{"id":214848,"date":"2025-11-14T16:35:13","date_gmt":"2025-11-14T16:35:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/214848\/"},"modified":"2025-11-14T16:35:13","modified_gmt":"2025-11-14T16:35:13","slug":"aldo-giovanni-e-giacomo-figli-di-operai-siamo-stati-felici-con-poco-ogni-cosa-era-preziosa-dopo-il-successo-i-nostri-genitori-chiedevano-ma-il-conto-corrente-e-a-posto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/214848\/","title":{"rendered":"Aldo, Giovanni e Giacomo: \u00abFigli di operai, siamo stati felici con poco: ogni cosa era preziosa. Dopo il successo, i nostri genitori chiedevano: &#8220;Ma il conto corrente \u00e8 a posto?&#8221;\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Walter Veltroni<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">I tre comici tornano con il documentario &#8220;Attitudini: nessuna&#8221;, nel quale raccontano la storia della loro vita, le famiglie proletarie, gli anni duri in fabbrica. Giovanni: \u00abI miei genitori non mi hanno mai messo paletti, si divertivano\u00bb. Aldo: \u00abSentivo di voler dimostrare qualcosa\u00bb. Giacomo: \u00abErrori? Girare &#8220;Fuga da Reuma Park&#8221;\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ho ritrovato <b>Aldo, Giovanni e Giacomo, tre puri geni<\/b>, per parlare del documentario \u00abAttitudini: nessuna\u00bb, in uscita nelle sale il 4 dicembre.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel film Aldo dice: \u00abPer fare il comico devi avere fame\u00bb. <\/b><br \/><b>Aldo: <\/b>\u00abS\u00ec, devi avere fame \u00e8 inteso anche come voglia di cambiare le cose. Noi siamo figli di operai e siamo stati operai a nostra volta. Io lavoravo alla SIP, per cui avevo uno stipendio sicuro. Ho deciso di licenziarmi, di affrontare la vita in un altro modo. Di farmela piacere, questa vita, non di fare un mestiere che non mi avrebbe dato emozioni. Avere fame significa aver voglia di rischiare, aver voglia di dimostrare qualcosa\u00bb. <br \/><b>Giacomo: <\/b>\u00abLo stesso \u00e8 per me. Ho lavorato in fabbrica come saldatore e poi in ospedale. Eravamo tranquilli e sistemati. Ma non eravamo felici\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 bello quando nel documentario torni davanti alla tua fabbrica, che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. <br \/>Giacomo: <\/b>\u00abIl 2 novembre, la festa dei morti, sono andato al mio paese, a salutare i miei genitori che stanno l\u00ec e ho incontrato il figlio del proprietario dell\u2019azienda. Abbiamo parlato degli anni della fabbrica. Anni duri, lui stesso me l\u2019ha ricordato. \u201cMa \u00e8 vero che non si poteva parlare con mio pap\u00e0 che era il proprietario?\u201d. Era proprio cos\u00ec. Gli operai ragionavano sottovoce, se ti sentiva parlare, il titolare diceva: \u201cMa io vi pago per parlare o per lavorare?\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ricordi l\u2019orgoglio della tua famiglia quando in ospedale fosti promosso, un Poretti non era mai stato caposala\u2026  <\/b><br \/><b>Giacomo: <\/b>\u00abMio padre faceva l\u2019operaio metalmeccanico, il fresatore. E la mamma faceva l\u2019operaia tessile, poi la casalinga. Io volevo andare oltre e mi sono avvicinato all\u2019oratorio dove c\u2019era un teatro, L\u2019Arsenale, in cui facevano dei corsi. Era la stessa scuola che hanno fatto anche Giovanni e Aldo\u2026\u00bb. <br \/><b>Giovanni: <\/b>\u00abNoi avevamo chiesto che non lo prendessero, lui. Per\u00f2 purtroppo non ci hanno ascoltato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Giovanni, nel film torni nella casa della tua infanzia e scopri che c\u2019\u00e8 ancora il bagno nella ringhiera.