{"id":214557,"date":"2025-11-14T12:29:14","date_gmt":"2025-11-14T12:29:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/214557\/"},"modified":"2025-11-14T12:29:14","modified_gmt":"2025-11-14T12:29:14","slug":"edgar-wright-firma-un-film-crudele-e-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/214557\/","title":{"rendered":"Edgar Wright firma un film crudele e attuale"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un uomo. \u00c8 uno dei tanti dalla barbara e disordinata folla dei &#8220;bassi fondi&#8221;. La sua situazione familiare non \u00e8 delle pi\u00f9 facili. Prendendosi sulle spalle i disagi di una vita animata da conflitti e battaglie, lo si pu\u00f2 vedere correre per la propria vita e quella delle persone a lui care. Ma chi \u00e8 veramente? Perch\u00e9 lo sta facendo? Cosa si cela dietro all&#8217;immaginario fittizio che il piccolo schermo costruisce ogni giorno per il pubblico pi\u00f9 affezionato? <b>The Running Man<\/b>, nuovo adattamento cinematografico dal romanzo scritto nel 1982 da Richard Bachman (Stephen King sotto pseudonimo), <b>ritrova le riflessioni di un racconto legato al passato ma ancora oggi attualissimo nella sua crudelt\u00e0 di fondo<\/b>.<\/p>\n<p>Diretto da Edgar Wright e disponibile nei cinema italiani dal 13 novembre 2025, <b>The Running Man riflette su tantissime cose differenti, condensandole tutte nel viaggio di un uomo che si trova costretto a mettersi al centro di un reality sadico<\/b> per via del suo ambiente di provenienza sociale. Non una storia inedita al cinema, ovviamente, ma comunque ancora d&#8217;impatto e fondamentale (anche lo stesso <a href=\"https:\/\/cinema.everyeye.it\/notizie\/stephen-king-svela-giudizio-the-running-man-il-die-hard-tempi-834437.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Stephen King \u00e8 rimasto colpito da The Running Man<\/a>), se costruita attraverso la cifra poetica giusta e un certo tatto artistico. <\/p>\n<p>Come i romani<\/p>\n<p>In un mondo dominato dall&#8217;immagine e dal consumo di massa, un programma incarna in tutto e per tutto la deriva definitiva dell&#8217;intrattenimento: The Running Man. Ogni sera, milioni di spettatori si radunano davanti agli schermi per assistere a una caccia all&#8217;uomo trasmessa in diretta mondiale. I protagonisti, i cosiddetti &#8220;Runner&#8221;, non competono per gloria o denaro (o almeno non tutti), ma per la propria sopravvivenza: hanno trenta giorni per fuggire da assassini professionisti, i &#8220;Cacciatori&#8221;. <b>L&#8217;unica regola \u00e8 semplice e brutale: chi viene raggiunto, muore. Il sangue scorre, gli applausi si alzano. Lo spettacolo continua, sempre pi\u00f9 famelico<\/b>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.everyeye.it\/img-singole\/articolo-180480.webp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/articolo-180480-850.webp.webp\" class=\"img_100\"\/><\/a><\/p>\n<p>In questo inferno televisivo entra Ben Richards, portato sul grande schermo da Glen Powell. Non ha il carisma dell&#8217;eroe n\u00e9 l&#8217;ambizione del ribelle. La sua scelta non nasce da un desiderio di cambiamento: \u00e8 un uomo spinto all&#8217;estremo dalle circostanze, un disperato senza alcuna possibilit\u00e0 se non la pi\u00f9 estrema. <b>La sua partecipazione a The Running Man non nasce dal desiderio di fama, ma da una necessit\u00e0 che va oltre s\u00e9<\/b>. L&#8217;unica via per salvare la vita di sua figlia malata \u00e8 accettare le condizioni del gioco, diventare preda consapevole, corpo sacrificabile davanti a un sistema che misura la piet\u00e0 in punti di share.<\/p>\n<p>A orchestrare The Running Man c&#8217;\u00e8 Dan Killian, mente del programma, incarnato da Josh Brolin. \u00c8 il demiurgo dello spettacolo moderno: trasforma la violenza in linguaggio, la paura in profitto. <b>La sua abilit\u00e0 consiste nel manipolare le emozioni collettive, nel dare forma alla crudelt\u00e0 come se fosse intrattenimento<\/b>. Ogni inquadratura, ogni grido, ogni colpo sparato sono costruiti per mantenere vivo l&#8217;interesse dello spettatore. In questo meccanismo perfetto, Richards dovrebbe essere soltanto un numero, una storia da consumare e dimenticare, o comunque da spremere fino all&#8217;osso. Ma qualcosa va storto.