit\u00e0 di raffinazione interna e la disponibilit\u00e0 di carburante. Se a questo si aggiungesse una vera stretta occidentale sulla<a href=\"\"> cosiddetta \u00abflotta ombra\u00bb <\/a>\u2013 la rete di petroliere vetuste che trasportano il greggio russo verso India e Cina eludendo le sanzioni \u2013<b> la Russia potrebbe trovarsi nel 2026 davanti a un problema di cassa molto serio<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fino ad oggi <b>le misure europee e americane contro questa flotta sono state timide, pi\u00f9 simboliche<\/b> che sostanziali. Eppure <b>\u00e8 qui che l\u2019Occidente avrebbe un\u2019arma potentissima<\/b>, forse pi\u00f9 efficace di tante dichiarazioni altisonanti sulla \u00abfermezza\u00bb a lungo termine. <b>Bloccare davvero<\/b>, in modo coordinato, i<b>l passaggio delle petroliere della flotta ombra<\/b> attraverso lo Stretto di Danimarca significherebbe <b>colpire il cuore del sistema di finanziamento della guerra<\/b>, senza necessariamente provocare un\u2019esplosione dei prezzi, perch\u00e9 altri produttori OPEC sarebbero pronti a raccogliere la domanda. (E qui pu\u00f2 risultare prezioso <b>l\u2019asse Usa-Arabia<\/b>, il rapporto stretto fra Donald Trump e Mohammed Bin Salman).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In parallelo, <b>l\u2019Ucraina sta cercando di migliorare l\u2019efficacia della propria campagna di attacchi profondi<\/b>. Finora la difesa aerea russa ha abbattuto fino al 95 per cento dei droni, e non tutti quelli che arrivano a destinazione producono danni significativi. Ma <b>Kiev sta accumulando missili da crociera di progettazione nazionale<\/b>, capaci di colpire una gamma pi\u00f9 ampia di obiettivi. Se questi sistemi verranno utilizzati contro infrastrutture di esportazione di petrolio e gas, la pressione su Mosca crescer\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul fronte ucraino, <b>il tallone d\u2019Achille<\/b> non \u00e8 tanto la mancanza di uomini in et\u00e0 militare, quanto <b>la capacit\u00e0 di trasformarli in unit\u00e0 combattenti efficaci<\/b>. L\u2019addestramento effettuato finora fuori dal Paese ha dato <b>risultati deludenti<\/b>, perch\u00e9 le unit\u00e0 non hanno potuto saldarsi davvero con i loro comandi e con l\u2019equipaggiamento che poi avrebbero usato al fronte. Una delle proposte che circolano nelle capitali europee \u00e8 il passaggio a un <b>addestramento \u00abin teatro\u00bb<\/b>: istruttori europei che operano dentro l\u2019Ucraina, coordinati dai comandi ucraini, su equipaggiamenti che poi verranno effettivamente impiegati. <b>\u00c8 una soluzione che comporta rischi<\/b> \u2013 gli istruttori diventerebbero bersagli perfetti per Mosca \u2013 ma finora i russi hanno avuto scarso successo nel colpire questo tipo di obiettivi, e <b>il guadagno in termini di qualit\u00e0 delle forze ucraine potrebbe essere decisivo<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Infine c\u2019\u00e8 la questione dell\u2019<\/b><a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/esteri\/ursula-von-der-leyen-putin-usa-l-inverno-come-arma-ma-fallira-\/3c4e50ce-ae8a-41e5-9a1b-c71d56882xlk\" title=\"Ursula von der Leyen: \u00abPutin usa l&#039;inverno come arma, ma fallir\u00e0\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">inverno che arriva<\/a><b>.<\/b> La Russia sta producendo pi\u00f9 missili che mai, la rete elettrica ucraina \u00e8 gi\u00e0 oggi incapace di alimentare in modo continuo il Paese: anche nel centro di Kiev la corrente manca per ore ogni giorno. Il riscaldamento funziona, ma le temperature scendono. <b>Mosca punta<\/b>, oltre che sul logoramento militare, <b>su uno stress estremo della popolazione civile<\/b>: blackout prolungati, citt\u00e0 di prima linea svuotate, fuga di famiglie dalle aree pi\u00f9 esposte.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se questa strategia riuscisse, la Russia potrebbe trovarsi in posizione di costringere l\u2019Ucraina a una resa di fatto nel 2026.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019analisi pi\u00f9 realistica suggerisce un\u2019altra via<\/b>: se l\u2019Ucraina riuscir\u00e0 a tenere le linee difensive ancora un anno, e se in quello stesso arco di tempo <b>l\u2019Occidente sapr\u00e0 trasformare le sanzioni da rito simbolico in vera pressione economica<\/b> \u2013 sulla flotta ombra, sulle esportazioni energetiche, sulle capacit\u00e0 industriali \u2013 <b>allora il Cremlino comincer\u00e0 a intravedere il rischio di una crisi di lungo periodo<\/b> in cui i costi superano i benefici attesi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il cessate il fuoco arriver\u00e0 quando la Russia sar\u00e0 convinta di essere su una traiettoria insostenibile<\/b>. Fino ad allora, il compito degli alleati \u00e8 duplice: dare all\u2019Ucraina i mezzi per resistere, e convincere Putin che il tempo non \u00e8 pi\u00f9 dalla sua parte.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-11-14T12:40:12+01:00\" content=\"2025-11-14\">14 novembre 2025, 12:39  &#8211; modifica il 14 novembre 2025 | 12:40<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Perch\u00e9 la situazione sul fronte ucraino \u00e8 cos\u00ec drammatica? 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