<\/b><br \/><b>Giovanni:<\/b> \u00ab\u00c8 stata una sorpresa anche per me, non me l\u2019aspettavo. Abbiamo abitato l\u00ec fino a quando ho avuto 14 anni. Il nostro bagno era quello l\u00ec. Non era un bagno, era un cesso alla turca. Ed \u00e8 ancora cos\u00ec. L\u2019ho ritrovato intatto, non hanno avuto il coraggio di metterlo a posto\u00bb. <br \/><b>Aldo: <\/b>\u00abPerch\u00e9 ormai \u00e8 un pezzo da museo, Giovanni\u00bb.<br \/><b>Giacomo: <\/b>\u00abAdesso lo abbatteranno, Giova\u00bb.<br \/><b>Giovanni:<\/b> \u00abSperiamo di no. O forse ci mettono una targa, che \u00e8 quasi peggio. Sai che \u00e8 una buona idea? Il testo potrebbe essere: \u201cQui esplet\u00f2 i suoi bisogni Giovanni Storti del famoso trio Aldo, Giovanni e Giacomo\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel film dite: \u00abC\u2019era poco ed era prezioso\u00bb. <\/b><br \/><b>Giovanni: <\/b>\u00abAvevamo meno, per\u00f2 ci sembrava tanto. Ci sentivamo in un gruppo, capivamo di condividere quella condizione. Era un gruppo sociale, qualcosa che adesso non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Eravamo poveri o quasi, ma ci scambiavamo opinioni, giocavamo, facevamo esperienze insieme e quindi qualsiasi cosa di quell\u2019ambiente era preziosa. Oggi \u00e8 tutto frammentato e solitario. A noi bastava poco per essere felici. Quando abbiamo vinto nell\u201982 i Mondiali, mio pap\u00e0 si \u00e8 affacciato sul terrazzo e ha gridato: \u201cCi vogliono tre F\u00fchrer per abbattere l\u2019Italia!\u201d\u00bb.<br \/><b>Giacomo: <\/b>\u00abLe nostre erano famiglie dignitose, di lavoratori, ma non potevamo permetterci quasi nulla. Per\u00f2 non \u00e8 che ci mancasse il jeans, la giacca, o il giubbotto. Stavamo bene cos\u00ec, no? Non ci si preoccupava \u2013 vero Giova? \u2013 di \u2019sta roba\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Aldo, tuo pap\u00e0 che faceva?<\/b><br \/><b>Aldo: <\/b>\u00abMio pap\u00e0 lavorava all\u2019inizio alle Poste, poi alla Motta. E poi, per arrotondare, ha fatto il tassista abusivo. Quando abbiamo girato &#8220;Chiedimi se sono felice&#8221;, noi eravamo alla Stazione Centrale e guarda caso c\u2019era lui. Mi vede e mi fa: \u201cE tu che ci fai qua?\u201d \u201cNo, che ci fai tu?\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><b>Quanto sono stati contenti i vostri genitori? Tuo padre, Giovanni, lavorava alla rotativa del Corriere, avrebbe stampato questa intervista\u2026<\/b><br \/><b>Giovanni: <\/b>\u00abIo devo sempre ringraziarli perch\u00e9 non mi hanno mai messo nessun paletto. Ho provato a fare un po\u2019 di tutto nella musica, nell\u2019acrobatica, nell\u2019insegnamento. Ma non mi hanno mai detto: \u201cNino, adesso \u00e8 ora che ti metti un po\u2019 a posto\u201d. Si sono sempre divertiti, sia quando eravamo io e Aldo, che dopo. Soprattutto mia mamma. Sai come sono quelle mamme l\u00ec, no? Anche il mio pap\u00e0, ma nelle famiglie tradizionali milanesi solo la mamma ci parlava. Il pap\u00e0 non parlava, lo faceva solo con la mamma. Infatti non ho mai veramente parlato con mio pap\u00e0 e mi dispiace. Non era disinteresse, c\u2019era un pudore particolare da parte dei pap\u00e0. Quando poi abbiamo cominciato ad avere un po\u2019 di successo mi ricordo che, con vergogna e discrezione, mio padre osava solo dirmi: \u201cMa il conto corrente \u00e8 a posto?\u201d. Adesso non so se si pu\u00f2 dire questa cosa, perch\u00e9 ci vuole tanto pudore, per\u00f2 mio pap\u00e0 e mia mamma a Natale mi continuavano a dare i soldi anche quando sicuramente io avevo mille volte pi\u00f9 denaro di loro\u00bb.