<\/p>\n<p>Guardare la vita consumarsi<\/p>\n<p><b>The Running Man \u00e8 un lungometraggio che parla di immagini, di immaginario e di manipolazione delle masse con finalit\u00e0 di propaganda<\/b>. \u00c8 un film sul consumismo che ancora oggi dilaga in ogni ambito. Traendo ispirazione dagli eccessi di una storia sicuramente sopra le righe, il film diretto da Edgar Wright guarda in faccia il proprio pubblico, instaurando fin da subito una discussione sulla passivit\u00e0 di una societ\u00e0 che assomiglia per tante cose alla nostra.<\/p>\n<p>Gli schermi sempre accesi e il dramma umano e reale che si consuma poco a poco. Il tutto attraverso una regia estremamente frenetica, sempre in movimento ma anche leggera, in qualche modo. <b>The Running Man \u00e8 anche e soprattutto cifra stilistica<\/b>: non solo lo sguardo della macchina da presa, ma anche il montaggio ritmato e musicale di Paul Machliss fa la differenza, con un lungometraggio che si nutre voracemente della propria colonna sonora, anch&#8217;essa movimentata e varia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.everyeye.it\/img-singole\/articolo-180481.webp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/articolo-180481-850.webp.webp\" class=\"img_100\"\/><\/a><\/p>\n<p>La tensione \u00e8 un&#8217;altra costante fondamentale del racconto. Basandosi tutto su un inseguimento continuo e folle, <b>The Running Man si gioca alcune delle sue carte pi\u00f9 impattanti attraverso la messa in scena di questo mondo avvolgente, a met\u00e0 fra la fantascienza r\u00e9tro anni &#8217;80<\/b> e un futuristico abbastanza attuale. Questo \u00e8 ovviamente un ulteriore gioco alla satira sociale, alla critica e distinzione di due classi ben specifiche che vivono in mondi separati: abissi di dettagli e scenografie che lasciano il segno proprio perch\u00e9 agiscono direttamente sulle scene.<\/p>\n<p><b>The Running Man disegna, quindi, un futuro che assomiglia pericolosamente al nostro presente<\/b>, un&#8217;epoca in cui la linea di confine tra realt\u00e0 e spettacolo si \u00e8 dissolta. La sofferenza diventa un prodotto, la morte uno strumento di fidelizzazione, l&#8217;empatia un ostacolo alla performance. L&#8217;intrattenimento \u00e8 diventato un linguaggio crudele, calibrato ed estremizzato dal potere per alimentare il desiderio di controllo e il bisogno di emozione immediata.<\/p>\n<p><b>In questa cornice, la violenza non \u00e8 pi\u00f9 solamente esibita: \u00e8 richiesta, programmata, venduta<\/b>. La societ\u00e0 osservata da The Running Man non si limita a guardare: partecipa, applaude, giudica. \u00c8 lo spettatore a decretare la misura della brutalit\u00e0 necessaria, ed \u00e8 proprio in questo atto di consenso che si consuma la condanna collettiva, anche oltre lo stesso grande schermo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/the-running-man-v1-915739-1280x16.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>Ben Richards, costretto a farsi spettacolo per sopravvivere, <b>incarna la parabola di un uomo che si ribella non per eroismo, ma semplicemente per dignit\u00e0<\/b>. La sua corsa diventa cos\u00ec, e ben presto, la rappresentazione pi\u00f9 diretta di una lotta contro il disumano travestito da intrattenimento e svago. Pi\u00f9 lo si vede sfuggire alla morte, pi\u00f9 il sistema tenta di trasformarlo in un&#8217;icona, per riassorbirlo e neutralizzarne la forza. Ma nella sua resistenza, nella sua decisione di non conformarsi al copione imposto, si rivela <b>l&#8217;ultimo gesto di libert\u00e0 possibile in un mondo che trasmette la fine dell&#8217;uomo come spettacolo in prima serata<\/b>.<\/p>\n<p>Ecco che The Running Man non \u00e8 pi\u00f9 semplicemente un reality da consumare comodamente nel proprio spazio personale: <b>\u00e8 il ritratto di un mondo che ha smarrito la propria umanit\u00e0<\/b>, disposto a divorare i propri miti pur di restare intrattenuto. E mentre Richards corre per la vita, diventa sempre pi\u00f9 chiaro che il vero mostro non \u00e8 chi uccide, ma chi guarda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 un uomo. \u00c8 uno dei tanti dalla barbara e disordinata folla dei &#8220;bassi fondi&#8221;. 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