{"id":215245,"date":"2025-11-14T22:12:13","date_gmt":"2025-11-14T22:12:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/215245\/"},"modified":"2025-11-14T22:12:13","modified_gmt":"2025-11-14T22:12:13","slug":"andrea-gaudenzi-nitto-atp-finals-2025-q-and-a-nitto-atp-finals","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/215245\/","title":{"rendered":"andrea-gaudenzi-nitto-atp-finals-2025-q-and-a | Nitto ATP Finals"},"content":{"rendered":"<p>Gaudenzi parla con i media a Torino<\/p>\n<p>Il Presidente dell\u2019ATP, Andrea Gaudenzi, ha parlato con i media alle Nitto ATP Finals affrontando un\u2019ampia gamma di temi.<\/p>\n<p>Questa serie di domande risposte \u00e8 tratta dalla conferenza stampa ed \u00e8 stata leggermente modificata per maggiore sintesi e leggibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Nitto ATP Finals<\/strong><\/p>\n<p><strong>D. Questo \u00e8 il quinto anno delle Nitto ATP Finals a Torino. Qual \u00e8 la sua impressione sull\u2019evento finora?<\/strong><\/p>\n<p>Nel complesso, \u00e8 un\u2019edizione straordinaria. Abbiamo iniziato con il COVID, che non \u00e8 stato facile, ma anno dopo anno l\u2019evento \u00e8 migliorato. Complimenti alla FITP, hanno fatto un lavoro incredibile. Credo che fossimo tutti un po\u2019 ansiosi dopo Londra, perch\u00e9 a Londra era stato sempre un evento fantastico. Credo che abbiamo mantenuto le promesse e che siamo al di sopra delle aspettative iniziali.<\/p>\n<p>Questa edizione \u00e8 particolarmente emozionante perch\u00e9 c\u2019\u00e8 in palio il numero 1 del mondo. \u00c8 davvero entusiasmante vedere i migliori giocatori del mondo lottare per chiudere la stagione in testa alla classifica. \u00c8 probabilmente il miglior scenario possibile. \u00c8 fantastico per i fan.<\/p>\n<p><strong>D. Le Nitto ATP Finals resteranno a Torino fino al 2030?<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 stata ancora presa una decisione. Qui siamo molto felici. Naturalmente \u00e8 un aspetto che dobbiamo considerare. Abbiamo concordato di sederci con la FITP e discuterne all\u2019inizio del prossimo anno.<\/p>\n<p><strong>Calendario<\/strong><\/p>\n<p><strong>D. Si discute molto della struttura del calendario ATP, e l\u2019attenzione \u00e8 tornata sui tornei di livello pi\u00f9 basso come i Challenger e gli ATP 250. Come vede il futuro della categoria ATP 250, soprattutto ora che \u00e8 stata rimossa la settimana di Metz e Atene?<\/strong><\/p>\n<p>Il tennis \u00e8 uno sport difficilissimo da programmare, probabilmente il pi\u00f9 difficile, per una ragione semplice: \u00e8 a eliminazione diretta.<\/p>\n<p>Per esempio, in uno Slam o in un evento di 12 giorni, un giocatore pu\u00f2 giocare una partita oppure sette partite in 12 giorni. Guardate il golf: i migliori 60 giocano 72 buche in quattro giorni.<\/p>\n<p>Carlos e Jannik giocano circa 80 partite in 18\u201320 tornei. I giocatori con ranking pi\u00f9 basso giocano meno partite in 30\u201335 tornei.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 ci sono quattro o cinque calendari all\u2019interno di un unico calendario. La met\u00e0 dei giocatori perde al primo turno, e il 75% \u00e8 fuori al secondo. Per la maggior parte dei giocatori ogni torneo \u00e8 un evento da due o quattro giorni. Per altri \u00e8 pi\u00f9 lungo. Questo mostra la complessit\u00e0 del calendario.<\/p>\n<p>Ovviamente c\u2019\u00e8 un gruppo di giocatori che dice che cos\u00ec si gioca troppo. Per altri, se togli eventi, diventa troppo poco, perch\u00e9 hanno bisogno di giocare. Se perdi, devi poter andare in un altro torneo e giocare di pi\u00f9. Per questo abbiamo diversi livelli: Slam, Masters, 500 e 250. Cerchiamo di bilanciare tutto per ogni categoria di giocatori, compresi i Challenger, che sono fondamentali per creare i campioni del futuro.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni abbiamo adottato una strategia di riduzione del numero di ATP 250: da 38 siamo scesi, credo, a 29. L\u2019obiettivo per ottimizzare il calendario per il 2028, quando entrer\u00e0 il nuovo Saudi Masters, \u00e8 continuare a ridurre i 250. I 250 sono molto importanti. Ogni categoria \u00e8 importante. Ma ne avevamo troppi. Era molto difficile inserirli nel calendario.