<br \/><b>Giacomo:<\/b> \u00abIncredibile, questa cosa. Beh, Giova, facevano cos\u00ec anche con me. Mi davano la busta con i soldi, tipo paghetta, lo ritenevano un loro dovere, anche se gi\u00e0 stavamo bene\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Aldo, racconta di quando non ti sei svegliato per la pomeridiana\u2026<\/b><br \/><b>Aldo:<\/b> \u00abPer me lo spettacolo era sempre la sera, nel senso che io non sono mai andato a teatro il pomeriggio. Per cui davvero, per me \u00e8 stata una rivelazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ora \u00e8 difficile far ridere?<\/b><br \/><b>Giovanni: <\/b>\u00abIo so solo che ci siamo ritrovati per degli spot, io, Aldo e Giacomo, e noi ci divertiamo sempre e riusciamo a far divertire\u00bb.<br \/><b>Aldo:<\/b> \u00abPerch\u00e9 siamo tre caratteri complementari\u00bb. <br \/><b>Giovanni: <\/b>\u00abS\u00ec, siamo un\u2019anima sola. Siamo tre clown che assieme formano un clown. Nonostante l\u2019et\u00e0, ci viene sempre voglia di inventare, di giocare\u00bb.<br \/><b>Giacomo<\/b>: \u00abDi recente, nel teatro che dirigo, abbiamo fatto tre giorni di attori comici. C\u2019erano anche gli stand-up, una volta si chiamavano monologhisti, un essere umano che parla. E basta. Manca la fantasia di immaginare delle scene, delle situazioni. Manca la completezza che c\u2019era negli Anni 70, 80. L\u2019attore comico parlava, per\u00f2 sapeva usare il corpo, la voce, suonava, scriveva scene con altri. Ora si fa tutto da soli. E basta\u00bb.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel film compaiono comici classici: Chaplin, Keaton, Stanlio e Ollio. <br \/>Aldo:<\/b> \u00abNoi ai tempi avevamo solo quello e ce lo godevamo, assorbivamo di pi\u00f9. Forse siamo la generazione che ha avuto di pi\u00f9 dal mondo dello spettacolo, decennio dopo decennio. C\u2019erano veramente tante cose, da Stanlio e Ollio ai Mummenschanz, e le andavamo a vedere, non ci arrivavano per telefonino\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I mimi sono spariti perch\u00e9 c\u2019\u00e8 troppo rumore? <\/b><br \/><b>Giovanni:<\/b> \u00abForse s\u00ec, sono spariti perch\u00e9 alcune cose sono figlie di un tempo. Nel nostro era bello esprimersi col corpo, senza la parola. Con i mezzi che ci sono adesso la parola \u00e8 diventata clamorosamente importante\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I vostri personaggi pi\u00f9 belli. Ne cito solo due. Cominciamo dai sardi&#8230;<\/b><br \/><b>Giovanni: <\/b>\u00abNoi abbiamo frequentato per parecchie estati la Sardegna e io sono sempre stato affascinato da quella lingua che \u00e8 impossibile da ripetere, e allora cercavo di imitarla. Per\u00f2 siccome \u00e8 molto complessa, ci si infilava dentro la fantasia, i nomi inventati con quell\u2019accento. Ci \u00e8 capitato di andare a Cagliari e qualcuno mi parlava in sardo perch\u00e9 pensava che fossi di l\u00ec. E io, per non deluderlo, dicevo: \u201cNo, ma io sono di Sassari, ho un altro dialetto\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>    Aldo: \u00abLavoravo alla Sip e ho deciso di licenziarmi e rischiare. Ho scelto di farmela piacere questa vita&#8230;\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>&#8230;E Tafazzi. Dirigevo l\u2019Unit\u00e0 e chiesi a Sandro Veronesi di scriverne. Uno che si dava allegramente le bottigliate sugli zebedei non poteva che essere una metafora della sinistra delle scissioni infinite\u2026<\/b><br \/><b>Giovanni: <\/b>\u00abS\u00ec, alla fine non pensavamo di farlo a Mai dire gol perch\u00e9 era andato male a Rai3. Avevamo deciso di buttarlo. Perch\u00e9, se ci pensi, faceva solo un gesto, cantava ooh ooh e si dava le bottigliate nei maroni. Era un personaggio che finiva l\u00ec\u00bb. <br \/><b>Giacomo:<\/b> \u00abS\u00ec per\u00f2, Giova, a un certo livello, alto. Sei stato tu, Walter, a dargli vita, praticamente. E immeritata dignit\u00e0, anche\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il vostro personaggio preferito?<\/b><br \/><b>Aldo:<\/b> \u00abPer me Rolando. Avrei voluto fare pi\u00f9 cose con lui. Si pu\u00f2 dire che era il mio alter ego\u00bb. <br \/><b>Giovanni:<\/b> \u00abSicuramente Nico il sardo, per\u00f2 quello che mi faceva pi\u00f9 divertire era il dottor Alzheimer. L\u00ec si scatenava veramente il divertimento assoluto. Era molto corale\u00bb.<br \/><b>Giacomo: <\/b>\u00abIo mi divertivo molto a fare Flanagan. E in generale qualsiasi vecchietto, mi piace molto\u00bb.<\/p>\n<p>    Giovanni: \u00abMia madre e mio padre hanno continuato a darmi i soldi a Natale&#8230; anche quando ne avevo molti pi\u00f9 di loro\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il politicamente corretto? <\/b><br \/><b>Giovanni: <\/b>\u00abBrutto. Met\u00e0 delle nostre cose non si potrebbero fare\u00bb.<br \/><b>Giacomo: <\/b>\u00abPensa agli animali schiacciati con la macchina&#8230;\u00bb. <br \/><b>Giovanni: <\/b>\u00abPensa al circo di Paolo Rossi, lui che era su un carrettino senza braccia, senza gambe e io lo pestavo. Abbiamo fatto delle cose veramente efferate. Io credo che se tu usi garbo, non sei cattivo, puoi dire quello che vuoi\u00bb. <br \/><b>Aldo:<\/b> \u00abIo ti ricordo la scena del terremoto e della bambina. C\u2019era un terremoto e la bambina rimaneva sotto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quanto sono stati importanti i Gialappi? <\/b><br \/><b>Giovanni:<\/b> \u00abTantissimo, perch\u00e9 da loro c\u2019era un clima che ha permesso che noi ci scatenassimo, che inventassimo tante cose, tanti personaggi.  Loro sono stati una bella svolta per noi. E ci hanno anche permesso di essere l\u2019unico trio che si \u00e8 diviso per far la Tv. Con loro lavoravamo insieme, ma potevamo anche fare cose da soli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il momento difficile: un Sanremo andato male e  il film Fuga da Reuma Park.<\/b><br \/><b>Giacomo:<\/b> \u00abSanremo non avremmo mai dovuto farlo. Noi eravamo convinti da sempre che non fosse opportuno. Baudo, Fazio, tutti ci imploravano, abbiamo sempre detto di no. Un anno, chiss\u00e0 perch\u00e9, abbiamo ceduto. Una cavolata. Ma perch\u00e9 era il nostro anniversario e quindi&#8230;  Non \u00e8 il nostro ambiente, l\u2019abbiamo sempre pensato. Fuga da Reuma Park fu un\u2019operazione ibrida che non voleva dire niente. E vabb\u00e8. \u00c8 andata cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>    Giacomo: \u00abLe nostre erano famiglie dignitose di lavoratori ma non potevamo permetterci quasi nulla, a parte i jeans\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Oggi siete un trio o tre amici?<\/b><br \/><b>Giovanni:<\/b> \u00abSiamo ancora un trio. Ognuno di noi ora ha anche degli altri interessi. Per\u00f2, come dice Aldo, quando siamo insieme si accende una scintilla e siamo sempre nel trio. Ci divertiamo, siamo ancora un trio\u00bb. <br \/><b>Giacomo:<\/b> \u00abIo ho un sogno: che scatti in noi e in Massimo Venier la follia di fare il sequel de La leggenda di Al, John e Jack. Penso sarebbe bellissimo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tornerete a teatro? <\/b><br \/><b>Giovanni: <\/b>\u00abOra \u00e8 molto difficile perch\u00e9 il teatro era frutto di pomeriggi e pomeriggi di incontri, cazzeggi. Idee, ma soprattutto cazzeggi. Adesso questo meccanismo \u00e8 difficile da ricreare, quindi \u00e8 difficile rimettere insieme qualcosa. Dipende anche dalla lontananza\u00bb.<br \/><b>Giacomo: <\/b>\u00abHo visto in questi giorni che se ci mettiamo l\u00ec, siamo sempre uguali, per\u00f2 dopo 40 anni \u00e8 difficile\u00bb. <br \/><b>Aldo:<\/b> \u00abAvevamo l\u2019adrenalina a mille, venivano fuori tante cose, c\u2019era la fame e la voglia di cambiare.  Oggi potremmo essere una brutta copia di quello che eravamo. Ognuno di noi si mette alla prova in cose diverse ma quando ci ritroviamo scopriamo che non abbiamo finito di divertirci\u00bb.