<\/p>\n<p>Abbiamo due problemi: l\u2019anno ha 52 settimane e non si pu\u00f2 cambiare. L\u2019altro \u00e8 che i giocatori hanno bisogno di una vera off-season. Oggi \u00e8 un po\u2019 troppo breve. Serve riposo, vacanze, dare ristoro al fisico, ricominciare ad allenarsi e poi iniziare la stagione australiana.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, c\u2019\u00e8 la complessit\u00e0 di avere sette entit\u00e0 coinvolte nel tennis professionistico: i quattro Slam, che sono indipendenti; l\u2019ITF, con una Coppa Davis che ha cambiato formato spesso; ATP e WTA.<\/p>\n<p>Considerando questo quadro generale, ho molta comprensione per i giocatori. Ci sono sette entit\u00e0 che gestiscono il calendario, sette board che prendono decisioni. \u00c8 difficile creare un sistema fluido, e questo \u00e8 il cuore del nostro progetto OneVision: unificare la governance e creare un calendario ideale, o la cosa pi\u00f9 vicina possibile.<\/p>\n<p>La nostra strategia \u00e8 stata chiara: puntare sul prodotto premium, i Masters. La ragione \u00e8 semplice: dobbiamo offrire ai fan la migliore esperienza possibile. I fan vogliono vedere i migliori giocare tra loro negli eventi pi\u00f9 importanti. Gli Slam, i Masters e le Finals sono quei momenti. Poi ci sono i tornei 500 e i 250 dove giocano quelli che disputano meno partite nei grandi eventi e devono mantenere il ritmo.<\/p>\n<p>\u00c8 complicato. Per esempio, Carlos e Jannik arrivano quasi sempre in fondo agli Slam, giocano molto bene nei Masters. Per loro \u00e8 difficilissimo giocare un calendario completo.<\/p>\n<p>Un altro problema \u00e8 che il tennis ha un sistema aperto: i giocatori sono professionisti indipendenti. Possiamo stabilire regole, incentivi, influenzare i loro comportamenti, ma in definitiva sono loro a decidere dove giocare. Possono scegliere un 250 al posto di un 500, o un 500 al posto di un Masters. Molti giocano in categorie pi\u00f9 basse, competizioni a squadre o esibizioni fuori dal sistema.<\/p>\n<p>\u00c8 un problema complesso. Non esiste una soluzione unica. Credo fermamente che, se tutti fossero nella stessa stanza \u2014 Slam, ATP, WTA, ITF \u2014 con un\u2019unica governance, faremmo un lavoro molto migliore.<\/p>\n<p><strong>D. Da giocatore, come si sarebbe sentito se il numero dei 250 fosse stato ridotto, rendendo pi\u00f9 difficile il salto verso i 500 o i 1000?<\/strong><\/p>\n<p>Non si possono aumentare i 250 ed espandere i Masters allo stesso tempo.<\/p>\n<p>Io non sono mai stato uno di quelli che arrivavano alla seconda settimana negli Slam e nei Masters.<\/p>\n<p>Ero molto frustrato dal fatto che, anche quando ero numero 50 o 55, potessi giocare il main draw solo a Indian Wells e Miami. Riesci a essere il numero 50 del mondo e non puoi accedere al livello premium. Pensavo: perch\u00e9 posso giocare il tabellone principale di uno Slam e non di un Masters? Se esiste questo livello, vogliamo che i migliori ci giochino.<\/p>\n<p>Per questo penso che il tabellone a 96 giocatori (oggi adottato nei Masters 1000 da 11 giorni n.d.r.) sia molto importante. Cos\u00ec i Top 100 possono giocare il main draw in almeno sette Masters su nove. Le eccezioni sono Parigi, Monte-Carlo e, in futuro, l\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i 250, da giocatore ho fatto molti errori: giocavo i 250 sulla terra la settimana prima dello US Open. Erano piazzati ovunque, c\u2019erano tornei in ogni angolo. Col tempo ho imparato e migliorato la gestione del mio calendario. \u00c8 questione di autodisciplina. Ho visto giocatori che pianificavano bene, senza farsi attirare dalle garanzie economiche.<\/p>\n<p>Non credo che i giocatori debbano programmarsi guardando ai soldi. Dovrebbero programmarsi puntando ai punti e ai titoli, soprattutto i Top 50 e Top 100.<\/p>\n<p>Il numero dei 250 non sar\u00e0 un problema perch\u00e9 l\u2019idea \u00e8 avere settimane dedicate: 10 settimane di 250, otto di 500, totale 18; poi dieci Masters, siamo a 28; pi\u00f9 i quattro Slam, 32. \u00c8 questo l\u2019obiettivo.