<br \/><b>Giacomo:<\/b> \u00ab\u201cPer ogni cosa c\u2019\u00e8 il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo\u201d. \u00c8 L\u2019Ecclesiaste. Chiudi cos\u00ec, viene bene\u00bb.<br \/><b>Aldo:<\/b> \u00abMiiii che citazione!\u00bb<\/p>\n<p>    Nomi e soprannomi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Giovanni Storti, Esagerato<\/b><br \/>Milanese, 68 anni, sposato con Annita Casolo, ha due figlie: Clara e Mara. Soprannominato cos\u00ec agli inizi del Trio quando si chiamavano Galline Vecchie Fan Buon Brothers. Appassionato di danza mimica, negli Anni 80 ha insegnato acrobazia teatrale. Debutto al cinema nell\u201987 con Kamikazen di Salvatores.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Aldo Baglio, Dexter<\/b><br \/>Nato a Palermo ed emigrato bambino a Milano, vero nome Cataldo, ha 67 anni, \u00e8 sposato dal \u201896 con l\u2019attrice Silvana Fallisi e ha 2 figli: Caterina e Gaetano. Il soprannome arriva dal Trio agli inizi, le Galline Vecchie Fan Buon Brothers del 1991. Senza gli altri due ha partecipato a due film: Scappo a casa (2019) e Con un battito di ciglia (2024).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Giacomo Poretti, Sugar\u00a0<\/b><br \/>Nato a Villa Cortese (Mi),  69 anni, gi\u00e0 sposato con l\u2019attrice Marina Massironi, ora lo \u00e8 con la psicoterapeuta Daniela Cristofori (59 anni). Con lei ha avuto un figlio, Emanuele (19). Il soprannome gli deriva dal personaggio del primo film del Trio, Tre uomini e una gamba (1997). Cattolico, vicino a Cl, ha avuto l\u2019Ambrogino d\u2019oro di Milano.<\/p>\n<p>    La regista: \u00abErano liberi di sbagliare\u00a0<br \/>e ricominciare. Oggi \u00e8 diverso\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sophie Chiarello (foto in basso) \u00e8 la sapiente e delicata regista di Attitudini: nessuna, il documentario su Aldo, Giovanni e Giacomo. Li conosce a fondo, \u00e8 stata loro assistente alla regia in molti film. \u00abSapevo della loro estrazione popolare e ho pensato fosse giusto raccontarla nel modo pi\u00f9 diretto ed emozionante. Mi piacciono le storie delle persone. Questo documentario \u00e8 un viaggio nella vita dei tre artisti e penso sia stato giusto convincerli ad andare di persona a ritrovare i luoghi e gli incontri della loro vita. Forse una delle cose che mi ha colpito di pi\u00f9 \u00e8 la libert\u00e0 di sperimentare che loro hanno avuto e la possibilit\u00e0 di sbagliare e ricominciare. Non so se oggi esista pi\u00f9 questa libert\u00e0. Inoltre, ripercorrendo il repertorio di quegli anni, dal circo di Paolo Rossi alla Gialappa\u2019s, sembra evidente che oggi siamo molto meno liberi di esprimerci&#8230; Mi chiedo se ci siamo conquistati realmente un\u2019autentica libert\u00e0 di espressione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-11-14T15:51:31+01:00\">14 novembre 2025 ( modifica il 14 novembre 2025 | 15:51)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Walter Veltroni I tre comici tornano con il documentario &#8220;Attitudini: nessuna&#8221;, nel quale raccontano la storia della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":214849,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[174],"tags":[9639,128107,44511,4924,32,2940,128115,7738,1240,2766,2873,128116,102128,1034,128117,2554,128118,56497,50655,5477,5464,3591,122,6987,3989,3059,128119,7882,128120,6927,128121,128122,128123,30467,128124,66826,34861,11599,128125,124999,203,9264,778,943,128126,128127,5700,128128,128129,16843,2097,2154,128130,128131,7886,2731,128132,5462,2716,454,2242,128109,128110,110372,128133,128134,2753,5500,128135,128136,128111,2759,128108,128112,57452,12313,204,1537,90,89,21368,9324,128137,128138,31808,128139,1914,128141,128140,4964,28,2737,2381,128142,128143,8554,812,3608,690,2953,5775,14347,7793,8176,6857,128144,3965,2379,17736,69295,128145,13281,66885,128146,128147,17921,14522,8015,128113,128114,36933,3585,9143,34038,8336,2434,28511,21317,34866,20822,659,34180,4887,102737,14358,5489,6205],"class_list":{"0":"post-214848","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-intrattenimento","8":"tag-aldo","9":"tag-aldo-giovanni","10":"tag-aldo-giovanni-giacomo","11":"tag-ambiente","12":"tag-andare","13":"tag-andato","14":"tag-attitudini","15":"tag-attrice","16":"tag-bagno","17":"tag-bambina","18":"tag-bello","19":"tag-bottigliate","20":"tag-brothers","21":"tag-buon","22":"tag-buon-brothers","23":"tag-cambiare","24":"tag-cazzeggi","25":"tag-chiamavano","26":"tag-clown","27":"tag-comici","28":"tag-comico","29":"tag-corpo","30":"tag-cose","31":"tag-dava","32":"tag-decennio","33":"tag-deciso","34":"tag-deciso-licenziarmi","35":"tag-devi","36":"tag-devi-fame","37":"tag-difficile","38":"tag-dignitose","39":"tag-dignitose-lavoratori","40":"tag-dignitose-lavoratori-potevamo","41":"tag-dimostrare","42":"tag-dimostrare-giacomo","43":"tag-divertiamo","44":"tag-divertire","45":"tag-documentario","46":"tag-documentario-attitudini","47":"tag-duri","48":"tag-entertainment","49":"tag-fabbrica","50":"tag-fame","51":"tag-famiglie","52":"tag-famiglie-dignitose","53":"tag-famiglie-dignitose-lavoratori","54":"tag-fan","55":"tag-fan-buon","56":"tag-fan-buon-brothers","57":"tag-fantasia","58":"tag-far","59":"tag-farlo","60":"tag-farmela","61":"tag-farmela-piacere","62":"tag-felici","63":"tag-figli","64":"tag-figli-operai","65":"tag-figlie","66":"tag-figlio","67":"tag-film","68":"tag-fuga","69":"tag-fuga-reuma","70":"tag-fuga-reuma-park","71":"tag-galline","72":"tag-galline-vecchie","73":"tag-galline-vecchie-fan","74":"tag-genitori","75":"tag-giacomo","76":"tag-giacomo-famiglie","77":"tag-giacomo-famiglie-dignitose","78":"tag-giova","79":"tag-giovanni","80":"tag-giovanni-giacomo","81":"tag-giovanni-si","82":"tag-giovanni-storti","83":"tag-inizi","84":"tag-intrattenimento","85":"tag-it","86":"tag-italia","87":"tag-italy","88":"tag-jeans","89":"tag-lavoratori","90":"tag-lavoratori-potevamo","91":"tag-lavoratori-potevamo-permetterci","92":"tag-lavoravo","93":"tag-lavoravo-sip","94":"tag-li","95":"tag-li-bagno","96":"tag-licenziarmi","97":"tag-manca","98":"tag-milano","99":"tag-nato","100":"tag-nomi","101":"tag-ollio","102":"tag-ooh","103":"tag-operai","104":"tag-ospedale","105":"tag-padre","106":"tag-papa","107":"tag-park","108":"tag-parlare","109":"tag-parlava","110":"tag-parola","111":"tag-pensa","112":"tag-permesso","113":"tag-permetterci","114":"tag-personaggi","115":"tag-personaggio","116":"tag-piacere","117":"tag-pomeriggi","118":"tag-poretti","119":"tag-poteva","120":"tag-potevamo","121":"tag-potevamo-permetterci","122":"tag-preziosa","123":"tag-proprietario","124":"tag-qualsiasi","125":"tag-quell","126":"tag-reuma","127":"tag-reuma-park","128":"tag-rischiare","129":"tag-ritrovato","130":"tag-sanremo","131":"tag-sardo","132":"tag-scene","133":"tag-si","134":"tag-sip","135":"tag-soli","136":"tag-soprannome","137":"tag-sposato","138":"tag-tante","139":"tag-tante-cose","140":"tag-teatro","141":"tag-trio","142":"tag-veramente","143":"tag-vero","144":"tag-voglia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/214848","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=214848"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/214848\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/214849"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=214848"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=214848"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=214848"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}