<\/p>\n<p>Funziona per tutti i Top 100: chi \u00e8 in alto gioca quasi solo Slam, Masters 1000 e pochi 500; chi \u00e8 pi\u00f9 indietro gioca pi\u00f9 500 e 250; pi\u00f9 gi\u00f9 ancora, 250 e Challenger. \u00c8 una piramide. Se sei in alto, secondo me non dovresti giocare al ribasso. Se sei Sinner o Alcaraz non hai bisogno di giocare i 250: non si adattano al tuo livello. In Formula 1 un pilota non pu\u00f2 gareggiare in una categoria inferiore. Proteggono il talento. Ma \u00e8 un sistema diverso.<\/p>\n<p><strong>D. I giocatori continuano a lamentarsi dei Masters 1000 su pi\u00f9 giorni. Jack Draper ha contattato tutti i Top 20 e non ha ricevuto risposte molto positive.<\/strong><\/p>\n<p>Sul formato a 12 giorni non ho inventato nulla. Indian Wells e Miami esistono da 35 anni. Quando sono arrivato ho guardato i numeri: erano nettamente superiori agli altri. Gli Slam funzionano per due ragioni: infrastrutture incredibili e storia. Hanno stadi enormi, e di fatto tre settimane di torneo (con qualificazioni). Il tennis \u00e8 poco remunerato dai media e molto dal ticketing: oltre il 50\u201360% dei ricavi arriva dai biglietti. Negli altri sport, i ricavi media sono il 60\u201370%.<\/p>\n<p>Il 2025 \u00e8 il terzo anno del piano OneVision, ma gi\u00e0 nel primo anno dei Masters estesi si vedono risultati. I ricavi \u2014 che non posso dichiarare \u2014 stanno crescendo molto. \u00c8 un grande cambiamento. Grazie alla formula di profit-sharing, abbiamo distribuito quasi 20 milioni di dollari nel 2024, rispetto ai 6 milioni del 2023. \u00c8 il 25% in pi\u00f9 oltre al prize money, che \u00e8 gi\u00e0 aumentato.<\/p>\n<p>Questo significa che il profitto totale dei Masters \u00e8 vicino ai 110 milioni. La formula divide i profitti eccedenti dopo aver sottratto il prize money base. Dal punto di vista finanziario funziona e porta valore a tutti i giocatori, inclusi quelli dal numero 100 al 150.<\/p>\n<p>Sapevo che il formato a 12 giorni non sarebbe stato ben accolto dai top player, perch\u00e9 sono loro a dover arrivare prima e restare pi\u00f9 a lungo. Sono quelli pi\u00f9 colpiti. Gli altri perdono presto. Anche nei quarti, non cambia molto.<\/p>\n<p>Penso si debba rimanere entro queste logiche ancora qualche anno, o spostare pi\u00f9 compensazione verso i top player, per riconoscere il valore che generano. \u00c8 anche una questione di compenso per giorno. I giocatori fanno un confronto semplice: in un\u2019esibizione guadagnano X in un giorno, in un Masters guadagnano X diviso 12. Questo \u00e8 il problema.<\/p>\n<p>Non credo che esista un prodotto perfetto. Abbiamo fatto un\u2019ipotesi e dobbiamo testarla per qualche anno. Poi potremo correggere o confermare.<\/p>\n<p>Il formato dei Masters 1000 da 12 giorni \u00e8 parte di un accordo in cui i tornei hanno accettato di aprire i loro conti ai giocatori. Per 35 anni i giocatori non avevano potuto vedere i numeri economici dei tornei. Ora s\u00ec. Sono partner alla pari. Questo era parte dell\u2019accordo. L\u2019altra parte riguardava l\u2019aggregazione dei diritti media.<\/p>\n<p>Chiedo solo un po\u2019 di pazienza: credo che tutto ci\u00f2 generer\u00e0 valore. E chiedo anche ai giocatori di gestire meglio il loro calendario, giocando meno eventi fuori dal circuito ATP. Se sono stati aggiunti giorni nei Masters, si pu\u00f2 compensare riducendo esibizioni o tornei minori. \u00c8 questione di equilibrio.<\/p>\n<p><strong>D. Secondo lei, quante dovrebbero essere idealmente le settimane di off-season?<\/strong><\/p>\n<p>Non esiste un numero perfetto. Alcuni direbbero sei settimane, altri sette, altri otto. Sicuramente servono una o due settimane di riposo, una o due per ricostruire il fisico, poi si riprende la racchetta. La off-season deve essere pi\u00f9 lunga di adesso.<\/p>\n<p>Poi dipende da chi \u00e8 il giocatore di cui parliamo. Io ho giocato la finale di Davis una sola volta. Altrimenti finivo la stagione a Parigi.<\/p>\n<p>I primi otto finiscono dopo le Finals. Oggi, chi perde a Parigi deve aspettare e rimanere attivo fino alla Davis. Amo la Davis. Le mie migliori partite sono state l\u00ec. \u00c8 un asset incredibile. Dovremmo trasformarla nel Mondiale del tennis.<\/p>\n<p>Credo che il miglior formato sia con le partite a eliminazione diretta in casa e in trasferta. La finale che ho giocato a Milano \u00e8 il ricordo pi\u00f9 bello della mia carriera. La Davis va in citt\u00e0 dove il Tour non arriva. Ho giocato i quarti contro gli Stati Uniti a Palermo, contro Agassi e Sampras. Lo stadio era pieno comunque.<\/p>\n<p>Il problema era che si giocava ogni anno e su superfici diverse. Una volta abbiamo giocato contro la Repubblica Ceca a Napoli, abbiamo vinto, e il marted\u00ec successivo ero sul cemento a Dubai. Era molto dura.<\/p>\n<p>In un mondo ideale, la Davis dovrebbe essere giocata con i turni a eliminazione diretta in casa e trasferta su un ciclo di due anni. Nessun Campionato Mondiale negli altri sport si gioca ogni anno. Sarebbe meglio per il prodotto e libererebbe il calendario.<\/p>\n<p>Infine, c\u2019\u00e8 da considerare la differenza tra finire la stagione a Parigi e finire alle Finals. \u00c8 qui che l&#8217;impostazione del calendario all\u2019inizio della stagione successiva diventa importante. Novak ha vinto l\u2019Australian Open sette volte senza giocare tornei prima. Jannik ha vinto senza giocare prima. I top player possono farlo.<\/p>\n<p>Se non ci sono Masters, il giocatore crea la propria flessibilit\u00e0. Se giochi troppo e arrivi troppo in fondo, devi fermarti per forza. Credo che servano almeno sette settimane di pausa.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Governance<\/strong><\/p>\n<p><strong>D. Quali sono gli ultimi sviluppi legati ai top player e agli Slam? E come incide questo sulle relazioni tra ATP e il resto dell\u2019ecosistema?<\/strong><\/p>\n<p>Torno a OneVision, il piano che ho presentato nel 2020. Ci sono difetti nel nostro sistema, dovuti al fatto che abbiamo quattro Slam indipendenti, ATP, WTA e ITF.<\/p>\n<p>Gli Slam \u2014 sia chiaro \u2014 sono i migliori tornei che abbiamo. Sono asset incredibili. Sono la vetrina massima. Da giocatore, cresci sognando uno Slam. Gli obiettivi principali sono diventare numero 1 e vincere uno Slam.<\/p>\n<p>In ATP, il 50% della governance \u00e8 dei giocatori. Ogni decisione deve essere approvata dai rappresentanti dei giocatori, eletti dal players council, che rappresenta tutto il gruppo. \u00c8 un sistema democratico.<\/p>\n<p>Ma ci sono quattro entit\u00e0 indipendenti. Da un lato \u00e8 un vantaggio perch\u00e9 possono decidere autonomamente. Dall\u2019altro, dal punto di vista dei giocatori, c\u2019\u00e8 il fatto che non hanno rappresentanza negli Slam. Il nostro sistema \u00e8 trasparente: se generano valore, ricevono valore. Chiedono solo una rappresentanza equa e una compensazione equa. Magari il livello attuale \u00e8 gi\u00e0 giusto, ma non lo sanno e non si sentono ascoltati. La loro una richiesta legittima.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l\u2019obiettivo di OneVision: portare tutti allo stesso tavolo \u2014 uomini, donne, Slam, Masters, 500, 250. Siamo tutti parte dello stesso sport. Lo ripeto spesso: \u00e8 come scrivere un libro con capitoli scritti da autori diversi e venduti in negozi diversi. Non \u00e8 un sistema ottimale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gaudenzi parla con i media a Torino Il Presidente dell\u2019ATP, Andrea Gaudenzi, ha parlato con i media alle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":215246,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1457],"tags":[1537,90,89,245,244,1273],"class_list":{"0":"post-215245","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tennis","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-sport","12":"tag-sports","13":"tag-tennis"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115550351809552806","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215245","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=215245"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215245\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/215246"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=215245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=215245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=215245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}